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venerdì 15 febbraio 2019

I venerdì per il futuro (qui nell'urgente presente)

a Helsinki, 10000 persone


La nostra civiltà e la biosfera stanno per essere sacrificate per continuare a garantire a un piccolissimo numero di persone di accumulare enormi quantità di denaro e vivere nel lusso” e "... avete paura di diventare impopolari...".

Sono alcune delle parole del discorso di Greta Thunberg, teen ager svedese, impegnata negli scioperi del venerdì dal 20 agosto 2018: con cartelli e slogan, davanti al Parlamento svedese. Da sola, all'inizio. Adesso, con sempre più gente che la affianca. E non solo in Svezia.

mercoledì 19 dicembre 2018

Memento Katowice: Greta Thunberg

"... avete paura di diventare impopolari..."


Greta Thunberg - oggi ha 15 anni -  sarà - se non lo è già - un personaggio storico simbolico nel nostro futuro, prossimo e remoto. Se sarà un futuro devastato - nel quale Greta sarà vista come una profetessa inascoltata, una martire climatica - oppure un futuro - per lo meno - rimediato  - nel quale Greta sarà celebrata come una eroina e la prima guida del cambiamento - è una questione che ci stiamo già giocando, che abbiamo in effetti già iniziato a giocarci, finora senza consapevolezza. 
 


sabato 8 dicembre 2018

Il Progetto Valderrodas Aldea: Eleonora e Natan

il bosco,  Eleonora Vecchi e Natan Feltrin - Valderrodas

Mettersi alla prova... intraprendere percorsi che ci danno l'occasione per testare alla prova dei fatti le noste idee, i nostri pensieri, le nostre teorie, le nostre filosofie.
Natan Feltrin ha deciso di fronteggiare le sue idee - le trovate in un libro: elaborazioni molto personali sul tema incandescente della over-popolazione di homo sapiens sulla Terra - mettendosi in viaggio e a lavorare - letteralmente - sul campo. Non è da solo in questa impresa.

mercoledì 20 giugno 2018

Umani Troppi Umani

supervillain malthusiano
(da una idea di Pellegrino Dormiente, opera di Niki Winston, per il libro di Andrea Natan Feltrin)

L'estinzione della specie Homo (una specie ancora giovane, ma anche troppo precoce, per qualcuno) è al giorno di oggi (e forse non solo...) una sorta di fascinoso mito-religione della fine, del trapasso - contrapposto e speculare al mito delle origini, al mito cosmogonico -  (si potrà parlare di estinzionismo?). 
Tralasciando il sottile brivido che i catastrophic movies regalano agli spettatori, che vedono l'umanità (sempre e solo l'umanità... e gli altri animali che abitano il pianeta?) sconfitta da glaciazioni, meteoriti, epidemie e molto altro, ci sono dei libri che si occupano dell'argomento (i testi di Alan Weisman) e ci sono dei documentari
Tra l'altro, anche l'etimologia della parola 'catastrofe' è interessante, ché il capovolgimento può non essere annichilente del tutto e  -si sa - quel che il bruco chiama fine della vita, il modo chiama farfalla. Il tutto con un retrogusto - almeno oggi - di 'nemesi-latria', con propositi estinguisti.

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