lunedì 7 marzo 2016

Un salvataggio inaspettato


Riccardo e Rosmarino

Il racconto di Eloise
“800.000 sono gli agnelli strappati alle loro madri nel periodo pasquale, (2 milioni durante tutto l’anno), vengono portati al macello per essere massacrati a neanche un mese di vita.
Le cifre ufficiali degli animali registrati, non tengono conto degli animali detenuti ed uccisi nella macellazione casalinga.





Il 1° Marzo, Simona, Ludovica ed io, sentendo a lungo dei belati da casa di Simona, decidiamo di uscire per capirne la provenienza, non essendoci nelle vicinanze stalle o ovili.
In realtà il nostro incontro era finalizzato per andare a vedere un’altra “situazione” ( siamo circondati ovunque da sfruttamento).
Ci troviamo davanti ad uno scenario che non ci aspettavamo: una persona esce dal cortile di casa e approfittando del fatto che avesse appena parlato con un’altra persona, ci avviciniamo e arrivano ad accoglierci una decina di cani scodinzolanti.
Chiediamo, ormai determinate, se ci fossero degli agnelli, dato che ne sentivamo i belati e rimaniamo stupite ed incredule della sua risposta data con naturalezza: gli agnelli erano da lui, glieli regalavano e lui li dava a sua volta per farli ammazzare, perché “animali creati per essere mangiati”.
Noi, atterrite dalle sue risposte, abbiamo cercato di sensibilizzarlo, parlando dei cani che lui stesso aveva salvato.
Descrivendo anche la vita di questi altri animali, quali agnelli, maiali, vitelli etc… che hanno la fortuna di vivere liberi nei santuari.
In quel momento, prese anche dalla tensione, non riuscivamo a pensare ad altro, i lamenti assordanti dei piccoli che non vedevamo ma sentivamo comunque così vicini.
Entra in quel momento sua figlia con un bimbo piccolo in braccio, e proprio in quel momento gli abbiamo chiesto se fosse stato possibile vederli; ci fa entrare!
Ora erano lì a pochi passi da noi, ed… eccoli in uno spazio fangoso, vicino ai loro escrementi, piccolissimi ci guardavano.
Noi non credevamo ai nostri occhi… ed ora che li avevamo incrociati… i loro occhi, come avremmo potuto mai dimenticarli?
“Possiamo prenderli in braccio? Ma li guardi, lei ha un nipote? Loro sono stati strappati alla loro madre, come si sentirebbe lei se le portassero via i suoi figli? Ma poi le salva i cani, lei è buono, come può far massacrare questi cuccioli?”
Lui ci guardava, non so se stupito e allibito, ce li fa prendere in braccio, avevano neanche una settimana, il cordone ombelicale attaccato.
“Li dia a noi, faccia questa grande azione d’amore, noi li salviamo, li portiamo in un posto dove vivranno felici, sono indifesi, si fidano, li guardi…”
Ha dell’incredibile, non riesco ancora a capacitarmi come e perché, ha voluto che noi li prendessimo, nonostante li avesse “promessi”.
Ci ha dato anche il biberon che aveva, questo ci ha fatto sperare che non ne prendesse altri, chissà se sarà veramente così.
Andiamo via tenendoli stretti in braccio e noi che tremavamo e trattenevamo il respiro, quasi come per non disturbare questo momento di estrema gioia e felicità.
Li portiamo a casa di Simona, sentiamo Massimo Manni che potrà adottarli dopo il primo periodo di svezzamento.
Cosa fare? Noi in apnea per l’euforia, l’entusiasmo e per la disponibilità di Massimo, decidiamo che il posto più adatto fino a quel momento potesse essere casa mia a Ladispoli, casa grande dove vivo con mia madre ed altre 5 cagnette.
Mia madre avvertita telefonicamente esclama: “Io sapevo che sarebbe giunto il momento di capre e maiali a casa!”
Spiego la situazione a lei, ed approfittando del fatto che in questo periodo non sto lavorando, con Simo e Ludo li portiamo a casa.
Incredibile come Cuore, una delle cagnette, li studiasse e percepisse la loro delicatezza e fragilità.
Riccardo e Rosmarino, così abbiamo restituito loro l’identità di individui quali sono, dal 1° Marzo stanno da me e la percezione delle giornate è cambiata, ore ed ore a guardarli, ad accudirli, poter descrivere tutto quello che trasmettono in un gesto.
Si avvicinano, Rosmarino mi da i bacini col suo musetto, cercano un contatto, le altre cagnette li proteggono.
Hanno una dolcezza e un amore infiniti; adorano le carezze, hanno imparato a saltare, adorano i grattini.
Svegliarmi la notte per allattarli col biberon, non uscire di casa, se non per l’indispensabile, pulire i loro bisognini, non mi pesa assolutamente.
È l’esperienza più bella della mia vita, li guardo e sto in pace col mondo.”

Il racconto di Ludovica




Era il 29 febbraio, quando Simona invia un messaggio a Eloise chiedendole di accompagnarla a ispezionare un gregge dove c’erano degli agnellini.
Il giorno seguente Eloise si presenta davanti casa di Simona e Ludovica e in quel momento sentiamo un belato forte come un lamento, che sembrava provenisse da una abitazione di fronte la strada.
Determinate ci precipitiamo in direzione dei belati. Davanti al cancello vediamo un signore, cogliendo l’occasione gli chiediamo se aveva degli agnellini : “Sì me li hanno regalati”. 
Ci fa entrare, perché gli avevamo chiesto di poterli vedere, e subito ci accolgono una decina di cani che volevano le coccole.
Ci porta dagli agnelli e noi, con gli occhi a cuoricino, dopo averli visti gli chiediamo : “ Perché invece di regalarli, a pasqua non gli salva la vita? “.
A quel punto ce li prende e come in un sogno ci dice che possiamo portarli via. Ci dà anche il biberon e il latte. Sono i due agnellini più belli che abbia mai visto, uno era con il muso nero e delle chiazze nere, il più vivace, invece l’altro era con il muso bianco e più minuto.
Prima di andarcene decidiamo i nomi, quello più vivace lo chiamiamo Riccardo come il signore e invece l’altro Rosmarino, perché prima di andare lì avevamo trovato per strada il rosmarino.
Ce ne andiamo soddisfatte e con gli occhi lucidi dalla gioia, pensiamo subito al “ Santuario Capra Libera Tutti “, ma ci dice che devono essere prima svezzati i primi 3 mesi. Ed entra il panico , mille domande : “ E adesso?, Li separiamo?, Cosa facciamo? “.
E poi Elo ha deciso di portarli a casa sua a Ladispoli. Prima andiamo al supermercato per comprare il latte di capra, con il cuore che ci piangeva, e poi dritte verso casa di Elo dove vengono coccolati da tutti. Ovviamente loro per ringraziarci ci fanno la pipì dappertutto. Adesso sono cresciuti, stanno bene con gli altri animali e ricevono tanto AMORE.

Il racconto di Simona




C’eravamo organizzate per vederci quel giorno per vedere una situazione in un allevamento, ma forse non era destino. Fuori sul balcone di casa mia, in una bella giornata di sole, un belato così forte da sembrare quasi il pianto di un neonato, ci ha sorpreso.
“Ma da dove veniva?” un lamento insopportabile per noi, un richiamo per noi. E certo non ci siamo fatte pregare. Siamo partite armate di quella determinazione che solo chi ha una forte empatia verso tutti gli esseri viventi può avere.
Ad un certo punto i belati erano sempre più vicini, venivano da un cancello che dava sul cortile con tanti cani e li c’era una persona. Ecco, il momento di chiedere la smania di sapere.
“ Sì, ho io gli agnellini, due, uno è morto e altri due li ho regalati ad amici per pasqua “. Chiediamo di poterli vedere e sì, ci fa entrare inaspettatamente. Da un cancelletto precario, fatto con lastre appoggiate, sbucano i due musetti più belli che ci potevamo aspettare, Rosmarino e Riccardo. In quel momento solo un pensiero ci ha accomunato, non saremmo andate via senza di loro.
Non so, forse la presenza di Ludovica, una cucciola fra cuccioli, e lui il proprietario di casa il signor Riccardo ha ceduto.
 NO!!! Non può essere vero, così, troppo facile eppure quell’uomo apparentemente burbero, ci consegna tra le braccia quelle due meravigliose creature.
Con una presa, neanche pesassero cinquanta kg, usciamo da quel cancello ancora incredule corriamo via, salite, discese, non importa, importa solo portarli via in salvo, no, loro non finiranno nel piatto di nessuno a pasqua.