mercoledì 27 agosto 2014

VEGANCH'IO 2014




Comunicato Stampa, ricevuto e pubblicato, ché alla fine magari un salto ce lo faccio pure io.

La nona edizione del VEGANch’io (www.veganchio.org) sta per cominciare! Come da qualche anno a questa parte, la festa si terrà a Vimercate (vicino a Milano e Monza) nell'area feste comunale di via degli Atleti e sarà organizzata dall'associazione Oltre la specie (www.oltrelaspecie.org) in collaborazione con il Vascello Vegano.

In ambito animalista VEGANch'io è un festival ormai molto conosciuto.

La festa è un momento di incontro tra attivisti, con cibo squisito, biologico e a prezzi ultrapopolari (piatto completo 10 euro) e anche un luogo in cui chi è incuriosito dalla questione animale può documentarsi, recuperare materiale e seguire incontri, dibattiti, workshop.

Le associazioni animaliste e antispeciste presenti con i loro stand, con il loro materiale di documentazione e i loro progetti, forniscono informazioni e possibilità di attivismo per chi vorrebbe occuparsi di animali, dare una mano, collaborare, e non sa dove e con chi cominciare.

Le conferenze e i workshop sono momenti importanti ed entusiasmanti di approfondimento. I dibattiti sono strutturati per fare emergere punti rilevanti di riflessione sui temi più "scottanti" del dibattito antispecista.

Oltre la specie, ponendosi in quel filone dell'animalismo cosiddetto "politico", da sempre è attenta alle relazioni esistenti tra sfruttamento animale e società del dominio. Ci preme approfondire la riflessione sulle connessioni che legano l'olocausto animale alle discriminazioni intraumane e alla violenza del sistema capitalistico che usa umani e non umani come strumenti e fonte di profitto.

Ci interessa sviluppare collaborazioni con altri movimenti e cercare di unire le lotte perché non si innalzi un muro insormontabile (spesso di vera e propria incomunicabilità) tra le lotte per la liberazione umana e le lotte per la liberazione animale. Sottolineare questo trait d'union è uno degli scopi dell’antispecismo contemporaneo se non vuole appiattirsi su istanze conservatrici, isolazioniste, destrorse e misantropiche.

La festa inizia con la conferenza del venerdì sera dedicata ad antispecismo e movimento queer. In occasione dell'uscita del libro MANIFESTO QUEER VEGAN di Simonsen, si tratteranno temi legati alle differenze di genere e al veganismo come protesta politica contro una società che tende a catalogare e normalizzare le differenze.

Il sabato mattina, dopo l'ottima colazione a base di cappuccini e dolci prelibati, e parallelamente alla lezione di yoga, un incontro con due nutrizionisti tenterà di sfatare le paure di chi vorrebbe evitare di mangiare prodotti di origine animale ma che teme di andare incontro a danni e carenze. Nel primo pomeriggio, in concomitanza con un corso di cucina per principianti e ad attività per bambini, si terrà un seminario sulle strategie che il movimento animalista dovrebbe iniziare a mettere in atto per risultare più incisivo. La conferenza del tardo pomeriggio riguarderà, invece, le relazioni tra cinema, letteratura e animali in occasione della presentazione, tenuta dai due autori, del libro PENNE E PELLICOLE.

La domenica mattina si inizierà ancora con lo yoga e con un workshop, tenuto da tre esperti, sul disagio animale e su come cercare di individuarlo e alleviarlo
Dopo pranzo magie per bambini, corso di cucina avanzato e workshop sulla convivenza tra le specie in un'ottica di attenzione alle relazioni di genere. La conferenza che chiuderà il festival verterà sull'analisi  di 5 situazioni con cui l'antispecismo più consapevole è in conflitto: pro-test, Federfauna, Compassion In World Farming, allevatori di visoni ed EXPO.

Se gli incontri e le conferenze sono il cuore della festa, il cibo ne costituisce il corpo. Cibo superbamente cucinato dal “Vascello Vegano” (gruppo di attivisti antispecisti romagnoli) e da molti altri volontari). Ogni giorno, ogni pasto, il menù cambia e chi volesse restare tutti e tre i giorni alla festa non mangerebbe mai le stesse cose. Al bar, sempre disponibili, gli ormai mitici panini e le crepes dolci e salate preparate dalla Pentola Vegana di Monza. Ovviamente ci saranno anche ottimi vini e ottima birra per accompagnare le pietanze.

Se volete fare qualcosa per gli animali, se siete curiosi di conoscere meglio il variegato mondo animalista, se volete approfondire alcuni nodi teorici riguardo alla questione animale, se siete ansiosi di capire come sia possibile vivere (e bene) danneggiando il meno possibile gli altri animali, allora vi aspettiamo al VEGANch’io dove chiunque sarà il benvenuto.


Trovate il programma completo sul sito www.veganchio.org.
Sempre sul sito è possibile vedere immagini delle precedenti edizioni e scaricare le riprese degli incontri dell’anno scorso.

lunedì 25 agosto 2014

Graziosa come una scatola di biscotti antichi. La dignità del lutto.

Stella, gennaio 2014


Stella e Lisa, foto di Luca Spennacchio

Stella manca vicino a noi da quasi tre mesi. In questi giorni la sento con una intensità schicciante, la (ri)vedo, anche a occhi chiusi. Mi sorprendo a cercarla in giro, come se mi aspettassi di vederla apparire all'angolo della mia visuale, come un fantasma e più di un fantasma.

Che ci siano ricordi belli e sensazioni felici legate a questi momenti: non cambia il fatto inemendabile che Stella, alla fine, è morta da sola, senza me nei suoi occhi e nel suo naso, ma in un ambiente estraneoe freddo come può essere una clinica. Scrive John Ajvide Lindqvist in un suo racconto qualcosa come "i nostri destini si decidono in luoghi che sono facili da pulire', come - appunto - le stanze di un ospedale.
Posso fare - come ho fatto - mille struggimenti e scrivere pagine e pagine, ma questo dato di fatto rimane e rimarrà.  E dovrò conviverci, insieme con tutte le dolorose rivelazioni che solo il distacco della morte porta in dote.

Tra le tante cose che ho scritto, (ri)comincio a renderne pubblica una. Poiché almeno una cosa mi riesce abbastanza bene, cioè quella di raccontare. Ecco il racconto - volutamente scarno - del suo funerale. Il funerale di Stella. Lo riscrivo meglio: IL-FUNERALE-DI-STELLA.

Perché sono convinto che la esposizione semplice di questi fatti (che orbitano intorno ai miei rimorsi e a quel dato di fatto reale di cui scrivevo sopra), possa essere un primo passo verso una (mia, per cominciare) migliore accettazione del distacco e una contemporanea restituazione e di dignità a tutto quello che è che rappresenta un lutto, un distacco estremo e per molti versi definitivo. Per un umano. E ancor di più - perché non viuene riconosciuto, né accettato dal senso e dalla sensibilità (?) comuni - per un altranimale.
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IL FUNERALE
Alla clinica, posso solo constatare la sua morte. La salma è sul tavolo di ferro, che fino alla sera prima serviva per appoggiare le sue cose, le medicine, le ciotole, la copertina. La pongo a terra, perché Lisa possa annusarla. Le si sdraia vicino, il naso nei riccioli bianchi. Attende qualcosa, mi pare. I suoi occhi cominciano a guardare un altrove che a me sfugge e si velano di una tristezza indicibile.
Devo pagare. I veterinari sono disinteressati, per me appaiono gretti e insensibili. Non sono stati capaci, eppure questo non li rende esitanti, nemmeno per pudore.
Iniziano ora le stazioni di una passione. Per il funerale di Stella. Che però sono anche quei gesti concreti che ti distolgono dal irrimediabilità del dolore, ti tirano a forza di nuovo nel mondo delle cose concrete, fisiche, reali, necessarie, improcrastinabili.
Dalla clinica, andiamo all’ambulatorio della nostra veterinaria. Qui telefono all'agenzia crematoria, per gli accordi per il funerale, che avverrà - appunto - con cremazione. Devo portarla a Rho il giorno dopo. Il funerale avverrà venerdì.
Un’amica gentile - L. - mi accompagna, per impedire alla solitudine di farmi del male, di diventare pericolosa. Più semplicemente, per non farmi fare il viaggio da solo, per non farmi attendere da solo.Per aiutarmi a ricordare la strada.
Il primo viaggio è per lasciarla là, in attesa del giorno  della cerimonia. Ci sono i documenti da firmare e le spese da pagare. Stella rimane lì, in un sacco, insieme ad altri sacchi, che contengono ciò che rimane di altre vite, di altri affetti, di altri dolori e destini.
Il secondo viaggio è per assistere alla cremazione. Un’altra amica - S. -  con me. Ci sono anche Lisa, Chicco e Maika. I locali sono vuoti, ampi, grigi, spogli e puliti, si trovano in una zona periferica di capannoni, a Rho. C’è il forno crematorio, che ha posto per un cane alla volta, c’è la cella frigorifera per la conservazione delle salme, chiuse nei sacchi, col nome per riconoscerle.
Lei è in attesa, sull’ultimo tavolo. La saluto, la tocco, la guardo. Ha i segni delle manipolazioni, ma è sempre bella. È ancora bella. Ha sofferto. Me ne accorgo. Piango.
Le chiedo tante volte perdono. Perdono per essere stato distante, assente, distratto; per gli errori fatti nelle cure; per aver dato attenzione anche agli altri cani di casa per non aver saputo né forse - persino! -  voluto darle tranquillità e protezione alla fine, quando di più ne aveva necessità. Per non averrla riportata a casa, a chiudere gli occhi vicino a noi.
Mentre si compie la cremazione, con la mia amica che ascolta, sgorgano i ricordi di una vita in due. Sono ricordi belli, gentili, di cose fatte sempre insieme. Arrivano anche pensieri che pensano altri cani, arrivano sogni e speranze per il futuro.
Non passa molto tempo, il suo corpo è piccolo, si estingue in fretta tra le fiamme potenti. I due inservienti, gli impiegati, sono gentili e rispettosi.  Me la danno in una urna, graziosa come una scatola di biscotti antichi.
Adesso è vicino a Oscar. E di sicuro tutti e due corrono sui prati oltre il Ponte, e mi aspettano.
 


mercoledì 20 agosto 2014

Per Daniza, Presidio davanti al Ministero dell'Ambiente

Fonte: GardaPost.it

Titolo senza fronzoli.

Venerdì 22 agosto si terrà una manifestazione stabile davanti al Ministero dell'Ambiente (ovviamente a Roma) dalle ore 11,00 alle ore 15,00 per chiedere la revoca della decisione di catturare Daniza. 

Il presidio si svolgerà sotto forma di protesta pacifica ed è stato regolarmente autorizzato dalla questura

Date una mano a diffondere e condividere l'evento sui vari social.

C'è un evento su Facebook, QUI

Per aiutare Daniza a resistere

PS
Il GardaPost riporta in questo articolo i consigli del Corpo Forestale dello Stato: cosa è meglio fare quando si ha la "fortuna dell'avvistamento" di uno o più orsi. Sono consigli condivisibili, al limite mi fanno venire in mente quei consigli di 'buona educazione' che si dovrebbero seguire quando si entra in casa altrui o quando ci si trova in un posto di cui nulla si conosce. E niente potrebbe essere più  vicino a questa situazione del fatto di entrare in un bosco, in una foresta, che è la casa naturale di altri 'altranimali': siamo noi gli ospiti (anche troppo indesiderati), accolti più o meno forzatamente. Troppo spesso ineducati, o maleducati, quando non prepotenti invasori. 
Quando poi capita che i padroni di casa protestino per la nostra invasione, si ritrovano nella aberrante situazione di avere torto anche quando hanno tutta la ragione dalla loro parte. Ma è tipico dei prepotenti... accusare di prepotenza chi invece sta soltanto affermando le proprie richieste.
La resistenza animale, quindi, ben lungi dall'essere una incomprensibile gestualità 'ferina' o 'bestiale', è in realtà una azione che punta a far valere la propria libertà, la propria incolumità, la propria sicurezza. 
Può essere un inizio di apertura di rapporto reciproco, di ricerca di terreni comuni? Sì, ma solo se gli umani smetteranno di essere convinti che tutto gli appartiene senza discussioni. Tutto: l'aria, l'acqua e le singole vite degli altri abitanti di questi luoghi.
(Il motto del prepotente egoista è: "quel che è mio è mio, quel che tuo è mio").
Io credo che si siano accorti delle possibilità di dialogo, tutti quelli che hanno protestato e che hanno escogitato l'azione del presidio, per porsi come tramite tra le richieste dell'orsa mamma e dei suoi figli e i comportamenti irriflessivi e punitivi sempre in procinto di venire scelti come prima e quindi purtroppo unica azione da intraprendere contro l'animale 'feroce' che ha 'aggredito'.

PPS 
L'orso ha popolato sempre l'immaginario umano.
Naturalmente, spesso la fantasia umana lo ha ricoperto di simboli e paure troppo-umane, che lo hanno nascosto, facendolo sparire sotto strati di simboli (che non hanno impedito di 'esorcizzarlo' catturandolo e rendendolo zimbello ridicolo e sofferente nei circhi, ad esempio).
Mi vengono in mente però, almeno due modi di raccontare gli orsi, che - pur con mille ipoteche - tolgono qualche strato e ci lasciano intravvedere un orso più 'vero'.
Sono un film e un fumetto di Jiro Taniguchi. (Il link del fumetto rimanda a un forum, con moltebelle illustrazioni).  Ci tornerò...

lunedì 18 agosto 2014

Resistenza animale (con l'orsa Daniza)

una mucca anziana e una umana bambina

Gli altranimali resistono. Resistono alla nostra presenza, alla  nostra prepotente violenza, ai nostri sguardi panottici onnipresenti e mai spenti. Resistono alle gabbie, alle teche di vetro, ai gusci di plexiglass, ai muri di cemento armato, alle staccionate di ferro, ai corridoi scivolosi. Resistono ai bastoni, alle catene, a tutti gli strumenti di contenzione e di somministrazione del dolore che abbiamo immaginato.

Fuggono, saltano, abbattono, scalciano, gridano, si bloccano. Difendono se stessi e i loro cari, i loro figlil, la loro famiglia. Li difendono anche a costo della vita.

questo post è piuttosto vecchio, giaceva nel cassetto da parecchio tempo. Poiché viaggio ancora a navigazione saltuaria, nomade tra gli internet point, ho deciso di pubblicarlo ora, senza troppe elucubrazioni, che caso mai potranno venire scritte nei commenti.


Basti sapere che esiste un sito dedicato alla resistenza animale, che è come una specie di notiziario. E non solo. Di sicuro, vale la pena andare a guardarlo, di tanto in tanto.


Era stato questo sito a innescare l'idea di scrivere questo post. Che poi si è perso per strada.


Fonte: Blitz quotidiano


Ma ora, anche per via della vicenda dell'orsa Daniza, credo sia giusto pubblicarlo. Ho l'ingenua convinzione che possa avere  una sua utilità, se non altro come pro-memoria, come punto di partenza per qualcosa che prima o poi sarà scritto in modo più diffuso.

Intanto, ho trovato questo bel blog, dove si parla dell'orsa e delle sue vicende: l'orsa, il 23 maggio 2013, era seguita e assistita da persone che hanno a cuore la sua esistenza e quella dei suoi figli.




Agosto con tre haiku e tre animali




rane impavide
con la pioggia di agosto
voglia di sesso


Fonte: http://bergenstar.altervista.org/gabbiani.htm


scogli bagnati
richiami dei gabbiani
sole e carezze

Fonte: http://progettoradichetta.blogspot.it/2013/09/tracce-dellestate-quando-linverno.html


cicale matte
frinire a non finire
prima delle onde


lunedì 4 agosto 2014

Novara Vegana

Il manifesto del secondo vegan fest novarese - 2014

Novara è stata vegana per due giorni, almeno in Piazza Puccini e lungo uno scorcio dei viali dell'allea, nei pressi del castello, in Viale Turati.
Molti gli stand, nelle due location, equamente divisi tra stand di vegan food, associazioni protezionise e associazioni di vegan etico.



VEGANI A NOVARA
Vegan Fest a Novara.
Due giorni di cibo vegan, proposte e offerte, golosità e stuzzicherie; e anche di finestre aperte su  modi – a tutt’oggi – alternativi di vivere. Tutto si mescola: non occorre nemmeno usare la parola ‘accettazione’, o ‘tolleranza’, perché tutto è vissuto semplicemente come quelle che è: cioè un ulteriore modo di declinare i giorni della propria vita – per come ci si veste, e ci si orna o trucca, per come si mangia e per come ci si diverte, per come si sta insieme a qualcuno, per come si impegna il proprio tempo, aperto – questo sì – all’esterno, verso tutti gli altri intorno a noi.

Poche foto ricordo, specialmente di alcuni stand di associazioni etiche.
Un mini album – per ricordarsi che ci sono persone che credono e sperano in diversi modi di convivere e di immaginare e di fare scienza; album da ‘pinnare’, istantanee – vetrina di realtà che sono formate da persone che quotidianamente si impegnano concretamente per cambiare la vita di altri animali e anche di altri umani – oltre che la propria, magari anche per darle un senso e un significato che si preoccupa anche dell’essere oltre che dell’avere.

Postilla: ho visitato il fest rimanendo praticamente fermo, di fronte allo stand di Animal SOS,  dove le ragazze volontarie hanno accudito con pazienza e amore soprattutto la mia cagnolina Lisa, la 13enne rimasta sola dopo la scomparsa della sua amica Stella. Mentre le ragazze la coccolavano, ho potuto girare gli stand, insieme con gli altri due cani giovani, sani e curiosi, Chicco e Maika, che vivono in modo loro personale, sicuramente molto differente da quello di Lisa - che affronta con grande coraggio e prontezza di spirito la sua solitudine successiva alla dipartita di Stella (di Stella tornerò a scrivere molto presto, promesso).


stand di essereAnimali, a Novara


essereAnimali a Veg Fest Novara



essereAnimali al Veg Fest novarese

stand di Ippoasi a Novara

Ippoasi al Veg Fest novarese


lo stand della locale sezione OIPA

OIPA

lo stand di Animal SOS

Animal SOS a Novara


lo stand di I-Care in piazza

I-Care a Novara

Nota: invito gli interessati a verificare la esattezza dei link e a segnalarmi eventuali imprecisioni, che provvederò a correggere immediatamente.

Vecchi cani

La copertina del libro




VECCHI CANI

Questo libro è un piccolo scrigno di microstorie con ritratti: una galleria di disegni di cani anziani, di vecchi cani, quelli decrepiti, o meno decrepiti. In bilico tra canino e umano.
Perché in bilico? E perché con l’umano?
Perché il cane è in simbiosi con gli umani da … sempre. E perché il cane sembra essere ancora capace di superare la barriera tra specie che l’umano a un certo punto ha deciso di erigere – convinto di proteggersi e di innalzarsi, in realtà solamente auto-recludendosi, insieme ai suoi propri spettri e alla sua ubris.
Il cane, invece, si sbilancia, (pro) pende verso l’umano e buca la barriera.
Meno male: perché l’umano che capisce che questo ‘foro’ è la sua salvezza, il ritorno a una vita che ritorna a ricordarsi delle verità insite nell’esistenza, fatte di corpi e di vicinanza, di momenti e di scambi, ritrova l’accesso a una esistenza tanto più ricca di capacità emotive.

Questi cani anziani, raccontano ciascuno una vita intera, distillata ormai in grande pazienza, saggezza e capacità di comprensione.
I cani anziani sono una “razza” a se stante, perché conservano del cane l’aspetto esteriore  - oltre a qualche forma di piacere e passatempo, legata ai piaceri del sonno e alle sorprese dell’olfatto – e aggiungono dell’umano – del “loro” umano specialmente – molti tratti di personalità, idiosincrasie, sfumature, linguaggi – riveduti e corretti dalla sensibilità e intelligenza canina e resi deliziosamente ineffabili.

Questo piccolo libro è anche un libro di donne – donne che disegnano e donne che raccontano, donne che adottano e donne che osservano.
Un piccolo bigino sul rispetto, la dignità e l’amore. Ancora troppo spesso non riconosciuti – se continuano ad esserci cani che a 12, 15 18 (!) anni di età vengono abbandonati in canile, da parenti insensibili e spietati, dopo che l’umana compagna del cane è defunta e non può più proteggere.

Ultimo esempio di tendenza reificante: gli animali – i cani – che si tengono solo finché utili, o divertenti o non dispendiosi; che si comprano da cuccioli e in allevamento – per avere le garanzie del "prodotto". Mentre ogni cane è un individuo, che è capace sempre di conoscere e riconoscere, di essere curioso e affettuoso e di accettare la sfida di ricominciare, per condurre il proprio cammino fino alla fine.

Chi accoglie, o continua ad accogliere un cane anziano, ha la fortuna - secondo me - di condivdere spazi e tempi con un individuo davvero speciale. 


 VECCHI CANI
 GIOVANNA DURÌ
 Euro 12,00
pagine 64
formato16X12 
Nuages Edizioni