giovedì 2 febbraio 2017

Se un pomeriggio d'inverno passeggiando coi cani...


questa NON è una cartuccia (Magritte, aiutami tu)...

il prezzo per i sogni e la vita di un altro individuo ignaro?


Qui attorno è tutta campagna. Solo che la 'campagna' è la cosa più artificialmente naturale che si possa immaginare: giri lo sguardo ruotando su te stesso, come un pigro derviscio, e non puoi scorgere nemmeno un fazzoletto di natura naturale - qualunque cosa questo significhi - cioè di natura dove l'umano non abbia messo mano, dove non sia intervenuto in qualsivoglia modo.
Facendo quel che fa perché si reputa e si definisce come 'altro' dalla natura e dai suoi abitanti - gli animali: l'altro più altro che c'è. Vero: ci sono pertugi interstiziali, come le tane delle talpe, come i sassi in fondo ai canali, come le crepe nei muri del cimitero, dove l'uomo non arriva - perché non se ne accorge, perché non li vede, perché se ne disinteressa.
Ma sostanzialmente, la fantasmagoria antropica è pervasiva fino all'orizzonte e oltre. 

Tutte queste considerazioni, naturalmente, sono solo una piccola cornice, una introduzione, per provare ad attutire lo  - SCHIFO - che hai provato quando hai trovato questa 'cosa'. Quando stavi passeggiando per le strade sterrate e i terrapieni dei campi, insieme ai tuoi cani, felici di toccare, pestare e annusare e mangiare fango, erba, sassi, odori, sentori, umidori.

Poiché questa 'cosa' non è piccola e ha colori accesi, ti è letteralmente saltati agli occhi, subito. Così come subito hai intuito-capito di che cosa si tratta - anche se hai provato a negarne la realtà, "magari è un raudo di capodanno" ti sei detto, ingenuamente. L'hai raccolta e messa nella tasca del giubbotto, e intanto rimembravi gli echi delle detonazioni che potevi sentire fino a non pochi giorni fa, in gennaio, nei fine settimana: gli spari fragorosi dei cacciatori, invisibili nelle brume delle piatte campagne, eppure presenti e letali. Letali perché ossessionati, perché ciechi, perché affamati di morte, perché orgogliosi di distribuire terrore e scompiglio nei cuori di animali che già devono vivere letteralmente circondati da prodotti umani, umani che hanno rimodellato interi territori, paesaggi.  Quando sentivi quegli spari, qualche settimana fa,  ti sembrava come se stessi vivendo una storia alternativa (o magari un assaggio del futuro di odio reciproco?), una storia fatta di guerra civile, di spari, di imboscate, di invasioni, di nemici, di improvvise sparatorie; dove tu sei disarmato e ti senti a tradimento del tutto vulnerabile, inerme, indifeso. Vittima potenziale e destinata. E cosciente della sostanziale inutilità dei tuoi vestiti - per non parlare della fragilità del tuo corpo.
Non sarebbe la prima volta che i cacciatori - che sparano senza riflettere appena gli sembra di scorgere la parvenza di un accenno di una figura indistinta che inizia a interrompere la propria immobilità - fanno fuoco, sfogano la loro canna e ammazzano qualcuno che non c'entra niente. (Sì: è un punto di vista antropocentrico e, tutt'al più giornalistico nel senso automatico della cronaca, spesso scritta per riflesso condizionato e con cliché assortiti; lo sai benissimo che anche gli animali non umani, così tenacemente e crudelmente perseguitati dai cacciatori, non c'entrano niente). Perché sparano vicino alle abitazioni: la 'cosa' l'hai trovata a meno di un chilometro dalle prime case, semi nascosta dalle erbe delle rive del canale,  sul fondo del quale ancora resiste una lastra di ghiaccio sottile. Perché le loro munizioni - degli uomini armati -  sono studiate per coprire ampie distanze, per essere ad 'elevata penetrazione' (uno stupro mortifero).

Una volta  a casa: hai fotografato da tutte le angolazioni questa cosa, l'hai cercata -  e trovata, subito! - su Internet. Hai trovato il sito dove la vendono, ché il nome della ditta è impresso chiaramente sulla 'cosa' - la quale è, per la cronaca, un 'bossolo innescato'.
Il sito, come è? Un normale, banale, tranquillo sito di vendita, una vetrina commerciale, di una ditta che espone in catalogo i suoi prodotti, ne dettaglia le qualità tecniche e ne descrive i parametri. Arrivando persino a suggerire per quali 'prede' (è scritto proprio così: gli animali non hanno vita propria e significativa, se non in quanto prede-oggetti premio) questa o quella cartuccia è consigliata.

" Con la sua vasta gamma di cartucce da caccia e con la ricerca di nuove soluzioni tecnologiche, Xxxxxxxxx  risponde, sin dalla sua fondazione, alle esigenze di una grande condivisa passione, che ha saputo costantemente evolversi per restare sempre all’avanguardia.
La caccia moderna, infatti, è una disciplina che non dimentica le sue tradizioni e che consolida i suoi irrinunciabili valori etici e di amore per la natura, con un approccio scientifico e biologico, nel quale notevole importanza riveste la specializzazione delle cartucce, cheXxxxxxxx  diversifica per tipologia di fauna, distanza di tiro e condizioni ambientali."

Questo l'esordio della parte del sito dedicata alla caccia. Le parole usate sono tutte salienti. I prodotti sono diversificati, pur avendo, a tuo parere, un tratto comune: la gestione della paura (inflitta o subita e quindi da controbattere) e l'eccellenza della performance (con alcuni subliminali suggerimenti sessualizzati-sessisti, che sono facili da scoprire, navigando tra le varie sezioni; nulla di nuovo, ché il paradigma è quello consueto: maschio, eterosessuale, bianco, ricco).





2 commenti:

  1. Giovanni cosa posso aggiungere, questo invereconda mania chiamato sport della caccia, che approfitta di essere più deboli per il piacere di gente a mio avviso caratterizzata da patologie di grandezza avendo magari problemi personali e sentendosi importanti con un'arma in mano.
    Un vero scempio, un non rispetto della natura considerando anche tutto quello che si è fatto per mano dell'uomo e che ha completamente rovinato l'Habitat naturale.
    Un abbraccio forte

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    Risposte
    1. Cara Nella, hai proprio ragione!
      Un po' per diletto, un po' per constatare che è qualcosa a mio avviso di ben più grave e profondo di una mania, ecco qui qualche definizione della 'mania', dal dizionario:

      "Alterazione mentale che si manifesta attraverso idee ossessive"; "Fissazione, pallino, idea fissa"; " entusiasmo smodato, predilezione fanatica"; "abitudine incorreggibile e spesso ridicola; fissazione, ossessione"; "(psich.) alterazione mentale che si esprime in un atteggiamento ossessivo, in un’idea fissa" ... un po' coincide, ma come dicevo ho la sensazione che ci sia anche altro ...
      Un abbraccio grande grande, Nella

      Elimina

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