martedì 28 ottobre 2014

Del lutto



Ceto e Frufi

Ho letto d'un fiato questo articolo di Rita Ciatti, che focalizza benissimo i delicati concetti legati al lutto, all'assenza, al prendersi cura.
Soprattutto, il 'prendersi cura', è secondo me a due sensi: la creatura di cui ci stiamo prendendo cura, infatti, a sua volta si prende cura di noi, dandoci la sua intera vita. Nel mio caso, Stella proteggeva me almeno tanto quanto io proteggevo lei.
La consapevolezza che riceviamo cura, oltre che elargirla, non dovrebbe abbandonarci mai: è il modo più immediato per conoscere e riconoscere la facoltà che hanno gli altri animali di agire in modo 'presente' e (auto)cosciente. 
Non sono mai passivi, nemmeno quando sono prigionieri della morsa zootecnica o vivisettoria: in quei casi cercano di resistere, di fuggire, anche - gioco forza - con scelte estreme, dal momento che quei contesti estremamente pressanti non gli lasciano molte opzioni. 

La dignità della morte, il senso e il valore della loro vita, non può non venire riconosciuta.
In ambito umano queste riflessioni vengono fatte, soprattutto nella nostra epoca di tecnomedicina, dove il rischio di fare del malato una mera semplificazione della malattia è molto alto. Un esempio è questo ciclo di conferenze, di cui mi è giunta notizia via mail. 

Mi piacerebbe che la 'bolla umana' alla fine si aprisse, per superare l'orlo dell'antroposfera così claustrofobica, per far dialogare le varie fine vita, anche quella dell'animale che noi siamo, insieme a loro. 




2 commenti:

  1. Grazie Giovanni. :-)

    "Mi piacerebbe che la 'bolla umana' alla fine si aprisse, per superare l'orlo dell'antroposfera così claustrofobica, per far dialogare le varie fine vita, anche quella dell'animale che noi siamo, insieme a loro."

    Già, piacerebbe tanto anche a me.

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  2. Per non far rimbalzare a rimpiattino questi articoli sul lutto - che è un tema sul quale per altro ci sarebbe sempre molto da ragionare, e lo farò, in effetti - ho inseirto il link a queste confgerenze che sicuramente parleranno delle questioni che ci stanno a cuore, ma rimanendo del tutto dentro ai confini antropocentrizzati. Se riuscirò a partecipare, proverò a fare tentativi di aprire una piccola finestra sul mondi immenso degli altri animali.

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