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giovedì 23 luglio 2020

Marco Colombo, naturalista fotografo: come trattare orsi e animali marini delle pozze di marea



Ursus arctos marsicanus
nuova generazione
Parco Nazionale d'Abruzzo Lazio e Molise, Abruzzo



Gli orsi sono sempre al centro dell'attenzione. In generale, gli animali tutti sono sempre sotto l'attenzione - spesso indesiderata e molesta - degli umani. Ne ha parlato anche il naturalista fotografo Marco Colombo, in alcuni suoi post feisbucchiani. Tu e Marco avete già scambiato un dialogo qualche anno fa: l'ultima vostra chiacchierata risale al dicembre 2016.
Nella foto, Marco ha ripreso due giovani orsi marsicani, che esplorano in Abruzzo le lande del Parco Nazionale di Abruzzo Lazio Molise.



venerdì 23 dicembre 2016

Da lontano si apprezza meglio - Un'altra chiacchierata con Marco Colombo



Giovane. Scrupoloso. Super attrezzato di tecnologia, per osservare gli animali senza venire scorto da loro (quindi, senza disturbarli). Le sue immagini, ti sembrano specialmente belle: il risultato artistico esemplare per scoprire la vita di ogni giorno di altranimali lontani dall'uomo. Sono scorci di animali felici, un ideale punto di partenza per pensare queldiscorso su 'come' vedere gli altri animali.

Con Marco, in occasione dell'uscita del suo libro più recente, hai fatto questa chiacchierata on line: è la terza occasione in questo blog (in più, c'è pure una foto che hai potuto usare come 'cartolina di Natale', qualche Natale fa).

Buona lettura!



1-PER PRIMA COSA, UNO SGUARDO AL TUO RECENTE PASSATO, PER RIALLACCIARE LE FILA. HAI AVUTO DEI PREMI, HAI FATTO DEI CORSI, SEI STATO NELLE SCUOLE, HAI IMPLEMENTATO LA TUA TECNICA E TECNOLOGIA, HAI FATTO NUOVE ESPERIENZE...?


Il lavoro di naturalista richiede dedizione in diversi ambiti; io in particolare mi sono dedicato alla fotografia, per lavorare al mio ultimo libro; ho poi tenuto conferenze, corsi e workshop vari, nonché lezioni nelle scuole in termini di educazione ambientale. Alcune mie foto hanno ricevuto quest’anno vari premi, tra tutti il primo di categoria al Wildlife Photographer of the Year 2016 con uno scatto di testuggine palustre europea in Sardegna
  
2-COME E' NATA L'IDEA PER QUESTO LIBRO?


I tesori del fiume è un libro legato agli ambienti di acqua dolce italiani: fiumi, laghi, ruscelli, stagni, torrenti, lagune, pozze sotterranee. Si tratta di un ecosistema complesso e molto delicato, tra i più minacciati nel nostro Paese, eppure meritevole di protezione visto che ospita numerose specie anche endemiche. Essendo in generale questi luoghi molto trascurati dall’opinione pubblica, ho deciso di ritrarne le specie, atmosfere e tratti salienti, per farli conoscere al grande pubblico. Il progetto è stato possibile grazie al supporto tecnico di Isotecnic, ESA Worldwide e MaGear, nonché alla fiducia dell’editore Pubblinova Negri.

3-ANCHE IN QUESTO LIBRO, MI PARE CHE L'ATTENZIONE MAGGIORE SIA RIVOLTA AD ANIMALI CHE DI SOLITO SONO POCO VISIBILI, SIA FISICAMENTE CHE NEI PENSIERI DELLA GENTE: SONO POCO CONSIDERATI, POCO RISPETTATI, POCO AMATI


Il libro è molto variegato. Dopo la prefazione di Alex Mustard (Biologo marino e fotografo subacqueo) e l’introduzione, è diviso in 8 capitoli, ovvero:



Alle sorgenti della vita (laghi ghiacciati in alta quota)



La voragine del drago (fauna di fiumi e laghi e sotterranei, incluso il mitologico proteo, una sorta di salamandra cieca e bianca, che può vivere fino a 100 anni e digiunare anche per 8 anni)



Eredità marine (torrenti e ruscelli; animali normalmente associati all’idea di mare ma in realtà presenti anche in acqua dolce, come granchi, gamberi e spugne)



Elogio del fango (paludi, pozze, acquitrini; rane, rospi, tritoni, salamandre, testuggini palustri e bisce)



Il lungo viaggio (grandi fiumi; specie migratrici: lampreda di mare, lampreda padana, anguilla, bottatrice)



Vite al confine (laghi e lagune; avifauna acquatica e mammiferi)



Invasori (la problematica delle specie alloctone, introdotte cioè da altri Paesi)



Tesori perduti (cambiamenti climatici, inquinamento, alterazione degli alvei, bracconaggio e altri problemi; progetti di conservazione)



Ho dato quindi spazio alle specie meno note e conosciute, ma non mancano grandi classici come gli uccelli acquatici di molte specie, i cervi all’abbeverata, i cinghiali al guado o i lupi appenninici in caccia sulla riva del fiume.







4-IN QUESTI ANNI, COME E' CAMBIATO - SE E' CAMBIATO - IL TUO MODO DI PENSARE, DI VEDERE, DI VIVERE GLI ANIMALI?


Il mio modo di pensare, vedere e vivere gli animali è diventato meno viscerale e ossessivo, più ponderato, un filo più distaccato. Da lontano si apprezza meglio.

5-TU LAVORI SUL CAMPO, CIOE' VAI A CERCARE GLI ANIMALI NEI LUOGHI DOVE VIVONO. IN PRATICA, ENTRI A CASA LORO. QUALE E' IL TUO MODO DI BUSSARE? COME FAI A CHIEDERE IL PERMESSO?


Non esiste una ricetta perfetta: bisogna documentarsi molto, leggere tanto, conoscere le abitudini degli animali, e porsi dei paletti oltre i quali non arrivare. L’incolumità di un luogo o di un soggetto viene sempre prima delle foto.


 6-SECONDO TE, FATTA SALVA TUTTA LA ATTENZIONE PREPARATORIA E LA PERFORMANCE TECNICA CHE IMMAGINO TI PERMETTA DI ESSERE IL MENO INVASIVO POSSIBILE, E' POSSIBILE CHE LA TUA PRESENZA MODIFICHI IL COMPORTAMENTO DEGLI ANIMALI CHE STAI OSSERVANDO? INFLUISCE SULLA LORO VITA DI TUTTI I GIORNI?

Dipende molto da specie a specie, da individuo a individuo, da situazione a situazione. Invertebrati, pesci, rettili e anfibi risentono poco dello stress, mentre uccelli e mammiferi sono più sensibili; ma, anche nella stessa specie, dipende dalla situazione! Faccio un esempio: in Italia è vietato scattare foto ai nidi, per evitare che i genitori disturbati abbandonino uova e pulcini vanificando la riproduzione. Questo è verissimo, però è anche chiara la differenza tra arrampicarsi su una falesia per fotografare i pulcini di un’aquila (che abbandonerebbe immediatamente il nido), e il fotografare dall’auto un nido di cicogne sul tetto di una casa in centro al paese (in questo caso essendo abituate nessun disturbo). Ma anche all’interno della stessa specie: un nido di gufo reale su una parete rocciosa in Lombardia non va assolutamente avvicinato, pena l’abbandono, mentre un nido di gufo reale in Scandinavia sul balcone di un palazzo, se fotografato dalla finestra di fronte, non darebbe alcun problema.
Documentarsi è sempre la giusta chiave di lettura.





7-LE TUE FOTO SONO SPETTACOLARI, IN OGNI SENSO POSSIBILE DELLA PAROLA, SIA DAL PUNTO DI VISTA TECNICO CHE DELLE SUGGESTIIONI CHE TRASMETTONO. A PARTIRE DA QUALE ELEMENTO INIZIA LA 'COSTRUZIONE' DELLA IMMAGINE CHE POI NOI VEDIAMO? HAI GIA' UNA IMMAGINE IN MENTE, OPPURE TI PONI NELLA CONDIZIONE FISICA E PSICOLOGICA DI COGLIERE L'ATTIMO?


Nelle immagini che realizzo tendo a privilegiare l’animale nel suo contesto, piuttosto che l’animale e basta. Questo mi porta a una ricerca di scenari e luci particolari, con uno studio delle località e degli spostamenti animali, per poter prevedere dove si muoveranno e ritrarli negli angoli che voglio. La scelta di orari e meteo aggiunge il resto in termini di tipologia di luce! Altre volte si tratta invece di colpi di fortuna, incontri casuali e serendipità.


8-TRASCORRI MOLTISSIMO TEMPO IN COMPAGNIA DEGLI ALTRI ANIMALI. SEI DI SICURO NELLA CONDIZIONE DI POTER VEDERE DALLA LORO PROSPETTIVA ANCHE GLI UMANI. SECONDO TE, GLI ALTRI ANIMALI, CI GUARDANO? E COME, IN GENERALE, INFLUISCE LA PRESENZA UMANA SULLE VITE DI QUELLI CHE HAI INCONTRATO E FOTOGRAFATO?


Sempre più stretto è il legame tra uomo e altri animali, anche se visto dalla prospettiva di questi ultimi. L’urbanizzazione estesa ha portato numerose specie opportuniste ad entrare nei paesi e nelle città alla ricerca di cibo e rifugi: volpi e cinghiali rovistano nei cassonetti, falchi pellegrini nidificano sui grattacieli, civette si nascondono nei fori dei muri, pipistrelli si infilano sotto le tegole dei tetti.
Io personalmente sono rimasto estasiato da alcuni incontri con gli orsi marsicani che, in autunno, durante le annate di “magra” nel bosco, intensificano le proprie scorribande nei paesi alla ricerca di mele e pere mature. Una situazione assolutamente non pericolosa, ma curiosa, sempre che si trattino questi animali col dovuto rispetto.





Clicca qui per sfogliare un'anteprima on line del nuovo libro "I tesori del fiume"






 

Marco Colombo

I tesori del fiume
2016. Pubblinova Negri Editore
144 pag




giovedì 25 dicembre 2014

La notte di Natale...

Courtesy from Marco Colombo
Cervo all'alba, si staglia sulla tenebra verde del bosco.
Immagini come questa, sono frutto di grande pazienza, di grande perizia, e di molta attenzione nei confronti degli animali, che non devono venire disturbati, sia perché si vuole coglierne la bellezza, sia perché è - io credo - loro diritto essere lasciati in pace.

Per ben due volte, su questo blog, Marco Colombo lo ha raccontato.

Ricordando un altro cervo, che invece dall'obiettivo fotografico, fu raggiunto dal proiettile di un cacciatore, ho chiesto a Marco Colombo di poter pubblicare questa foto, per Natale. Un regalo: soprattutto per gli animali.





lunedì 19 maggio 2014

Paludi e Squame da sfogliare - Intervista a Marco Colombo e Matteo Di Nicola

La copertina

NUOVO LIBRO “PALUDI E SQUAME: rettili e anfibi d’Italia”
Autori: Marco Colombo & Matteo Di Nicola
Caratteristiche: 28x28 cm, copertina rigida, 112 pagine
Costo: 25 euro (spese di spedizione escluse)
Per visualizzare un’anteprima online e ordinare consultare il sito.
Edito da Archivio Fotografico Italiano, realizzato con il contributo del Parco Locale di Interesse Sovracomunale Rile-Tenore-Olona e patrocinato dalla Societas Herpetologica Italica (SHI), questo libro nasce dalla passione per i rettili e gli anfibi e dal desiderio di far conoscere bellezza, importanza e varietà delle specie italiane, nonché la necessità di proteggerle.
Si tratta del primo libro di questo genere in Italia e mostra rane, rospi, tritoni, salamandre, testuggini, lucertole e serpenti nei loro ambienti naturali, in scatti ottenuti nel corso di molti anni di ricerche da parte degli autori.


 
RETTILI E ANFIBI SONO ANIMALI RITENUTI POCO ATTRAENTI, QUANDO NON ADDIRITTURA REPELLENTI. QUESTO PENSIERO HA IN QUALCHE MODO INFLUENZATO, POSITIVAMENTE O NEGATIVAMENTE, IL VOSTRO LAVORO? E COME?

I rettili e gli anfibi sono soggetti da sempre a falsi miti e pregiudizi, che portano a uccisioni ingiustificate e timori infondati. Si tratta di animali bellissimi, ecologicamente importanti, da rispettare: il nostro nuovo libro, “Paludi e squame: rettili e anfibi d’Italia”, realizzato col contributo del Parco Locale di Interesse Sovracomunale Rile-Tenore-Olona e col patrocinio della Societas Herpetologica Italica, nasce come omaggio fotografico alle specie che popolano la nostra penisola e le isole, dalle vette alpine alle scogliere. E’ un tentativo, il primo in Italia, un piccolo contributo, al fine di farli conoscere meglio e magari apprezzare anche dai non addetti ai lavori, senza troppi paroloni scientifici difficili: saranno le immagini a parlare e descrivere le squame dei ramarri, gli occhi delle vipere o l’ambiente di vita dei tritoni. Si tratta di una “fauna minore”, come viene spesso chiamata, ma meritevole di protezione, viste anche le numerose minacce a cui è soggetta e le specie molto rare, in vari casi endemiche, presenti sul nostro territorio.

VEDO CHE IN COPERTINA I NOMI DEGLI AUTORI SONO DUE. COME VI SIETE
CONOSCIUTI? COME AVETE LAVORATO INSIEME?

Abbiamo frequentato la stessa università, Scienze Naturali a Milano, e chiacchierando tra i corridoi della facoltà ci siamo accorti di condividere la medesima passione sia per la fotografia naturalistica sia per il tipo di soggetti. Sebbene amiamo conoscere ed immortalare ogni sorta di componente naturale, dalla flora alpina agli uccelli acquatici, un nostro debole è indubbiamente per l'erpetologia. La prima “uscita su campo” insieme fu all'inizio del 2009, quando ci recammo a fotografare alcune rane rosse in una zona umida della Brianza. Da allora iniziammo a fare molte uscite insieme, scandagliando ogni angolo di Italia alla ricerca di “striscianti” e di tutto quello che rientra nella categoria “fauna selvatica italiana”. Oltre alle spedizioni fotografiche, collaboriamo non di rado nella realizzazione di conferenze, mostre fotografiche nonché interventi di educazione ambientale e corsi di fotografia naturalistica.

QUANTO TEMPO E' OCCORSO PER RAGGIUNGERE GLI SCATTI VALIDI DA PUBBLICARE? CHE TIPO DI TECNICA E DI APPROCCIO AGLI ANIMALI E' STATO USATO? QUANTO E COME PUO' INFLUENZARE IL COMPORTAMENTO DELL'INDIVIDUO ANIMALE OSSERVATO, LA PRESENZA DEL FOTOGRAFO E DELLE SUE ATTREZZATURE?

Fotografiamo in natura da diversi anni, in tutti gli ambiti: dai cavallucci marini al lupo, siamo interessati a qualunque animale, pianta o habitat nostrano. Negli ultimi anni ci siamo concentrati sui rettili e gli anfibi per portare a termine questo progetto, per farli conoscere meglio e sensibilizzare sull’argomento; sono animali poco considerati, anche dalla maggior parte dei fotografi naturalisti stessi. Possiamo dire comunque che gli scatti inclusi nel libro sono stati tutti realizzati nel periodo 2009-2014. Fotografare i rettili e gli anfibi non è sempre semplice, si fanno anche uscite a vuoto perché esistono molti fattori che influenzano in maniera positiva o negativa il comportamento dei soggetti: pendenza, esposizione geografica, vegetazione, meteo, stagione, stato fisiologico dell’individuo e molto altro fanno la differenza tra il trovare un certo serpente o una certa rana nel momento in cui si cerca.

LE VOSTRE FOTO SONO QUASI MAGICHE, PER LE SENSAZIONI DI BELLEZZA E MERAVIGLIA NATURALE, IGNORATA ANCHE SE TUTTA INTORNO A NOI, CHE RIESCONO A COMUNICARE. COSA PENSATE DEL LAVORO DI FOTOGRAFI CHE - AL CONTRARIO – DOCUMENTANO MALTRATTAMENTI E SOFFERENZE DEGLI ANIMALI?

La fotografia è uno strumento dalle potenzialità formidabili: ha la capacità di trasmettere emozioni oltre che informazioni. E lo fa in un istante. Noi sfruttiamo la fotografia per mostrare ai “non addetti ai lavori” quanto certe specie meritino maggiore considerazione per via del loro fascino e della loro bellezza. Allo stesso modo penso che sia fondamentale rendere noto alle persone quali siano le crudeltà che tali animali, indifesi nei confronti dell'uomo, subiscano da quest'ultimo. I maltrattamenti sono una piaga troppo spesso diffusa, sia a fini di lucro che per pura ignoranza. Mostrare immagini di tali pratiche è anch'esso un modo di trasmettere emozioni, utili, si spera, a far sì che certi eventi si ripetano il meno possibile.

Foto di  Marco Colombo

Foto di Matteo Di Nicola

martedì 3 dicembre 2013

Animali in luce atmosferica, le foto di Marco Colombo



Premessa-lampo: una delle cose più gratificanti cui mi capitò di lavorare come pubblicista, fu la serie di interviste a persone che hanno a che fare con gli altranimali, che scrissi per un mensile locale novarese ormai scomparso dalle edicole. Un modo per unire passione, attenzione per gli altranimali e attività scrittoria. Una esperienza che voglio provare a riptetere qui - se possibile, con un grado di libertà anche maggiore, e con una sempre elevata  attenzione alla qualità delle immagini e al significato emotivo che possono comunicare. Fine della premessa. La parola a Marco Colombo (qui sotto, ritratto in bianco e nero da E.Manca)...


 
Marco Colombo, classe 1988, è un fotografo naturalista, laureato presso l'Università degli Studi di Milano in Scienze Naturali. Al suo attivo ha moltissime pubblicazioni, mostre e proiezioni, grazie alle fotografie di animali e piante italiani ritratti nei loro ambienti naturali (il suo sito: www.calosoma.it). Lo abbiamo "incontrato" attraverso i suoi scatti, esposti in mostra, nell'estate 2013, presso i locali dell'Albergo Rosetta di Scopello. Una delle foto esposte ha vinto un premio prestigioso… 

PARLIAMO DELLA MOSTRA CHE CI HA FATTO METTERE IN CONTATTO.
La mia mostra fotografica “Natura Inaspettata”, realizzata in collaborazione con l’Archivio Fotografico Italiano (AFI), è un tributo alla natura italiana. Una serie di incontri ravvicinati che ho avuto con volpi, testuggini e gabbiani…e tanto altro! Tra le foto esposte alcune hanno vinto premi internazionali e una, in particolare, ritrae una biscia dal collare accanto a una cascatella proprio in Valsesia e ha vinto il primo premio della categoria “Animal Portraits” nel concorso BBC Wildlife Photographer of the Year 2011. Scopello è una località incantevole per villeggiare e i gestori dell’Albergo Rosetta, sono stati molto gentili ed ospitali nel concedermi questa bella location.

ANCHE RECENTEMENTE, COMUNQUE, RIPARTIAMO DA UNA MOSTRA: VUOI RACCONTARE GLI ANTEFATTI E LO SVOLGIMENTO DELLA SERATA E DELLA MOSTRA AL MUSEO MINGUZZI DI MILANO? SI TRATTA DI UNA OCCASIONE PARTICOLARE?
Anche quest’anno, come il precedente, sono stato invitato dall’Associazione Culturale Radicediunopercento a tenere una serata/proiezione nella splendida cornice del Museo Minguzzi di Milano, che ormai da tempo ospita annualmente la mostra del concorso Wildlife Photographer of the Year. È per me sempre un onore e quest’anno l’afflusso è stato notevole durante l’incontro dedicato a me: il pubblico era accalcato su sedie, scale, ringhiere e muri, è stata una piacevole sorpresa…ho proiettato in anteprima assoluta l’audiovisivo “Le stagioni della luce”, realizzato con le mie foto da Edoardo Tettamanzi, per poi lanciarmi in una chiacchierata sugli “Incontri d’acqua”, ovvero aneddoti e storie relativi ad animali incontrati in mare e nei fiumi, nei laghi e nelle paludi.

CHE COSA ATTIRA COSI' TANTE PERSONE A UNA MOSTRA DI FOTOGRAFIE DI ANIMALI?  CHE COSA ATTIRA DI PIU': L'ASPETTO ESTETICO E ANCHE TECNICO DI UNA BELLA IMMAGINE CON UNA SUA STORIA DIETRO, COME UN'OPERA D'ARTE; O ANCHE IL DESIDERIO E LA CURIOSITA' DI CONOSCERE E VEDERE ANIMALI CHE MAGARI NON SI HA L'OCCASIONE DI INCONTRARE MAI, O -CHE E' SINGOLARE - NON SI HA MAI L'OCCASIONE DI VEDERE DAVVERO, CON OCCHI DIVERSI DA QUELLI DISTRATTI E FRETTOLOSI DELLA VITA DI TUTTI I GIORNI?
Questa mostra racchiude ogni anno un centinaio di scatti premiati al concorso più prestigioso del mondo, per cui il livello tecnico ed estetico è molto elevato, inoltre è molto ben pubblicizzata, nonché collocata a Milano, in una zona culturalmente strategica. Da quel poco che ho visto, l’afflusso dei visitatori alla mostra è molto elevato e questo è assolutamente un bene, poiché si tratta di uno dei pochi luoghi in cui è valorizzata come dovuto la fotografia naturalistica in Italia… le persone si recano qui per vedere sì immagini di animali ma anche, a mio parere, per sapere i retroscena degli scatti, indicati nelle precise didascalie, che sono sempre interessanti.

DI COSA TI STAI OCCUPANDO ADESSO? IN CHE CONSISTE IL TUO LAVORO?
Molte delle foto che scatto sono fatte vicino a casa o comunque nella mia regione, perché in Italia abbiamo specie animali e vegetali interessanti e anche rare, basta sapere dove guardare. Attualmente sto lavorando su anfibi e rettili, in particolare sui serpenti, in primavera, mentre durante il periodo invernale mi dedico a mammiferi e volatili.


IN CHE MODO TI APPROCCI AGLI ANIMALI CHE FOTOGRAFI?
Spesso esco da casa e ho già in testa ciò che voglio fare, anche se poi non è facile assecondare queste visioni…normalmente rimangono solo nella mia testa, a volte si realizzano. Certe foto che ho scattato hanno tratto ispirazione, nella tecnica, da spunti di vita quotidiana, scene che vedo in altri contesti e riapplico al mio, o addirittura sogni. La ricerca dei soggetti avviene in maniera diversa a seconda degli stessi, ci sono orari, stagioni, modi di muoversi (o non muoversi!) che cambiano notevolmente; è necessario leggere molto e conoscere alla perfezione, per quanto possibile, le loro abitudini. La motivazione di fondo di queste ricerche è mostrare al pubblico la natura  nostrana e aumentare il rispetto per la stessa.  Nelle mie fotografie non mi interessa avere l’animale il più ingrandito possibile, il primo piano del capriolo o del gufo: a me piacciono le atmosfere, la luce deve essere la vera protagonista della scena, e spesso il soggetto è una piccola sagoma o figura iconica in un angolo.

COME CONSIDERI E CHE IMPORTANZA PUO' AVERE SECONDO TE L'IMMAGINE FOTOGRAFICA SULL'IDEA CHE LE PERSONE COMUNI HANNO DEGLI ANIMALI? POSSONO LE FOTOGRAFIE CONTRIBUIRE AL FORMARSI DI UNA MAGGIOR CONSAPEVOLEZZA DEL VALORE DI BELLEZZA E DI VITA CHE HANNO GLI ANIMALI, E MAGARI AIUTARE A FAR CRESCERE UN RISPETTO MAGGIORE NEI LORO CONFRONTI?
La speranza è che il pubblico prenda confidenza, attraverso le fotografie, con gli animali, anche quelli normalmente più bistrattati e meno apprezzati, come vipere, ragni e pipistrelli. Attraverso immagini di impatto è possibile, in qualche modo, che anche le persone comuni li apprezzino, nonostante sia difficile eradicare falsi miti e leggende. Altro punto chiave secondo me, durante le serate, è divertire le persone, farle ridere. Solo così ricordano meglio, imparano e memorizzano, mentre le noiose lezioni frontali lasciano il tempo che trovano… Quando il pubblico ride durante le mie  presentazioni, io sono contento, e più ride e più lo sono, poiché penso che forse ricorderanno qualcosa. E poi, il pubblico non vuole super eroi invincibili che portano sempre a casa lo scatto della vita senza mai sbagliare: raccontare le proprie sfighe non è mai deleterio.

MARCO COLOMBO, CHE TIPO DI RAPPORTO HAI (E HAI AVUTO) CON GLI ANIMALI?
Ho ritrovato, nei vecchi album di foto ricordo, varie immagini che mi ritraggono mentre cerco granchi, cinghiali e altre bestiole. La mia è una passione che ho fin da piccolo, unita poi a quella della fotografia a partire dal 1999.

QUALI SONO I TUOI PROGETTI FUTURI?
Attualmente sto lavorando come co-responsabile di un centro di Educazione Ambientale all’interno del Parco del Ticino, oltre a continuare la mia ricerca delle luci e delle ombre e a coltivare la mia passione…


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