venerdì 20 gennaio 2017

Amy Adams, Friedrich Nietzsche e gli eptapodi - Arrival

foto di Andrew H. Walker


Qual'è la 'vera Amy Adams? Quella dell'immagine ufficiale, di scintillante attrice? Oppure quella di donna intelligente, ritratta coi suoi pensieri personali?  Forse tutte due - non è un caso che indossino il medesimo abito e occupino il medesimo spazio - potrebbero anche essere due gemelle spaziotemporali - come potrebbe anche suggerirci Andrew H.Walker, il fotografo che ha ideato il progetto sugli attori-come-persone.





Da un certo punto di vista, sono due anche le donne - la linguista Louise Banks -  che Adams interpreta nel film che hai visto stasera: Arrival. Per quanto ti riguarda, lo attendevi da mesi, i trailer ti avevano intrigato, sospettavi-speravi in un film di fantascienza delle idee - finalmente. E la speranza non è andata delusa. Forse perché il soggetto è tratto da un racconto di Ted Chiang? (che a questo punto non ti resta che leggere). Ad ogni modo, secondo te, l'origine, per così dire, letteraria, della trama, si percepisce molto bene in molti momenti del film. E anche nella sua costruzione, molto legata alla parola raccontata - piuttosto che al racconto per immagini: parola che può essere ricordo, intuizione, disegno, ma anche didascalia, commento, equivoco, tranello, prospettiva. Occasione, bivio, inciampo, dialogo. 

Hai avuto la sensazione di vedere degli alieni davvero exstraterrestri in ogni loro aspetto. 
Hai goduto della soddisfazione di vedere la storia arrivare fino all'orlo dell'abisso di distruzione, ma senza precipitarvici dentro.




L'abisso di distruzione, va detto, viene - nel film ma anche, purtroppo, nella vita reale - declamato e desiderato da qualsiasi umano abbia un potere politico di distruzione e di prepotenza - un capo di stato che ci trascina in una terrificante e annichilente profezia auto-avverantesi (perché, poi, sono sempre quelle catastrofiche ad avere in misura maggiore questo terribile potere di essere nemesi?).
L'abisso di distruzione, invece, viene sfiorato ma infine evitato, grazie alla forza ritrovata e rinnovata di quegli aspetti che dovrebbero essere più salienti e che dovrebbero farci davvero umani - per come possiamo essere umani a questo punto del nostro cammino terrestre come specie animale. Noi oggi, infatti, possiamo e - di fatto - dobbiamo cambiare l'intero nostro approccio alla realtà del pianeta dove viviamo. Senza negare la nostra continuità con i nostri paleo-antenati - ma accettando il dato di fatto e la consapevolezza che continuare a misurare la nostra etica sul loro metro non ha senso e nemmeno prudenza  - come non ne avrebbe (e infatti non ne ha), pretendere che il leone si astenga dal cacciare la gazzella. La nostra etica - qui-e-ora - dovrebbe diventare quella ispirata da concetti come condivisione, dono, liberazione, affrancamento.




Non è un caso, comunque, secondo te, che l'abisso venga evitato grazie al coraggio di una donna, capace di usare nuovi strumenti, che non sono materiali e tangibili, ma sono fatti di empatia, comunicazione e nuove temporalità.
Ti piace pensare che la nuova umanità che si affaccerà al futuro degli eptapodi, sarà una umanità finalmente capace di ri-conoscere gli altri abitanti del pianeta come compagni degni e paritari, con le loro capacità comunicative, le loro visioni del mondo, le loro conoscenze da condividere. Gli altranimali - in una parola - che fino ad ora stiamo trattando come alieni ostili incomprensibili - rispecchiando su di loro quella che è in fondo una nostra esclusiva ostilità verso la loro alterità. Ti domandi: se non saremo capaci di accogliere queste alterità nate come noi su questo pianeta, come e quando mai saremo capaci di accettare quelle alterità davvero e totalemente aliene, extraterrestri? L'orlo dell'abisso è tutto in questo punto cruciale.



Il primo passo sarà guardare all'uccellino in gabbia che obblighiamo a seguirci, e intuire di fare il passo oltre - l'uinico passo sensato -  spogliandoci letteralmente, per metterci nella sua stessa condizione di irrevocabile vulnerabilità - da qui, la comunicazione, la reciprocità.
Questo passo, forse, lo sanno fare solo gli autentici esploratori, che sono coraggiosi e assolutamente intuitivi come i bambini.
Una bambina, infatti, disegna "mamma e papà che parlano con gli animali". Una bambina è il fulcro spaziotemporale di tutto. Qui c'è la frase  che - insieme ai due momenti qui sopra accennati - ti ha reso convincente il film. La riporti a memoria: "Se tu conoscessi dall'inizio alla fine l'intero percorso della tua esistenza, vorresti viverla lo stesso?". Ci vuole il coraggio di una superdonna, o di un filosofo, perché qui siamo alle prese con l' "eterno ritorno" di Friedrich Nietzsche: l'universo ciclico che ritorna su se stesso. Non sai perché, ma questa teoria ti fa sentire ottimista, in modo, forse, controintuitivo: ma forse è perché a ben pensarci, l'eterno ritorno si può immaginare non così immutabile, ma suscettibile di impercettibili mutamenti - chiamale, se vuoi, correzioni.





sabato 14 gennaio 2017

Inverno, Cavalli e rodei - Animali Felici vs Animali Infelici (Il gioco dell'oculista)

Meglio così? ...


... o meglio così?


Una coppia di immagini: il cavallo è al centro dell'attenzione (nostra e del fotografo).
Due o tre cose saltano agli occhi, in questo nuovo appuntamento con l'oculista: che l'inverno non è una cosa così terribile; che la serenità e la felicità possono sovrapporsi, in determinate situazioni; che non sempre una festa è divertente per tutti (né meriterebbe il nome di festa).  Ma ne salterebbero agli occhi anche molte altre. Tu, alcune le hai viste. Voi, quali vedete?

domenica 8 gennaio 2017

25 grammi di felicità




Pensavi che - arrivati a una certa età - i libri che ti sorprendono e ti porti dietro e dentro per tutta la vita, siano ormai più unici che rari da trovare. Quel tipo di libri, di solito, chi ama leggere li incontra tutti o quasi in età molto giovane: sono quei libri che hanno il potere di formare le luci e le ombre di un'intera visione delle vita, di indicare sentieri che magari si percorreranno per gran parte della propria esistenza - sentieri fisici, concreti, ma anche sentieri pensati, sentiti, convinti, interiorizzati. 

Perciò, non davi più di 25 grammi di credito a questo libro - anche se te lo sei regalato per Natale, forse perché lo avevi intravisto nello scorrimento feisbucchiano. Insomma, un posticino  - almeno - nella nicchia della tua curiosità, deve esserselo pur ricavato, se hai fatto tanto da entrare in libreria e chiederne una copia.

Invece, sono (stati) 25 grammi di pura delizia, con tutto quello che questa sensazione si porta appresso: riso e lacrime insieme, per esempio.
La storia è quella - realmente vissuta - di questo veterinario (quasi un discendente di James Herriot) che, dopo aver salvato per caso un minuscolo riccio, lo soccorre, lo cresce e se ne innamora. Il riccio è una riccia, viene chiamata Ninna, perché dorme sempre, come tutti i bambini piccolissimi (siamo in Piemonte, certi nomi forse si trovano solamente qui). Il veterinario vede la Ninna con occhi da innamorato, è affascinato dai suoi occhietti tondissimi e curiosi, dalle sue piccolissime orecchie, che sembrano petali di rosa; e poi, dai piedini e dalle manine.
Poi, i ricci diventano due: infatti viene salvato anche il piccolo Ninno (la fantasia nei nomi!).  Saranno loro due a ispirare il veterinario a dar vita a un centro di recupero per ricci.
Il Centro Recupero Ricci 'La Ninna' è nato due anni fa - e questa non è più favola, né storia, ma cronaca (c'è anche la pagina FB).
Tu intanto, che sei rimasto incantato, proprio come Massimo Vacchetta - che è il veterinario protagonista della storia - dai ricci, continui la lettura.
E ti appunti una frase, riportata dall'autore, che se la ricorda 'a senso', anche se non parola per parola:
"Ogni tuo giorno non  sarà vissuto pienamente se non farai qualcosa per qualcuno che non potrà mai ripagarti".

Questa frase è molto impegnativa e trae la sua forza dal carattere del protagonista, dalle sue convinzioni, così fortemente radicate nella sua infanzia e gioventù. Non è un eroe tutto d'un pezzo - e forse è meglio così, sei dell'idea che gli eroi tetragoni siano incapaci di provare empatia, di essere capaci di cura e delicatezza nei confronti di chi è così piccolo da poter essere calpestato in un istante. Il nostro veterinario, anzi, non nasconde pianti, dubbi, commozioni, lacrime, spaventi, batticuore, sensi di colpa. Ti ha fatto sorridere e ti ha intenerito: ti sei rispecchiato tantissimo in questi comportamenti. Ed è bello che lui li esponga senza vergognarsene: perché - lo comprendi leggendoli - non c'è da vergognarsi di questi sentimenti - invece, dovrebbe provare vergogna e persino ribrezzo di se stesso, chi non è capace mai di perovare questi stati emotivi e mentali; ma forse chiedi troppo: infatti, chi non prova mai compassione, è impossibile che possa vergognarsi della sua insensibile apatia.

La cosa ancora più bella, però, è che la commozione diventa forza per agire, e i sensi di colpa smettono molto presto di essere dei freni di ostacolo ai sogni. Che possono diventare realtà. E sogni così, poi(!):  che ridanno vita e sogno a loro volta, a qualcuno che non avrebbe più potuto né vivere né sognare - nella riccità, o nella umanità.






martedì 3 gennaio 2017

La carnebestia di George R.R.Martin

Foto: Hiroshi Watanabe/Getty Image

Il mondo è piccolo, in tutti i sensi possibili e immaginabili e poiché ti verrebbe da riderci su questa morale da cioccolatino, anziché a chiusura, la spendi come incipit. Il mondo reale  -la nostra TERRA  - è piccolo; è piccolo il mondo dell'intrattenimento fantasioso-fantastico-fantascientifico; è piccolo il mondo che è al centro di questo racconto (e che è in qualche misura, un condensato esemplare di tutte le criticità della nostra Terra).

L'autore del racconto, che hai letto nell'antologia di cui qui sotto potete vedere la sdrucita copertina con l'iconico 'tondo Urania', è quel George R.R. Martin - il cui nome, ai tempi, non significò per te proprio nulla; ma che è il creatore della seie fantasy - libresca prima, filmica poi - conosciuta come Game of Thrones - Il Trono di Spade. Quando hai fatto il collegamento, hai pregustato la scrittura di questo post - in quanto appassionato della serie.

Anche questa è una serie, a quanto pare, improntata sulle gesta dell'ingegnere ecologico Haviland Tuf. Tu hai letto solo questo racconto e solo di recente hai avuto gli elementi per inserirlo nel suo contesto narrativo di più largo respiro.   


Haviland Tuf è OVVIAMENTE un alter ego di George RRM ...
 

Per poterne parlare qui con cognizione di causa, lo hai riletto giusto oggi. Lo definiresti un racconto-commedia, per via dei dialoghi briosi e veloci tra i due protagonisti, per le battute espresse serissimamente da Tuf, per i suoi discorsi sui gatti ("il felino è una creatura splendida e degna di ammirazione"; "una cultura nella quale siano presenti i gatti è più ricca e più umana di una cultura privata della loro ineguagliabile compagnia"), per un'ombra di suggerimento di coinvolgimento reciproco tra i due protagonisti. Infatti, il racconto, scorre velocissimo. Non ha certo pretese di originalità, diresti che in effetti, non è originale in nessun punto né in alcuna soluzione; ma in questo caso, non lo definiresti un difetto: è una storia scritta per divertire - sì! - anche per sconcertare, a suo modo, almeno un pochino. Il suo obiettivo infatti è proprio questo, perciò tutti i meccanismi narrativi vengono oliati al massimo e si usano tutti gli accorgimenti per eliminare ogni possibilità di attrito nello scorrere della storia. Dalla sinossi qui sotto, potete ben capire che pure la 'lezione ecologica' - di per sé - non è certo una cosa mai sentita né letta. Quel che può sconcertare il lettore - e oggi forse ancora di più - sono le soluzioni che il buon Tuf propone per la soluzione della carestia, che - avverte - sarà per altro SOLAMENTE RINVIATA di qualche decennio nel futuro (!)


questo è il manzo di Kobe (wa-gyū) : la 'cosa' più vicina alla carnebestia che si possa immaginare...


Tuf, che tra le altre molteplici cose che è, vive anche da vegetariano/vegano (indossa pellicce sintetiche e il suo portafoglio è di vinile), non ha il minimo scrupolo a proporre soluzioni drastiche per nutrire un pianeta più che sovrappopolato.

"Alle sue spalle un'immagine trasmessa direttamente dal computer centrale dell'Arca apparve sullo schermo. Si trattava di una massa mostruosa, roboante, dalle dimensioni di una collina, con una pelle oleosa e luccicante, che brillava come una gelatina di un colore rosa opaco.
- Questa, signori, è la carnebestia - dichiarò Haviland Tuf. - Ora, una parte significativa del vostro terreno coltivabile è stato dedicato all'allevamento di animali da carne di varie speci, la cui carne viene in realtà consumata da una piccolissima minoranza benestante [...] i quali si possono permettere un tale lusso e di conseguenza apprezzare questa materia animale cucinata. Ebbene, questo sistema è altamente inefficiente: gli animali in questione, infatti, consumano molte più calorie di quante non ne possano offrire in seguito alla macellazione. Inoltre, essendo questi il prodotto di una evoluzione naturale, gran parte della loro massa corporea non è commestibile. Io vi suggersico quindi di eliminare immediatamente questi animali dall'ecosistema del vostro mondo.
<< Le carnebestie sono da annoverare fra i più mirabili trionfi dell'ingegneria genetica: se escludiamo il nucleo centrale, queste creature non sono altro che una massa in continua riproduzione di cellule indifferenziate e nessuna parte della loro massa corporea viene sprecata da strutture superflue quali organi sensoriali, nervi o sistemi motori. Volendo usare una metafora, li si potrebbe paragonare a giganteschi tumori commestibili. La carne di questa bestia contiene tutte le sostanze nutritive essenziali per l'organismo umano, e in particolare è ricca di vitamine e minerali.
<< Una carnebestia adulta, che può essere allevata nella cantina di una torre residenziale [...], può rendere in un anno standard lo stesso quantitativo di carne commestibile prodotto attualmente da due delle vostre  mandrie. Inoltre, i pascoli che vengono ora sfruttati per nutrire queste mandrie verrebbero  dedicati alla coltivazione agricola.
- Ma sono buoni, almeno, questi maledetti affari? - urlò qualcuno dal fondo della sala.
[...] - Non essendo io stesso un mangiatore di carne animale, non sono in grado di rispondere  alla domanda in base alla mia esperienza personale. Immagino tuttavia che la carnebestia abbia un ottimo sapore per un uomo che sta morendo di fame." 
 (traduzione di Marco Pinna)




Le sconcertanti soluzioni proseguono con altre proposte: l'erba di Nettuno, che ricopre interamente i mari fino a soffocarli, e produce una sostanza non commestibile ma con proprietà simil-petrolchimica, che può venire lavorata dalle industrie alimentari; o i jersee-pods, che fanno la stessa cosa, ma sulla terraferma. Ci sono anche muffe e funghi che possono proliferare sui fondali marini e nei sottosuoli urbani e sono commestibili.  Oppure, anche, microorganismi e muffe che si riproducono nell'alta atmosfera.
 
Un intero ecosistema planetario ribaltato e trasformato in cibo: nuovi paesaggi...


Tuf vede chiaramente quale è il vero problema, ma prima di parlarne brevemente, torniamo alla carnebestia.
Questa bestia - la sua descrizione - si è impressa a fondo nella tua immaginazione - e questo post paga in qualche modo questo debito conoscitivo. Solo con gli anni, hai potuto dare a questa creatura "di fantasia", un contesto: questo, però, assai più reale, e infinitamente terribile. La realtà supera, sta superando la invenzione di uno scrittore che è certamente più bravo a ordire trame fantasy, e la supera a destra, arrivando a doppiarla, sul circuito del dominio zootecnico: i maiali geneticamente senza occhi raccontati da Luisella Battaglia, per esempio ("gli occhi causano stimoli distraenti dall'azione del mangiare"); la razza Belga Blu, conosciuta per la sua 'doppia muscolatura', dovuta alla bassa quantità di miostatina che è la proteina che inibisce la crescita muscolare.


hyper-sculpted, ultra-muscular, double muscling ... in una parola: 'ipertrofia'

Ci basta insomma rimanere coi piedi per terra - coi piedi sulla Terra -  per renderci conto che anche i nostri paesaggi - della Terra - stanno cambiando, sono già cambiati e  la natura è scomparsa. Nelle campagne, la presenza della natura è una illusione: in realtà, non c'è niente di meno naturale delle campagne agricole antropizzate.
Persino le api sono inserite nella logica zootecnica.

La presa zootecnica sul vivente, ambisce a essere totale, pervasiva. Gli animali, i singoli individui delle singole specie, e poi le specie nella loro totalità indifferenziata, vivono sotto un costante, onnipresente controllo, che non si interrompe mai e che inizia ancora prima della nascita di ogni singolo individuo, trasforma in un inferno di irrealtà tecnologica la loro intera vita,  prosegue anche dopo la sua uccisione nel mattatoio.
In questo 'vivente' sono compresi anche gli umani, e di certo - non sempre, nonostante le apparenze - non come utilizzatori esterni e salvaguardati, anzi, a un passo piccolo così dal venire inghiottiti dal sistema consumatorio della nostra-ipertrofica-società... E così, possiamo ridare la parola a Tuf, e chiudere.




Secondo Tuf, il problema planetario risiede nella sovrappopolazione e nella crescita demografica senza controllo, sostenuta da una euforia per una illusoria abbondanza di risorse e cibo. Non si fa scrupolo di affrontare il tabù del controllo delle nascite, fortissimamente volute invece da tutte le chiese e le religioni del pianeta. Se le nascite non verranno controllate, spiega Tuf, la carestia globale irreversibile verrà solamente spostata un poco più avanti negli anni...

"- Ecologia - disse. - Considerate questa parola e meditate sul suo significato. Forse un ecosistema si può paragonare a una grande macchina biologica. Se seguiamo questa analogia, l'umanità va vista come una parte della macchina [...] in ogni caso, non sarà mai al di fuori del meccanismo stesso, come molti invece credono. Ergo, quando una persona come me ricostruisce un intero sistema ecologico, dovrà necessariamente trovare un ruolo anche per gli esseri umani che lo popolano."



la sinossi del racconto potete leggerla qui sotto...

IL COLLEZIONISTA
Titolo Originale: SECOND HELPINGS
Autore: George R.R. Martin
Anno: 1985
Genere: FS Sociologica
Edizione: Antologia Millemondi Estate 1988
Commento:
Il racconto è incentrato attorno alla figura del protagonista, un ingegnere ecologico, che si occupa di modificare le ecologie dei pianeti che incontra nei suoi viaggi assecondando i problemi delle popolazioni locali.
La tematica affrontata nel caso specifico è un classico della fantascienza, ovvero la sovrappopolazione, problema che, in un altrettanto banale clichè, viene collegato a comportamenti ottusi legati ad una forma di fondamentalismo religioso.
Solo qualche trovata simpatica, in primis la caratterizzazione del protagonista, rende sopportabile la lettura che, tra l'altro, entra nel vivo della vicenda soltanto nella parte finale dell'opera, rendendo decine di pagine praticamente inutili...
Trama (attenzione spoiler!):
Haviland Tuf, ingegnere ecologo, si ripresenta con la sua Arca, una enorme astronave super tecnologica, sul pianeta S'uhtlam per pagare parte di un vecchio debito. Anni prima egli aveva già salvato il pianeta da una crisi alimentare incombente, portando nuove culture che moltiplicarono la capacità produttiva del pianeta salvando così gli abitanti da morte certa, la cosiddetta "Fioritura di Tuf".
Le dinamiche della popolazione si sono però modificate: sull'onda dell'entusiasmo per la salvezza ottenuta e seguendo la retorica religiosa predicata dalla locale Chiesa dell'Evoluzione Vitale, i S'uhtlamesi si sono moltiplicati ad un ritmo superiore al previsto. Secondo le ultime stime sono rimasti diciotto anni prima di una carestia globale che condannerebbe l'intera popolazione.
In cambio di una forte riduzione del debito pregresso, Tuf dona al pianeta una nuova ricetta di salvezza. In una conferenza stampa, egli spiega come sarà necessario sostituire tutte le culture superficiali con un tipo di pianta da cui si potrà ricavare una specie di equivalente del petrolio, mentre in tutti i sottorranei dovrà essere allevata la carnebestia, una creazione dell'ingegneria genetica che ha eliminato ogni orpello inutile per ottenere una specie di animale interamente commestibile. Anche i cieli dovranno ospitare microorganismi e un nuovo tipo di fauna che potrà essere cacciata e utilizzata nella catena alimentare, il che causerà un dilagare di muffe e funghi nei piani alti delle costruzioni S'uthlamesi e addirittura una riduzione della luminosità.
Ma, nonostante tutte queste dolorose misure estreme, la carestia può essere solo rimandata, spiega Tuf, che sottolinea come l'unica vera speranza di salvezza consiste nel fermare la crescita della popolazione. Tale discorso però urta quasi l'intera popolazione del pianeta e Tuf deve lasciare immediatamente la superficie...






lunedì 2 gennaio 2017

LINK-ITALIA, Francesca Sorcinelli







Francesca Sorcinelli è fondatrice del Progetto LINK-ITALIA nel 2009 e Presidente dell’omonima Associazione di Promozione Sociale dal 2012. Educatrice Professionale ha  lavorato in ambiti come il recupero minori dalla prostituzione, in comunità per tossicodipendenti e otto anni in una Comunità Residenziale per Minori dell’Azienda Servizi alla Persona del Comune di Modena. Attualmente lavora  - sempre presso la Azienda Servizi alla Persona del Comune di Modena -  in una delle Comunità Semiresidenziali Socio-Educative per pre e adolescenti inviati dal Servizio Sociale.


Francesca Sorcinelli, foto @ Designinpixel.it di Francesca Mazzara


Come è nato il Progetto LINK-ITALIA ?

L’esperienza professionale diretta del LINK è stata il primo propulsore che mi ha condotto a studiare l’argomento, tanto da arrivare oggi alla strutturazione di un progetto nazionale in merito.

Dagli esordi nel 2009 ad oggi i ricercatori anglosassoni nell’ambito delle scienze psicosociali e criminologiche, occupandosi di violenza interpersonale e crimine si scontrano con il fenomeno della violenza su animali in modo così costante da doversene fare carico.
Un percorso quello degli studiosi, in particolare statunitensi, che ho vissuto personalmente.
Lavorare con i tossicodipendenti non significa infatti lavorare con persone che hanno “semplicemente” un problema di droga, bensì lavorare con tutte le sfaccettature della devianza poiché il tossicodipendente spesso è: il rapinatore, il borseggiatore, l’ex bambino maltrattato, il maltrattatore, lo stupratore, lo spacciatore, il protettore, la donna abusata, la prostituta ecc.
Una tipologia di utenza, il tossicodipendente, che catapulta sullo scenario della devianza a 360°, consentendo oltremodo di fare esperienza della “cultura di stampo mafioso” e della “cultura di stampo carcerario” e costituendo, in tal senso, un contesto privilegiato di osservazione e trattamento della violenza interpersonale e dei comportamenti antisociali e criminali in genere. Proprio in questo contesto, come i primi ricercatori statunitensi, ho iniziato a scontrarmi ripetutamente col fenomeno della violenza su animali, tanto da doverlo approfondire, studiare e capire soprattutto nelle implicazioni psico-sociali. A differenza dei primi ricercatori anglosassoni, ho potuto beneficiare di un’ampia bibliografia scientifica internazionale già operativa in tutti gli ambiti professionali statunitensi, ho potuto avvalermi fin da subito di un prezioso modello di riferimento nella pianificazione del Progetto LINK-ITALIA, riadattando le consapevolezze internazionali alla realtà italiana e producendo nuove conoscenze applicabili specificatamente al nostro paese.
Come nei paesi anglosassoni, dove il LINK vanta associazioni governative, di polizia e presidenti di stato nel riconoscerlo e contrastarlo, anche per l’Italia il mio impegno è che il lavoro professionale quotidiano con l’utenza violata, depressa, deprivata, violenta o anche solo minorile, continui ad essere oggi, come agli esordi, il referente privilegiato nello sviluppo di una cultura sociale, giuridica, criminologica, vittimologica, pedagogica e veterinaria che come stato di necessità contempli la crudeltà su animali quale grave reato di per sè e potente indicatore di pericolosità sociale.



 

Cosa si intende per LINK e di cosa si occupa l’Associazione?

LINK nel linguaggio comune inglese significa legame mentre in discipline quali psicologia, psichiatria, criminologia e scienze investigative anglosassoni, si connota come termine tecnico che indica la stretta correlazione esistente fra maltrattamento e/o uccisione di animali e ogni altro comportamento violento, antisociale e criminale – omicidio, stupro, stalking, violenza domestica, rapina, spaccio, furto, truffa, manipolazione mentale, ecc. .
LINK-ITALIA è una Associazione di Promozione Sociale, la prima in Italia, costituita da Specialisti dei settori dell’educazione, prevenzione, trattamento, repressione, analisi, della violenza e del crimine che consci della correlazione – LINK – esistente tra maltrattamento e/o uccisione di animali e ogni altro comportamento violento, antisociale e criminale, opera per colmare il vuoto scientifico, tecnico e operativo sul fenomeno nel nostro paese.
L’Associazione studia dal 2009 il fenomano, avvalendosi di materiali internazionali preesistenti – pubblicazioni scientifiche, casi studio, profili criminali e vittimologici, protocolli di negoziazione, protezione ostaggi o sequestrati, ecc.– e sviluppando materiali ex-novo che apportano alla prevenzione, trattamento e contrasto del LINK, innovazioni teoriche e pratico-operative a livello nazionale in ambito criminologico, vittimologico, investigativo, psicosociale, pedagogico, sanitario, veterinario, sviluppando come disciplina di riferimento teorico per l’Italia una nuova branca della Zooantropologia: la Zooantropologia della Devianza



 

Anche autori del passato come Ovidio Nasone “La Crudeltà su animali è tirocinio di crudeltà verso gli uomini” erano a conoscenza del LINK. Cosa ne pensi di questo aspetto?

Oggi esiste una letteratura scientifica internazionale centenaria in quelle che sono le discipline di riferimento quali psicologia, psichiatria, criminologia, vittimologia, veterinaria ed esiste una letteratura scientifica nazionale sviluppata in zooantropologia della devianza, disciplina di riferimento sul LINK per l’Italia. Occorre però specificare che parlare di conoscenze scientifiche sul fenomeno, i cui approcci si possono fare risalire alla fine dell’800 e sviluppi significativi alla fine degli anni ’60, non significa parlare delle consapevolezze e conoscenze sul LINK, che nell’essere umano si perdono nella notte dei tempi e vengono espresse da sempre nell’arte, letteratura, filosofia e religione. Infatti il LINK, oltre ad essere un tema trasversale in termini di discipline e professionalità, è un tema trasversale in termini di contenuti tanto antichi quanto contemporanei: “Certo l’abbiamo capito: chi picchia i propri figli picchia anche i propri cani, chi picchia i propri cani picchia anche i propri figli. E’ tutto collegato” Bennie Click,  Capo della Polizia di Dallas fino al 1993.
 

Francesca Sorcinelli
LINK-ITALIA (APS)
www.link-italia.net

sabato 31 dicembre 2016

Per il 2017: un fiume - 2 -

Lungo Po a Torino, © Samuela Cattaneo


Immaginazione = Viaggio.

Viaggiare e immaginare vanno insieme. Il viaggio si può fare col pensiero, avanti nel futuro;  a ritroso, nel passato.
Tuttavia, non ti senti più dell'umore adatto per attardarti a fare viaggi indietro. In generale, quell'umore sembra sia evaporato dai tuoi modi di sentire, e ne sei più che contento. Troppi ricordi, fanno eccessiva zavorra, e ti senti una voglia di viaggiar leggero, quanto più leggero possibile.
I viaggi si fanno nel presente, che si allunga nel futuro, un giorno alla volta.
Hai specialmente desiderio di tornare a viaggiare anche nella realtà, col tuo corpo e i tuoi mezzi, insieme ai corpi di chi ti vuole bene - la tua famiglia canina; e proverai ad attrezzarti in questo senso. I viaggi portano storie.

E ancora: ti svegli (vuoi svegliarti) dai tuoi sogni, per continuare a sognare, da sveglio (Bruce Springsteen).
Ti vuoi svegliare anche per continuare a svincolarti da verbose paturnie, che ti sei portato appresso fino a qui, nonostante tutto: è un sfida tenace, il premio è finalmente smettere di provare paure indefinibili, delle quali hai forse portato all'aria le profonde radici
Ti vuoi svegliare perché quest'anno ti sembra di aver focalizzato in modo spassionato i tuoi aspetti che di te stesso ti sono ostili e vuoi che questa consapevolezza, da traguardo che sembra,  diventi subito ripartenza.
Ti vuoi svegliare perché ti pare di scorgere una levità di emozioni (s)legate (d)al passato e vuoi metterla a frutto, forse finalmente affrancato dal'ingannevole voluttà di impossibili nostalgie o rimpianti.
Ti vuoi svegliare, al mattino, avendo subito alla mente il pensiero del viaggio che ti aspetta: aprire gli occhi già sapendo che la sera stessa di quel giorno, vedranno posti nuovi, mai visti prima.
Una frenesia che ti si trasmette ai tuoi cani, pronti a partire con te, in quello che è sempre una avventura, anche con le sue incognite.

Quest'anno hai conosciuto - o continuato a ri-conoscere e re-incontrare - alcune persone che secondo te sono eccezionali e la cui compagnia è di per sé motivo di grande gioia in molti campi e per moltissimi motivi.
Nel 2017, vuoi continuare a ri-conoscerle, e vuoi sfidarti a creare situazioni per conoscerene altre.

Poi?
Vuoi continuare a scrivere. Vuoi ridare linfa ai tuoi haiku, e ti impegni a cercare i modi e le collaborazioni operative per rivestirli di nuovo di carta e inchiostro (o di altri metodi di diffusione) e metterli al mondo.
Vuoi vivere in pieno coi tuoi cani che vivono con te adesso e con gli altri che magari presto ci saranno insieme a loro e oltre.
Vuoi che i tuoi viaggi siano anche occasioni e coincidenze per mettere in pratica la tua voglia di ricimentarti in impegni reali che facciano la loro parte per gli animali.

Vuoi che quell'espressione: "è in divenire" che hai scritto nella tua blog-biografia, torni ad avere un senso pieno.