lunedì 21 maggio 2018

Uccelli tra le risaie

foto di Silvia Molè


Nella Pianura Padana, vasta  scodella contornata dalle montagne, c'è il "mare a quadretti".

 Così piace chiamare le risaie a chi ci vive: per molti mesi all'anno, quelli che sono campi vastissimi e piattissimi, si allagano per creare la condizione adatta alla nascita e crescita delle piantine di vari tipi di riso.  Così, lo scintillio del sole primaverile-estivo nell'arco della giornata, strappa bargigli di luce sulle piccole onde che si increspano ai refoli ventosi, spesso presenti: poiché praticamente non esistono barriere a frenare il vento - pochissimi alberi in filari sulle ripe, poche cascine, comunque troppo basse. 
Proprio le ripe e il sistema di canali creano le 'cornici' di questo mare spezzettato - ogni segmento una risaia e il colpo d'occhio - magari con il fantasma delle Alpi a chiudere l'orizzonte. Il colpo d'occhio, la visione di insieme è un paesaggio peculiare, forse unico e di certo suggestivo. 
Pur essendo del tutto implacabilmente artificiale, ha momenti di suggestione - col vento, con le masse di nuvole temporalesche, col sole basso.
Un mare incantevole e affascinante, per qualcuno. Un mare pochissimo profondo e purtroppo avvelenato: dai prodotti chimici della agricoltura. 
La vita, per i pochi animali selvatici che abitano queste zone, si fa complessa, gli ostacoli umani sono molti, le risaie stesse sono barriere inospitali e la mancanza di alberi, boschi, siepi, cespugli, non offre luoghi per fare tane e nidi. 
I campi sono percorsi in lungo e in largo dai giganteschi macchinari agricoli umani. Ci sono poi le strade asfaltate, che collegano i vari centri abitati: su queste corrono troppo veloci le molte automobili che non frenano se un animale capita di fronte a loro, ignaro di essere finito su un terreno letale.

A piedi, spazio e tempo ritornano normali, si possono cogliere momenti come quello fotografato da Silvia Molè.

Noi lo avveleniamo, il mare a quadretti, con uso orribile di pesticidi. e non solo lo avveleniamo, ma lo abbiamo anche stravolto, sfigurato. Angoli di vita strappata al terreno rubato dall'umano, come han fatto questi due uccelli, sono rari e sorprendenti.

nubi, tramonto, linee dritte, filri, case... acqua


Nessun commento:

Posta un commento

TUTTI POSSONO COMMENTARE, ANCHE IN FORMA ANONIMA! (EDIT 2018: HO CAMBIATO IDEA: ALMENO UN NOME IN FONDO AL COMMENTO E' GRADITO, PER NON DOVER RISPONDERE CON UN EHI, TU!). PER ANONIMO, SI INTENDE CHI NON E' ISCRITTO - PER QUALSIASI MOTIVO - AI FOLLOWER. Ma visto che è possibile il commento anche non iscritti, considero una forma di gentilezza scrivere almeno un proprio nome :) )

SE sei interessat* a seguire La Confidenza Lenta, prova a cercare l'elenco dei lettori fissi e a cliccare sul tasto azzurro 'segui' Dovrebbe permetterti di iscriverti, se ti fa piacere.

In alternativa, puoi lasciare un commento allo stesso post, quando viene condiviso sulla pagina Facebook della Confidenza, e segnalare se vuoi rivederlo ri-postato qui

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...