lunedì 30 marzo 2015

Gli innocenti non sono silenziosi, ma chiamano aiuto





C'è questa coraggiosa, forte, focalizzata campagna Nomattatoio, che sta proseguendo, e che adesso, a Pasqua, si trova a un crocevia.
Sono già quattro i presidi avvenuti davanti al mattatoio di Roma, ognuno più 'grande' di quello del mese precedente. La campagna continuerà.  
Sarebbe bellissimo che animalisti, attivisti, volontari di altre parti d'Italia raccogliessero a loro volta il testimone, per organizzare presidi simili - non violenti, silenziosi, accorpanti corpi di umani e corpicini di animali condannati a morte - nelle loro città. Creare una eco, che si riverbera di comune in comune, per far salire la voglia di vivere tutt'altro che silenziosa di questi innocenti, alla soglia di attenzione degli umani troppo distratti, rinchiusi e preoccupati.
Ma non potranno mai essere più rinchiusi e spaventati di questi piccoli agnelli, che non conoscono altro che questo: prigione, paura, dolore, morte.

28 marzo 2015, davanti al mattatoio di Roma


Per questo ne scrivo a tambur battente, di  questa campagna. Vorrei che gli attivisti riuscissero a superare confusioni e disorganizzazioni, per trovare il coraggio di mettere in atto una cosa così potente - ma così devastante per chi la compie. Che campagne simili si attivino su e giù per l'Italia, non in gara tra loro, ma come i nodi di una rete di sostegno per gli animali 'da reddito' = unico viaggio, il mattatoio, unico destino il coltello.

Scriverne quasi in presa diretta, poiché sono lontano da Roma, è il mio modo per esserci...

28 marzo 2015, davanti al mattatoio di Roma


Qui potete vedere un breve video, che trovate anche sulla pagina Facebook della campagna un  momento così sconvolgente del presidio. Attimi, secondi, di fronte alla prigionia degli innocenti. Noi a mala pena riusciamo a tollerarne la semplice visione per pochi secondi - e già il ricordo si imprime indelebile, e già il nostro animo si lacera in due. Che cosa potranno mai provare loro, per i quali non esiste alcuna via di scampo né possibilità di sottrazione dal calvario ferreo del macello?

28 marzo 2015, davanti al mattatoio di Roma


Guardate questo video: vi sentirete tutti come Clarice Starling - ma io non sono di certo Hannibal Lecter, non preoccupatevi! - e provate a sentire che pensieri vi susciterà.
A me, ne ha suscitato - tra i molti intrisi di lacrime - uno: che le persone che svolgono tutti i giorni questo lavoro, dagli autisti a quelli che caricano i camion e poi li scaricano; dagli storditori  fino ai macellai; devono aver perso ogni possibilità di provare emozioni buone, e sollievo per se stessi oltre che per gli altri che incontrano. Lo fanno per difesa? Per non impazzire? Mi viene in mente un racconto di Isaac Singer, dove protagonista è proprio un macellaio. ...

Eloise Cotronei, l'unica carezza per questi agnellini nel loro calvario. Nomattatoio



3 commenti:

  1. Grazie Giovanni, il tuo sostegno è preziosissimo. Più di quanto tu possa immaginare. Prezioso per loro e per noi...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie Stefania. State facendo una cosa eccezionale e molto coraggiosa. Che bello sarebbe se anche in altre città NoMattatoio trovasse dei sostenitori, che davanti ai loro macelli facessero i gesti coraggiosi e generosi che fate voi.

      Elimina
  2. campagne simili, ho scritto. ci ho p'ensato: simili negli intenti e nei modi, similli percvhé le persone sonoi altre, necessariamente. Ma sarebbe efficace che NOMattatotio diventasse unombrello, un vessillo se rpeferite, all'interno del quale elevare voce e gesti per proseguire questa campagna. Un gigantesco, nazionale NOMATTATOIO

    RispondiElimina

TUTTI POSSONO COMMENTARE, ANCHE IN FORMA ANONIMA!

SE sei interessat* a seguire La Confidenza Lenta, prova a cercare l'elenco dei lettori fissi e a cliccare sul tasto azzurro 'segui' Dovrebbe permetterti di iscriverti, se ti fa piacere.

In alternativa, puoi lasciare un commento allo stesso post, quando viene condiviso sulla pagina Facebook della Confidenza, e segnalare se vuoi rivederlo ri-postato qui