venerdì 22 giugno 2018

Jurassic World - Il regno distrutto (degli homo sapiens?)



Che dire? Che il film mi è piaciuto? Sì. Che i dinosauri in un film di dinosauri si devono vedere e tanto? Sì - e invece se ne son visti pochini.  Dopo la 'esplosione' ( ;) ) di dinosauri del primo tempo, infatti, ecco che veniamo proiettati in un gothic horror claustrofobico nel secondo tempo. Ma insieme coi dinosauri, nel castello nascosto nella foresta, fanno capolino, tra le ombre, idee e possibilità - per ora tutte cliffhanger-  sulle quali ti sei divertito a spender due righe.







Premessa.

Quando vai al cinema, specialmente con certi film, come questo: ti diverti a cercare i momenti seri, le frasi - magari buttate lì - che ci fan vedere per un secondo che possono/potrebbero esistere anche risvolti etici, su certe questioni. Come capita in questo film. 
E va detto che, se capita in questo film, vuol dire che certi problemi, han fatto breccia, ormai, a livello generale - sia pure a livello sotterraneo, inconscio, magari anche inconsapevole, sicuramente superficiale e scolastico; ma son lì, e ormai ci stanno.
 

Bene. Il tuo approccio, molto nerd ma anche molto attivista, si può discutere e questionare, ma ha il merito di farti vedere certi film sotto una luce un po' laterale.

Premessa numero due. Jurassic World Il regno distrutto è il quinto episodio di un franchise sempreverde (alzi la mano quelli a cui non piacciono i dinosauri): e la prospettiva più sensata sia per vederlo che per ragionarci è - secondo te - proprio quella di non perder mai di vista anche i film precedenti. Il concetto di fondo è sempre il medesimo: il rimescolarsi inarrestabile della vita. (oltre al divertimento infantile, certo; e oltre agli incassi, ma questi ultimi - purtroppo - non ci riguardano).



Premssa numero tre. Questo post è ricco di spoiler, quindi se volete vedere il film, aspettate a leggerlo. 

Premessa numero quattro. Questo post deriva da un commento alla recensione del film di Doc Manhattan.







Gli aspetti problematici legati a questo tema che funziona come un basso continuo, toccano sempre al professor Ian Malcolm, sempre impersonato dal saturnino Jeff Goldblum - qui in un cameo seduto parlato, molto concettuoso.
Il suo poker di frasi:

 "Questi animali meritano la stessa protezione data alle altre specie o dovremmo lasciarli morire?”


“La vita non si imprigiona. La vita si libera. La vita ... trova una strada.”


 “La potenza genetica è stata liberata. Non possiamo richiudere il vaso.”

 “Erano qui prima di noi... e se non stiamo attenti, saranno qui anche dopo.”

 Incorniciano e danno un senso a tutta la storia.

Non solo: questa frase: "non hanno bisogno della nostra protezione, ma della nostra assenza" (forse pronunciata da Claire), ti ha fatto saltar sulla sedia, perché sembra che chi l'ha scritta abbia appena finito di leggere gli ultimi articoli specializzati sui problemi di convivenza umani e altrianimali, con particolare attenzione per la agency degli animali, delle loro richieste fatte agli homo sapiens, della (in)capacità dei sapiens di accorgersene, di capirle, di ascoltarle (o forse è una mancanza di volontà). Ti ha fatto venire in mente, tra gli altri, sia Will Kymlicka sia Felice Cimatti.  E ti è piaciuto sentirla in un block buster.
 



Il problema etico: li lasciamo estinguere o li salviamo? (posto che 'salvezza', per gli umani, ha un significato tutto suo, che agli animali scommetti non sempre piacerebbe): qualcuno a un certo momento, parla di portarli su un'isola - rifugio, dove potrebbero vivere finalmente liberi da recinti, barriere, liberi dalla presenza degli umani. Sembra una bella soluzione, ma se la esamini meglio, ne cogli i difetti: per quale motivo i dinosauri si autorecluderebbero solamente su una isola, sia pure grande? E come sarebbe possibile cancellare ogni interferenza umana, a ogni livello, visto che l'isola si troverebbe pur sempre su un pianeta letteralmente brulicante di homo sapiens? Comunque: ti ha richiamato alla lontana, la proposta di Edward O. Wilson di trasfomare metà del pianeta in riserva naturale preclusa agli umani.
In ogni modo, il dilemma natura vs tecnologia dovrebbe qui polverizzrsi, di fronte al fatto che visto che li abbiamo riportati al mondo, ora ne siamo in qualche modo responsabili e dunque dobbiamo salvarli.

Dal lato della Natura: l'esplosione vulcanica è un momento forte, specialmente sotto il profilo emotivo, infatti ti ha anche commosso (la scena sul molo, i dinosauri disperati, perché senza scampo): la natura rimescola e spariglia quando e come vuole, frulla anche gli umani. 





I quali umani: lascian sempre rovine e rifiuti dietro di sé: lo si vede molto bene all'arrivo di Clair e Owen al parco abbandonato: Oppure, sempre gli umani, quando arrivano in un posto, la prima cosa che fanno è portare le armi e aggredire: poi, non ti lamentare se i dinosauri giustamente si incazzano. Cioè: se il tuo pregiudizio è assertivo, impositivo, se miri a invadere e rubare, ti precluderai immediatamente qualsiasi tipo di capacità di cogliere altre interazioni e susciterai solo quelle estreme di difesa combattiva. In realtà, quindi, gli animali non aggrediscono, ma si difendono, con tutti i loro mezzi, dall'umano aggressore.
L'uomo è attratto dalla guerra, qualcuno lo dice a un certo punto -  e di ogni novità pensa per prima cosa di farne un'arma. Da qui, l'avvilente asta dei dinosauri, il cui calvario, di gabbia in gabbia, non termina mai - o così sembra. L'asta, di fatto compie una diaspora di dinosauri, che al momento son prigionieri di persone troppo ricche e prive di ogni scrupolo ma...
 




L'angoscia della scena della camera a gas: ti ha ricordato i troppi stermini perpetrati dagli umani contro i miliardi di animali allevati e ritenuti infetti e quindi pericolosi (oche, galline, maiali, mucche...), che vengono soffocati coi gas o con la schiuma, o sepolti vivi, in profonde buche avvolte nella plastica. I dinosauri si accalcano alla uscita, ma i due adulti esitano e alla fine li lascerebbero morire.  La bambina (un clone?!) non ha dubbi su cosa vada fatto: e li libera. Sempre a proposito di responsabilità. Eppure i due adulti, Claire e Owen, di responsabilità ne hanno: Claire firmò per la sperimentazione genetica per Indominus Rex nel Progetto Jurassic World; Owen ha dimostrato l'intelligenza dei dinosauri (sempre deformata da definizioni antropocentriche) e ha mostrato come addestrarli. Sul fatto che Blue possegga una intelligenza empatica e collaborativa molto superiore a quella dei Sapiens, cosa che nessuno rileva e che a nessuno sembra interessare, si potrebbe aprire un intero nuovo discorso.





Infine - per chiudere il cerchio -  il buon Jeff, usato poco ma usato bene: "Il cambiamento è come la morte, qualcosa che puoi comprendere solo quando accade",    "Il cambiamento improvviso, irrazionale, incontrollabile, è nel tessuto dell'esistenza". 

... perle di filosofia seria diluite nello sciroppo al gusto di dinosauro.






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