Visualizzazione post con etichetta mucca. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta mucca. Mostra tutti i post

venerdì 24 luglio 2020

La mucca, le sue scorribande e il drone che l'ha localizzata


Non più tardi di dieci giorni fa, questa immagine ha circolato in su e in giù per la rete. La storia quindi, ormai è nota: la mucca che è scappata è stata infine ritrovata e uccisa.
Resta quel che si può intravvedere tra le righe della foto  - e le parole 'strane' usate da chi ha descritto l'episodio tragico.


venerdì 10 luglio 2020

Il camion della mucca

La prima cosa che si può dire è che oggi i giocattoli per i bambini possono raggiungere dei livelli di sofisticatezza, precisione e dettaglio che noi, per quel che ricordi, non abbiamo mai avuto. I nostri camion e trattori eran più "l'idea" del camion o del trattore, suggerita, come un disegno abbozzato.  Si tratta probabilmente di risvegliare e smuovere due tipi diversi di fantasia e di immaginazione.



martedì 17 luglio 2018

Tori e mucche a Magnago... e cinghialini - Oasi - 5

il toro Willy Banzai, un autentico resistente - foto Silvia Molè
La sua storia è esemplare di quel che subiscono gi animali intrappolati negli ingranaggi zootecnici.

domenica 24 giugno 2018

...E la mucca saltò

And the Cow jumped - 2007, olio su tela



Jamie Wyeth è un pittore realista. Dipinge soprattutto coste, paesaggi e animali del Maine e della Pennsylvania.
Figlio e nipote d'arte, è cresciuto in Pennsylvania.


(grazie, Francesca)

mercoledì 22 febbraio 2017

La fattoria degli animali






Celestino e Celestina sono i due contadini di questa fattoria in 70 uscite, fresca fresca di edicola - anzi: appena munta! - dove i pupazzi degli animali son tutti belli tondi e curvy e dove tutto è finto, nel racconto di una fanta-fattoria dove gli animali vivono felici, sono protetti dal fattore, questo contadino con la salopette che si preoccupa se sono tristi - fanta fattoria che al più potrebbe ricordare una 'villa' di campagna - di quelle descritte da Benedetta Piazzesi - quando la zootecnia era sconosciuta o al massimo vedeva le sue prime albe, su stalle e campi che non sarebbero mai più stati gli stessi, dopo la sua irruzione - della zootecnia -  nel mondo dei contadini, degli allevatori e dei fattori (ce ne è traccia nei bei libri di James Herriot).

'A grande richiesta' (così dice lo strillo pubblicitario sul cartone del primo numero) quindi, tornano in edicola. 
Tu non ricordi di averli mai visti in edicola, tuttavia. Perciò, diamo una occhiata alle date nel colophon: il primo copyright è del 2010, una produzione francese, coi testi di una scrittrice per bambini: il target di questa società sono sempre i bambini, le storielle di animali saltano agli occhi, sembrerebbero la maggioranza. Il loro intento - se sono tutte come quelle nel primo fascicolo di questa fattoria (che scopri essere stata tradotta quindi dal francese, dove è uscita per la prima volta) - è quello di far 'conoscere' gli animali ai bambini. 
Ma: che idea ci facciamo degli animali, attraverso questi libri e questi disegni?

Perché la verità dei fatti è che questa fattoria è del tutto finta: una gigantesca post-verità, un dettagliato racconto controfattuale che cancella, nega e smentisce la fabbrica animale zootecnica. Di più, chiede, dandola per scontata, una prolungata sospensione dell'incredulità e una completa rinuncia al pensiero curioso e critico.

Ci sono due movimenti paralleli, che avvengono contemporaneamente e seguono due direzioni opposte di marcia: da una parte, l'allevamento zootecnico si allontana sempre più dalla vista degli umani, che così arrivano a dimenticarselo e si ritrovano i pezzi di animale de-animalizzati belli serviti nel bancone frigo del supermarket, a centinaia, anzi a migliaia - e questo per ognuno dei molti supermercati di ogni città o paese, piccolo, medio e grande -  spuntati come per magia, provenienti da un nonluogo che potrebbe anche non esistere; dall'altra, la trasformazione della narrazione degli animali 'da allevamento', che si delinea sempre più con figurazioni gradevoli, ammiccanti, fumettose, pupazzistiche, e il destinatario di questo sono i bambini. Bambini che hanno una naturale curiosità verso tutti gli animali, e che quindi  potrebbero restare spaventati dal collegamento reale tra mucca e bistecca - con tutto quello che c'è nel mezzo, un universo intero di mostruosa, insopportabile (s)oppressione e crudeltà. 
Barbara Balsamo scrive: "Il grande rimosso del nostro tempo. Gli allevamenti intensivi – i capannoni dove gli animali sono rinchiusi, fatti ingrassare, trattati con antibiotici per evitare che si ammalino, infine inviati alla macellazione – sono qualcosa che nessuno vuole vedere. Paradossalmente, mentre cresce il consumo di carne al livello globale, aumenta la distanza fisica e anche cognitiva tra noi esseri umani e gli animali di cui ci nutriamo".

Secondo Maria V. Anderson e Antonia J. Henderson, c'è una "sacralità" intorno alle narrazioni per bambini, dove gli animali sono quasi onnipresenti (cfr "La separazione concettuale di cibo e animali nell'infanzia", di Kate Stewart e Matthew Cole, su Liberazioni n°13, estate 2013) . Che cosa intendono con questa parola così particolare? Secondo te, la possibile risposta è poche righe più avanti, e ha a che fare col punto di vista del bambino. Cioè, i bambini sono in grado di capire che quel che avviene nel racconto - film, favola, libro -  è finzione, ma tuttavia non rinunciano volentieri alla fantasia: per loro è 'sacro', vitale, importantissimo, che questa emozione fondata sulla fantasia possa avere libertà di esprimersi, di essere vissuta, accolta e ascoltata. 
Il loro 'stupore curioso' verso gli altri animali è molto vulnerabile e di fatto viene vulnerato, nel momento in cui nelle storie che gli vengono raccontate, gli animali assumono caratteri umani e i soli animali coi quali vale la pena instaurare una relazione sono quelli da affezione, che sono 'umanizzati' e - nella realtà dei fatti - continuano a venire snaturalizzati e usati, sfruttati, sia pure a un livello più difficile da cogliere, perché appare come l'opposto dello sfruttamento, appare infatti come cura e affetto.
Il loro stupore viene vulnerato perché di fronte alla leggerezza obliante degli adulti, smarrisce la sua curiosità empatica e non riesce più a ritrovarla, sommersa, oppressa da tutte le narrazioni che raccontano una verità opposta, dove vige il dominio della insensibilità normale.
Qualunque altra storia che riguardi animali che non siano 'pet' deve passare per il setaccio di questa antropomorfizzazione, che avviene col passaggio intermedio per l'animale (per esempio il maialino Babe) da animale anonimo e da reddito ad animale affettivo, con un nome, un animale che tiene compagnia  - e che perciò diviene importante. Si tace e si nasconde del tutto la realtà crudele che vivono questi animali.

Digressione: in una intervista, la scrittrice Amelie Nothomb racconta di avere memoria di una "percezione folgorante del mondo a quell'età", cioè a due o tre anni. Per lei, la condizione dell'infanzia è fatta di libertà, forza e crudeltà. (cfr "Ma che noia il lieto fine", intervista fatta da Anais Ginori per Robinson ne La Repubblica, 19 febbraio 2017).  Che sono tre pilastri di ogni favola. Insomma, sempre secondo Nothomb, le favole di Perrault, Grimm, Andersen e Madame d'Aulnoy sono il "mezzo più diretto e indolore per la conoscenza del Male". "Non è mai troppo presto per scoprire quanto sia terribile la realtà intorno a noi. Leggere una favola è una delle rare occasioni di esplorare il male in prima persona".
Le favole si possono leggere anche da adulti, perché non hanno età e perché fanno vedere  "l'esistenza per come è, senza pietà, rendendo però questa verità accettabile. Nelle favole c'è sempre una distanza, una leggerezza".

Ecco, allora: secondo te, i raccontini nei volumetti di questa 'fattoria', NON sono favole: non lo sono, perché gli animali che vi sono presenti, non 'passano di grado', non diventano importanti e potenzialmente amici (anche se il linguaggio farebbe credere il contrario); e - soprattutto - non lo sono perché non raccontano la verità, non sono spietate, ma solo ipocrite - nel senso letterale: sono al di sotto delle spiegazioni autentiche, recitano - male -un copione di bugie.

Va da sé - uno -  che, pure quando dovesse passare il messaggio che l'animale è mio amico perché ha qualità che lo fanno sembrare simile a me e che me lo rendono avvicinabile e oggetto di cure e attenzioni, ti trovi di fronte a un messaggio del tutto antropocentrato, specista in maniera evidente.

Va da sé - due - che una favola vera sul destino degli animali da reddito, dovrebbe e potrebbe rendere accettabile la loro realtà nel senso non di darla per giusta o giustificabile, ma di metterla nella giusta prospettiva che dia gli strumenti all'ascoltatore bambino sia di rimanere fedele al proprio stupore favoloso - empatico verso gli animali, sia - allo stesso tempo e per conseguenza - di capire che quel che accade a questi maiali, mucche, agnelli, galline è sbagliato in maniera totale - e quindi di trarre delle proprie conclusioni, esattamente come lo spingono a fare tutte le altre favole.

Va da sé - tre - che, al momento, di favole così, non ne vedi tante in giro .

E allora, che tipo di mucca scopriamo in questo primo volumetto colorato? Una mucca che ci si presenta raccontandoci come è fatta: delle sue corna, che "non cadono mai" (e che perciò nella realtà vengono tagliate); delle orecchie grandi, degli occhi tondi, del 'muso' (non faccia, né viso: è pur sempre un animale, mantenga le distanze, lei non sa chi sono io), del mantello di pelo morbido, della coda mobile per scacciare gli insetti, degli zoccoli resistenti e - infine - delle mammelle, che sono 4 e sono piene di latte - che il contadino munge due volte al giorno "per raccogliere il mio latte prelibato". La mucca si chiama Emilia e con lei ci sono il 'forte e potente' toro e il vitello: il 'cucciolo' di toro e mucca, che beve il latte della mamma per diventare grande. Tutta questa catalogazione per dire al bambino 'chi è' la mucca, ci dice in realtà 'cosa è', dal punto di vista di un allevatore zootecnico del mondo reale. 

Come è la giornata di Emilia? Il contadino la porta sul prato a pascolare, insieme al vitellino, che appena nato beve il latte ma - dopo pochi giorni - 'recupera' le forze e riesce a stare in piedi da solo e senza aiuto (ed  è il momento quando, nella realtà, viene separato dalla mamma); infatti, il latte, che il fattore 'spreme' dalle mammelle, viene raccolto nel secchio, ed Emilia è tutta felice per questo. La stalla pare essere la casa del vitellino e della mucca, ed è piena di fragrante paglia.
Durante l'anno, ci dice Emilia, "il contadino si prende molta cura di me", in estate e in inverno.

Ad ascoltare Emilia, sembra che per lei e suo figlio la vita sia protetta, lei se ne può prendere cura, nutrirlo e coccolarlo. Ma... "non appena si mette in forza, il contadino gli fa bere il latte dal biberon perché vuole mungermi".  Per fortuna che ci sono i prati dove divertirsi in libertà con gli altri vitelli! (ma da dove viene il latte nel biberon? che bisogno c'è di dargli quello, se la mucca ha ancora tanto latte? e poi: sarà davvero latte?).

Ma ecco che - un po' come nella presentazione delle proprie 'parti' che la mucca ha fatto all'inizio - la realtà ci prova a farsi notare: la mucca ci dice che lei può 'produrre' dai 20 ai 30 litri di latte al giorno. Il contadino la munge mattino e sera, col secchiello sotto le sue mammelle. Si apre un box in azzurro, che ci avverte: quando le mucche da mungere sono tante, viene utilizzata una mungitrice elettrica, una macchina che aspira il latte dalle quattro mammelle contemporaneamente: "è un metodo molto rapido!" Tutto per il benessere delle mucche!
Ma non finisce qui: "ogni giorno un camion-cisterna viene alla fattoria a prendere il latte", che verrà raccolto, trattato e imbottigliato per essere venduto nei negozi. Una parte del latte va nei caseifici per produrre formaggi, yogurt, panna e burro.

Il toro, il 'papà' del vitello è forte e 'arrabbiato': allora il contadino lo porta in un campo dove può stare da solo e tranquillizzarsi.
Il bue è un maschio 'che non farà mai i piccoli', e aiuta il contadino nei lavori dei campi.

C'è la mandria, dove ogni mucca porta al collo una campana.
Ci sono le razze: il librettino ne mostra ben otto, con sufficienti dettagli per un bambino. Perché così tanta attenzione alle 'razze', è dovuto alla realtà zootecnica che ci fa 'bubu settete!'.

Il fascicolo si conclude con due storielle:
Emilia è triste e non ha più latte perché non può più vedere i fiori nel prato falciato. Allora il contadino gliene porta un 'bouquet'. Emilia ringrazia, perché è ghiotta e vanitosa e sa che il segreto della bontà del suo latte è nel profumo dei fiori di campo. Per ringraziare il galante contadino, quel giorno il latte è più bianco e vellutato del solito.

Lo zio Edoardo regala a suo nipote Luca una bella tazza che quando viene capovolta fa 'muuuuu'. Per fare una sorpresa alla sua amica Lea, che ha un gioco per pescare le rane, Luca capovolge la tazza all'improvviso, e tutti e due i bambini scoppiano a ridere. Continuano a giocare mentre fanno merenda col latte, allora la mamma, sentendo il sonoro 'muuuuu' che si ripete per scherzo chiede chi di loro due abbia mangiato una mucca.

In questo testo, il lapsus freudiano  ti sembra chiaro. Eppure, è tutto leggero, colorato, galante, frivolo, ludico: la pervasività della oggettificazione di ogni vita animale è di fronte a noi, ma è invisibile, è mimetizzata da queste parole superficiali.

PS
Oltre a questa fanta-fattoria, pensi che sia opportuno dire che sul sito della società editoriale francese. viene pubblicizzata anche un'altra pubblicazione, identica nella grafica e nell'aspetto dei disegni, che parla degli animali della foresta. In uno dei fascicoli (questi tradotti anche in tedesco), uno dei protagonisti è der jager = il cacciatore, che ci appare disegnato carino, sorridente, mentre mette il fieno nella mangiatoia posta in mezzo alla neve dei boschi, mentre il suo cane, un simil beagle, lo guarda felice; è una brava persona che si preoccupa dei poveri animali del bosco, che in inverno non troverebbero da mangiare se non provvedesse lui ricordandosi di portar loro fieno, sistemato sotto i tettucci di legno di queste graziose mangiatoie nel folto del bosco. Solo il fucilino, appeso alla spalla, ma che quasi non si nota, ci fa intuire quale sia la sua vera attività...







venerdì 20 febbraio 2015

NOmattatoio

Fonte: NOMattatoio. Le foto nel sito sono di Marco Cioffi e Andrea Cavalletti

Dopo due presidi (il primo il 20 dicembre 2014, il secondo il 31 gennaio 2015), a pochi giorni dal terzo presidio, 
sabato 28 febbraio 2015
sempre davanti al mattatoio di Roma, nasce il sito ufficiale NOmattatoio, di questa iniziativa di singoli attivisti.

Avrò l'occasione per riparlarne, molto presto.



Mattatoio: sostantivo, maschile - luogo in cui vengono macellati gli animali: mattatoio comunale.
Etimologia: deriva da 'mattare'

MATTATOIO . ABATTOIR. MATADEROS. SCHLACHTHAUS. MATADOUROS. SCLACHTERIJ. SLAUGHTERHOUSE. SLAGTESTED. TEURASTAMO. SLAKTERI. 

MACELLO. SCANNATOIO. AMMAZZATOIO.

giovedì 5 febbraio 2015

Occhi immensi nel vento - I vitelli di Ylenia




foto di Ylenia


di Ylenia Twist

LE MUCCHE DA LATTE E I VITELLI
(25 luglio 2009)

LE MUCCHE, IN ITALIANO VACCHE, DENOMINATE DA LATTE, ALTRO NON SONO CHE LE MADRI DEI POVERI VITELLI CHE SOLO IN POCHI RICONOSCONO E CONOSCONO.

ECCO, VI PRESENTO LA MUCCA DA LATTE, RIUSCITE A VEDERLA? E’ NASCOSTA MA SI VEDE, è INCASTRATA SI, perché NON SA DA CHE PARTE GUARDARE, SPAVENTATA A TESTA BASSA, CERCA DI SPINGERSI E TIRARSI ALL’INDIETRO, SE NE VUOLE ANDARE, NON VUOLE PIU’ RESTARE, SA CH’E' L’ULTIMA RIMASTA, SA CHE TRA POCO DIVENTERA’ MERCE A PEZZI SU UNO SCAFFALE, UNO SCAFFALE INTERO DI CUORI FATTI A PEZZI.

CERCA DI ANDARE, QUASI CADE E SCIVOLA, IN UN ATTIMO SOLLEVA TERRA E TERRA, FORSE PER NASCONDERSI? IN REALTA’ LA MUCCA SA’ CHE IL RUMORE ATTIRA L’’UOMO, QUELLA MUCCA ...CERCA SOLO DI SCAPPARE, SCAPPARE DA UN MONDO INGRATO E ASSASSINO CHE NON LE APPARTIENE.

LEI, COSI’ MADRE, COSI’ GRAZIA, COSI’ BUONA, DI QUEL BUONO VERO CHE SOLO IN POCHI SANNO APPREZZARE,


GUARDALA LA VEDI BENE ORA? QUASI SI STRAPPA LA BOCCA E IL MUSO PER VOLARE, VOLARE DOVE NON LO SA…MA DI CERTO..LONTANO DA QUA’..LONTANO DA ME, poiché LEI VEDE QUANTA SFORTUNA IO ABBIA AD ASSOMIGLIARE A TUTTI QUEGLI INFAMI PAZZI ASSASSINI CHE LA VOGLIONO VIOLARE..

IN FONDO DALLE TORTO, OGNI MARTEDI’ MATTINA POCO PRIMA DI PRANZO, DA ANNI RIVIVE LE STESSE SCENE, GLI STESSI PASSI IMPAVIDI DI UN UOMO, AVVICINARSI PER RUBARE PRIMA I SUOI FIGLI, POI LE SUE SORELLE ED ORA LEI..

E L’HAI SENTITA PIANGERE TUTTA LA NOTTE SCORSA? NO, NON ERA LA MASTITE, PREGAVA DIO DI AVERE LATTE, LITRI DI LATTE CHE L’UOMO TRASCINA ORA DALLE SUE MAMMELLE, ORA NELLA TINOZZA, POCO IMPORTA SE SPORCA DI SANGUE.

L’ASSASSINO TIRA E TIRA LITRI DI LATTE..PERCHè QUANCUNO COME TE TIRA E TIRA PER COMPRARE!!!


Che ne sai di quella mucca, quanti baci, quante giocate
Della sua vitalità, delgli amori trovati, le amicizie perdute
Non si fida più dell’amica, persino l’unica da lei a venire..
Guardala Accasciata a terra, quella mucca sembra voglia morire
E non perché sia pronta al mattatoio,
ma perché della vita ha visto solo un corridoio,
Un corridoio fatto del suo soffrire
Dove l’amore nasce e finisce per morire

Morire sempre per mano dell’uomo spietato infame che mi somiglia
Ma oggi Margy, ho deciso ti vendico, in fondo sono ancora tua figlia

Che come allora corre per i nostri campi bui
Ora libera, scappa Margy prima che arrivi lui

E non ti preoccupare adesso puoi scappare
Rimango io al tuo posto
Lo faccio ad ogni costo

E adesso cosa? Perché non vai?
Ti prego Margy qui sono guai

E adesso cosa? Mi vieni ad abbracciare?
Su forza Margy, te ne devi andare

Ok tesoro giochiamo ancora
In fondo è notte, nessuno lavora

Ahah la maglia lasciami che mi fai ridere
Che bello Margy saperti vivere!

E chi è quell’uomo che sta arrivando?
Non dirmi amore che ti sta cercando

Ora lo vedo è l’allevatore
Si è quel bastardo che non conosce amore

Allora Margy lo carichiamo
Zampate e schiaffi e dopo scappiamo

Aspetta mamma, ha una pistola
Un colpo al braccio, ti abbraccio e il sangue cola..

E no Bastardo, non lo dovevi fare
Potevi ferire Margy, fermati e non scappare!

Prenditi questo per tutti i vitelli che hai guardato negli occhi
Questo per i litri di sangue latte che ti succhi

E poi questo per tutte le mucche violentate
E quest’altro per tutte le vite massacrate

E adesso fermo legato inerme
Cosa si prova vecchio di un verme?
Se fossi un verme avresti molto più cuore
Perché tra i vermi non si decide chi muore

Non ti finisco
No non ancora
Adesso mi servi, decido io l’ora

Che dici Margy ci divertiamo?
Lo facciamo a pezzi e poi lo vendiamo?
Infondo per le mammine che tirano e tirano litri di latte
Ne sono sicura, dei fegati umani ne andranno ghiotte

E ancora che interrompe persino da incastrato
:- son scomodo e son stanco di starmene chinato-:

Vi prego dai scioglietemi giuro non scapperò Vi do la mia parola
Da domani cambierò

E via con le risate di quelle forti a non finire
Ma come può imparare se ci specula sul morire

E lui che si lamenta mi chiede se è essenziale
La mia risposta è che gli umani lo dovrebbero imparare! TRISKAL


foto di Ylenia


OCCHI IMMENSI NEL VENTO
(10 aprile 2012 )

Ho fatto un sogno assurdo e mi sènto morire, era tutto nitido, l'insegna bordeaux macell...la via, il civico, il locale...il banco, i clienti e quèsta tipa sporca di dietro, che cercava anche una raffinatezza oh.. com'era cortese col cliente..
il cliènte che chiedeva qualche fetta di vitello..così, da dietro il vetro, prendeva a spintoni il cucciolo che stanco scendeva, saltellava le faceva le coccole, le feste, le faceva l'amore, tutto... e lèi ordinava di accucciarsi così, affettava lembi di pelle e pèzzi della sua carne nella sua carne,

il piccolo, infastidito e dolènte, che invece guardava con occhi di rassegno e ubbidienza, così, ritornava al suo posto, ancora più stanco e dolente, nella speranza di essere visto per quello che era,

non importava una coppa o medaglia , franchezza, dal sospiro arguto, importava solo essere riconosciuto,
o forse abbracciato, senza dubbio amato..

ed io che a testa scossa urlavo e piangèvo,
muta come i suoi occhi, i più grandi al mondo che potessero parlare,
nelle sue ferite le mie ginocchie spoglie ,

calici e rivali,
nudi di zoccoli o stivali,
così piangemmo, piangemmo per molto,
perchè non rinasce un pezzo d'anima tolto,
e noi gridammo ma non ci sentìì nèssuno,
ognuno nascosto dentro una testa di fumo,
e ridevano, si stringevano mani,
per un etto corroso da questi sporchi umani,
i soldi che frusciavano, flash di mammme che cercavano,
impazzite dalle gabbie spoglie, di chi ruba la vita , ma l'amore non lo togliè,..

indelebile come nello sguardo di chi ha vissuto,
il bimbo capisce ora di essere riconosciuto,
ed io che immagino quel sangue impregno sulla carta straccia,
corroso tra giugola, nel naso su per la faccia,
di chi mastica o beve, la sua vita breve..

e ORA MI GUARDA, MI SORRIDe DA SPeNTO,
CUCCIOLO DI MUCCA,
OCCHI IMMeNSI NeL VeNTO..

ed io alzo il capo e prendo colore,
le dico signora ma non sente dolore?,
e lei mi risponde ma taci villana,
sei proprio ingenua la sua vita è vana,
tanto non urla e non prova dolore,
è qui pèr servire fino a quando muore..

ed io alzo la voce e lo grido a tutti,
avete i cuori affogati dai lutti,
comè fate a non sentire, come fate a non vedere..
c'è un vitèllino che trema e che rantola preghière,

lo vedete adèsso? mi sta guardando,
io cado ai suoi occhi, voi ridete ingoiando,

gli dico tesoro ci abbracciamo azzittiti,
sono loro chè sono impazziti, 
eppure due orecchie e un cuore lo hanno,
sospiro più forte dentro ogni tuo affanno,
ora mi segui e mi vieni a leccare,
ferite che nel tempo fanno ancora male,
vedi Dugly, Fiona e tutti i fratèlli,
sono un criminale se apro i cancelli,

se tolgo quell'asta e lo faccio cadere,
se vengo e ti amo di carezze vere,
se ti mèdico lenta, le costole scarnite,
se ti lascio correre pèr valli infinite...

ho sognato mura nere, un mare di catene,
secchi vuoti, corni svuoti,
bimbi che non riuscivano a correre ma solo a cadere,
madri stanche di quèsto sporco mestière,
formaggi e grigliate nelle pance altrui, 
e poi..poi ho visto LUI...

non so se fosse un sogno, o pare troppo irrèale,
ma di vèro c'è che tutto è reale,
lasciate cadere coltelli e cancelli,
aprite e guardate quanto sono belli,

zittite e sentite le loro voci nel vuoto,
vivete dolce la viscera e scattate una foto,
portatela ovunque portiate voi...

intenda chi legge,
fa quèllo che puoi. 

ed io che trista lacrimo sui loro musi vividi,
scatenate catene e portatevi i lividi.
oppure può essere rimanga incastrato
come il serbatoio di un cuore spezzato,

ognuno decide sè crimina o meno,
o che sognate ma nel mentre io tremo...

non sono parole cadute come pioggia,
ma scolpite e scalfite nel cuore come roccia.

Ho sognato un mondo che non ci appartiene..e poi una rivolta di musi e catene.

Ho sognato corse, affanni, e canti innocenti.
chiunque di voi abbia sentimènti....

che faccia qualunque, qualunque cosa possa.

ma accarezzalo lento,contro ogni scossa.

accarezzalo lento, contro ogni scossa..

ACCAReZZALO LeNTO ..CONTRO OGNI SCOSSA



 Ylenia è una animalista molto attiva e molto coraggiosa. Ha fatto quello che bisogna fare se davvero si vuole conoscere e agire, è andata a vedere di persona. A vedere la realtà vera e cruda, di violenza nascosta dietro l'industria casearia, ed è tornata per raccontarla. Perciò pubblico , su sua gentile concessione, una parte dei suoi post. Solo una parte, tra le più poetiche. 
Le parole di Ylenia sono il sentimento e l'azione prima di ogni riflessione, prima di ogni razionalizzazione. Ma non sono parole sprovvedute, né ingenue: la loro consapevolezza deriva tutta dall'esperienza diretta, e perciò sono così dirette e forti e piene di passione.

Ylenia ha intenzione di fare una conferenza su questa sua espreienza, dunque tornerò a parlarne di sicuro, e  ci saranno altre occasioni per poterla leggere.
GRAZIE, YLENIA

venerdì 5 dicembre 2014

La mucca volante

Copertina

Paolo Di Paolo - proprio come un personaggio della Freccia Azzurra di Gianni Rodari - è un giovane e fresco scrittore annata 1983.
Questo è il suo primo libro per bambini.
Lui ci racconta: "E insomma una mattina ero corso a casa e mangiandomi le parole avevo raccontato a mia nonna di una mucca immobile con la pancia molto gonfia, arenata su un prato davanti alla scuola (era una scuola di campagna, sì). La mattina dopo, la mucca non c'era più Bastava fare due più due per capire che da qualche parte era volata. o forse l'avevano nascosta?"

Fa tenerezza l'ultima domanda: la fantasia senza cattiveria di un bambino, che non pensa mai a cose come dolore o morte o violenza; la mucca, forse - più che volata via -  era stata seppellita.
Anchemio avevo pensieri simili, da bambino, immaginavo sempre che non ci fosse qualcosa di brutto, dietro agli animali negli zoo, o nei laboratori, o nei canili ... che, insomma, qualche cosa di bene capitasse anche a loro, dopo tutti i patimenti che subivano.

"Il libro che avete fra le mani avrei dovuto scriverlo un po' di anni fa. Poi (...)  mi sono distratto (...) ho scritto altro, inseguendo un sogno di scrittore che come tutti i sogni è bello quando è ancora un sogno. (...) Poi (...) come ogni cosa adulta - è anche un po' meno magica rispetto alle nostre attese di bambini. Proprio mentre combattevo con questo pensiero e con la delusione di essere diventato un adulto circondato da adulti - cosa da cui bisognerebbe ogni tanto disintossicarsi - , ho deciso di rimettere a fuoco un posto lontano. Così (...) ho capito che avevo rinviato un appuntamento molto importante (...) quello con la mucca volante. Ovvero con il primo bagliore della mia stessa fantasia."

Gli animali - gli altranimali - accendono sempre la fantasia dei bambini umani - e quando non accade è perché c'è qualche cosa che si è interrotto, per quel che riguarda la loro presenza nel mondo.
Poi questi bagliori, questi lampi, vengono fatti diradare, o vengono spenti; poi, alcune delle luci che accendono vengono coperte e velate, forse per sempre, negate (quelle sugli animali 'da mangiare' o 'da divertirsi', per esempio); altre, vengono un poco ridimensionate, banalizzate (quelle sugli animali 'da compagnia') - in fondo, "sono solo animali".

Però, questi bagliori sono vividi e fortissimi. E possono riflettersi nei meandri delle consapevolezze dei bambini, fin nel profondo, e rimanere presenti, e continuare a suggestionare; fino a tornare a risplendere, presto o tardi, quando il bambino è diventato adulto e sente prepotente il bisogno di disintossicarsi da tutta questa asfittica adultità-adultitudine. 
E così che si scrivono racconti; che si pensano idee nuove verso gli altranimali; che si immaginano e poi si fanno azioni nuove e amichevoli per loro e con loro; e così che si pensa un mondo nuovo, un futuro differente, s-prigionato da questo presente in bilico sul baratro.

"... tutto può tornare, finché restiamo...".


La Mucca Volante
Paolo Di Paolo
Bompiani AsSaggi
2014
89 pagine
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...