giovedì 3 novembre 2016

Kudryavka


Nick Abadzis ha disegnato nelk 2007 la biopic a fumetti di Kudryavka/Laika





Laika, prima di finire nella rete intricata (la rete che la ucciderà)  delle lotte antropocentriche che gli umani sono bravissimi a fare tra di loro - col coinvolgimento, però, di molti altri animali, loro malgrado - non era Laika
Era Kudryavka (che si può scrivere anche Kudrjavka), Ricciolina: una meticcia nata tra quattro mura povere, presto randagia, che ha conosciuto la strada, con tutto il suo bene e il suo male, le bontà rare e inaspettate, le crudeltà onnipresenti, sempre in agguato, letteralmente dietro ogni angolo.
Ci hai riflettuto, risfogliando il capolavoro di Nick Abadzis, sul quale ti sei comosso ogni volta che lo hai letto: sei perciò convinto che questo fatto sia importantissimo; il fatto, cioè, delle origini randagie, peripatetiche, di Ricciolina. Un nome dolce, datole da due dolci donne della prima famiglia dove si è trovata ad aprire il naso, per brevissimo tempo.
Come in una favola dickensiana, ben presto sarà la strada, la sorte che tocca alla entusiasta e coraggiosa canina. Le due donne saranno un ricordo, mai più ritrovate. Dopo di loro, solo umani crudeli, egoisti, meschini, avidi, vendicativi. Kudryavka, insomma, è sempre invisibile, tranne quando qualcuno decide che è un fastidio, una molestia, un pericolo, un nemico - un estraneo da eliminare, da allontanare. Proprio in virtù della sua anima libera e girovaga, Ricciolina non perderà mai la sua incoercibile voglia quasi fisica di amare qualcuno: una voglia struggente, paragonabile a un bisogno fisico, che si fa tanto più intensa, quanto più è disattesa, inascoltata. Questo è - tu credi - il bisogno più che fisico che stringe il cuore e allo stesso tempo preme da dentro per scoppiare fuori dalla pelle, di ogni cane - specialmente di quelli traditi e abbandonati. Questo sentimento è la chiave di tutta la storia, la forza e allo stesso tempo lo strazio di Kudryavka. Il motivo per cui mentre leggi, anche se sai lo svolgimento della storia, vorresti con tutte le tue forze che le svolte tremende che puntuali accadono quando devono accadere, prendessero invece un'altra direzione, liberando Ricciolina e te, lettore affranto, dalla costrizione, dall'asfissia senza scampo di un destino sempre più stretto, angusto, buio - e di doverlo leggere.Il motivo, tra l'altro, per cui, questi concetti o molto simili, ti sono ricorrenti nei pensieri, visto che ne hai già scritto in modi molto simili. Ti verrebbe da dire che sei di fronte a una vera e propria convinzione. Di quelle che ti fanno cambiare irreversibilmente la visione delle cose che accadono, nel qui e nell'ora, che è un ovunque e un sempre, di questo mondo.

Per una combinazione perversa di malignità crudele e di avidità, Kudryavka finirà nel laboratorio di medicina aeronautica: e da questo momento in poi, la dimensione della crudeltà, la implacabilità di molti umani, succubi a certe anche troppo diffuse ideologie di dominio, diventerà infinita. Da far impallidire le disavventure in strada. Da ora in avanti, all'opposto che per la strada, Laika sarà sempre visibile, sempre raggiungibile, controllabile, osservabile, misurabile, forzatamente disponibile e manipolabile. In tutto il deserto buio di solitudine e disorientamento, Kudryavka troverà solo una persona dolce con lei, Yelena Alexandrovna Dubrovsky. giovane assistente russa. 
Su di lei Ricciolina potrà tornare a riversare tutto il suo trascinante amore, la sua entusiasta dedizione, la sua incrollabile fiducia.
Che verrà tradita. Alla fine, il vero e proprio calvario scientifico di Kudryavka - d'ora in avanti, Laika - avrà solo un istante di sollievo, il ricordo, struggente, di Yelena. La bellezza dell'anima di Ricciolina, la libererà alla fine, dalla trappola incomprensibile in cui è stata rinchiusa dagli umani - mentre, al confronto, per te, la bruttezza gretta delle menti e dei cuori degli umani, li renderà sempre schiavi imprigionati nei loro meccanismi.
Quello di Laika è un autentico calvario, con le sue tappe, le sue 'stazioni' (se conoscete il fumetto, non potete scordarvele): ma non ha nulla di sacro, né di salvifico, innanzitutto perché Kudryavka NON ha voluto quel destino - come nessun animale vuole il destino crudele che gli riservano gli umani. Poi perché, per gli umani, a dispetto delle apparenze, da gesti simili , da simili imprese, non sembra venire una qualche soluzione, o salvezza, ma, invece, un avvitamento sempre più stringente, nella propria ubris.

Sogna spesso, sogna tanto, Ricciolina, sogna sogni belli e colorati e profumati e odorosi di corse e occhi felici e abbracci protettivi.(Non c'è cane che non sogni, o che abbia speranze e desideri per il proprio futuro, se è per questo: questo, ogni cane che ha vissuto insieme a te, te lo ha mostrato con limpida inequivocabile chiarezza).
Ricciolina, che nei suoi sogni sognava di correre a mettersi acciambellata nel grembo profumato delle donne che le hanno voluto bene, alla fine si addormenterà patendo le sofferenze nel grembo di ferro del razzo in orbita. 

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