Visualizzazione post con etichetta poesia haiku. Mostra tutti i post
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giovedì 7 maggio 2020

Haiku nuovi nei campi - Il deserto agricolo della Bassa

foto G.M.

Non ci sono più alberi, né cespugli, nelle campagne della Bassa. Solo campi, che scivolano via senza freni fino all'orizzonte. Campi dove il vento soffia senza freni e dove la sabbia della terra continuamente smossa dai trattori si solleva al tramonto e colora il cielo di giallo, come una tempsta di sabbia. 



giovedì 5 dicembre 2019

Come (con) due cani in una chiesa - haiku



Chiesette di paese, ai bordi dei campi sterminati e stranianti, torridi in estate, gelidi in inverno. Ai tuoi cani Maika e Chicco - vagabondi nel cuore e nello spirito -  piace entrarci... In estate, per trovare riparo dal sole spietato. In inverno... non sai perché!

sabato 27 ottobre 2018

Preparativi di tardo autunno - haiku

 



AL CREPUSCOLO
PRECOCE DELL’AUTUNNO
OMBRA ALLUNGATA


domenica 5 agosto 2018

Una manciata di haiku con questo caldo - 4 animali che nessuno apprezza



Una settimana di silenzio, per il blog. Questo caldo ti ha messo a dura prova fisico e cervello, i gesti e i pensieri. Ti prendi cura dei tuoi cani anziani, degli animali nel giardino, delle piante. Ti nascondi dal solleone e fai sogni di acqua, nel mentre che la tua vita ti appare come infilatasi in un'ansa quasi immobile del fiume dell'esistenza. E non sai per quanto ci rimarrai.

Intanto, nei prossimi giorni speri di riprendere a postare, a non trascurare il blog.

Per ora, hai pensato, di buttar qui in pagina qualche haiku, immerso nei ricordi e cotto al sole.


venerdì 18 maggio 2018

Reading Hikikomori

di Giulia Barone. Fonte: AdoleScienza

Nei suoi rigorosi e poetici "Quaderni Giapponesi" (ne sono usciti due volumi), Igort parla degli Hikikomori - 引きこもり; o 引き籠もり- da hiku, 'tirare' e komoru 'ritirarsi'.
Sono persone, giovani, in crisi: sono entrati in crisi quando sono usciti dal liceo, per iniziare ad affrontare l'Università. Non reggono alla pressione della rigida competizione, onnipresente nella società giapponese. A modo loro, si ribellano: la depressione, il disordine alimentare, lo sconvolgimento e capovolgimento dei ritmi circadiani, la reclusione volontaria del corpo e la virtualizzazione di tutte le attività fisiche e sessuali, sono un modo efficace e tremendamente autolesionista, autodistruttivo, per opporsi a un sistema che non lascia altre strade, che non concede altre vie per poter essere e sentirsi liberi.  Dice Igort, che così mettono in discussione il mito della produttività, che in Giappone è sacro. Tu credi anche - e le parole di Igort rafforzano questa tua idea - che coi loro corpi messi pur sempre a terribile prova, affrontano il modello dell'uomo come macchina da lavoro, come ingranaggio della super-ditta. Il corpo ha un limite, che si esprime con le sue esigenze più basilari, se non ha altre vie; e arriva a introiettare il conflitto irrisolvibile, fino ad ammalarsi, inceppando la macchina produttiva. Questo aspetto li rende, ci rende  così simili ai corpi altranimali coinvolti nella macchina zootecnica, mentre ci illudiamo di esserne esenti.

giovedì 5 aprile 2018

I fiori bianchi dell'albero di casa



Comparsi sui rami nello spazio di una notte, sono fioriti nel giro di di due giorni. Meno di una settimana fa: stanno già cadendo i primi grandi petali bianchi. Qualche raro insetto ronza in mezzo...

giovedì 29 marzo 2018

...se tu sapessi...



si srotolano
gocce fredde all'alba
bordo di strada
(29 marzo 2018)


 
-->
Se tu sapessi
Le cose che l’acqua sa
Foglia nel fiume



strada schiacciata
da nubi saporite
il vento le offre
(29 marzo 2019)

sabato 17 febbraio 2018

haiku in volo




applauso d'ali
quel stormo fragoroso
colombi preti
11022018 fuyu





lo ciciolare
per cince frenetiche
guardar non visti
14022018 fuyu



sui fitti rami
prudenti pettirossi
semi in regalo
17022018 fuyu



bianco pesante
il cielo freddo frena
voli piumati
17022018 fuyu

sabato 6 gennaio 2018

Anno nuovo, pioggia nuova



gocce su tela
di pioggia campagnola
la voce grossa
(6 gennaio 2018)






FOLATE A PIOGGIA
SOSPESE GOCCIOLINE
ARIA VENTOSA






solletico dell'
l'acqua tra i capelli
mentre coi cani 
(6 gennaio 2018)






respiri pioggia
il cielo è allagato
di basse nubi
(6 gennaio 2018)




giovedì 23 novembre 2017

Il cuore in una zampa




"Tesoro, ti amo". Sei quasi sicuro che questa sia una delle cinque frasi più belle che si possano ascoltare, o persino pronunciare - in assoluto.

domenica 12 novembre 2017

Annebbiare...

 


la nebbia dietro
reticolati chiusi
dilatata

 
intorno ai prati
la nebbia intirizzita
fa ricomparsa


titille gocce
tra pieghe di vestiti
crepuscolari
( 12 novembre 2017


coda acquattata
due gatti diversi
davanti casa
 ( 12 novembre 2017




martedì 21 marzo 2017

100.000 '陽, 春, 晴'

100.000 Haru: 100.000 fiori di primavera


... e proprio come la fioritura primaverile, il contatore del blog ha raggiunto e superato la fatidica - psicologica - cifra dei 100.000 visitatori.

Proprio oggi, che è anche la giornata mondiale della poesia.

Sei gratificato da questo evento, per te è significativo: tanto più che questa rincorsa al centomila è scattata come uno sprint praticamente negli ultimi giorni, nelle ultime settimane, nell'ultimo mese.
Ci sono post che hanno attirato l'attenzione dopo esser rimasti più o meno fermi per anni; ce ne sono stati altri che hanno guadagnato l'interesse della lettura in maniera quasi immediata e con crescita fulminea. E che hanno portato alla quota 100M. Son tutti lì da vedere: sono comunque sempre, tutti, post che parlano - o provano a parlare - di comunicazione, di condivisione, di ascolto, di apertura, di scoperta di nuove visioni della realtà che noi siamo. Naturalmente, ce ne sono molti altri, che navigano carsici; o che suonano in sottofondo, come basso continuo. Tu stai provando a creare dei legami tra questi post, in modo che tutti quanti siano piccole frasi di un discorso più grande, che rappresenta il tuo tentativo personale e limitato di mettere insieme cose, idee, fatti, realtà, persone magari lontane, seguendo suggestioni - ma non solo: anche pensando, studiando; ma anche riflettendo sulle esperienze concrete: dai presidi al turno in canile. 

Se questi legami che vuoi creare, se questi percorsi che vuoi incrociare, se queste rotte che speri di intersecare mentre le stai tracciando, avranno fortuna e radicheranno crescendo, sarà proprio grazie ai visitatori: a tutti quelli che faranno un salto qui; a quelli che leggeranno; a quelli che commenteranno; a quelli che si iscriveranno.

L'occasione dei 100M vuoi coglierla per provare a fare due cose, prossime venture, legate alla visitabilità del blog - dopo e oltre la pagina FB; al di là dei link preziosi e dei blog e delle pagine condivise (ce ne saranno ancora, ogni volta che si potrà).
Hai detto due cose? Venti cose, modi di scrivere post e di parlare di argomenti che ancora aspettano di apparire o di ritornare.
Ma le due cose a cui ti riferisci, speri, saranno viste come un regalo e un piacere per naviganti e visitatori.

Intanto, primo regalo, alcuni haiku, che tu scrivesti nel corso degli anni



CUCE AGO E SPAGO

CANAPA INDIANA ABBRACCIA
SCREPOLATURE


IN MEZZO AL SENTOR

DEL SOLE GERMOGLIATO

CHIUDERE GLI OCCHI


DI DOMENICA

MATTINO SOLEGGIATO

DA UN BEL SORRISO


SPICCHIO A COLORI

SBATTE LE ALI IN SILENZIO

TRA STELI FRESCHI



 
-->
ORA IL SOLE ENTRA

S’APPOGGIA ALLA TAVOLA

DI FOGLI INGOMBRA




 

lunedì 19 dicembre 2016

Nevicano baci?







FIOCCHI DI NEVE
SI SON POSATI A TERRA
BACI GELATI




GIA’ PASSI LESTI
AVANTI SULLA NEVE
VENTO TRA RAMI




LA PRIMA NEVE
SOFFIA IL GELO PUNGENTE
IL GIORNO BREVE






 SI SFARINA POI
CON LA BAVA DI VENTO
LA NEVE FRESCA









DAI DAMMI UN BACIO
NON FARE LA STUPIDA
SCENDE LA NEVE




CHE NEVE LIEVE
CHE SILENZIOSAMENTE
OGNUN RICOPRE




SCENDE LA NEVE
BIANCO SOVRAPPENSIERO
SULLE MIE AZIONI




ARIA DI NEVE
SI PARLANO GLI ALBERI
SEMPRE PIU NUDI






                                                  POVERO CRISTO
COI PIEDI NELLA NEVE
BISBIGLIA PIANO





FIATO DI GHIACCIO
RESPIRO NELLA NEVE
TERSO PENSIERO




NEGLI ORTI NEVE
IL RAMO DELLA FRUTTA
PAZIENTA AL SOLE




CORVI AFFAMATI
GRACCHIANO SULLA NEVE
NERISSIMISSI





lunedì 28 novembre 2016

Ragnatele, variazioni sul tema. Haiku





 
brillano al sole
le stoppie dei ragni
di umida seta


Setose onde
I ragni luccicano
Quando tramonta


Vento poggiato
Le lenzuola setose
Terra gibbosa


Neve di seta
Le ragnatele nuove
Novembre piove








lunedì 31 ottobre 2016

Alcuni haiku nebbiosi

foto di Patrizia Mezzogori


OMBRA S’ALLUNGA

LA NEBBIA NEI VICOLI

STILLA UMIDO




COLOR DI NEBBIE

SUI PORTI DELL’ANIMA

OCCHI MARRONI




SORPRENDE I PASSI

BEN PRIMA DELLA NOTTE

NEBBIA SOFFIATA



BIANCA POI GRIGIA

LA NEBBIA REPENTINA

NOTTE PRECOCE

 

NEBBIA TRASPORTA

VIE RAGGOMITOLATE
FUORI DAL REALE

 

LUCE FINESTRA

SMORZATA DLLA NEBBIA

MI RIPORTA TE



FANTASMI D’ARIA

DIFFUSE DITA NEBBIA

CITTA’ MAGICA

 

SOFFIA REFOLO

LA NEBBIA S’ARRAMPICA

ALLA FINESTRA




PROFUMO DENSO
DELLE GOCCE DI NEBBIA
RICORDI LUNGHI




giovedì 25 giugno 2015

Il canto dell'usignolo







  1. Ih, ih, ih, ih, ih! Var de vi? De var vi!
    Vi var de! Voj, oj, oj, oj, oj, oj!
    Titta, lullan, lull-lull-lull-lull-lull-var de vi?
    Ihih! Titta! lullan; den girar, arrrrrrrrrrr-itz!
    Lull-lull-lull-lull-lull-lull! Var de di? Titta!
    Sir'u, sir'u, sir'u, sir'u?
    Dadda! - Dadda! Sjatt, sjatt, sjatt, sjatt, sir'u, sir’u ?
    Nappen; napp, app, app, app, app, app!
    Vit, vit, vit, vit, vit, vit, sir'u lillan!
    Tut, tut, tut, tut, tut, tut, sat'n, sat'n, sa t'n si !
    Lip, lip, lip, lip, lip, lip, ih!
    Sa, sa, sa, na, na, na, sa, sa, sa, na!
    Ji, jih, guh, guh, guh, guh, gu'hjalp, dadda aitsch!

    (Il canto dell'usignolo, August Strindberg)



















    Grazie  Santa, del blog LA SANTA FURIOSA, faccio a mia volta questo 'regalo' a chi ama leggere di tanto in tanto i post di questo blog.
    Ne nasce una idea: cerchiamo, cercate insieme a me, per pubblicarle, le poesie, scritte da poeti nel corso dei secoli e lungo i continenti e i paesi, che come questa ci dicono la voce degli altri animali!
    Non è pensata, questa idea, come un esercizio di virtuosismo culturale erudito poetico, ma come una scoperta, da fare tutti insieme, delle voci degli animali. Chiaro è che chiounque, se lo desidera, può scrivere anche poesie sue proprie. !

lunedì 22 giugno 2015

Haiku animali (reboot)

Fonte: Pinterest . From : DeviantArt

Scrivo Haiku da molti anni...

Ho incontrato questa poesia molti anni fa, a sorpresa, in un romanzo di fantascienza molto particolare. Era "Le maree di Kithrup" , scritto da David Brin. Me lo ricordo come una specie di Impero colpisce ancora versione cartacea e molto più estremo e avveniristico. Se mai lo rileggerò (perché si trova ancora tra i miei libri), chissà quali impressio ne ricaverò. 
Per il momento, mi basta ricordarlo perché tra i suoi protagonisti c'erano i delfini, diventati piloti interstellari che insieme agli umani esplorano gli spazi galattici. Ebbene, questi delfini, parlavamo tra loro. E con gli umani, usando una lingua che nel libro viene chiamata delfinese trinario, ovvero, haiku. Trilli haiku per dichiarare le proprie emozioni, ma anche per comunicare veloci e scarni dati tecnici di astronavigazione. A bordo di una astronave che, me lo ricorderò sempre, "zoppica come un cane a tre zampe" (!) - vuoi dire che ho incontrato qui per la prima volta anche la disabilità animale?

Come poteva non essere affascinante l'haiku, che con così poche parole ha la forza profonda di esprimere così tanto? Il seme poetico era gettato e ben presto, sarebbe germinato. Non in primavera, ma in inverno - inverno di neve e della stagione, ma anche inverno del mio vivere.
Una cosa che fiorisce sotto la neve sia per lo meno da notare e considerare. Perché è la risposta impossibile a una domanda esigente: che cosa sono le cose che sto provando, qui è ora? Come posso tenerle con me?

Soltanto parecchio tempo dopo, e dopo moltissimi haiku, ho scoperto - leggendo la storia di questo stile poetico e dei poeti giapponesi che secoli fa lo elaborarono - che haiku è poesia leggera di viaggiatore, di mendicante, interiore se non anche esteriore. La biografia di poeti come Basho è scritta nei chilometri di strade polverose, di sandali consumati, di tettoie sotto la pioggia.
Queste poesie si distillano dalle moltitudini  di impressioni minimali minime di cose incontrare nelle stagioni di un circolo annuale. Haiku si folgora in istante e di un istante, per renderlo profondo nel ricordo di chi lo ha intuito immaginato e pensato.
Diciassette sillabe e tre versi, lungi da essere contenitore troppo stretto, sono base sicura e nitida per dare le ali alla creatività , una sfida alla propria poesia, che così deve sapere bene che cosa vuole dire, cosa intende significare, cosa desidera portare.  Ma si tratta di una sfida non violenta: è come una meditazione, il pensiero sgombro (mi piace una immagine: la tua mente sia attraversata dai pensieri come il cielo dalle nuvole ) che vede arrivare la forma della emozione giusta per potere desiderare di scriverla e regalarla al ricordo. Non siamo noi che cerchiamo la parola giusta, il ritmo giusto; sono il ritmo è la parola che ci trovano, ci muovono e ci parlano attraverso. Non è quasi come incontrare un altro individuo? Un altro da noi che però siamo noi. Dentro di noi, solo che non lo sappiamo, a meno che non ci concediamo il tempo e la pazienza per creare occasione di incontro.

E qui, allora, mi viene da pensare alla possibilità di haiku animali, di poesia per incontrare, per dar udibilità agli altri animali. Provo a spiegarmi.
Gli animali altri, sono già di per se stessi haijin (cioè poeti di haiku, in giapponese) perché ogni loro pensiero, azione, intenzione è diretta e immediata resa di uno stato intuito con tutti i propri sensi e coscienza. Noi, per contro, dobbiamo sforzarci per raggiungere questo tipo di stato esistenziale. E questo è un primo modo di pensare la poesia haiku animale.
In secondo luogo, molti poeti si pongono o si sono posti la questione di scrivere poesia come se la scrivessero gli animali, cercando di entrare nei loro modi di vedere il mondo, cercando, insomma, in auliche modo, di sbirciare il mondo affacciandosi dalla loro finestra invece che dalla nostra. Compito difficilissimo, che rasenta l'impossibile, prima di tutto perché il nostro corpo non è il loro è quindi certe sensazioni ci sono fisiologicamente precluse. Una ovvietà, si direbbe. Ma anche una barriera indiscutibile, che si può superare solamente gettando ponti verso gli altri animali (diciamo subito che 'loro', gli altri animali, i ponti ce li gettano in continuazione verso di noi, che ci atteggiamo a cittadella assediata invece che porto accogliente). La poesia (e l'arte) come ulteriore azione di presa di coscienza, di presa in carico e di presa in cura, di liberazione degli con gli è per gli altri animali? Anche questo, può essere un secondo modo di pensare la poesia haiku animale.
Il terzo modo, che avrebbe a che fare direi con l'aspetto compositivo, parte dagli strumenti degli haiku, di cui avrò modo di tornare a scrivere: i riferimenti alle stagioni, le parole segnale delle emozioni, le parole di sospensione e di cambio di prospettiva del punto di vista (il kigo, il kireji);  è ancora, i modi per conteggiare le sillabe, le regole poetiche per far incontrare vocali, consonanti.
Con questi strumenti, cosa racconto? Gli uccelli intravisti tra le foglie? Il gatto mimetizzato nella porta? Posso provare a raccontare le stesse cose con le parole che userebbero loro, altrimenti, con i loro suoni, i loro versi? E come? Usando onomatopee? Inventando parole apparentemente insensate? Mi piacerebbe, mi piacerà provarci. Forse, con l'aiuto dei delfini piloti stellari...

Tok!to.to.trrr.t.t.t.
Corteccia smorzata dal
Picchio pomeriggio
 
-1- continua
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