sabato 22 settembre 2018

Chi lo dice: Atto di Dio



Tu sei un blog che ha quasi cinque anni. Sei il blog di Giovanni, che ti ha fatto nascere quasi cinque anni fa. Ti ha fatto nascere perché voleva un blog, che fosse tutto suo, e sul blog voleva scrivere delle cose che gli interessavano.

Tu sei un blog che, quando si guarda dentro, si scopre pieno di immagini e ancor più pieno di parole. Ma forse, parole e immagini, sono quasi a pari, perché c'è stato un anno intero, o quasi, quando sul blog, di parole, non ne sono apparse nemmeno una.

A te, blog, comunque, ti hanno detto che ti chiami La Confidenza Lenta. Ti piace come nome, ti fa immaginarti in un posto, dove sei per raccontare storie. Un giorno, ti piacerebbe raccontare la tua, di storia. Oggi, però, devi raccontare un'altra storia.

Questa altra storia che devi raccontare, apparirà sulla tua pagina, perché sei un blog che si presenta fatto di pagine e queste pagine scorrono sugli schermi dei computer di chi viene a visitarti.

Questa altra storia la devi raccontare, ma è un dovere che è anche un piacere. Così, puoi dire anche che sei un blog che la storia, questa storia, la vuole raccontare.

Così, ti accorgi che, in men che non si dica, le storie che vuoi raccontare, sono già due.
Una però deve aspettare: quella che deve aspettare e la storia che parla di te, che sei il blog La Confidenza Lenta, che Giovanni ha fatto nascere quasi cinque anni fa.

Invece, non aspetterà la storia dell'Atto di Dio: che è una storia raccontata da Giacomo Nanni...





Atto di Dio è il titolo della storia che Giacomo Nanni ha raccontato. Giacomo Nanni la racconta sia coi disegni che con le parole. Giacomo Nanni è un disegnatore, anzi è un autore di fumetti. Giacomo Nanni è uno dei pochi autori di fumetti che il fumettista - anche lui perciò autore di fumetti - Gianni 'Gipi' Pacinotti, invidia. 
Giacomo Nanni ha anche trovato qualcuno che ha pubblicato la sua storia: questo qualcuno, si chiama Rizzoli / Lizard. Ti spiegano, ti dicono che sia un editore: un editore è qualcuno che decide di pubblicare le storie scritte o disegnate da altri, che le vogliono raccontare. L'editore gliele pubblica, cioè le trasforma in oggetti che si chiamano libri. Le storie si accasano dentro ai libri. I libri sono un po' delle case per le storie. I libri sono case che si muovono, perché è l'editore che decide che sia così: i libri, con dentro le storie, che sono al sicuro tra le pagine dei libri, vanno in giro da per tutto (dappertutto; ma NON dapperTTutto). E questi loro viaggi in lungo e in largo, i libri li fanno perché così le persone che vogliono asoltare e leggere e guardare le storie, possono farlo. Devono solo andare dove ci sono questi libri, in questi posti che si chiamano 'Libreria', dove possono prendersene uno per sé e poi possono portarselo a casa o dove vogliono, per leggersi la storia con calma. Possono metterci tando tempo, se la storia è lunga; ma possono metterci anche poco tempo, anche se la storia è lunga. Di solito, quando ci mettono poco tempo, succede perché la storia li ha appassionati, o gli è piaciuta, o li ha emozionati: che sono un po' tre  modi di dire più o meno la stessa cosa. Questi tre modi, dicono che la storia è bella, ma ciascuno lo dice in un modo un po' diverso.

Adesso, per esempio, Giovanni, che sta scrivendo sulla tua pagina - tu, blog La Confidenza Lenta, che ha quasi cinque anni e che ormai raccoglie con grande attenzione le storie che Giovanni vuole scrivergli dentro - scrive che la storia lui l'ha letta mettendoci poco tempo, anche se ci ha messo due momenti separati, due pomeriggi diversi, due mezze ore diverse, che sono poco tempo prese una per una, ma che rimangono poco tempo anche se le unisci insieme, in modo che due mezze ore facciano un'ora intera, composta da sessanta minuti. Sessanta minuti passati uno dopo l'altro a sfogliare pagine, leggere parole e guardare disegni. Quindi, a Giovanni la storia è piaciuta. Giovanni si è appassionato alla storia. Giovanni si è emozionato per la storia. Giovanni - a volte - è un poeta. Giovanni - a volte - è attento agli Animali che gli stanno a cuore. La storia è bella, perché nella storia ci sono gli Animali.


Ma nella storia ci sono anche gli Umani, con le loro Città. Con le loro Strade. Con le loro Macchine. Con le loro Luci. Con i loro Fucili.
Ma nella storia ci sono anche le Montagne: i Monti Sibillini, il Monte Vettore, il Lago Pilato, il Monte Redentore. Ci sono le Faglie del suolo e ci sono le scosse del Terremoto.

Poi. Nella storia c'è intorno a tutti una cosa che c'è ma non si vede, e che però permette di vedere tutti, e vedere che tutti hanno ciascuno il loro suo proprio colore: questa cosa è la luce.
La luce è quella dell'alba, quando il Sole rispunta da dietro i monti a est; è quella della mattina; è quella del mezzogiorno; è quella del pomeriggio; è quella della sera; è quella del tramonto, quando il Sole si rinasconde dietro ai monti a ovest; è quella della notte, ma di notte è poca, è quella delle stelle o della luna, oppure delle luci degli Umani. La luce è quella di un prato; è quella sulla strada; è quella tra le fronde del bosco; è quella sul ghiacciaio; è quella della neve; è la luce dentro a una casa; è la luce tra la polvere, quando il terremoto butta giù le case; è la luce che diventa rossa di dolore quando il capriolo viene raggiunto dal proiettile della carabina e si nasconde nel bosco per morire, ma non potrà morire da solo e in pace, perché il cacciatore lo insegue, perché lo vuol far diventare un trofeo di caccia, da appendere sulla parete dentro la casa, per illuminarlo con le sue luci finte - prima che la casa diventi polvere, buttata giù dalle scosse del terremoto, lungo le faglie del suolo, in mezzo alle montagne.
La luce è anche quella che solletica le foglie, quando il capriolo del parcheggio viene liberato nei boschi e, piano piano, ritrova altri caprioli e capriole come lui e può ricominciare a vivere, anche se la terra un poco a volte lo culla durante la notte, ma comunque piano piano le scosse della faglia diminuiscono e poi finiscono.






E anche a te - blog- questa storia è piaciuta, ti ha emozionato, ti ha appassionato. Anche per te - blog- questa storia è una storia bella.
Una storia è, che ha tante voci che a te piace ascoltare: la Montagna racconta, il Terremoto racconta, anche la Carabina racconta. Il Capriolo racconta. Il Chirocefalo racconta. In mezzo a loro, ci sono questi Umani, che parlano e fanno tante cose, e queste cose a volte hanno un motivo o un senso o un significato, ma a volte non ce l'hanno. Gli Umani però non raccontano, ma sono raccontati: dal Capriolo, dalla Montagna, dal Terremoto, dalla Carabina. Spuntano e poi scompaiono. Sia tu che Giovanni, avete una vostra idea del perché gli Umani siano quelli che tra tutti quanti non raccontano mai, ma sono raccontati da tutti quanti. 
Comunque. Il loro punto di vista è solo uno dei tanti e allo stesso tempo non lo ascoltiamo mai. 
Comunque, magari, non è che il loro punto di vista sia per forza da ascoltare, o che sia importante, o che sia 'diverso' dagli altri punti di vista che invece possiamo leggere nei racconti di tutti quelli che quei punti di vista ce li hanno. Non è che il punto di vista degli Umani sia per forza da ascoltare, non è che sia per forza importante, non è che sia 'diverso' o più speciale. Secondo Giovanni e secondo te - il blog di Giovanni - è perché gli Umani pensano che il loro sia l'unico punto di vista: non l'unico importante, ma proprio... l'Unico. Invece, è solo uno tra i tanti, e capita che non venga nemmeno occasione di ascoltarlo, perché gli Umani pensano sempre a dire cose e a fare cose, mentre pensano che non ci sia mai tempo di fermarsi a raccontare, specialmente quando le storie da raccontare sono quelle difficili o che li spaventano, perché sono le storie che potrebbero fargli vedere e capire che oltre al loro ci sono tanti altri Punti di Vista.

4 commenti:

  1. Che bel post, complimenti a te, al tuo blog, e... se riuscissimo a vedere il punto di vista degli altri saremmo in paradiso, invece! Buona serata.
    sinforosa

    RispondiElimina
    Risposte
    1. però, dobbiamo vedere il punto di visa propprio di TUTTI gli altri :) Buona domenica, Sinforosa

      Elimina
  2. Lo so cosa intendi, non farmici pensare.
    sinforosa

    RispondiElimina
    Risposte
    1. perché non ci vuoi pensare? credo che sia un pensiero bello e in fondo, ci farebbe sentire meno soli e anche meno 'importanti', quindi più felici.

      Elimina

TUTTI POSSONO COMMENTARE, ANCHE IN FORMA ANONIMA! (EDIT 2018: HO CAMBIATO IDEA: ALMENO UN NOME IN FONDO AL COMMENTO E' GRADITO, PER NON DOVER RISPONDERE CON UN EHI, TU!). PER ANONIMO, SI INTENDE CHI NON E' ISCRITTO - PER QUALSIASI MOTIVO - AI FOLLOWER. Ma visto che è possibile il commento anche non iscritti, considero una forma di gentilezza scrivere almeno un proprio nome :) )

(EDIT 2 2018: qualsiasi messaggio che contenga pubblcità, promozioni, contenuti promozionali di carattere commerciale o finanziario, di qualsiasi tipo e genere, verrà immediatamente e automaticamente cancellato e gettato nel cestino dell'oblio. promoter avvisato...)

SE sei interessat* a seguire La Confidenza Lenta, prova a cercare l'elenco dei lettori fissi e a cliccare sul tasto azzurro 'segui' Dovrebbe permetterti di iscriverti, se ti fa piacere.

In alternativa, puoi lasciare un commento allo stesso post, quando viene condiviso sulla pagina Facebook della Confidenza, e segnalare se vuoi rivederlo ri-postato qui

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...