venerdì 18 maggio 2018

Reading Hikikomori

di Giulia Barone. Fonte: AdoleScienza

Nei suoi rigorosi e poetici "Quaderni Giapponesi" (ne sono usciti due volumi), Igort parla degli Hikikomori - 引きこもり; o 引き籠もり- da hiku, 'tirare' e komoru 'ritirarsi'.
Sono persone, giovani, in crisi: sono entrati in crisi quando sono usciti dal liceo, per iniziare ad affrontare l'Università. Non reggono alla pressione della rigida competizione, onnipresente nella società giapponese. A modo loro, si ribellano: la depressione, il disordine alimentare, lo sconvolgimento e capovolgimento dei ritmi circadiani, la reclusione volontaria del corpo e la virtualizzazione di tutte le attività fisiche e sessuali, sono un modo efficace e tremendamente autolesionista, autodistruttivo, per opporsi a un sistema che non lascia altre strade, che non concede altre vie per poter essere e sentirsi liberi.  Dice Igort, che così mettono in discussione il mito della produttività, che in Giappone è sacro. Tu credi anche - e le parole di Igort rafforzano questa tua idea - che coi loro corpi messi pur sempre a terribile prova, affrontano il modello dell'uomo come macchina da lavoro, come ingranaggio della super-ditta. Il corpo ha un limite, che si esprime con le sue esigenze più basilari, se non ha altre vie; e arriva a introiettare il conflitto irrisolvibile, fino ad ammalarsi, inceppando la macchina produttiva. Questo aspetto li rende, ci rende  così simili ai corpi altranimali coinvolti nella macchina zootecnica, mentre ci illudiamo di esserne esenti.


DANIELE VERZETTI ROCKPOETA® e tu, vi siete incontrati virtualmente sul blog La Santa Furiosa, dove - una domenica per ciascuno - abbiamo visto raccontate le nostre rispettive poesie.
Il 6 maggio, spazio ai versi liberi del   ROCKPOETA®.
Il 13 maggio, uno sguardo ai tuoi haiku.  
Ne è venuta fuori una collaborazione: nata - per quel che riguarda te - dalla tentazione di vedere che effetto che fanno due tipi di poesia così agli antipodi, per quel che riguarda il puro aspetto 'tecnico', come il verso libero, così occidentale, e il trinario sillabico, così orientale. Daniele ha un entusiasmo travolgente e in men che non si dica, abbiamo dato forma a questo reading, dove le nostre poesie si alternano e si chiamano, dandosi reciprocamente parola. Il tema: prende spunto da una frase di Zigmunt Bauman lo ha scelto Santa, madre ospite per entrambi. Riguarda l'alienazione causata dai device tecnologici che ci circondano. Se noi siamo stati come gli haijin che si ingaggiavano in lunghe gare poetiche con gli haiku e i renga alla corte imperiale, allora Santa è stata la imperatrice!

Il risultato, oltre che sul blog L'Agorà di Daniele Verzetti, potete leggerlo qui sotto. 
Buona lettura!




IL MONDO IN UNA STANZA

Finestre chiuse
Persiane serrate
Porta sprangata.

Il mio mondo in una stanza
Computer
Social network
Instagram
Ho contatti con chiunque

La mia realtà, tutta in questa stanza
La mia vita, delimitata da queste quattro pareti.

Ordino da mangiare on line
Mia madre me lo lascia dalla porta
Io apro fugacemente l'uscio 
Mi impossesso del cibo
E lo mangio voracemente.

Luci spente,
Ad illuminare la mia vita 
Lo schermo del computer
Ed il mio smartphone.

Ho tanti amici di cui non conosco i volti
Tanti altri di cui non conosco le loro reali esistenze.

Faccio sesso con la videochat
Più sicuro
Più rapido
Comunque soddisfacente
E comporta meno complicazioni.

Una relazione? Io ne ho tante 
Tutte virtuali ma al contempo vere
Almeno per me.

I miei genitori mi dicono "Esci", "Vivi"
Ma il mondo reale mi fa paura

E' ostile
Troppo angusto 
Devi guardarti negli occhi
Toccarti con altre persone
Interagire con ogni parte di te.

E poi
Perchè vivere nel mondo cosiddetto "reale"
Quando anche lì fuori
Sono connessi costantemente con il mio mondo?

Perchè uscire di casa
Per vedere solitudini che camminano?

In chat ti ascoltano
Nel mondo reale ti ignorano.

Non vado più a scuola
Studio, molto poco, da casa.

Il mio futuro?
Vivo dentro la rete
E' certamente assicurato
Pechè la rete è il futuro
Perchè la rete è già il presente

Vero
E' anche insidiosa per certi aspetti
Minacciosa
Ma io mi ci so muovere
Ormai so gestirla e controllarla.

La realtà lì fuori non mi interessa più
Io ho tutto il mondo nella mia stanza

Dite che sono malato,
Forse
Ma sono un malato felice

Voi potete dire lo stesso?

Questo era Luca
Nato il 16 febbraio 2002 morto due giorni fa

Forse anche noi siamo troppo connessi
Siamo solitudini che camminano con un cappio al collo:
Occhi bassi sul cellulare
Ed i nostri sensi disconnessi dal nostro cervello.

Ma noi
Tutti noi
Anche se sempre meno
Sappiamo ancora toccare
Vivere
Respirare e baciare la vita reale
Quella al di fuori dei confini angusti della stanza di Luca.

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®






Stanza indosso

La lumaca respira

Baci rugiada





TOUCH…SCREEN

Baci languidi
Sulla tua superficie piatta

Colori sensuali
Mi eccitano
Stimolando desideri carnali

Ciao 
Sono Marzia
Ti ho appena acquistato
Ti ho appassionatamente configurato
Ho scaricato tutte le app
E sto ammirando la tua perfezione

Inizio a leccarti i lati
A baciare il tuo schermo;
Le mie labbra a stimolare il tuo touchscreen.

Ho conosciuto ragazzi
Ho creduto di innamorarmi
Ma era tutto troppo stancante
Troppo noioso.

Tu non mi dai problemi
Non mi deludi mai
Hai una grande resistenza
E mi fai vivere emozioni incredibili.

L'accesso in rete
Apre scenari di fantasia unici

Youtube
La nostra colonna sonora d'amore.

Ti stringo tra le mani
Ti passo sul mio corpo
E la mia mente viene.

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®





Frenetiche dita

Molto più colorate

Un nuovo sole blu.

13 commenti:

  1. E' stata un'esperienza stimolante e meravigliosa e sono molto contento del nostro incontro

    Mi permetto solo di dirti che a livello di impostazione grafica la mia seconda poesia non è venuta postata bene. Te la rilascio qui sotto


    TOUCH…SCREEN

    Baci languidi
    Sulla tua superficie piatta

    Colori sensuali
    Mi eccitano
    Stimolando desideri carnali

    Ciao
    Sono Marzia
    Ti ho appena acquistato
    Ti ho appassionatamente configurato
    Ho scaricato tutte le app
    E sto ammirando la tua perfezione

    Inizio a leccarti i lati
    A baciare il tuo schermo;
    Le mie labbra a stimolare il tuo touchscreen.

    Ho conosciuto ragazzi
    Ho creduto di innamorarmi
    Ma era tutto troppo stancante
    Troppo noioso.

    Tu non mi dai problemi
    Non mi deludi mai
    Hai una grande resistenza
    E mi fai vivere emozioni incredibili.

    L'accesso in rete
    Apre scenari di fantasia unici

    Youtube
    La nostra colonna sonora d'amore.

    Ti stringo tra le mani
    Ti passo sul mio corpo
    E la mia mente viene.

    DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

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    Risposte
    1. ... aveva qualcosa di strano, in effetti! :D grazie di avermelo segnalato, adesso dovrebbe essere tutto impaginato giusto

      Elimina
  2. PS; davvero ottima la scelta delle immagini per le poesie.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. intanto, devo dire che l'esperienza è stata molto coinvolgente e ricca di spunti e stimoli, una carica notevole, raramente scrivo così velocemente!

      Le immagini son sempre state qualcosa di importante per me, nel blog, dedico molto tempo a cercarle o, ancora meglio, a fotografarle io. Se navighi un po' troverai anche post fatti da sole foto, molte o anche una sola

      Elimina
    2. Sì ho avuto occasione di guardare, io invece sul blog non posto quasi mai immagini sono molto più legato alla sola parola anche se sono ispirato da tutto quello che mi circonda e da ogni forma d'arte.

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    3. A me piacciono le calligrafie, i segni. Considero le parole come piccoli oggetti rimontabili tra loro e naturalmente sono molto importanti. Se ci riesco, mi piace cercare anche le sinestesie, con le parole.

      Le tue parole sono torrenziali e inarrestabili, direttissime e si fede che sei proteso a tutto ciò che è intorno a te, per ispirarti. Un lavoro di attenzione titanico!

      Elimina
  3. Ripeto quanto da me scritto a commento del post sul vostro reading di Daniele. I tuoi haiku mi hanno incuriosito.
    Conosco il Rockpoeta e ci frequentiamo da un po' di tempo. è nata una splendida amicizia. Le sue poesie -invettive a volte- mi intrigano sempre e mi hanno oramai conquistato.
    Straordinario il tuo attacco attacco del primo haiku:
    "Stanza addosso"

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    1. Ben ritrovato, Vincenzo, e anche qui, grazie per la tua visita. Mi fa piacere che il reading ti sia piaciuto.
      In effetti, l'attacco è già un terzo del haiku!
      Ho pensato sia agli hikikomori, che si imbozzolano sia alla lumaca, che ha trovato la soluzione: girare per il mondo rimanendo a casa!

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  4. Eccomi Giovanni, sono lieta che tu ti faccia sempre più onore.
    Una bellissima tenzone, quella tra te e Daniele.
    Cristiana

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    Risposte
    1. Ben ritrovata! sai che mi fa sempre piacere vederti qui. Mimè piacuto molto farebquesto tandem poetico con Daniele. Tra l'altro, l'occasione, mi ha dato modo di mettere nero su bianco diverse considerazioni sugli haiku, che spero di recuperre e riunire in un bel post chissà!
      G

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  5. Ciao Giovanni, arrivo dal blog di Daniele. Come dicevo da lui, ho poca confidenza con gli haiku, ma mi piacciono le sfide, voglio avvicinarmi a questo mondo semisconosciuto.
    Ti seguirò con piacere.
    A presto.

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    Risposte
    1. Ciao Mariella, benvenuta! Le sfide poetiche sono tra le pioù imtriganti e coinvlgenti. Scoprire gli haiku sembra cosa di pochi minuti, invece dura degli anni e si rinnova sempre, perché scopri un mondo!
      A presto e commenta dove vuoi, se ci sono dei post che ti piacciono (sulla colonna in alto a dx ce ne sono due speciali, dove puoi scrivere tu quello che vuoi, cose che diventeranno post!)
      A presto

      Elimina

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