martedì 3 dicembre 2013

Animali in luce atmosferica, le foto di Marco Colombo



Premessa-lampo: una delle cose più gratificanti cui mi capitò di lavorare come pubblicista, fu la serie di interviste a persone che hanno a che fare con gli altranimali, che scrissi per un mensile locale novarese ormai scomparso dalle edicole. Un modo per unire passione, attenzione per gli altranimali e attività scrittoria. Una esperienza che voglio provare a riptetere qui - se possibile, con un grado di libertà anche maggiore, e con una sempre elevata  attenzione alla qualità delle immagini e al significato emotivo che possono comunicare. Fine della premessa. La parola a Marco Colombo (qui sotto, ritratto in bianco e nero da E.Manca)...


 
Marco Colombo, classe 1988, è un fotografo naturalista, laureato presso l'Università degli Studi di Milano in Scienze Naturali. Al suo attivo ha moltissime pubblicazioni, mostre e proiezioni, grazie alle fotografie di animali e piante italiani ritratti nei loro ambienti naturali (il suo sito: www.calosoma.it). Lo abbiamo "incontrato" attraverso i suoi scatti, esposti in mostra, nell'estate 2013, presso i locali dell'Albergo Rosetta di Scopello. Una delle foto esposte ha vinto un premio prestigioso… 

PARLIAMO DELLA MOSTRA CHE CI HA FATTO METTERE IN CONTATTO.
La mia mostra fotografica “Natura Inaspettata”, realizzata in collaborazione con l’Archivio Fotografico Italiano (AFI), è un tributo alla natura italiana. Una serie di incontri ravvicinati che ho avuto con volpi, testuggini e gabbiani…e tanto altro! Tra le foto esposte alcune hanno vinto premi internazionali e una, in particolare, ritrae una biscia dal collare accanto a una cascatella proprio in Valsesia e ha vinto il primo premio della categoria “Animal Portraits” nel concorso BBC Wildlife Photographer of the Year 2011. Scopello è una località incantevole per villeggiare e i gestori dell’Albergo Rosetta, sono stati molto gentili ed ospitali nel concedermi questa bella location.

ANCHE RECENTEMENTE, COMUNQUE, RIPARTIAMO DA UNA MOSTRA: VUOI RACCONTARE GLI ANTEFATTI E LO SVOLGIMENTO DELLA SERATA E DELLA MOSTRA AL MUSEO MINGUZZI DI MILANO? SI TRATTA DI UNA OCCASIONE PARTICOLARE?
Anche quest’anno, come il precedente, sono stato invitato dall’Associazione Culturale Radicediunopercento a tenere una serata/proiezione nella splendida cornice del Museo Minguzzi di Milano, che ormai da tempo ospita annualmente la mostra del concorso Wildlife Photographer of the Year. È per me sempre un onore e quest’anno l’afflusso è stato notevole durante l’incontro dedicato a me: il pubblico era accalcato su sedie, scale, ringhiere e muri, è stata una piacevole sorpresa…ho proiettato in anteprima assoluta l’audiovisivo “Le stagioni della luce”, realizzato con le mie foto da Edoardo Tettamanzi, per poi lanciarmi in una chiacchierata sugli “Incontri d’acqua”, ovvero aneddoti e storie relativi ad animali incontrati in mare e nei fiumi, nei laghi e nelle paludi.

CHE COSA ATTIRA COSI' TANTE PERSONE A UNA MOSTRA DI FOTOGRAFIE DI ANIMALI?  CHE COSA ATTIRA DI PIU': L'ASPETTO ESTETICO E ANCHE TECNICO DI UNA BELLA IMMAGINE CON UNA SUA STORIA DIETRO, COME UN'OPERA D'ARTE; O ANCHE IL DESIDERIO E LA CURIOSITA' DI CONOSCERE E VEDERE ANIMALI CHE MAGARI NON SI HA L'OCCASIONE DI INCONTRARE MAI, O -CHE E' SINGOLARE - NON SI HA MAI L'OCCASIONE DI VEDERE DAVVERO, CON OCCHI DIVERSI DA QUELLI DISTRATTI E FRETTOLOSI DELLA VITA DI TUTTI I GIORNI?
Questa mostra racchiude ogni anno un centinaio di scatti premiati al concorso più prestigioso del mondo, per cui il livello tecnico ed estetico è molto elevato, inoltre è molto ben pubblicizzata, nonché collocata a Milano, in una zona culturalmente strategica. Da quel poco che ho visto, l’afflusso dei visitatori alla mostra è molto elevato e questo è assolutamente un bene, poiché si tratta di uno dei pochi luoghi in cui è valorizzata come dovuto la fotografia naturalistica in Italia… le persone si recano qui per vedere sì immagini di animali ma anche, a mio parere, per sapere i retroscena degli scatti, indicati nelle precise didascalie, che sono sempre interessanti.

DI COSA TI STAI OCCUPANDO ADESSO? IN CHE CONSISTE IL TUO LAVORO?
Molte delle foto che scatto sono fatte vicino a casa o comunque nella mia regione, perché in Italia abbiamo specie animali e vegetali interessanti e anche rare, basta sapere dove guardare. Attualmente sto lavorando su anfibi e rettili, in particolare sui serpenti, in primavera, mentre durante il periodo invernale mi dedico a mammiferi e volatili.


IN CHE MODO TI APPROCCI AGLI ANIMALI CHE FOTOGRAFI?
Spesso esco da casa e ho già in testa ciò che voglio fare, anche se poi non è facile assecondare queste visioni…normalmente rimangono solo nella mia testa, a volte si realizzano. Certe foto che ho scattato hanno tratto ispirazione, nella tecnica, da spunti di vita quotidiana, scene che vedo in altri contesti e riapplico al mio, o addirittura sogni. La ricerca dei soggetti avviene in maniera diversa a seconda degli stessi, ci sono orari, stagioni, modi di muoversi (o non muoversi!) che cambiano notevolmente; è necessario leggere molto e conoscere alla perfezione, per quanto possibile, le loro abitudini. La motivazione di fondo di queste ricerche è mostrare al pubblico la natura  nostrana e aumentare il rispetto per la stessa.  Nelle mie fotografie non mi interessa avere l’animale il più ingrandito possibile, il primo piano del capriolo o del gufo: a me piacciono le atmosfere, la luce deve essere la vera protagonista della scena, e spesso il soggetto è una piccola sagoma o figura iconica in un angolo.

COME CONSIDERI E CHE IMPORTANZA PUO' AVERE SECONDO TE L'IMMAGINE FOTOGRAFICA SULL'IDEA CHE LE PERSONE COMUNI HANNO DEGLI ANIMALI? POSSONO LE FOTOGRAFIE CONTRIBUIRE AL FORMARSI DI UNA MAGGIOR CONSAPEVOLEZZA DEL VALORE DI BELLEZZA E DI VITA CHE HANNO GLI ANIMALI, E MAGARI AIUTARE A FAR CRESCERE UN RISPETTO MAGGIORE NEI LORO CONFRONTI?
La speranza è che il pubblico prenda confidenza, attraverso le fotografie, con gli animali, anche quelli normalmente più bistrattati e meno apprezzati, come vipere, ragni e pipistrelli. Attraverso immagini di impatto è possibile, in qualche modo, che anche le persone comuni li apprezzino, nonostante sia difficile eradicare falsi miti e leggende. Altro punto chiave secondo me, durante le serate, è divertire le persone, farle ridere. Solo così ricordano meglio, imparano e memorizzano, mentre le noiose lezioni frontali lasciano il tempo che trovano… Quando il pubblico ride durante le mie  presentazioni, io sono contento, e più ride e più lo sono, poiché penso che forse ricorderanno qualcosa. E poi, il pubblico non vuole super eroi invincibili che portano sempre a casa lo scatto della vita senza mai sbagliare: raccontare le proprie sfighe non è mai deleterio.

MARCO COLOMBO, CHE TIPO DI RAPPORTO HAI (E HAI AVUTO) CON GLI ANIMALI?
Ho ritrovato, nei vecchi album di foto ricordo, varie immagini che mi ritraggono mentre cerco granchi, cinghiali e altre bestiole. La mia è una passione che ho fin da piccolo, unita poi a quella della fotografia a partire dal 1999.

QUALI SONO I TUOI PROGETTI FUTURI?
Attualmente sto lavorando come co-responsabile di un centro di Educazione Ambientale all’interno del Parco del Ticino, oltre a continuare la mia ricerca delle luci e delle ombre e a coltivare la mia passione…


2 commenti:

  1. La fotografia è un eccezionale mezzo di comunicazione: ottimo farne un uso importante anche per gli animali

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    1. Grazie Annamaria, del tuo pensiero. Ne sono convintissimo anche io. A lungo non troppo tempo fa, ne ho anche chiacchierato con Rita Ciatti. Il rapporto che noi umani abbiamo con il senso della vista è quasi totalizzante rispetto agli altri, dunque, perché non esploranre le sfumature? In questa direzione, le foto di Marco Colombo sono delle meraviglie, credo rispecchino in pieno l'animo di questo giovane avventuroso professionista;: proprio questo tipo di immagini mi piacerebbe - con la collaborazione di tanti amici fotografi - divulgare su questo blog. Per contribuire nel mio minuscolo spazio, al far vedere e capire pienezza e completezza in sé, della vita di tutti gli altranimali che sono nostri pari sul pianeta. Senza dimenticare anche l'altra faccia del problema, il "dark side" delle immagini, quelle che mostrano la sofferenza. Ma, come sempre, tutto un passo alla volta.

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