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sabato 13 giugno 2020

Bird Watching: l'airone bianco sui sassi del Sesia



...l'altro giorno tu e i cani eravate sul Sesia, vicino a San Nazzaro Sesia. Si può raggiungere una piccola rientranza del fiume, dove l'acqua prende un aspetto di palude calma e verde scuro, su cui si adombrano alberi, erbe, tronchi; subito dopo, ci sono rientranze di acqua cheta, solo piccole ondulazioni. Qui, c'è una spiaggia di grandi sassi lisci e affioramenti sabbiosi, oltre a grossi cespugli che risultano dall'incomprensibile aggrovigliarsi e ammassarsi - forse nel tempo - di rami, alberi, terra, a formare isole di terriccio nel - o sul -  mare di sassi e sabbia. Ci si può bagnare nell'acqua freddissima ma bassa. Poco più in là, la corrente riprende a spumeggiare e prima di arrivare all'altra riva, il fiume si è già allargato, ha già ripreso a correre, ma non schiuma e riflette invece il verde profondo degli alberi. 

 Del tutti inatteso e all'improvviso è apparso l'airone, tutto bianco sui suoi trampoli a muoversi tra i sassi e l'acqua bassa quasi ferma. Assorto. Solo perché stava fermo a lungo, hai potuto fotografarlo con la tua macchina fotografica assolutamente inadatta...

sabato 14 marzo 2020

I canti degli uccelli



Tutti gli animali, umani compresi, comunicano e parlano tra loro. Coi loro linguaggi e voci, si trasmettono informazioni, ma anche e soprattutto emozioni, pensieri. 

venerdì 13 dicembre 2019

Come sfamare gli uccellini

una bella cinciarella


Inverno, ormai, piombato improvviso e rigido sulla pianura. Gli uccellini - e i topolini - sugli alberi (pochi) e nei campi, hanno fame.
C'è un modo, per chi vuole, di sfamarli.

giovedì 26 luglio 2018

Il groove nelle conversazioni animali






Gli articoli di etologia, li trovi interessanti - spesso sorprendenti - per via delle informazioni che possono dare, a proposito degli altri animali. Ancor più interessanti sono quando i risultati sono frutto di una ricerca per a quale non sono stati imprigionati o torturati animali - obbligati, per esempio, alla solitudine, o all'apprendimento coatto e doloroso di comportamenti assurdi dal punto di vista del loro etogramma e perciò del tutto alieni, incomprensibili.
Resta un fatto: che anche i migliori articoli soffrono di un difetto prospettico: il paragone antropocentrato tra le loro capacità e le nostre, per trovare dove e in cosa loro magari ci assomigliano, operazione che di fatto ci è utile per specchiarci nel nostro narcisismo. La domanda giusta, a tuo parere e per fortuna non solo tuo, dovrebbe essere: in che cosa e dove NOI assomigliamo a LORO? (Dal momento che, proprio per via della evoluzione, molti comportamenti che riscontriamo in noi - e parli di intelligenza, capacità empatiche, senso di giustizia, amore romantico, amore filiale, cure materne, empatia, dolore per il lutto, ricordi, legami di amicizia, immaginazione e abilità nel risolvere problemi - sono apparsi e presenti prima in moltissimi di loro; e noi abbiamo avuto la fortuna di ereditarli nel nostro corredo di risorse genetiche e comportamentali).

venerdì 20 luglio 2018

Cronocromie musicali




Il primato incontestato in campo musicale non spetta agli umani, che sono forse i musicisti meno dotato del regno animale.
Si legge una frase simile nel capitolo 'Suono' scritto da Vincenzo Santarcangelo e presente nella antologia "A come animale - Voci per un bestiario dei sentimenti" (cura di Leonardo Caffo e Felice Cimatti), edita da Bompiani nel 2015.

Hai letto con estremo interesse e piacere questa antologia, e magari ci tornerai in futuro. Intanto, puoi sempre parlare dei contributi presi singolarmente - come in questo caso.

venerdì 13 luglio 2018

Bird Watching: Mezzogiorno di fuoco in garzaia, con penne e rami


Lungo il rettilineo che taglia in due le sterminate risaie, c'è ogni tanto una garzaia: un insieme di alberi, un piccolo bosco, lasciato in pace dagli umani, ma assediato da campi e manufatti. Qui trovano riposo, rifugio e ristoro moltissimi animali, è come una locanda per gli animali migratori. In teoria, trovano riparo anche dalla maniacale instancabile mania assassina dei cacciatori.

martedì 10 aprile 2018

Il nido dei colombi sotto al tetto


Le nostre tane, che chiamiamo case, sono aperte e porose, anche se ci illudiamo o convinciamo del contrario. Ecco, per esempio, un paio di tuoi coinquilini. Ti basta affacciarti per vederli. Alla sera, hai deciso di non accendere più le luci esterne, che sono proprio alla stessa altezza della loro casa e quindi immagini cbe li disturberebbe, durante la notte. Eccoveli


giovedì 5 aprile 2018

I fiori bianchi dell'albero di casa



Comparsi sui rami nello spazio di una notte, sono fioriti nel giro di di due giorni. Meno di una settimana fa: stanno già cadendo i primi grandi petali bianchi. Qualche raro insetto ronza in mezzo...

giovedì 1 marzo 2018

Neve primaverile



Il cielo è bassissimo e biancospesso: promette ancora neve. L'orizzonte campagnolo è indefinito e sembra ancora più distante, vasto. Cosa sono le ombre grigiazzurre che si vedono lontano? Alberi? Case? Illusioni?  Eppure, se ci avviciniamo a casa...



sabato 17 febbraio 2018

haiku in volo




applauso d'ali
quel stormo fragoroso
colombi preti
11022018 fuyu





lo ciciolare
per cince frenetiche
guardar non visti
14022018 fuyu



sui fitti rami
prudenti pettirossi
semi in regalo
17022018 fuyu



bianco pesante
il cielo freddo frena
voli piumati
17022018 fuyu

domenica 11 febbraio 2018

Il cardellino di Hokusai








Katsushika Hokusai Cardellino e ciliegio piangente, dalla serie “Piccoli fiori”, 1832 circa Silografia policroma, 25,1 x 18,2 cm Honolulu Museum of Art

venerdì 1 settembre 2017

Il Gardellino musicale



... e se l'osservare gli altranimali ci funzionasse come volano, come spinta, per diventare completamente umani (grazie alla nostra attitudine specifica alla imitazione)?




per esempio: gli umani hanno imparato a fare musica ascoltando il canto degli uccelli?


venerdì 16 dicembre 2016

Semi per uccellini selvatici



Anche se, almeno per il momento e almeno qui, non sta nevicando così tanto come in questa foto, il cielo sopra casa tua è bianco e basso e sembra proprio uno di quei cieli che promettono neve.
Fa freddo. Persino Lisa, Maika e Chicco , c'è voluto del bello per convincerli a uscire a fare almeno una passeggiata mattutina, e alzarsi dai giacigli morbidosi e caldi.
Così, e non è la prima volta che ci pensi, hai deciso nei giorni precedenti, di procurarti quelle palle di semi  che vendono proprio per gli uccelli selvatici, e le hai appese ai rami di uno degli alberi - pensando di straforo, che fossero anche i migliori addobbi natalizi di sempre. Un po' per quell'idea, a suo modo confusa, tra i tuoi pensieri a metà strada tra il cuore e la testa, che desideri fare di casa tua un posto accogliente non solo per umani, ma anche per quanti più animali sia possibile. Hai più o meno sempre provato a farlo, ti sei accorto che non è così difficile e quindi è una pratica che si può proseguire; e, proprio negli ultimi giorni, hai assaporato la gioia di questa attività.

Giò al mattino presto, a persiane ancora chiuse, ti capita ormai sempre di sentire i canti e le voci animatissime, eccitatissime, indaffaratissime di questi piccoli piumati che intendono passare l'inverno qui e non si involano per latitudini più soleggiate. Lo sai, il perché: sono sui rami dell'albero, a becchettare le sferette di semi, appese alle loro reticelle verdi. Sono cince, passeri, e altri che non conosci (usignoli, anche, forse?): per loro, oltre che al pericolo della minaccia mortale dei cacciatori criminali e violenti che sbandierano con arroganza il loro "amore per gli animali" a suon di piombo ed esplosioni spaventose, c'è anche l'insidia del freddo, delle corte ore di luce, dei luoghi sempre troppo pieni di umani e sempre più vuoti di cibo e ripari.
Queste loro voci raggiungono luoghi del tuo sentire che si allargano e gioiscono quando le sentono.

Ma è capitato di meglio, giusto due giorni fa.
Ecco cosa è accaduto.
Eri alla finestra e del tutto casualmente hai guardato fuori. Sentivi, è vero, i cinguettii. Allora, è stato quello il momento che il tuo occhio ha colto un frullar di ali e hai visto finalmente uno dei tuoi invisibili ospiti con le penne. Un uccellino piccolo piccolo, col capino scuro, la pancia chiara e le ali scure, ma di una tonalità differente da quella della testa, saltellava sui rami sottilissimi, come se fosse senza peso, tutto intorno alla sfera di semi.  Si era messo a un certo punto in posizione per lui ideale, credo. Sul limitare di un rametto sottilissimo, la schiena verso l'aria, e di fianco alla sfera, cinguettava e muoveva lo sguardo e il capo in giro, e poi - tictictic! - una beccata, una piluccata ai semini. Che leggerezza: il ramoscello non dondolava, la palla nemmeno oscillava e a un certo punto hai persino dubitato che li mangiasse davvero i semi, che magari non riuscisse a staccarli dal resto della sfera. Ma no - ragionando, ti sei convinto - ci riesce, altrimenti sarebbe già volato via. In effetti, è rimasto lì per un bel po' - non si è accorto che lo guardavi dalla finestra, immobile, respirando pianissimo, ma sorridendo tantissimo? - segno che la situazione gli era vantaggiosa e gradita. Poi, ha cambiato rametto, si è spostato dall'altro lato della palla e ha - tictictic! - becchettato ancora. Mentre piluccava, - CI-CI-CI! CI-CIU! - girava gli occhi e spostava la testolina in giro. Per vedere se tutto era tranquillo? Se non c'erano pericoli?. Per vedere se c'erano altri uccelli? Questo, tu non lo puoi sapere. Poi, a un certo punto, con un frulletto di alette, si è spostato su un ramo sospeso sopra alla palla, ha dato qualche altra piluccata. Poi, altra frullata, altro ramino, sempre più su, come facendo una specie di scala tra i ramoscelli sottili e flessibili della chioma spoglia dell'albero. Quando è arrivato sul ramo più alto e più sottile, si è guardato un poco in giro, poi - CI-CI-CI! - ha spiccato l'ultimo frullo ed è volato via, passando dal colmo del tetto al cielo.

giovedì 25 giugno 2015

Il canto dell'usignolo







  1. Ih, ih, ih, ih, ih! Var de vi? De var vi!
    Vi var de! Voj, oj, oj, oj, oj, oj!
    Titta, lullan, lull-lull-lull-lull-lull-var de vi?
    Ihih! Titta! lullan; den girar, arrrrrrrrrrr-itz!
    Lull-lull-lull-lull-lull-lull! Var de di? Titta!
    Sir'u, sir'u, sir'u, sir'u?
    Dadda! - Dadda! Sjatt, sjatt, sjatt, sjatt, sir'u, sir’u ?
    Nappen; napp, app, app, app, app, app!
    Vit, vit, vit, vit, vit, vit, sir'u lillan!
    Tut, tut, tut, tut, tut, tut, sat'n, sat'n, sa t'n si !
    Lip, lip, lip, lip, lip, lip, ih!
    Sa, sa, sa, na, na, na, sa, sa, sa, na!
    Ji, jih, guh, guh, guh, guh, gu'hjalp, dadda aitsch!

    (Il canto dell'usignolo, August Strindberg)



















    Grazie  Santa, del blog LA SANTA FURIOSA, faccio a mia volta questo 'regalo' a chi ama leggere di tanto in tanto i post di questo blog.
    Ne nasce una idea: cerchiamo, cercate insieme a me, per pubblicarle, le poesie, scritte da poeti nel corso dei secoli e lungo i continenti e i paesi, che come questa ci dicono la voce degli altri animali!
    Non è pensata, questa idea, come un esercizio di virtuosismo culturale erudito poetico, ma come una scoperta, da fare tutti insieme, delle voci degli animali. Chiaro è che chiounque, se lo desidera, può scrivere anche poesie sue proprie. !

martedì 16 dicembre 2014

Gli uccellini in inverno

Fonte: Rumore di Fusa

L'inverno sta arrivando, annunciato dai primi freddi da prendere sul serio - in questo scorcio di stagione tutto da decifrare per noi umani.
E se si tratta di freddi tutto sommato sopportabili per noi, sono già situazioni climatiche e stagionali problematiche per i selvatici e i sinantropi, cioè quegli animali che vivono - liberi - nelle pieghe delle nostre città, o ai bordi delle periferie.
Non dimentichiamoci di loro, prepariamogli accoglienza, e cibo, adatti a sopravvivere all'inverno.
L'ora per attrezzarsi è questa.

Fate conto che queste cose le abbiano scritte nella loro 'letterina a Babbo Natale".

Qualche consiglio lo trovate nei link che vi propongo, tutti di piacevole lettura:

Il Mondo in un Giardino

Il sito della Lipu di Milano

LifeGate

S.O.S Animali


Fonte: ImprontaUnika

Anche i link delle foto rimandano ad altri siti a tema, da leggere.

(In fondo, non è antispecismo anche questo?)
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