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lunedì 19 ottobre 2020

La giornata per gli orsi, in 500 per richiedere la loro liberazione - Casteller, Trento

 

tutte le foto sono di Bruno Stivicevic


... è andata così. A metà mattina - più o meno alle 11 - centinaia di attivisti animalisti antispecisti si sono dati appuntamento al rendez vous della stazione di Villazzano, Trento.

L'obiettivo era: chiedere con decisione e chiarezza, la liberazione dei tre orsi M49, M57 e DJ3 prigionieri al Casteller, struttura costruita appositamente per questo scopo. M49, M57 e DJ3 sono classificati come orsi 'problematici': quegli orsi, cioè che - ormai confidenti verso l'uomo, si muovono liberamente e si procurano cibo sia tra i rifiuti che predando gli animali 'da reddito', spesso incustoditi su alpeggi. Orsi che fanno gli orsi, insomma. Orsi che si comportano - anche - da predatori.


giovedì 15 ottobre 2020

Altri nuovi comunicati per gli orsi



Prosegue lo sciopero della fame di Ste Sondrio e di Barbara Nosari. La situazione nel tempo si è evoluta, si è ampliata. Ne parlerai a brevissimo. Aver già messo sul blog i primi comunicati stampa. Intanto, ecco i comunicati stampa più recenti, in attesa di scoprire le ultime importanti novità. Infatti, stanno accadendo moltissime cose, legate a vario modo a questa lotta.

giovedì 24 settembre 2020

Giornata per la fine dello specismo, Firenze 26 settembre 2020

 


La terza giornata per la fine dello specismo, si tiene anche questo anno a Firenze, Piazza della Repubblica, dalle ore 14.30 alle ore 18.30.


mercoledì 19 febbraio 2020

Bruno Stivicevic, fotografo e giornalista



Lo trovi e lo incontri sempre, quest'uomo alto e asciutto, a ogni manifestazione, corteo o evento animalista a cui partecipi - tu vai tutto sommato davvero a molto pochi, lui invece, c'è a tutti.


domenica 20 ottobre 2019

MiVeg 2019: alcune sensazioni e situazioni del primo giorno



Ieri pioveva. Non è una grande notizia, se non per il fatto che ha dato una certa disposizione d'animo alla giornata trascorsa quasi per intero al Mi Veg.
Viaggiare in autostrada e in tangenziale -a Milano, poi- per te è sempre qualcosa che genera stress e tensione: solo varcato l'ingresso del Mi Veg, hai iniziato a rilassarti...

lunedì 8 luglio 2019

Vivisezione, a Parma




Sabato è stata giornata campale. Come non si vedeva da tempo, tante associazioni, tanti gruppi, si son ritrovari riuniti per un unico obiettivo condiviso: la liberazione dei macachi dall'Università di Parma e la non esecuzione su di loro dell'esperimento Lightup all'Università di Torino.



domenica 7 luglio 2019

Cartoline da Parma - il Corteo del 6 luglio per la liberazione dei macachi

davanti ai cancelli del complesso




Otto chilometri per le vie assolate e stupefatte di Parma, nel cui Ospedale sono rinchiusi i macachi del Lightup, tra le mura del plesso biotecnologico dell'Università di Parma. Dalla stazione, lungo le vie del centro, tra negozi, chiese, monumenti, fino alla prima periferia, dove sorge il complesso ospedaliero.

Qui sotto, una specie di fotoracconto, dove hai tentato di ricostruire un po' l'intero percorso. Non pensavi che Parma fosse così grande!
(Alla fine, in fondo dopo le foto, i ringraziamenti per chi ha scattato le ha scattate). (Eventuali pensieri sulla giornata, li rinvii a un prossimo post).


sabato 6 luglio 2019

Conto alla rovescia per il Corteo di Parma

Giornata campale. Saremo in tanti? Oggi è il giorno del Corteo Nazionale per la liberazione dei macachi. Un corteo contro la vivisezione.
Oggi, siamo uniti.

giovedì 4 luglio 2019

Corteo Nazionale per i Macachi - contro la vivisezione, a Pama 6 luglio 2019



La vivisezione è tutto meno che scomparsa. Questa pratica che da sempre ti fa rattrappire di angoscia è probabilmente quella più implacabile tra le implacabili feroci pratiche umane contro gli altri animali.




Migliaia di vite annegate in un inferno artificiale, di corpi-oggetto, corpi-strumento, gettati a migliaia come spazzatura dopo l'uso violento che ne viene inflitto, materiale non riciclabile.

Immaginate di trovarvi prigionieri di un cubo di ferro fin dalla vostra nascita. Da quel cubo, grosse mani vi estraggono a forza solo per portarvi in posti incomprensibili e spaventosi, dove verrete sottoposti a dolori senza scampo, da patire una volta rinchiusi ancora nei cubi. Per poi venire ri-estratti, all'infinito. Tutto ciò per sempre, fino alla vostra morte.


sabato 8 giugno 2019

James Rachels, Creato dagli animali - (L'acqua sporca dei bambini)

"stanco ma felice"

Riprendi con piacere una idea editoriale di Veganzetta. Ne hai parlato con Adriano Fragano - che vuoi ringraziare - prima di prendere l'iniziativa, per avere il suo nulla osta.
Anche tu pensi, infatti, che 'le persone che si occupano di animali' , abbiano bisogno di conoscere se stessi. Già il fatto che tu abbia sentito la necessità di designarli con questa espressione è indicativo del come il 'movimento' sia elusivo da trovare e riconoscere. Sai che al suo interno ci sono animalisti, come antispecisti; vegani come attivisti - e decine di altre categorie, ma siamo a un punto in cui nemmeno più i nomi trovano consenso nel definire le peculiarità.

Un modo efficace per conoscersi, credi allora, è proprio questo: di coltivare la memoria storica delle proprie radici - perché le radici ci sono. Citi da Veganzetta: "c’è stato chi ben prima ... di noi questi argomenti li ha pensati e vissuti intensamente. Le idee cambiano, i concetti si evolvono, ma non tutto ciò che è del passato è sistematicamente sbagliato o peggio ancora da rinnegare. Ciò che siamo (e che pensiamo oggi) è il risultato di una lunga storia che non va dimenticata".

Lui è James Rachels, a proposito.


venerdì 9 novembre 2018

lunedì 1 ottobre 2018

Per la Fine dello Specismo








In una giornata: la piazza, il microfono, le persone, gli 'oggetti di scena'.  c'è stata scenografia, c'è stata coreografia, c'è stato spettacolo, c'è stata arte.
Una giornata lunga, iniziata presto e terminata molto tardi - ma, in un certo senso, non ancora conclusa.



domenica 16 settembre 2018

Il canto nel cielo

dal corteo fiorentino contro la caccia, sabato 15 settembre 2018 - foto di Claudia Storai


Il corteo anticaccia a Firenze, sabato, organizzato dalla Lac, è stato molto partecipato, da tutta Italia.

sabato 29 aprile 2017

Iniziato il processo per Farmacologia, 28 aprile la prima udienza






Ieri, 28 aprile 2017, c'è stata la prima udienza del processo  che vede imputati le attiviste e gli attivisti del Coordinamento Fermare Green Hill che, il 20 aprile 2013, occuparono lo stabulario del dipartimento di Farmacologia dell’Università Statale di Milano.

 Di quel giorno, non così lontano, ci sono filmati e fotografie, diffuse dagli stessi attivisti che entrarono al quarto piano del dipartimento di Farmacologia della Università milanese - nell'edificio dove venivano 'stoccate' le centinaia di animali destinati agli esperimenti: topi, ratti, conigli.

Quei documenti visivi, così importanti e basilari, perché mostrarono la condizione di detenzione per centinaia di animali, sono l'eredità più importante di quella azione, condotta a viso scoperto e seguendo i criteri delle azioni non violente di disobbedienza civile.
Furono salvate 401 vite (400 topolini e 1 coniglio), in un gioco crudele di trattative su modalità e quantità, per sottrarre infine fisicamente quegli animali da quel luogo dove per loro c'erano solo privazione, prigionia, squallore, paura, dolore e morte.
E queste vite sono la secondo importantissima eredità di quella giornata campale e cruciale.

Ieri, sei andato davanti al Tribunale di Milano, dove c'erano0 già molti ativisti, con cartelli e striscioni, per dare sostegno e solidarietà ai cinque attivisti.

Qui di seguito, qualche estratto da vari siti, che hanno riportato la notizia.

"Il presidio di supporto di questa mattina è stato molto partecipato e ha visto la presenza di diverse associazioni antispeciste e animaliste e di persone che ci hanno riconfermato quanto l’azione da noi svolta quel giorno sia stata importante e significativa."

"
"Affrontare questa causa legale così impegnativa e seria significa per noi avere l’opportunità di continuare ad abbattere il muro di silenzio dietro a cui si nascondono i laboratori di vivisezione animale."
(dal sito di Dentro farmacologia


"“Dicono che vogliono bene agli animali e che non li torturano, ma noi siamo entrati con le telecamere e abbiamo ripreso che questo non è vero. Un’azione che rifaremmo certamente”. Lo ha detto Giuliano Floris, dell’associazione animalista ‘Coordinamento Fermare Green Hill’, questa mattina durante un presidio di una quarantina di attivisti davanti al Palazzo di Giustizia a Milano."


"«Fu una grandissima azione senza precedenti di disobbedienza civile. Gli attivista autodenunciandosi denunciarono le atroci condizioni di vita degli animali prigionieri dello stabulario e vittime della vivisezione"


"#Liberipergiustacausa": dopo la mobilitazione partita sul wen, più di 50 attivisti del coordinamento "Fermare Green Hill


"Il processo è ora rimandato al 30 ottobre 2017 e questo ci darà tempo e modo di dare maggiore forza alla nostra campagna di sensibilizzazione e informazione in merito alla sperimentazione animale e di ottenere maggiore supporto, non solo per noi, ma soprattutto per la battaglia contro questa pratica inaccettabile che una parte del mondo scientifico continua a difendere."
(Dentro Farmacologia)



Album #assoltipergiusta causa di restiamo animali si può sfogliare qui

domenica 19 luglio 2015

NOmattatoio sul Ticino






Finalmente, il mio primo Nomattatoio partecipato di persona. Dopo tanti presidi in differita, di questa grande campagna nazionale, raccontati per divulgarli.
Questa volta le circostanze erano propizie, così, sono andato. A Boffalora sopra Ticino, al confine tra Milano e Novara. Uno stradone dritto e bollente, tra due nulla geografici, fatto tipico nella Pianura Padana. Ai bordi di questo stradone nullificante, un anonimo nulla di morte, un mattatoio; uno di quelli piccoli, privati, per così dire, per di più piazzato davanti a un ristorante, che di sicuro si avvantaggerà di questa vicinanza, così economicamente conveniente, posso immaginare.
Sul sito ufficiale e sulla pagina Fb di Nomattatoio, ci sono altri resoconti e racconti, filmati e immagini. Vi rimando a questi, per saperne di più. Qui, scrivo solo i pensieri che mi ha suscitato l'asfalto torrido.

Intanto, questo asfalto per molti animali è l'unico pezzo di mondo esterno che potranno mai vedere, a bordo dei camion bollenti che li fanno viaggiare dagli allevamenti fino al macello, ultima tappa della loro amara, breve, tormentata, torturata vita.
Per me, e per le altre e altri che hanno issato i tabelloni davanti alle auto che passavano, invece, l'asfalto era una libera scelta. Una testimonianza, un mettersi quasi nella pelle di loro, i molti loro altri animali senza visibilità, né scelta, né libertà.
Una delle speaker, ha detto una cosa molto bella: almeno per qualche ora, quegli animali, morti in mezzo alla più totale indifferenza, già morti quando ancora respirano, hanno riavuto la giusta dignità di individui vivi. Per loro qualcuno ha speso parola, ha dato forma e volto, ha pianto lacrime. Per loro, qualcuno ha provato a raccontarne la vicenda, altrimenti tenuta nascosta.
La sfida era provare a invertire il corso apparentemente inevitabile: da morte a vita, da smembramento a ricomposizione, fino al soffio vitale. Come nella celebre sequenza delle bombe al contrario di Mattatoio numero 5. Guarda, che titolo...
Una sfida che va raccolta, una battaglia che va affrontata, anche se la sconfitta è quasi certamente l'unica ricompensa; anzi, proprio per questo motivo. Perché molte saranno ancora le sconfitte a mo ' di ricompensa per la lotta. Prima che appaia una vittoria grande. 
Eppure il racconto delle loro sofferenze va fatto, va detto, va narrato, va tramandato, va divulgato. Sullo stradone, il nostro unico pubblico a portata di orecchio, erano i carabinieri e i poliziotti posti a sorveglianza. Chissà cosa hanno raccolto delle nostre parole. Gli altri, erano nelle auto, nei camion,nei furgoni, sulle motociclette. Loro li abbiamo chiamati con la vista, esponendo i pannelli con scene da ordinario mattatoio.  Tanti hanno rallentato, ci sono stati segni di approvazione e di sostegno, sia pure a distanza. Segni che possono tuttavia significare molte cose, persino scherno. Ma che ci sono e sono importanti, perché mostrano che non si rimane indifferenti davanti a certe immagini. Fermo immagine infinitesimale, su orrori crudeli e quotidiani, nascosti da racconti bugiardi che parlano di mucche felici, maiali sereni, galline libere.
Una cosa, a un certo punto, mi è sembrato di capirla, forse anche suggestionato dalle belle parole delle speaker, che raccontavano del parallelo sfruttamento degli operai lavoranti all'interno di un mattatoio. Cosa ho capito? Che il nostro essere li, a mostrare immagini, a raccontare con la nostra stessa presenza la possibilità di un modo diverso di pensare e vivere gli altri animali; e anche molto filantropico, nel senso letterale della parola, cioè amico degli umani, e per senso esteso, amichevole nei loro confronti. A dispetto di tutti quelli che bollano gli animalisti come misantropi, asociali, che hanno in odio tutta l 'umanità. Infatti, se mostriamo quello che succede agli altri animali tra le mura nascoste del macello, è  perché siamo fiduciosi circa la presenza in ciascuno degli umani che hanno visto queste immagini, di quella cosa chiamata empatia, e della capacità di ciascuno di poter scegliere, quindi di cambiare modo di vivere e di pensare, di non più accettare più certe regole date per scontate e presentate come inevitabile realtà è stato delle cose. 



























Sono convinto che la campagna Nomattatoio sia qualcosa di davvero potente, e che crescerà, una di quelle campagne destinate a dare una svolta. Come, per fortuna c'è ne sono già state, in altri settori, o in altri paesi, e in decenni scorsi.  Ho percepito una forza sotterranea, una tenace resilienza, che la renderà molto ampia e comunicativa, sempre di più, perché già lo  è.
Se non potete partecipare di persona, fate girare gli appuntamenti, fate girare le foto e i filmati e... Alla prima occasione, correte anche voi a imbracciare un cartello!

lunedì 1 giugno 2015

Nuovi NO ai mattatoi

Fonte: Il Dolce Domani
Nuovi NO pronunciati contro i macelli, non luoghi nascosti alla vista, pur essendo sotto gli occhji di tutti. Gli eventi di NOmattatoio sono come le onde del mare: nessuna onda si èmai ritirata del tutto, finché non arriva la successiva. 
Mentre a Roma c'era il sesto presidio, il 23 maggio; a Milano, un gruppo di attivisti ha organizzato un flash mob: ha proiettato alcune immagini della campagna sui palazzi e luoghi simboli del potere istituzionale. Nella foto, si vede l'immagine di un maiale sgozzato su sfondo nero con la scritta "Ultima fermata mattatoio" proiettata in prossimità dell'Expo per contestare le menzogne della "carne felice" e dell'alimentazione sostenibile realizzata sfruttando, mercificando e annientando milioni di individui senzienti.

Non è finita qui: il 6 giugno, fra pochi giorni ormai, saranno ben due i presidi.Ci sarà il settimo presidio a Roma, e il primo presidio a Brescia

Si sta realizzando quello che speravano Rita Ciatti e Eloise Cotronei - una sorta di rete di attivisti capaci di organizzare presidi in più città. Nello stesso giorno.
Brescia e Roma sono sintonizzate. Milano si è schiarita la voce. Torino è già entrata in scena. Speriamo che queste due città si facciano sentire presto; e che altre si uniscano... 

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