venerdì 28 novembre 2014

Le foglie finalmente

Fonte: Mijbil Creatures

Un breve interludio, prima del finesettimana.
Sono arrivate le foglie sul terreno: a coprire erba e tronchi nei parchi cittadini, oppure fuori, nelle campagne, nei paesi, dove percorrono anche le strade, ai bordi delle case.
Ai (miei) cani le foglie piacciono molto: sono scrigni leggeri e umidi di odori e sentori, di racconti e promesse; sono cuscini strani da sentire sotto i piedi; sono persino gioielli, collane oppure orecchini, da lasciar impigliare nei riccioli rosse o tra le lunghe frange bianche, o appiccicare sul bruno velluto peloso e liscio della schiena.

Credo che le foglie piacciano anche agli uccelli: ai passeri, alle cince, ai pettirossi; e poi anche agli insetti che vivono sotto le cortecce, o nel terreno.
Piaceranno anche agli stessi alberi? Penso di sì: quand'ero bambino, mi avevano spiegato che le foglie fanno bene agli alberi in autunno e in inverno, proteggono le radici dal gelo.

Perciò, un po' mi dispiace quando vengono spazzate via o soffiate via dalla nettezza urbana, trattate alla stregua di rifiuti non smaltibili, come se fossero immondizia umana. Mi dispiace constatare come l'equazione umana "natura=cosa da usare" si veda finanche in queste piccole cose quotidiane, stagionali (un po' come certe potature implacabili: mi domando, quanti passeri sono vittime del passaggio di questi potatori?).

PS: la bellissima foto all'inizio, è stata presa dal blog MIJBIL CREATURES, luogo di poesia e di arte e belle manifatture, oltre che di storie incantevoli e incantate. C'è una storia che vale la pena di essere raccontata, e lo farò quanto prima, a proposito di Mijbil...

foglie corsare
già giù in mulinelli
la piazza vuota

mercoledì 26 novembre 2014

I diari di Michelle Rokke




Ogni tanto mi ricapitano sotto gli occhi, sotto forma di estratti in vari depliant o volantini.
Anche di recente, li ho ritrovati, e come sempre mi stringono il cuore.
Sono i diari di Michelle Rokke, pubblicati in Italia da AgireOra Edizioni nel 1996.
Un libro-documento che fra poco compirà vent'anni: che sono passati con pochissimi cambiamenti per gli animali tuttora usati nei laboratori di tutto il mondo.

L'antivivisezionismo si è arricchito di argomenti e di sfumature - di cui mi piacerebbe in futuro dare conto, magari con l'aiuto di qualcuno che è addentro agli ultimi sviluppi.

Molto è cresciuto l'antivivisezionismo scientifico, negli anni sono aumentate le realtà e i rendiconti di affidabilità scientifica di test e di esperimenti che NON usano più animali - per determinare i più vari risultati. In tutti i casi, con affidabilità, precisione e velocità.

Non intendo al momento entrare nel dibattito che confronta gli 'argomenti diretti' e gli 'argomenti indiretti': un dibattito ricco e approfondito, interessante e assai produttivo di punti di vista e contenuti. 

Mi limito a una breve riflessione: sono molto soddisfatto dell'esistenza di metodi non cruenti e 'animal free' nella pratica sperimentale scientifica; sono convinto che sia utile per tutti quelli che si impegnano per contrastare la vivisezione, il conoscere e imparare solide risposte tecniche e scientifiche, da usare come argomentazione nei dibattiti spesso logoranti coi sostenitori della vivisezione - logoranti perché la controparte ha schemi di pensiero del tutto alternativi rispetto a quelli degli animalisti, improntati a una dialettica che appare fredda, emotivamente monca, esclusivamente analitica. Sembra che un terreno comune di argomenti condivisi non possa mai ottenersi.

Penso però - e anche come conseguenza - che tutta la conoscenza scientifica rimarrà sempre debole sotto l'aspetto della considerazione per gli altranimali, se non si continuerà a tenere ben presente il fondamentale aspetto emotivo ed empatico: in parole povere, solo se si comincerà sul serio a considerare gli altri animali come individui che hanno il diritto di non essere imprigionati e torturati, e che dunque occorra impiegare tutte le conoscenze tecniche e scientifiche per imparare a fare esperimenti senza inserire gli animali tra il 'materiale di laboratorio', si potranno ottenere dei risultati duraturi e al riparo da sempre possibili marce indietro.

E gli animali diventeranno individui che è eticamente aberrante imprigionare e torturare solamente se impareremo a pensare anche loro in diritto di vivere una vita degna e libera e il più possibile felice - insomma, come la nostra. La tortura non deve essere mai giustificabile, contro tutti gli individui di qualsiasi specie terrestre.
 

James nella gabbia. Fonte: NoVivisezione


Propongo alcuni brevi estratti dai Diari, forse tra i più conosciuti.
PercHé le immagini sono molto importanti, ma forse anche la parola, che dobbiamo leggere per visualizzarla, può essere altrettanto incisiva...

"

La storia di James

Estratti dai "Diari di Michelle Rokke:
In questa stanza ho fotografato James; è difficile fotografare le altre scimmie perché hanno così tanta paura che si rifugiano con un salto sul fondo della gabbia e si voltano verso il muro; James invece è sempre sul davanti della gabbia e fissa con desiderio la porta. Ha l'aria così triste. Gli interessano tutte le cose che gli mostro, l'idrante per la pulizia, il mio distintivo di identificazione, ma sembra che le guardi solo perché non c'è nulla di meglio da fare. 

 Qualche giorno dopo]
James era stressato; ha fissato a lungo la porta di ingresso della stanza e ha scosso la porta della gabbia per la frustrazione; poi mi ha guardata negli occhi e ha cominciato ad accarezzarmi.

[Ancora qualche giorno dopo]
Sono andata a vedere James dopo la somministrazione delle dosi; era seduto esattamente nella stessa posizione di ieri; mi ha accolta con la stessa espressione di sottomissione impaurita, e quando mi sono inginocchiata vicino alla gabbia ha chinato la testa sul petto e si è rannicchiato in posizione fetale. Gli ho accarezzato la schiena attraverso il buco della mangiatoia, ma non sono riuscita a fargli rivolgere lo sguardo verso di me. Aveva le mani contratte e si teneva saldamente le caviglie. Mi spezza il cuore vederlo in questo stato: è così spaventato.

[Dopo qualche settimana]
Oggi, quando sono andata a vedere James, lui mi ha guardata fissa negli occhi e poi ha guardato a terra mentre gli dicevo addio. La maggior parte delle scimmie dello studio 3314, compreso James, saranno uccise giovedì e venerdì di questa settimana. Gli ho detto che forse non riuscirò a incontrarlo di nuovo. Lui si è avvicinato e ha premuto tutto il viso contro la gabbia fissandomi. Gli ho accarezzato la guancia sussurrandogli il mio addio, e mentre mi alzavo e lui si rimetteva nella sua solita posizione fetale ho capito, troppo tardi, che mi aveva porto il viso affinché lo baciassi."



 
Fonte: NoVivisezione


" Il cane che chiamo Joey è un tesoro. Ha delle unghie molto lunghe e una di quelle anteriori si è spezzata. Joey ha ancora l'abitudine di prepararsi al peggio quando metto le mani nella sua gabbia per prenderlo, ma adesso si fida di me e una volta in braccio si accoccola e preme la testa contro di me. Quando cerco di metterlo giù, si stringe forte contro di me, e quando alla fine lo rimetto nella gabbia se ne resta fermo lì, come se non sapesse che fare."

martedì 25 novembre 2014

Stowarzyszenie Empatia per gli Animali

Fonte: Psicologo Mantova

 Il concetto di empatia è suggestivo: è il 'sentire con l'altro', l'essere presente, per assorbire condividendoli gli stati d'animo e quindi portare un (primo) sollievo, o aiuto, con la semplcie e mera presenza - anche muta.
Non c'è dubbio che il 'motore empatico' debba lavorare a pieni giri nei pensieri e nei sentimenti delle persone che si (pre)occupano degli altranimali. 
L'empatia - il suo agirsi all'intenro della sfera emotiva - non dovrebbe però limitarsi a 'mettersi nei panni dell'altro', ma anche a 'portare l'Altro nel proprio mondo'. Con tutto quel che ciò potrebbe comportare: dare visibilità e dignità ai suoi sentimenti o emozioni; ma anche col rischio di trasformarli in una copia dei nostri. 
L'empatia quindi può diventare azione cocnreta, di soccorso, o protezione, o cura, o rispetto, o ascolto, o tutte queste cose insieme e molte altre; ma nasconde il rischio di diventare negazione dell'Alterità che inizialmente voleva proteggere - e questo è paradossale, ma molto evidente nei percorsi di antropomorfizzazione degli altranimali.

Però è anche vero che i sentimenti, le emozioni degli altri animali sono evidenti e visibilissimi a chiunque abbia l'onestà e la maturità e la sincerità emotivi di riconoscerli. E il riconoscerli è diverso dal trasformarli in qualcosa di antropomorfizzato -quindi allo stesso tempo irriconoscibile.

Proseguirò volentieri questo discorso sull'empatia, magari con l'aiuto di persone più capaci di me nel raccontare questa complessità emotiva. 

Nel frattempo, riporto volentieri questa pagina polacca:
Stowarzyszenie Empatia. dla zwierząt
Ovvero: Associazione Empatia per gli Animali. La riporto in questo post perché ne avevo fatto conoscenza grazie ai suoi post sul social forum, e poi perché ho scoperto che questo blog ha ricevuto alcune visite dalla Polonia, un Paese di cui tornerò a scrivere.
L'associazione polacca, nei suoi modi di operare, mi ha ricordato la italiana essereAnimali , per lo meno in alcune metodologie e azioni; il che me l'ha fatta apprezzare ancora di più.
Quindi, se volete, una specie di GRAZIE! anzi, dziękuję !

lunedì 24 novembre 2014

Il Giardino di Quark

Fonte: Il Giardino di Quark


Il Rifugio "Il Giardino di Quark" si trova a Gattinara (Vc), località Cerreto.
La serendipità che muove la vita, mi ha portato qui tanti anni fa, per le mie prime esperienze di volontario animalista.
Non potevo essere più fortunato di così: capitare in un luogo dove il rispetto, la sicurezza, la salute, il benessere, la serenità per i cani (e poi per i gatti) ospiti, erano davvero al centro dell'attenzione - e dei pensieri e dei cuori - dei volontari che se ne occupavano.

Qui, trovavano - e tutt'oggi trovano - ospitalità cani anziani o malati, cani che nessuno vuole più.
Sono i vecchietti : che invece sono i più incantevoli tesori canini che si possa mai sperare di conoscere. Perché hanno l'esperienza della vita e tutta la saggezza, la pazienza, l'equilibrio, il carattere, la pazienza e la dolcezza  che ne possono derivare.

Per farla breve - se mai racconteremo qui la storia del Rifugio (che meriterebbe), sarà grazie alla persona che lo ha reso la realtà speciale che oggi è -  è stato qui che ho fatto - nel bene e nel male, con tutti i miei errori e le loro capacità e impegno - le mie esperienze con i cani anziani, imparando a prendermene cura, imparando a volerli conoscerli e a considerarli 'argomento importante', degno di attenzione e di cultura - trovando e incontrando tantissime persone che condividono queste idee e che me le hanno insegnate e comunicate.

La cura concreta, quella del volontariato quotidiano, è la più significativa -  e la più misconosciuta. Ma è la più vera.

Si compone di cose come quella raccontata qui sotto: oggetti utili e confortevoli, creature rassi-curate e amate, impegno ingegnoso e generosità.


"Una lampada per stare al calduccio
Tyler stanotte....mentre dorme riscaldata dal tepore della lampada.
Con l'adozione a distanza di uno dei nostri ospiti anziani, puoi darci una mano anche per l'acquisto delle lampade riscaldant per tutti!!
Come tutti gli ospiti del Giardino di Quark, anche Tyler ha bisogno di cibo speciale, di un bel po' di medicinali e di tante cure. In particolare Tyler ha bisogno di cibo hepatic.
Puoi dare un aiuto concreto a tutti i nostri ospiti anziani, anche con un piccolissimo contributo sul c/c postale 11516135 intestato a Enpa Borgosesia Onlus o con una splendida adozione a distanza "

 visita il sito www.ilgiardinodiquark.it .

giovedì 20 novembre 2014

Laika e le coccole

Fonte: Fabrizio De Fabritiis

Ci tenevo a scrivere di Laika.
Arrivo buon ultimo, ma non è importante.

Molti blog e siti che si occupano di questi argomenti, ne hanno scritto molto, e a loro rimando. 
Mi preme pubblicare qui sotto uno dei tanti filmati (ritrovato su youtube grazie alla Veganzetta).

Mi preme pensare e dire quel che penso in proposito: che la fiducia e l'intelligenza di Laika, che ha provato sempre in tutta la sua vita a interagire con gli umani, è stata ricompensata con la più tipica delle monete umane: quella del tradimento.
Il tradimento della fiducia, il capovolgimento della generosità in inferiorità; lo stravolgimento dell'intelligenza in automatismo condizionato con l'uso delle macchine implacabili, l'annullamento della giocosità nella paura e nell'angoscia. Nel più caratteristico modus operandi della vivisezione. 

Laika che cercava le coccole e le carezze, avrò forse creduto di trovare umani buoni con lei, come si vede nel bellissimo fumetto di Nick Abadzis (di cui scriverò); ma la sua fede incrollabile, alla fine ha dovuto sbriciolarsi contro l'orgoglio ideologico e impersonale che travolge la vita perché non la vede -  o al vede solo come strumento da assoggettare-usare-consumare-disintegrare.

Il suo "dove sei?" - "non lasciarmi sola!" - "torna qui!" risuona sempre.

Buona visione

mercoledì 19 novembre 2014

Harvie Krumpet, una storia polacca di plastilina

La vita stessa è tutta fatta di diversità.
Gli animalisti non sono pazzi - ma non è questo il 'succo' di questo notevole e spiazzante corto. :)

Il tempo è poco, i commenti, dunque... ai commenti.

Aggiungo solo due link
sulla diversità
sugli animali di plastilina (e la loro liberazione)
(grazie ancora, Francesca)

Harvie Krumpet (Adam Elliot, 2003) 
(grazie, Ismaele)



Coltivate la cultura - un corto di Marco Paracchini

Spot manifesto di Marco Paracchini. Di lui abbiamo parlato qui.

Cultura, ovviamente, è anche tante altre cose, ma questo è un buon inizio...


martedì 18 novembre 2014

... e per i prossimi 365 giorni?

Dal post Tre minuti per raccontare una veglia



(Ri) cominciamo con i propositi - ché i ricordi son fermi lì, e mi piacerebbe e mi piacerà parlarne con calma... con lentezza - chissà.

Sono i propositi per il secondo giro della Confidenza Lenta. Ma il primo proposito è quello che la foto spiega meglio di mille parole.

Quindi: la continua ricerca di modi miei E di altri per pensare, parlare, scrivere, vedere di altranimali, in tutti i modi possibili. Per modi nuovi di con-vivere con loro  -anche alla fine vita e dopo la morte - per i modi di rispettarli; contro i maltrattamenti, le crudeltà antropocentriche erette a sistema e industria - da mostrare e far conoscere e comprendere.
Per cui, spero che ci saranno più persone e più amici che vorranno e/o potranno postare filmati e loro pensieri e interventi e testimonianze e racconti - qualsiasi contributo.

In questo spirito, da questa prospettiva, che è vitale e irrinunciabile - e che spero sortirà prossimi e futuri discorsi - ecco anche che mi piacerebbe scrivere-leggere:

Haiku e poesiam (anche per immagini o suoni)
Di post in giro per l'Europa (l'ispirazione dalle statistiche degli accessi)
Di post di libri (ho un'intera biblioteca di libranimali in attesa...)
Di post di fumetti
Di post di film

Più post scritti da amici
PIù interviste fatte a e da amici

Più post di cronaca delle cose che vado a vedere o sentire (festival,  fiere, conferenze: e questa sarebbe o potrebbe essere una 'pericolosa' deriva giornalistica, ma si sa, quel che uno impara a fare, poi prova volentieri a rifarlo)

Le cose 'rubate' da face book (sono o possono o potrebbero o potranno essere spunti per continuare a ragiionare siul come raccontare e raccontarci e sul perché farlo - gli altranimali - e a chi farlo, questo racconto)

Altre cose vorrebbero qui e ora essere scritte - ma attenderanno il loro momento ...

lunedì 17 novembre 2014

Una Confidenza lunga un anno



Oggi La Confidenza Lenta conta infine i suoi primi 365 giorni.
E' già una ricorrenza da festeggiare? Mi verrebbe da dire: perché no?
Grazie al blog, ho potuto iniziare a fare esperienze nuove e diverse, anche se tuttora con tempi non rapidi. 
Grazie al blog, mi sono venute nuove idee, ho potuto conoscere e conoscere un po' meglio alcune persone (umanimali e altranimali) che vale(va) di sicuro la pena di incontrare e conoscere, per scambiare e scambiarsi parole, idee, il mondo delle emozioni (per una unica occasione o magari per occasioni ripetute).

C'è tempo per i ricordi - per parlarne - e c'è tempo per gli sguardi sull'oltre futuro.

Per ora, dico a loro semplicemente e solo grazie e che sono contento e tutto sommato grato di essere qui a scrivere queste righe.
Insieme a loro e insieme agli altri che incontrerò, spero di scriverne ancora.

venerdì 14 novembre 2014

Una prima novità nel blog

Luca al lavoro - foto di Samantha Danieli, courtesy from Luca Spennacchio


Fra pochi giorni il blog accenderà la sua prima candelina.
L'occasione spero mi porterà a fare un qualche piccolo post festoso e magari a pensare a una lista di buoni propositi per il secondo anno.

Una piccola novità intanto l'ho già inserita, e magari ne tenterò altre, benché non intenda di certo rivoltare da cima a fondo tutto il blog.

Però a questa piccola novità ci tenevo: ho cambiato infatti l'immagine del profilo, che adesso è decisamente più rappresentativa oltre che più bella.

La foto è stata fatta da Luca Spennacchio, che vedete nella foto qui sopra.
Le nostre rispettive foto raccontano molto di noi: di Luca, infatti, si può capire subito come lui sia una persona assai coinvolta dai cani e dalla fotografia. Con Luca ho potuto scrivere cose interessantissime sull'universo dei cani, ma anche sul teatro e sulla comunicazione

La foto che ha fatto a me, e che mi ritrae con Stella e Lisa, è stata fatta nell'ambito del progetto dei suoi 'Ritratti Italiani': si tratta di un progetto fotografico che intende descrivere, attraverso il ritratto, le persone e i loro cani nell’Italia di oggi. Il focus è il millenario rapporto tra l’uomo e gli animali non-umani nell’era moderna, di cui certamente il cane è il portavoce elitario.

Ho partecipato con grande piacere, mi sono sentito coinvolto e ho potuto ammirare la bellezza dei miei cani e dei cani e di molte delle persone - tantissime, in tutta Italia - che hanno posato per questa idea bellissima, ottimista e profonda allo stesso tempo, come è tutto quello che fa Luca nella sua vita.



martedì 11 novembre 2014

La pioggia


Fonte: All Magazine


nebbia a sorpresa
gli animali fiutano
dopo la pioggia





Scrivo haiku dal 2001. Una forma di poesia che – sottotraccia – ha sempre in qualche modo attratto la mia maniera di scrivere e ha suggestionato il mio immaginario.

Da quell'anno molte cose si sono avvicendate nella mia vita.
Questa è la caratteristica del vivere, fatta dell'intreccio di molti fili.

 Di questo vivere, insieme a molti altri aspetti, che rimangono comunque sempre più o meno intrecciati e mescolati tra loro, la ‘presenza’ di altri animali è cresciuta per importanza.
Fino a dare pienezza a tutti i giorni che trascorrono nei miei anni.
 
E sono cresciute le poesie haiku legate attraverso vari modi, agli animali: quelli  che vivono con noi, gli animali che abitano il pianeta da molto prima di noi, gli animali che noi violentiamo.

In questo anno alcuni haiku li ho postate sul blog. Penso che continuerò a farlo. Penso che un regalo che vorrei farmi sarebbe una bella silloge di questi haiku animali.
Un buon modo per iniziare - anzi, per continuare -  parte proprio da questo schermo col quale sto prendendo lentamente confidenza.


 La data del compleanno si avvicina...
 
 

mercoledì 5 novembre 2014

Ma che ocone sono, io vegano!

Oche a Cascina Carola


Il blog sta per arrivare a compiere i suoi primi 365 giorni o giù di lì.
Purtroppo, poiché sono ancora tecnologicamente svantaggiato e ho finestre di un'ora al giorno per poter navigare su computer altrui (la mediateca della biblilioteca), non posso scrivere tanto quanto vorrei.
Ne beneficia la scrittua vecchio stile, con carta e penna, se non altro!

Un primo anticipo di regalo, comunque, è legato alla notizia della debacle borsistica della Moncler, come conseguenza delle inchieste giornalistiche.

Mi rimando - e rimando i volenterosi lettori (uhmamma, sono posseduto forse da Manzoni?!)  - ai contenuti di Veganzetta e di Il Dolce Domani, per poter approfondire.. Mi limiterò a rapide postille.

Che significato può avere il calo delle azioni della Mocler?

Come ho scritto, forse significa che qualche sparuto barlume di coscienza ogni tanto si illumina nelle menti delle persone? altrimenti, come spiegare questa perdita?
Col che, ci troviamo sul crinale economico che fa la sottile differenza tra le istanze cruelty free inglobate nella logica consumistica e quindi addomesticate e derubricate a semplice stile o moda; e una forma di pressione per manifestare e/o orientare desiderie volontà di cambiamenti, usando uno strumento efficace come la scelta di spesa e di acquisto (una cosa molto anglosassone, direi :) ).

Lungo questo crinale si muovono teorie di lotta politica e di gestione dell'agenda politica e sociale.
Aggiungo però una considerazione: se davvero ci fosse stato un sobbalzo delle coscienze, ne sarei felice. Ma vorrei che questo sobbalzo non fosse momentaneo, che potesse diventare - se non in tutti, almeno in alcune delle persone - il primo tassello per la costruzione di una nuova consapevolezza, prima di tutto sul piano personale, individuale, legato al proprio vissuto biografico. In seconda battuta, e per amor di paradosso, mi viene da dire che questo sobbalzo non dovrebbe nemmeno accadere, poiché dovrebbe essere evidente che la logica stessa della superproduzione di oggetti ritenuti 'di stile, di moda, di classe', che si vogliono onniprsenti come marchio e sempre disponibili per l'acquisto, e che sono basati sull'oppressione di individui che sono nati oche invece che umani  - anzi, che di questa origine animale fanno vanto di distinziione, qualità, buon gusto e stile esclusivo - non può che funzionare triturando letteralmente e ogni giorno milioni e milioni di oche prigioniere.

Che questo risulti come una sconvolgente sorpresa inaspettata, mi fa una volta di più constatare la pervasività del marketing specista, abilissimo nel mstificare una realtà altrimenti - e giustamente - del tutto esecrabile.
E mi fa anche preoccupare non poco.
E mi fa convincere ancor di più che essere vegano non è solo e  non deve essere confuso col mangiare tofu e seitan in ricette da chef, ma è soprattutto un orientamento etico, da far conoscere.