venerdì 14 agosto 2015

Trans Europa express




2 commenti:

  1. Questo agosto oscillante sul blog prosegue, con questi flash post solo visivi, dov'è quel che scrivo viene affidato al commento, come messaggi naufraghi nella bottiglia.
    Tutto in tema col viaggiare, col perdersi e perdere per trovare e scoprire di essere e di avere. Deja vu geografici e viaggi intorno a una stanza, o a rimbalzi sul video, o tra le pagine del libro. Comunque viaggi del cuore e del ricordo e della previsione o profezia che dir si voglia. Anche, viaggi dei sei gradi di separazione. Grazie ai quali, anche io, conosco Rumiz (è una volta lo ho quasi conosciuto per davvero.).

    Questo libro parla di confini, di mescolanze etniche, di fantasmi di guerra e di intolleranza pericolosa, dove invece scambi e mescolamenti sono non solo possibili, ma anche desiderabili.

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  2. Viaggio verticale lungo la linea sismica (in senso politico) che unisce Murmansk a Odessa, passando per laghi, fiumi, boschi, chiese, fortezze, reticolati, mercati, stazioni di treni, popoli e persone , in sostanza Europa orientale, quel mondo slavo da cui fa male staccarsi, dopo averlo conosciuto (vero!).
    Ci sono sapori (cetrioli, cipolle , rape rosse, rafano) e storie. Ci sono sentieri, tracce e animali., intravisti se selvatici, oppure in rapporto con l'uomo, sempre diviso,è ambiguo tra accasa mento e sfruttamento assassino. Ma Rumiz non è animalista e queste cose le registra solamente.

    Il libro accende la voglia di viaggiare, stimola la riscrittura dei luoghi consueti e quotidiani, che possono diventare esotici,se guardati con curiosità (una curiosità esplorativa, aempre rinnovata, sempre immersa nella vita, guarda un po', in maniera animale).

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