Visualizzazione post con etichetta soccorso. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta soccorso. Mostra tutti i post

giovedì 30 agosto 2018

Gli umani possono essere capaci di essere buoni



Questo è con ogni probabilità il tipico 'cane giallo di villaggio', come se ne trovano a milioni in tutto il mondo, tranne che in Europa: è un cane libero, che vive in famiglie composte da suoi simili e che non è obbligato al contatto con l'uomo. Ce ne sono anche in Italia, per la verità, specialmente nel sud del Paese. Li studiano persone come Michele Minunno e dietro di loro c'è tutto un mondo da scoprire e raccontare: quello bello, delle interazioni, delle sfumature emotive dei dialoghi tra cani, delle relazioni di amicizia, affetto amore tra di loro; quello brutto, delle ingerenze, insofferenze, invasioni, occupazioni umane, di lucro e di mafia sui corpi e a spese delle vite di questi cani; di traffici e di ricatti del cuore. 
Nota a margine: E però non fatevi illusioni:le situazioni raccapriccianti (come se ne vedono nel video qui sotto) accomunano, in Italia, sia i cani del sud che i cani del nord: tutti episodi di una stessa in- o sotto-cultura contro l'animale non umano, visto solo come oggetto, strumento, oppure pericolo, parassita

Questo cane però, trovato sulla pagina di Animal Aid, si chiama Buttons ed è stato salvato dagli eroici volontari e operatori di questa associazione. Si trova, quindi, in India.

A partire dal link dedicato a Buttons, chi ne ha voglia, può scoprire che cosa sia Animal Aid; così come chi proverà a googlare Michele Minunno, troverà molto materiale.

Queste parole vorrebbero essere la introduzione a un video 'Animal Aid', insieme con le riflessioni di Cinzia Barillaro...


domenica 23 aprile 2017

Nella curva del suo grembo, zaffate dolciastre

Lilla. dal blog di Cristiana2022


di PINCOCRI

Quando torno dall'aver accompagnato i piccoli a scuola, trovo mamma che già spignatta in cucina. I profumini che vi aleggiano son da leccarsi i baffi, ma so che prima dell'ora stabilita non mi concede mai niente. Mi consolo con una bevuta d'acqua fresca e poi me ne torno sull'aia, dove papà armeggia intorno al trattore.

Io sono addetto alla sicurezza, ma la scorsa notte, che  è trascorsa tranquilla senza impegnarmi in vasti giri di perlustrazione (ne ho fatto uno, giusto per scrupolo) mi ha lasciato fresco e riposato.

L'aria mite di maggio reca odori allettanti e vaghi fruscii, così decido di andare a bighellonare  un po' in giro.

Aggirata la masseria e raggiunto il boschetto, inizio il mio solito slalom fra i tronchi degli alberi e i cespugli, mettendo in fuga varie bestiole. Soltanto gli uccelli mi osservano con i loro occhietti impassibili,  tanto neanche il gatto li acchiappa lassù.

D'improvviso, quell'odore, forte e sinistro, mi attrae a una piccola ansa del rivo che scorre poco lontano e d'un tratto li vedo: una giovane madre rattrappita e immobile, ormai spenta e nella curva del suo grembo,  fra le vesti zuppe di un liquido scuro che emana zaffate dolciastre, il suo cucciolo appena nato.

Il corpicino nudo vibra e sussulta e quando appoggio il mio naso al suo sento l'alito caldo. L'istinto mi suggerisce subito cosa fare. Mi volto e corro, salto e corro verso chi tutto sa e tutto può fare, verso i miei dei. So che loro mi capiranno e allora abbaio e abbaio, a perdifiato...

C.M.



Questo testo fa parte della proposta QUISCRIVETEVOI
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...