giovedì 30 aprile 2015

Maggiociondolo, curiosità e begli eventi

Fonte: Bauernhof Scalzerhof blog

Maggio, inizia con i colori e le poesie, in questo post un po' così, che...

Il Maggiociondolo è un piccolo albero, i cui fiori sbocciano, per l'appunto, proprio in maggio. Mi piaceva il suo nome, che credevo fosse una voce dialettale del Nord Italia, mentre invece è proprio il suo nome italiano (in latino è Laburnum anagyroides).

Come per tutte le piante - o quasi - non è facile rendersi conto che anche il maggiociondolo ha una sua spiccata serie di caratteristiche, una sua intelligenza vegetale, che può riservare sorprese, ad alcuni animali, compresi noi. Viene considerata una pianta magica. 
Forse non per caso Tolkien, che amava pensare e scrivere di alberi senzienti, parlanti e semoventi, si ispirò al maggiociondolo per l'albero elfico noto come 'Laurelin'. Il  'giocondo miele di selvaggia fiamma' di questa creatura arborea, ha dato vita all'immaginazione dei poeti, come Sylvia Plath o Francis Thompson.

Mi piace perciò pensarle all'ombra dei suoi fiori e delle sue foglie, le due belle occasioni per accorgersi da domani,  che modi diversi di viversi e di vivere con - gli altri animali - sono fatti alla portata quotidiana. Vivere a fianco di loro - vivi e liberi; o senza di loro - non più nella nostra bocca, mentre vogliamo mangiare, mentre vogliamo divertirci.

Domani, 1 maggio, dunque, 

i veg burger - il cibo-'gioco' per antonomasia, ma in questo caso a questo gioco nessuno soffre né muore, eppure tutti possono far godere la gola  - esordiranno al Pub Wanted, vicino al fiume Ticino, grazie alle cuoche  del ristorante Stregalbero di Novara. 
Pub, cioè musica e birra, cioè quel che comunemente si pensa (si pensava) come agli antipodi del veg (come sei ai veg non piacesse divertirsi scatenati-spensierati e pure chiassosamente). Nel piccolo contesto della cronaca locale, mi piace pensare che si tratti di un tassellino nuovo in più nel puzzle del veganismo in mezzo al mondo, rivisitato cruelty free. 

gli animali liberi della Fattoria dei Semplici a Oleggio, faranno il loro debutto in società, incontreranno per la prima volta - nella maniera ufficiale, s'intende - gli umani là fuori.  O, per capovolgere la prospettiva in senso ottimistico per un futuro differente, saranno gli umani che incontreranno per la prima volta e sul serio gli altri animali - che magari fino a ora hanno 'conosciuto' solo nel piatto.

I due eventi, hanno più d'un fil rouge che li accomuna, pur essendo due situazioni del tutto indipendenti. Ma che avvengano entrambe nello stesso giorno, a poche ore di distanza, immaginate, costruite, pensate e realizzate da persone tenaci e sensbili allo stesso tempo, capaci di sguardi nuovi, mi sembra un fatto incoraggiante e significativo. Sono solo due gocce infinitesimali?  Però, il mare è fatto di gocce. Si tratta solo di due eventi di cui sono per varie e fortuite vie giunto a conoscenza diretta? Però,  se i due eventi non ci fossero stati, nemmeno le coincidenze sarebbero diventate probabili. E se i due eventi ci sono, è perché forse qualcosa - nel mondo che ne costituisce il contesto - ha cominciato a prendere nuove direzioni, nuovi ritmi, nuovi pensieri. 

Mi piace pensarlo. Domani ci andrò. Poi, spero di raccontarli.

 MAGGIO CIONDOLO
LA PRIMAVERA S'ALLUNGA
RESPIRAR LUCE
 


domenica 26 aprile 2015

Sugatha Kumari




La poetessa Sugathakumari, indiana, è attivista per l'ambiente, per la Terra.
L'ho incontrata a pagina 397 del libro "Conto alla rovescia" di Alan Weisman, reportage- giro del mondo in 26 paesi e tra più di 7 miliardi di umani, alla scoperta delle risposte o non-risposte alla domanda: "quanto potremo ancora sopravvivere?"  (se continueremo a fare figli a questo ritmo)?

(Il libro è molto bello, avvincente e ponderoso, e perciò conto di dedicargli un post prossimamente, al termine della lettura, quindi.)

Questa donna, è attiva da  molti anni sul crinale dove si incontrano poesia e coscienza civile, nello Stato indiano dove vive, il Kerala.
Scrive in lingua malayalam, e a ottanta anni è una figura illustre. 
Arriva a raccontare la sua storia -immagino al giornalista statunitense, che scrisse qualche anno fa l'emozionante-inquietante libro "Il mondo senza di noi" (2008) (scriverò anche di questo? sì, openso di sì) - dopo molti altri personaggi, tutti impegnati sul fronte della cruciale sfida demografica - che in realtà non dovrebbe lasciare molti dubbi sul modo pressoché obbligato per affrontarla - l'incontro con questa figura così intensa e accorata, squote.
Squote perché racconta le sofferenze delle persone, degli individui che lei ha incontrato e conosciuto nei molti decenni del suo impegno, e che ha saputo vedere e ricordare, forse grazie al suo occhio poetico. Il Kerala era uno Stato dove molte lotte nella "intricata ecologia umana" erano state superate con successo: mortalità infantile, tasso di natalità, infanticidi, istruzione, alfabetizzazione, livello di istruzione, preservazione dell'ambiente - nel Kerala c'è il Parco Nazionale della Valle del Silenzio - negli Anni Novanta del XX secolo erano tutti ai livelli che si spera di trovare: bassi quelli che dovrebbero essere bassi, alti quelli che giova avere alti. Avvenne però un diluvio materialista, basato sul confronto che i lavoratori pendolari facevano con i Paesi del Golfo Persico - confronto che innescò un'avida gara a possedere sempre di più, di più di più. Tutto questo ha cambiato le carte in tavola, e oggi la situazione preoccupa, tanto la poetessa quando l'economista Amartya Sen.

Non entro in ulteriori dettagli della storia del Kerala, affascinanti ma complessi da raccontare - comunque anche in questo caso, ci troviamo di fronte a un difficile equilibrio precarissimo tra umani, natura e economia; la sensazione che la coperta sia cortissima è il leit motiv.

La poetessa è al centro di questa narrazione: lei salvà il la Valle del Silenzio dalle dighe governative; lei, oggi, si dice disgustata.
"Se guardi al domani, ti si spezza il cuore. Animali, uccelli, api e fiori obbediscono alle leggi della natura. Una sola creatura le ha infrante. Ho quasi l'impressione che il mondo sarebbe un posto migliore senza di noi".

Sugatha Kumari mi ha lasciato un segno per queste sue parole, e per aver chiamato all'appello anche gli altri animali.
Ecco una sua poesia, tradotta, e proposta da Weisman nel libro:

Ci inchiniamo agli alberi e ai loro sacri timori;
la foresta ci dona il soffio vitale
come il Signore Shiva inghiottì il veleno
che altrimenti avrebbe distrutto la Terra 

"Ma poi - dice Sugathi Kumari - si è riversato il veleno dei soldi".
Tanti obiettivi che il Kerala aveva raggiunto, messi in pericolo dalla tentazione...
 




domenica 19 aprile 2015

Chewie, we're home



Chi si dimentica più il momento emozionante al cinema, quando ne L'Impero colpisce ancora, Darth Vader rivela a Luke Skywalker una enorme verità:

-Obi-wan non ti ha mai detto che cosa successe a tuo padre
-Mi ha detto abbastanza: che tu lo hai ucciso
-No. IO sono tuo padre

Nel buio in sala, sulla poltroncina di legno del cinema di Alassio, sobbalzai proprio come Luke, e quella notte sognai e recitai tutta la scena. Una di quelle scene dopo le quali non si torna più indietro.

Infatti, da quella scena, ne sono convinto, è fiorita la saga di Star Wars, in direzioni forse inattese.

Perciò, mi sono visto e rivisto il secondo teaser trailer del nuovo film ("Il risveglio della Forza", targato Abrams), che ci riporta in compagnia di vecchi personaggi da ritrovare  e di nuovi eroi da scoprire.
Che bello come JJ Abrams gioca a fare l'iconoclasta col mito: mentre le note indimenticabili del 'tema della Forza' suonano in sottofondo, ecco relitti imperiali nella sabbia, elmetti respiratori deformati e semifusi, mani bioniche nere e adunche. E poi: ammiccamenti alla trilogia più recente - quella, per intenderci, della nascita di Darth Vader. E nuovi immaginari un poco spiazzanti e speriamo emozionanti e coinvolgenti.

Una eroina femminile giovane, dinamica, coraggiosa, carismatica e generosa, molto bella e combattiva. Un altro personaggio sorprendente - il nero chiuso nell'armatura delle truppe d'assalto imperiali, spaesato e disorientato, così sembra. Un cattivo che...?

Ma, soprattutto, gli Ala X che sollevano l'acqua come surfisti fluviali su un fiume gigantesco, il Millennium Falcon e loro: Ian Solo e Chewie, che tornano a casa.

Da rivedere senza stancarsi mai.
Con una domanda curiosa e impertinente: Chewie è una creatura senziente? Anche se non parla?
O meglio, anche se non usa parole riconoscibili per gli umani? Uno dei fascinosi pregi della fantascienza, anche la space opera di evasione come SW, è quello di spalancarci le porte alle alterità.

Chewie si esprime con suoni che ci sembrano ringhi, ma sa pilotare un'astronave, sa giocare a scacchi, sa usare la tecnologia, sa accogliere gli alieni come Yoda; e, soprattutto, prova una gamma amplissima e profonda e raffinatissima di sentimenti e di emozioni.
Quindi, per quel che mi riguarda, la risposta alla provocatoria, bislacca domanda, è di sicuro affermativa.

video

- - - - -

Un altro Ian, il protagonista della serie bonelliana 'Dragonero', invece, ha posizioni ben più 'arretrate' nei riguardi di animali e altre creature e su chi sia da considerare 'senziente' - e quindi meritevole di rispetto, anche se avversario. Il fatto che lui consideri 'senzienti', solo le creature che 'parlano' - che quindi non sono 'semplici animali - ha suscitato un dibattito sul forum della serie. Con alti e bassi. Una mezza occasione mancata, perché, purtroppo, chi ha avuto l'idea di intavolare il problema, è stato frettolosamente etichettato come esagerato e fuori luogo. In fondo è un fumetto e in fondo sono solo animali.

Chewie torna a casa ed è di sicuro senziente, gli animali di Dragonero invece sembrano continuamente essere solo bruti o oggetti non degni di alcun rispetto - e vengono trattati di conseguenza. Dispiace, perché nella serie gli autori si sono dimostrati capaci di esporre altre questioni (come la tolleranza e la condizione delle donne) in modo più curato e allo stesso tempo tutt'altro che deleterio per il procedere della storia. Si vede che gli animali non meritano che gli si dedichi l'attenzione necessaria a parlarne in modo finalmente 'nuovo' e fresco, pur scrivendo storie avvincenti. 

Dice Stephen King: "è la storia, non colui che la racconta"; ma chi la racconta sceglie che cosa raccontare e che cosa tacere...

venerdì 17 aprile 2015

La Confidenza Lenta approda a Facebook



Ho pensato di creare la pagina facebook de LA CONFIDENZA LENTA:  occasione di imparare a fare qualcosa di nuovo sul fronte della tecnologia.

Ma soprattutto per via dei VIDEO particolari, quelli della resistenza animale  o altri: di bellezza, di tenerezza, di gioco animale. a seguire, le altre cose, man mano, come sempre; lentamente, come sempre - ma meno, magari.

Sono video - o immagini, o link - per cogliere l'attimo e per pescare il sassolino prezioso nel fiume incessante del social forum. A volte, mi servirà per ovviare alcune mie limitatezze tecniche, poiché capita che certi video io non riesca ad impoirtarli qui sul blog, e però li trovo comunque interessasnti, di volta in volta per un motivo diverso.

Può darsi che man mano che li inserirò, ne scriverò anche qui, die mini rimandi, con i pensieri che mi suscitano.

Intanto, ce ne sono già alcuni che possono far pensare, o sorridere, o commuovere. Cercateli sulla pagina e poi tornate qui, se volete, e commentate - sia qui che lì, se vi va.

Intanto, cercando la lentezza, ho scoperto: che c'è un libro di Milan Kundera su La Lentezza



e uno di Luis Sepulveda, Storia di una lumaca che scoprì l'importanza della lentezza.



Per non parlare - almeno per il momento - di numerosi link che elogiano la lentezza.
Bene.  Buona navigazione
 

lunedì 13 aprile 2015

Dormire con i cani: sì, perché...

dolci sogni, dolcissimi ricordi... Stella e Lisa

 di Elena Vanin, su Cinofilosofia
 


Si, sono favorevolissima a dormire insieme ai cani familiari per un discorso di condivisione delle risorse, che credo sia una cosa bellissima e socialmente molto importante per la famiglia, purché sia una cosa spontanea e desiderata da tutti (e per tutti intendo anche dai cani!).
Dei miei 4 Soci canini, le due Socine dormono regolarmente con me, anzi la Sally, la semiselvatica, ci tiene da pazzi a dormire proprio vicina alla mia testa, mentre Azzurra dorme vicino alle gambe.
Invece i due Soci, più anziani e anche più grandi (di taglia) hanno sempre scelto di dormire sulle cucce a terra, però potrebbero, se volessero, dormire anche da me (spazio permettendo).

Io posso in compenso sdraiarmi con loro - rispettosamente (per mia scelta, loro sono sempre gentilissimi) - su tappeti e cucce. Quando Artù s'era operato al legamento crociato (millemila anni fa ormai), avevo dormito accanto a lui sul pavimento dell'ingresso, nel sacco a pelo, la prima notte, perché aveva dolore e un po' di pauretta e stando insieme era andata meglio.

Esistono situazioni in cui può valere la pena di evitare di condividere il letto, almeno per un certo periodo, quando per esempio ci sono dei conflitti in famiglia (fra umani e cani intendo) che si esprimono attraverso una forte possessività del cane nei confronti di alcuni spazi.

NON confondiamo questa cosa con robaccia sulle gerarchie e sui ruoli PER FAVORE... (se pensate a ruoli e gerarchie, vi rimando a questa nota a proposito della ... 'dominanza' ...
Grazie!).

Se un cane è possessivo nei confronti di certi spazi (tipo il letto) a discapito degli umani o di altri cani significa che c'è un conflitto non risolto da qualche parte, un disagio da parte di quel cane (e di conseguenza degli altri), e il punto non sta nel porre divieti fini a se stessi, ma nel "tamponare" la situazione (per la sicurezza di tutti) mentre si TROVA la SOLUZIONE (quella vera).
Se la situazione non si trova così immediatamente... chiamate un BUON educatore, uno che non vi parli di gerarchie, ma di dinamiche familiari, e che abbia a cuore il problema del cane e non solo il vostro, anche se i soldi per pagarlo li tirate fuori voi!

Nota Bene: I cani sono animali sociali (anche noi umani se è per questo). Non tutti sono ugualmente socievoli, quindi può essere che qualcuno non ami stare troppo appiccicato agli altri, o ad alcuni altri (o magari semplicemente non ama il caldo), ma se si sviluppano dei comportamenti anti-sociali (come quando un cane non accetta l'umano nel letto e ringhia per mandarlo via, o cerca di morderlo, per dire) generalmente vuol dire che c'è qualcosa che non va, e che da persone responsabili della nostra famiglia, dovremmo ragionarci bene (probabilmente con l'aiuto di un esperto con una formazione in merito, e non dell'amico dell'amico "che ha sempre avuto cani e ci capisce un sacco") per trovare la causa e aiutare a risolverla, per il bene sia del cane, sia della famiglia.

Ah... a proposito... abbiamo mai pensato cosa siamo NOI, quando scacciamo il cane dal letto e lo reclamiamo solo per noi? Già, esattamente: possessivi (e più o meno aggressivi verso il cane familiare) nei confronti del letto.
E siccome siamo pure noi animali sociali, questo non dovrebbe forse dirci qualcosa, circa la NOSTRA capacità di vivere le relazioni con gli altri membri della famiglia? ;-) 

(ok ok, le nostre uniche scusanti sono quelle cose che ci hanno inculcato fin da piccoli sull'igiene e via dicendo... roba sopravvalutata dal mio punto di vista, e infinitamente meno importante del piacere di condividere il riposo con le persone che amo, anche quando sono persone a quattro zampe e piene di peli... e comunque l'impressione che facciamo sui nostri cani a scacciarli in malo modo dal letto, non cambia.)
 
 
(l'ho trovato sul mio roll del social forum, e mi è piaciuto molto. Elena Vanin scrive bene e con competenza, e l'argomento mi coinvolge molto: anche io dormo coi miei cani, e alcuni di loro amano starmi vicini, altri desiderano spazi maggiori, e possono averli. 
Io adoro dormire coi miei cani, e credo che anche a loro piaccia.... se non gli piace, hanno comunquer tutto lo spazio per tenere la distanza che preferiscono per sentirsi a loro agio.)
(tra l'altro, ci sta coi propositi del nuovo anno che ho scritto qui). 

(estratto e adattato da una risposta alla domanda diretta, sul gruppo "Cinofilosofia, questa sconosciuta")
 

haiku sensazioni sparse




riabbandonarsi
tutte le foglie verdi
sono diverse


Fonte: Magazin Blog


 
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non ricordavo
la luna piena così
è notte in strada


è primavera, è ritornata la luce, stanno tornando i fiori e il verde vivo. Quest'anno ne sento il bisogno: di sensazioni intrecciate tra il dentro e il fuori, un animale poetico. Un animale che annusa lungo un cammino che chissà dove porterà - ma si può sognare l'arrivo, che sarà una ripartenza, sorte permettendo.
Perciò, pochi haiku, ma - si spera- buoni.