lunedì 22 settembre 2014

Ancora Stella - Sognare a colori

Stella

lacrime chiare
le lacrime di Stella
per questo vuoto

Sono passati tre mesi, dalla morte di Stella. Il dolore ha mutato pelle, adesso è diventato come un vuoto che mi riempie, sensazioni pressoché fisiche di vicinanza, di presenza. A volte, penso che se riuscissi a desiderarla in modo appena un poco più intenso di adesso, lei riapparirebbe, ritornerebbe. 
La pienezza della mia mancanza di lei e per lei, è come un buco profondo dentro di me, che mi svuota, e attraverso cui passano ricordi, sogni, speranze, rimpianti, insegnamenti. Passa tutto me stesso. 
In questo passaggio, come un cercatore d'oro, setaccio per trovare - ritrovare - le cose belle che abbiamo vissuto insieme, le cose uniche che lei mi ha mostrato e che lei mi ha insegnato.
Il mio setaccio è la penna, con dei fogli di un bloc notes, che ho riempito fitti fitti. Di ricordi, di immagini, di gesti, di odori e persino di sapori.
Sempre più riscopro quanto io mi sentissi protetto da lei - mentre lei, anche, spero, si sentiva protetta da me. Credo, spero, che questo possa essere il segnale di conferma di una realtà che era tra me e lei, fatta di scambio, di reciprocità - nella quale, tra i due, quello che a volte si è smarrito, sono io e non lei, che invece è sempre stata presente nella sua fiducia, nei suoi sguardi.
Ora, che lei non è più qui col suo corpo a riscaldare i miei occhi innanmorati, devo rimanere presente e trovare tutti i sensi (i sensi del sentire e i sensi dei significati che gli umani vogliono sempre dare alle vicende delle loro vite) del suo passare vicino a me, e con me, e persino dentro di me  -una vera Stella cometa, una Stella Cadente. 
Devo con-sentire  alla con-passione di aiutarmi a non smarrire la realtà che insieme a lei ho costruito, che lei mi ha fatto realizzare - una realtà molto canina (a volte mi piace pensarmi come a un 'Canuomo') , e molto popolata di altri cani.
Una realtà che nel dolore cocente della perdita mi è sembrata a momenti troppo minuscola, ma che invece è - dovrebbe, vorrebbe essere -  come un seme, come una piccola noce, una piccola ghianda, che attende solo l'occasione di germogliare, crescere e fiorire dalla terra della mia volontà.
Che realtà sarebbe? Una realtà che è un sogno - intriso, certo anche di impegno, di fatica e di coraggio - da concretizzare né più né meno con le azioni che provo a fare già da molti anni, senza rendermene magari conto: la realtà che mi vede canino tra cani anziani, o abbandonati, o feriti, o malati - che sono insieme a me a condividere lo stesso tetto (e lo stesso letto) - anche se troppo spesso è stato un tetto girovago, ramingo. Grazie a Stella, infatti (a volte, persino a suo discapito, per mia insufficienza, e questa è la cosa che di più mi provoca agguati dolorosi dei sentimenti di autobiasimo) sono arrivati tutti i cani che hanno popolato e tuttora popolano la mia esistenza. Alcuni sono e sono stati suoi amici e compagni, altri, invece, dei quasi sconosciuti, nei confronti dei quali non c'è stato tempo abbastanza per mescolare odori e sguardi e annusate.
Si tratterebbe, insomma, di diventare (di continuare a essere) un soccorritore - magari nella mia propria abitazione - di questi viventi altrimenti esposti al pericolo. Si tratterebbe anche di imparare a essere amico e consapevole della presenza attiva della morte nelle nostre vite, e perciò, imparare a riconoscerla e viverla (che ossimoro!).

Di umane e umani che sono già più avanti di me lungo questo percorso, grazie a Stella, ne ho conosciute e incontrate non poche - di alcune ho avuto la buona sorte di parlare anche su questo blog - e tutte mi sono (state) anche esempio e incoraggiamento, in tantissimi modi immaginabili. 

Tutte le pagine di bloc notes che ho scritto in questi tre mesi, forse non diventeranno scritte luminose su questo schermo-del-blog - le paragono al materiale 'non detto', non esposto che gli scrittori accumulano per ogni storia che raccontano, e che però rende quelle storie tanto più coinvolgenti e complete, nei limiti della incompletezza e della finitudine di ogni azione di ciascun Altranimale.

Queste righe che ho scritto fin qui, ne sono però l'emerso, scritto di getto, cercando di non perdere il filo di un discorso che a questo punto premeva per diventare finalmente esplicito.

Un discorso che si fonda su idee come la liberazione (anche dal dolore) degli altri animali; o come la resistenza animale (io e Stella siamo stati resistenti insieme, lei stessa è stata resistente, con la sua implacabile e seria dolcezza tranquilla, ha portato me a diventare capace di resistere a tante cose avverse); o come l'idea del lutto come spazio da poter vivere coi suoi tempi, la sua dignitià, la sua necessità - idea che pur rimanendo intima può assumere la forza di un atto controcorrente, pubblico politico - nel momento stesso in cui si dichiara, nella sua semplicità, come lutto-per-un-altroanimale; o come, infine, l'idea-speranza-convinzione che ci sia un legame che va oltre la fisicità spaziotemporale di questa realtà, e che ci mantiene sempre in comunicazione con questi angeli animali che abbiamo la fortuna di incontrare e l'audacia oltraggiosa (in questa realtà), di fermarci ad ascoltare, accogliere, rispettare e amare.

domenica 21 settembre 2014

Autunno Haiku



Fonte: O biologo amador



GIA’ GRACCHIA IL CORVO
TRASCOLORANO FOGLIE
GIORNO PER GIORNO



Fonte: Wkipedia



RICCIO CASTAGNA
CAPOLINO D’AUTUNNO
VERDE E BRUNITO



Fonte: Grotta Remeron




CHE GHIRIGORO
PINDARO PIPISTRELLO

ESCE AL TRAMONTO
 

martedì 16 settembre 2014

MiVeg, 27-29 settembre 2014

Fonte: TrogloVegan


Due settimane - più o meno - all'edizione 2014 di MiVeg.
L'evento si presenta come  "festival dedicato agli animali e a coloro che vogliono scoprire il crescente movimento culturale ed etico basato sul loro rispetto."

Mi pare un approccio molto interessante - anzi, direi, uno dei più adatti: l'etica deve essere a parer mio il fondamento della scelta vegan, che NON è (e non deve diventare!), una dieta salutista, una moda.
  
Sul programma si possono leggere gli appuntamenti delle conferenze di 

sabato:

 In Sala Azzurra:
 
Ore 12.00 – La necessaria follia dell’antispecismo
Serena Contardi, Laureata in filosofia, studiosa di antispecismo, collabora con riviste di settore

Ore 14.30 – Operazione Siracusa
A cura di Sea Shepherd Italia

Ore 15.30 – Fermare Green Hill: Una storia di liberazione
A cura di Coordinamento Fermare Green Hill


Ore 16.30 – La liberazione animale come agire disobbediente e nonviolente
Leonora pigliucci, attivista di Gallinae in Fabula.


Ore 17.30 – Sulla cattiva strada
Annamaria Manzoni, psicologa e psicoterapeuta.


Ore 18.30 – Una sconvolgente realtà, conoscerla per cambiarla
A cura di Essere Animali.

WORKSHOP E SEMINARI IN PUNTA DELL’EST

15.00 – Fare il pane in casa? Lievito madre, conservazione ed utilizzo
Alice Chiara, autrice del blog ViolaMirtillo

 


16.30 – La città commestibile: erbe spontanee mangerecce
Annalisa Malerba, esperta di fitoalimurgia e di cucina e alimentazione vegan, autrice di ‘Erbe spontanee in tavola’ (edizioni Sonda)


18.00 – Animali selvatici in città: recupero, primo soccorso e regole per una corretta gestione
A cura di Lega Abolizione Caccia


... e di domenica:

In Sala Azzurra

Ore 10.00 – Nutrie e altri animali: verso una gestione faunistica ecologica
Samuele Venturini, biologo e castorologo


Ore 11.00 – Investigare per liberare
A cura di Animal Equality Italia

Ore 12.00 – Il maltrattamento di animali: consigli pratici per riconoscerlo e come procedere per segnalarlo
Con gli avvocati Claudia Taccani e Alessandro Ricciuti e Paola Papi, guardia ecozoofila


Ore 15.00 – “Donne, Salute & Alimentazione: una prospettiva in rosa”
Aida Eltanin, autrice di “La dieta di Eva” e “La salute di Eva”


Ore 16.00 – Quotidiane crudeltà e l’empatia ritrovata
Caterina Servi Scarselli – Giuseppe Coco – Emiliano Santini, attivisti di Progetto Vivere Vegan

Ore 17.00 – I rifugi al centro del movimento
A cura di Ippoasi e Vitadacani


Ore 18.30 – Sidecar Smilla, il film
Con Paolo Susana


WORKSHOP E SEMINARI IN PUNTA DELL’EST

11.00 – Preparare Formaggi Veg sani e gustosi
Grazia Cacciola, specializzata in scienze naturopatiche e autrice di “Formaggi Veg. Latte, yogurt e formaggi vegetali fatti in casa” (edizioni Sonda)

15.00 – Sapone fatto in casa, come si faceva una volta
A cura di Mimì – il sapone della strega

16.00 – Coltivare e cucinare i germogli, un super-alimento
Grazia Cacciola, specializzata in scienze naturopatiche e autrice de “Il grande manuale dei germogli” (Macro Edizioni) e “L’orto dei germogli” (LSWR)

17.30 – Ricette per fare festa
A cura di Progetto Vivere Vegan

 Questa volta ho voluto inserire tutti i link che rimandano alle pagine o ai siti di tutti i conferenzieri, che spero di incontrare (se andrò al festival, ovviamente!)

venerdì 12 settembre 2014

Daniza è morta

Fonte: Veganzetta

Daniza è morta. Una morte annunciata. Ora i suoi figli sono orfani, bambini orsi spauriti, spaventati, disorientati, in balìa dell'umano.

Poche righe, di dolore per Lei e per i suoi bambini. Di disgusto verso quegli umani che ne hanno decretato fin da subito, un destino di cancellazione. Il suo 'crimine': lesa umanità, compiuta per aver protetto i suoi figli da un invadente umano che come al solito dà per scontato che le sue esigenze, i suoi bisogni, i suoi capricci, le sue decisioni, debbano sempre e comunque avere corso: Mai un freno, mai una sosta, mai una deviazione. Mai una riflessione, né tantomeno una qualche forma di empatia, una volontà di immedesimarsi.

Caso ha voluto che questa mattina, mentre ero a giocare con i tre cani coi quali vivo, un uomo che conosco, col suo bel cane, un diafano setter, si sia fermato a dirmi quel che  ne pensava:

"Quel tipo dei funghi è andato a infastidirla, ha invaso la sua casa, il suo bosco, per prendere quei funghi. Lei non aveva altra scelta che scacciarlo! Quell'uomo non si è comportato bene. Se un qualche animale si sbaglia a essere vicino ai 'tuoi' funghi, allora l'unica cosa che è giusto che tu faccia, è cambiare strada, cercarne altri altrove ... oppure aspettare che quell' animale - che è nella sua casa, mentre tu invece sei un estraneo - se ne vada altrove, di sua volontà, in tranquillità (è quello che fanno e che farebbero tra di loro la stragrande maggioranza degli abitanti altranimali di un bosco come quello dove aveva Daniza la sua casa).

"Era lei a casa sua, ma la mente umana dei guardiani, ha solo e subito pensato come trovarla per eliminarla. In tutti i suoi anni di vita, Daniza ha sempre sopportato le invadenze umane, è bastato che per una sola volta chiedesse di essere lasciata tranquilla, per ottenere una condanna a morte.

"Anche quelli che sono andati a filmarla: Daniza che attraversa la strada... non li voglio vedere quei filmati, non mi interessano. Anche questi sono stati una invasione della sua vita, dei suoi spazi. Io so che lì, in quel bosco, vivono degi animali liberi, e  mi piace pensare che lo siano davvero, anche dagli sguardi indiscreti e invadenti. Come se qualcuno venisse ad aprire la porta di casa mia e filmarmi mentre sto cenando, convinto di essere al sicuro nei miei spazi.

"Io penso che tutta la vicenda sia stata condotta in modo vergognoso e prepotente. Adesso, tutte queste persone fanno a gara a chi si prenderà cura degli orsacchiotti: ma se, invece, l'avessero lasciata stare prima di arrivare a questa situazione irreparabile? Per conto mio, adesso, quei cuccioli, sono in gravissimo pericolo".

Daniza è morta - verrebbe da dire -  "in ottemperanza all'ordinanza". Il suo epitaffio: il comunicato stampa, riportato - tra gli altri, da Veganzetta - sul sito ufficiale della provincia di Trento
Si intitola: "Daniza non sopravvive alla telenarcosi" (corsivo mio): come se la vera preoccupazione fosse la sua sopravvivenza, o il suo benessere, o la sua tranquillità. Come se non si sapesse che l'anestesia - persino nelle situazioni più monitorate - ha sempre una non trascurabile margine di rischio (rischio, cioè morte).

Adesso, si legge, a uno dei suoi figli - catturato (senza anestesia?) - è stata applicata una marca auricolare. Per poi rilasciarlo (?).
A quale scopo? E dov'è l'altro giovane orso? Dove verranno portati? E fra quanti anni verrà deciso dalla autorità che sono diventati animali pericolosi per l'incolumità urbana? Dove si decide il confine della 'zona antropica' da non oltrepassare? E chi lo decide?

Alcune domande sono volutamente ingenue, sono le cosiddette domande retoriche. 
Una delle poche certezze è che la "analisi autoptica" (perché a Daniza? Un ulteriore spregio del suo corpo, che ormai è solo carcassa?) andrebbe fatta alla "pietà", per la quale la derridiana e inpari guerra è sempre in corso bruciante e sotterraneo.

PS
aggiungo questo link, ripreso da Rita Ciatti sui social forum

mercoledì 3 settembre 2014

Veganche ...noi - gita a Vimercate con cani


Il Veganch'io è bello anche per striscioni come questi


Sono andato al Veganch'io. Anche io, insieme ai miei cani Lisa, Maika e Chicco, ho fatto una visita a Vimercate. Conoscevo già questo veg-fest, c'ero già stato  in un paio di occasioni.
Mi piace il contesto: il tendone-mensa dove si tengono anche le conferenze e c'è pure il bancone dei libri - una vera tentazione per me, anche quest'anno ho speso più di quello che avrei potuto, mi sono detto però che son sempre soldi ben spesi quelli spesi in libri; e poi magari potrò parlarne qui dopo averli letti. 
E poi: lo spiazzo degli stand all'aperto, nel parco, che quando c'è il sole, come sabato, il giorno della nostra gita, puoi trasformare il tutto in un rilassante riposo in mezzo al prato - come ha fatto la piccola Lisa, mentre i più giovani Chicco e Maika correvano in  lungo e in largo, a farsi dare carezze e complimenti da tutti, ma proprio da tutti.

lo spiazzo degli stand


Dalla tarda mattina alle prime ombre della sera, ho potuto fare tutto quello che c'è da fare in un contesto simile: ho comprato i libri, ho gustato le pietanze vegane, ho chiacchierato con persone, ho visitato gli stand, ho sorriso a tanti.
Ecco, soprattutto, ho sorriso, perché il Veganch'io ha su di me l'effetto di rigenerare forze e fiducia, in un ambiente che è come-dovrebbe-essere: vegan, sinceramente antispecista e animalista, quindi davvero amico degli animali non umani, che qui finalmente sono liberi di esprimersi in libertà, essere se stessi, lontano dalle persone del - posso dirlo? - spesso brutto e ostile cosiddetto 'mondo normale', dove è pieno di gente che "io amo i cani, guardi, ne ho avuti tanti, però..." .
Una Zona Temporaneamente Liberata - ne ha parlato Adriano Fragano di Veganzetta, nel workshop intitolato alle "Strategie e tattiche del movimento antispecista" - dove si vive in concreto, nella prassi, come direbbe qualcuno, ma soprattutto - come direi io - in modo reale, consapevole ma spontaneo, quello che viene teorizzato e auspicato dal pensiero antispecista: una comunità di persone di varie specie (umani, canini, per limitarsi ai due più evidenti), di ogni età e sesso, che hanno trovato i modi per stare vicine e convivere in modo che il rispetto reciproco non limiti la libertà espressiva individuale - o viceversa. Un luogo dove non sono solo parole vuote, i concetti di 'amore', ' relazione', 'ascolto', 'rispetto', 'convivenza', e dove si scopre con sollievo e sorpresa che per dare corpo e sostanza reale e quotidiana a questi concetti non occorre elaborare sforzi utopici, ma è sufficiente prestarsi attenzione reciproca, con i conseguenti atti concreti che ne possono derivare, magari semplicemente assecondando un contesto che noi stessi abbiamo contribuito a generare - il contesto di uno spazio libero, almeno per pochi giorni.




Meglio: l'ambiente amichevole del fest - di questo fest - è il viatico ideale per lasciar scorrere libere dentro di sé le emozioni interiorizzate dopo magari anni di vita e pratica e pensiero e studio e attività vegan, antispecista, di volontariato. Il modo per essere del tutto, completamente se-stessi-per-un-giorno - un giorno che si vorrebbe lungo un anno.




Ho potuto fermarmi a conoscere meglio le attività di due stand, di cui appaiono le foto qui sotto. Spero di poterci tornare con dei post dedicati a ciascuno di loro:

ANTISPECISMO E LIBERAZIONE



LA COLLINA DEI CONIGLI