sabato 23 settembre 2017

Festosa Milano


Ci sei andato, settimana scorsa, alla festa antispecista, in allegra compagnia dei tuoi cani e di una portentosa amica.
Una domenica pomeriggio di fine estate, con tanto di temporale serale (ma di giorno, che magnifico sole), una domenica per nulla sonnolenta o pigra, ché a Milano si fanno sempre cose.
Questa cosa qui della festa, in particolare, era la prima volta del Veganch'io, già noto come Festa Antispecista, nella nuova sistemazione: lo spazio del Macao, spazio autogestito di Viale Molise 68.
Notevole come la bella villa liberty (per la verità, ti sembra che le ville siano almeno due, all'interno di un contesto complessivo che occupa un intero isolato) fosse una volta il luogo deputato alla contrattazione dei prezzi di compravendita degli animali da macellare. Un autentico mercato degli schiavi. E gli schiavi erano non lontani: al di là delle scalinate, olre un muro, dove si spalancavano gli enormi spazi del mattatoio. 
Si legge molto bene sul comunicato stampa: "La palazzina liberty, con il suo salone maestoso e il grande giardino, un tempo ospitava la borsa del mattatoio. Lì si concludevano gli affari sulla pelle di chi, poco più indietro, nell'area industriale oggi dismessa, era arrivato sui convogli e aspettava il momento di essere smembrato".
Insomma, un luogo che aveva la 'forma' di un autentico campo di sterminio, un lager per animali non umani. L'effetto è vagamente straniante: uno spazio che ha una architettura oggettivamente affascinante, armoniosa e luminosa, costruito per farne teatro di sopraffazione, di dominio. Una specie di 'dissonanza spaziale-architettonica': azioni terribili, svolte in uno spazio modellato sulla ricerca estetica.
Oggi, quel che a noi rimane è l'estetica, con in più la rivincita dell'etica. Macao è spazio creativo, intersezione di scambi artistici, di pensieri. In Macao ci sono persone che lo abitano in maniera permanente, oltre ai visitatori. 
Perciò, alcune parti della villa non erano percorribili dal pubblico estemporaneo della festa. 
La Festa: scriveva Bronislaw Baczko che un elemento saliente dell'utopia - le utopie storiche settecentesche delle comuni, per esempio - era proprio la festa, un momento speciale, una bolla temporale, durante la quale sono sospese, sovvertite, capovolte, le regole sociali che normalmente regolano tutte le relazioni tra individui. 
E se le regole normali sono - come sono - orientate all'esercizio di un dominio (più o meno visibile, più o meno pressante, più o meno e variamente invasivo e distruttivo); e se questo dominio trova la sua più autentica espressione nel dominio esercitato contro gli animali non umani; allora la parola 'festa' è la migliore possibile per descrivere e raccontare i tre giorni milanesi (anche se nei hai vissuto solo uno). Infatti, alla festa antispecista, non esistono regole che escludono, che tagliano: libero movimento e circolazione per ogni individuo animale, che sia umano, o canino, o di altra specie. Qui puoi vivere la prova pratica di una vita diversa, in una ZTL dell'etica, una Zona Temporaneamente Liberata (come scrisse Adriano Fragano): non è obbligatorio vivere male come noi oggi viviamo; non è obbligatorio aggredire, proibire, escludere, marginalizzare, nascondere, cancellare, vietare, bloccare, imprigionare, respngere, immobilizzare. Non sono gli unici modi per vivere, ma piuttosto sono i modi sicurissimi per morire e per far morire. Questo raccontano vegani e antispecisti, con la sola loro presenza, il loro 'semplice esserci'. Percò, forse, suscitano ostilità da parte di chi sul sistema mortifero trae solo vantaggi.

Detto questo: cosa si fa alla festa? Si conoscono e riconoscono persone e amici, si mangiano favolose ricette vegan; tu, personalmente, ti sei lasciato catturare dal tavolo dei libri, lo raggiungi con lo zaino vuoto e il portafoglio 'pieno', te ne allontani con lo zaino pesante e il portafoglio leggero.
I tuoi cani?  Tu ascoltavi la stuzzicante conferenza sulla "Fantascienza al cinema: animali, alieni, mostri”, proiezioni e discussione con Tamara Sandrin (hai preso e già letto il suo libro: anche tu condividi la passione per quei sci fi movies d'epoca - così magari ne scriverai in un prossimo post); o guardavi la presentazione di 'Vacche Ribelli' e il filmato su episodi di resistenza animale (quel maialino nudo nella neve, che ha cercato di sottrarsi per ore!) e del libro "Animali in rivolta" (preso anche quello, ma devi ancora leggerlo).

Loro esploravano tutta la villa, dentro e fuori, annusavano le persone che la affollavano, chiedevano e trovasvvano cibo e acqua, incontravano altri cani, scoprivano il giardino sul retro. Che alla fine hanno fatto scoprire anche a te.
Tu andresti a viverci, anche, al Macao.





2 commenti:

  1. Grazie per la citazione. Il concetto di ZTL (Zona Temporaneamente Liberata) deriva dal testo T.A.Z. (Zone temporaneamente Autonome) di Hakim Bey. Tale concetto credo sia utile anche in ambito antispecista e liberazionista proprio per la sua caratteristica di evento temporaneo.
    Colgo l'occasione per segnalare un sito web che si chiama proprio ZTL e che fornisce diversi spunti di riflessione.

    Adriano Fragano

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    1. http://alfredomeschi.wixsite.com/z-t-l/

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