lunedì 11 maggio 2020

Cani migranti, quasi deportati

dalla pagina fb di 'Senza collare'
Una ricerca appena iniziata, che ha già lasciato 'senza parole' Luca Spennacchio, dopo averla intrapresa da pochi anni, mentre stava percorrendo su e giù l'Italia per scoprire i canili di 'Canile 3.0'. Al centro dell'attenzione i famosi "cani del sud". ...


 
dalla pagina fb di 'Senza collare'



Luca Spennacchio ne ha parlato in una conferenza on line organizzata da "Aseizampe" (c'è anche la pagina FB) pochi giorni fa. 
In un certo senso, le situazioni che coinvolgono i cani del sud, assomigliano un poco ai 'problemini' di matematica che facevamo alle elementari. Al posto delle mele ci sono i cani, al posto del cestino c'è un furgone, al posto del fruttivendolo c'è lo staffettista (sorta di moderno 'passatore', ma anche trafficante), al posto della mamma c'è la persona che vuole 'salvare il cane' con un clic su fb. L'unica cosa che non cambia, sono i soldi, al centro di tutte le addizioni e moltiplicazioni svolte dalle persone partecipanti a vario titolo  a questo fenomeno, di ingenti dimensioni. Specialmente per i guadagni, ottenuti - nel vero senso della parola- sulla pelle dei cani.

Non metti i numeri, ma cerchi di dare l'idea del fenomeno. I numeri, frutto di annosa e laboriosa ricerca, lasci che li dica Luca Spennacchio - o meglio, li scriva nel suo imminente libro, frutto della conferenza 'Sodicane' del 2019,  che racconta proprio di questo fenomeno.
Basta sapere però, che un numero di staffettisti 'ufficiali' di poco maggiore di una squadra di calcio - panchinari compresi - muove decine di migliaia di cani ogni anno e il giro di soldi conta cifre con 6 zeri.

Tutti i cani provengono dal sud, sono dei veri e propri deportati, che subiscono viaggi anche di 50 ore, dopo essere stati spesso tolti dal loro territorio (si tratta infatti di cani liberi), o dopo essere stati messi in strutture canili senza un minimo di standard -quel che si dice 'canile lager'.
Il vero problema è che questi viaggi, queste anabasi dal sud al nord, non risolvono minimamente il 'problema dei randagi' al sud Italia. Tant'è vero che, di fatto, il flusso di cani è praticamente senza fine. E questi cani, con modalità più o meno etiche o legali, vengono a finire la loro vita o in famiglie e contesti che patiranno per sempre, come città rumorose e piene di traffico, o in canili del nord, condannati all'ergastolo, o abbandonati in campagne ostili, per venire uccisi da un'auto o un camion che corre sulle strade. Il problema, insomma, si sposta dal sud al nord, a causa sia di personaggi senza scrupoli, sia di volontari in buona fede ma del tutto inesperti.

Da dove arrivano questi cani? Il business si alimenta coi prelievi dai canili, con l'accalappio di cani liberi che son diventati 'sgraditi' alla popolazione locale, con le cucciolate abusive casalinghe e con il calvario a vita di fattrici consumate nel fisico e nello spirito.
Gli appelli 'del cuore' sono il motore di tutto il meccanismo: la persona che 'vuole' un cane, lo 'sceglie' da Internet, clicca e il cane le arriva a casa. Così, ci si può sentire salvatori, eroi, salvo poi riabbandonare il cane pochi settimane o addirittura pochi giorni dopo perché... è un cane! Cane che finirà a vita in un canile del nord.

Perché succede tutto questo?
I motivi sono quelli che ti fanno pensare, da un po' di tempo a questa parte, come il cane sia in realtà - anche - la sintesi di come trattiamo tutti gli altri animali - cioè, francamente, male, malissimo. Infatti, i motivi principali han tutti a che fare con la mancanza di vero interesse, di autentica considerazione nei confronti del cane. Quasi nessuno vuole migliorare - nè la propria conoscenza, né i termini della situazione.
Luca parla esplicitamente di 'cultura cinofila', o - meglio - di cultura rivolta al cane. Di qualcosa, cioè, che ci aiuti a conoscere chi è davvero il cane, quanta profondità di pensiero, quanta complessità e ricchezza di sfumature di atteggiamenti ci sono in ciascun cane. Questa è la criticità seria che sta alla sorgente di tutto il gigantesco problema, apparentemente insolubile. Perché non c'è interessa a conoscere qualcosa che si considera poco importante, che tanto è 'solo' un cane - questa la tua opinione. Perché "una maggior conoscenza di una cosa è necessariamente collegata alla possibile conseguenza di amarla", scrive Luca.
Già c'è, la possibilità di questa maggior conoscenza, già ci sono persone che la mettono in pratica, col risultato di rifugi e luoghi canini innovativi - che, per quel che ne pensi, potrebbero/dovrebbero essere il futuro, come Riot Dog - dove i cani vivono liberi. 
 
Le conseguenze potranno essere terribili - per i cani. Il fatto che noi ci rifiutiamo di conoscere i cani - la loro essenza canina, perché ha degli aspetti che non capiamo o che non sopportiamo - potrebbe portare - a causa della leggerezza con cui ci disfiamo di loro - al peggioramento radicale del trattamento di cura che per il momento viene loro garantito nei rifugi - vale a dire, la non soppressione obbligata dopo pochi giorni, come accade quasi ovunque fuori dall'Italia o come anche qui succedeva prima della Legge 14 agosto 1991, n. 281. Perché, semplicente, i canili saranno troppi e tutti troppo pieni. Perché i costi di mantenimento cresceranno a dismisura. 
Quando - invece - i soldi ci sono, in grande abbondanza - solo che girano in modo sbagliato, nei posti sbagliati e tra le persone sbagliate.

Quando, con la metà di queste cifre, si potrebbe avere ogi risorsa necessaria per migliorare sia la cultura canina che la vita dei cani.





4 commenti:

  1. Papaya viene dal canile di ASti. Pippo prima di lei veniva dallo stesso canile comunale.
    Pippo aveva ciurca tre anni quando lo prendemmo. Morì con quasi diciassette. Era un meticcio dolcissimo che ancora mi manca.
    Papaya arrivò pochi giorni dopo la sua morte. Beagle incrociata con un segugio francese. Pazza Irruente Costantemente affamata e costantemente a dieta.
    NOn sono solo cani. Sono membri della famiglia. E se non li consideri tali lasciali stare dove sono. Portagli il pane secco quando ne hai ma lasciali stare.

    Il randagismo è un brutto problema. La mancanza di cuore delle persone è l'altra faccia della medaglia.
    Non vuoi i cuccioli? Sterilizza la femmina ma non buttarli via vivi e non ucciderli.

    Soprattutto, se li prendi deve essere per sempre perchè loro ti ameranno sempre.
    Quanto a capirli, non ci vuole molto se li ami. Sai qunado stan male, quando vogliono giocare, quando son stanchi.Come loro ll sanno di te.
    Ma lo dico io che quando la rinchiudo nel box (3 per 3) le dico la mamma va a comperarti la pappa amore

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    1. la tua storia è molto interessante. Credo che i libri di Luca Spennacchio ti interesserebbero tanto, perché son frutto di ANNI di studio e di frequentazone e esperienze con migliaia di cani, nei rifugi e nei canili, oltre che con i suoi cani di casa... sempre con amore e una sensibilità fuori dal comune. Se posso consgliarti delle eltture, son proprio i suoi libri (son facili da trovre su google i titoli ;) )

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  2. Gli uomini sono aridi ed egoisti. Non tutti eh...
    Che sofferenza leggere questo articolo.
    In ogni caso grazie.

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    Risposte
    1. Sì, certo scoprire certe cose fa soffrire. Ma sono sicuro che l'intento di Luca sia quello di fr conoscere, in moo da decidere come affrontare la situazione per cambiarla. :)

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