venerdì 7 ottobre 2016

Guida QUASI galattica per i volontari animalisti

Ma è una copertina, questa?


Nella Guida Galattica per Autostoppisti di Douglas Adams, ci sono topolini ultradimensionali e superintelligenti, alla ricerca della Domanda e della Risposta Definitiva (42); ci sono mucche che si automutilano e suicidano per il piacere dei buongustai al Ristorante al Termine dell'Universo; ci sono delfini che scappano dalla Terra prima che venga disintegrata e dopo aver cercato - inutilmente -  di avvisare i membri della cosiddetta specie dominante, ovvero gli umani.

Ci sta, quindi, che questa Guida si chiami QUASI Galattica. E perché, "Quasi"?
...

A me gli occhi

e
...



Le manca solo l'asciugamano degli Autostoppisti. Visto che forse, LEI, NON è di questo pianeta - finché questo pianeta non va in mille pezzi, almeno.

Ci tengo a fare un piccolo passo indietro, ma solo per ritornare rapidamente  all'adesso.
Ho conosciuto Progetto Quasi grazie alla vicenda di Cessicah, cagnolina accecata e spellata dall'acido e con altri vistosi segni di incuria e maltrattamenti, nel corpo e nell'anima. Ricordo che la seguivo con passione su Facebook.

Evviva, è viva!
Ecco, in tutta la storia, quel che mi colpì, fu l'insieme efficace di ironia, coraggio, amore incrollabile, e una non troppo sotterranea indignata rabbia per chi aveva ridotto un essere vivente  in quel modo. L'ironia, soprattutto, tuttavia. Senza ironia, si può essere preparati ed esperti sotto il profilo medico, psicologico, veterinario assistenziale, curativo (e le volontarie di PQ lo sono), ma alla fine si rischia di rimanerci sotto, alla valanga di orrori di cui è capace l'essere umano. Con l'ironia ci si difende, ci si crea uno scudo:  ci si salva, ci si ama, e, ancor più importante, si rimane nelle condizioni di poter salvare e amare chi deve essere salvato e merita di essere amato. 

E la recensione potrebbe anche finire qui, invece promette/minaccia di essere assai più lunga. Per più di un motivo, come spero di farvi apprezzare.

L'ebook di Fabiana Rosa parte da qui - l'ironia -  e allo stesso tempo, qui arriva. Filtra la realtà del volontariato animalista in Italia, vero e proprio puzzle di diecimila pezzi, fatto di tessere notevoli per la loro efficacia, ma anche di pezzi approssimativi, che forse sarebbe meglio non ci fossero. 
Il volontariato animalista (denigrato dal pensiero comune, come qualsiasi cosa  abbia a che fare con gli animali), dovrebbe ancor di più essere fatto da persone motivate e preparate, che oltre tutto già così meriterebbero maggior considerazione. Si tocca con mano la realtà problematica dei costi delle amministrazioni locali, oltre che dei costi sociali e dei cosiddetti costi indiretti, risparmiati ogni volta che si sottrae un cane dalla strada, o che si porta fuori un cane da un canile. Ad esempio. Fabiana  parla della mancanza di progettualità, che a volte non è innocente, ma paravento per "collusioni e mostruosi giri di denaro tra istituzioni, canili e mafie varie". I canili lager di cui tutti sanno e nessuno però interviene, prosperano sulla superficialità e il pressapochismo dei "raccattacani". 
Bisogna, scrive Fabiana, "promuovere una mentalità diversa, promuovere il rispetto per tutte le forme di vita". Sottoscrivo in pieno, sottoscrivo tutto, memore delle realtà di eccellenza che ho avuto la fortuna di incontrare da quando i miei cani mi ci hanno portato (alcune le trovate nei link di questo blog, altre ne devo aggiungere, ma questa è altra faccenda per altro post venturo).
Ora si entra nel vivo, e lo si fa con le Liste (una passione della Presidentah). 

Progetto Quasi si racconta nel secondo capitolo, possiamo intravvedere i motivi del suo successo e della sua efficacia: continuità, pianificazione. Si leggono parole molto belle, a proposito del costruire qualcosa che dura nel tempo. Parole chiave: risorse, rete, obiettivi. SORRIDERE.
Via via, impariamo come scrivere un appello (in qualsiasi caso, dovrebbe essere preciso e rispettoso di quel cane di cui parla) e soprattutto come NON si scrive (!); facciamo la conoscenza del vero Volontario di Merda (non sono qui nemmeno considerati i truffatori e i delinquenti che lucrano sui cani, rubano e truffano), e del Vero Adottante di Merda (da non confondersi col rarissimo ACC: per scoprire cos'è, comprate il libro e leggete, qui no spoiler) (e comunque pure qui non si considerano i delinquenti che adottano un cane per maltrattarlo o riabbandonarlo).
E qui si ride, si ghigna, e molto. Ma tra le risate trova varco la stoccata di intelligenza, la frecciata della sensibilità concreta, derivata dall'esperienza di ogni giorno. Perciò la Guida si legge (e si rilegge: io per esempio me la sto già rileggendo) con sommo godimento e piacere. Se si ha autoironia (ma tanta eh!), si può perfino ridere di se stessi, se ci si riconosce in qualcuno dei profili (almeno in parte, chissà) si può pure sobbalzare sulla sedia, o ridere ad alta voce, come idioti.  E ci si commuove, pure (alla fine della rassegna degli ADM). 
E ancora: volete sapere quanto vi costerà, in soldoni, mettervi a fare volontariato per i cani? Oppure come potere aiutare (sempre in soldoni) chi aiuta i cani? Conoscete il traffico di cuccioli dall'est, ancora troppo diffuso, sconosciuto, sottovalutato, imperniato sulla possessività e l'avidità, su cui hanno buon gioco e facile presa gli smerciatori di cuccioli a buon mercato? Sapete che stiamo parlando di un vero orrore?
Conoscete la vera situazione in sud Italia? Sapete perché molte adozioni hanno la dicitura 'adottabile in tutto il Nord e Centro Italia? Ci viene chiesto -  nello stile della Presidentah, maechio di fabbrica di PQ - di essere capaci di alzare lo sguardo, allargare la prospettiva, uscire dal proprio ego ristretto. Anche per adottare, sembra paradossale, ci vuole progettualità (considerazione mia). E così, slalomando tra gli Analfabeti Funzionali feisbucchiani, Umberto Eco e il Papa, si ride (l'ho già detto?), ma si ponza anche, sorpresi sulla via di Damasco dalla vista subitanea e non annunciata, di realtà e situazioni che mai si immaginerebbero.
Cucinati a dovere, ci si apre la seconda parte del libro, una vera sorpresa. Qui, la commozione, direi, prevale sull'ironia. I toni sono più umbratili, più accorati. Gli Incontri con i cani - specialmente con cani come gli sfascioni quasisti o con i cani altrimenti 'speciali' - fanno questo effetto: possono spalancare la vita , dare aria a tutte le stanze, portarci su strade che avremmo pensato lontanissime. Invece, sono vicine, il tempo di trotterellare dal cortile fino a voi, e scodinzolare.


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