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sabato 15 giugno 2019

Little Steven, in affari col blues

FOTO DI CRISTINA CARRERA
Insieme a un grande amico, sempre solidale per i concerti e per la musica, siete andati a vedere il primo, a Milano, all'Alcatraz.

sabato 9 febbraio 2019

Sarà oggi il giorno?

una striscia dei Mutts


Inizi con una striscia a fumetti che avrebbe potuto anche essere un meme sulle adozioni consapevoli in canile - e che forse lo sarà comunque, in questo post che nasce un po' per tentativi di pensieri.

Da quando sei tornato dal tour di cure mediche offerto dagli scatti non richiesti in avanti del tuo cuore, hai la mente che vagola un po', senza far presa su nulla per davvero. 

mercoledì 29 marzo 2017

Qui scrivete voi... se volete!







Da qualche giorno ormai la fatidica 100M è alle tue spalle. Come una prima tappa per scalare una vetta; come una prima boa per prendere il largo: ha segnato un importante primo traguardo, ha segnato il punto della situazione e indirettamente ti ha messo nelle condizioni di poter capire un po' meglio le correnti sotterranee - e gli sgorgare spontanei e subitanei - che attraversano il blog e gli danno vita. 
Ti piacerebbe che questo blog diventasse sempre più aperto, sempre più corale.
Già ci sono molti post negli anni passati, che sono nati grazie al contributo speciale di altri individui - alcuni esempi potete trovarli QUI, o QUI, oppure QUI, o anche QUI, e QUI...e QUI... e QUI... e QUI - (forse hai ricordato tutti, ma per andar sul sicuro, prometti un futuro post dove elencare tutti i contributi passati fin qui).

Allora, probabilmente per i lettori ormai è chiaro, che cosa ti è venuto in mente: e questo post ne è la chiave, o meglio la soglia di ingresso. Come tutti i post, avrà di default la possibilità di inserire commenti. ed è lì che speri che trovi spazio chi vorrà raccontare una sua storia, che verrà trasformata in post - se l'autore sarà d'accordo, naturalmente.
Questo post, che per il momento si trova nella pagina a scorrimento, verrà messo in evidenza, con un link interno attraverso una immagine, in modo che possa rimanere sempre visibile e disponibile e - tu lo speri con tutto il cuore - visitato e usato come contenitore di storie, che diventeranno post per essere lette.

Che tipo di storie? Scritte come? 
Sulla forma, non poni vincoli: potranno essere disegni, foto, filmati (già immagini i problemi tecnici! ma non importa...); oppure: poesie, filastrocche; racconti; interviste, cronache, diari, recensioni, chiacchierate. L'unico limite, è la fantasia di chi scrive.

Che tipo di storie? Quali narrazioni? 
La Confidenza Lenta è nata dal desiderio di rompere un guscio e superare una barriera di solitudine -  e perché sentivi tante emergenze sgorgare dai tuoi pensieri ed emozioni, che sembravano volere proprio la forma-blog. Il blog, poi, si chiama come il verso di una poesia che avevi letto e che ti aveva impressionato - perché in quella fase della vita, stavi riprendendo confidenza con le emozioni - e forse anche col coraggio di esprimerle.  Le storie migliori - per te, per le tue esperienze personali - erano - e SONO - quelle dove gli altri animali - e alcuni umani un po' eccentrici - sono presenti, in tutti i modi possibili. Di più: solo queste sono le storie degne di questo nome: perché non possiamo essere qui senza gli altri animali; non possiamo dirci umani senza viverci come animali (perché lo siamo anche noi), nel senso più aperto, limpido, diretto e vivo che sia possibile - e insieme agli altri animali; perché questo viverci e sentirci animali deve finalmente ottenere il suo autentico significato liberatorio, gettando via le attribuzioni dispregiative antropocentriche che causano sofferenza da troppo tempo. E ancora il cammino è solo all'inizio, nonostante tutto. Comunque, è questo il primo regalo di cui parlavi. Sei un po' emozionato, a fare questa proposta: verrà interpretata nel modo che speri? Oppure potrà sembrare presuntuosa?  Comunque, come ogni post, come ogni cosa che hai scritto, è giunto il momento che prenda le distanze da te, e che cominci a camminare con le sue gambe.

Perciò, e qui finisci: se ne avete voglia, se avete qualcosa che desiderate narrare e condividere, che abbia le caratteristiche che hai presentato sopra, che sia familiare con queste sensazioni e con gli animali (storie che diano coraggio o che facciano commuovere, storie che regalino risate o che ci facciano conoscere altro, storie che diano speranza o che ci diano risorse per fare, storie che facciano arrabbiare e storie che ci diano motivi per agire, e altre storie ancora...), allora,
... 
questo minuscolo spazio vi aspetta con accoglienza e con interesse e con gioia curiosa, e con voglia di dialogo.

Chi lo desidera, può scrivere sia nei commenti, che inviare email a:
laconfidenzalenta@libero.it
oppure via messenger privato facebook a Giovanni Manizzi

mercoledì 13 gennaio 2016

Agostino

Grazie a un'Amica, ho adottato Agostino, asino che vive al Rifugio degli Asinelli vicino a Biella. Spero di conoscerlo presto di persona!

martedì 2 giugno 2015

Stella Cadente







Un anno senza Stella, sta per trascorrere. Il dolore non si molto mitigato, anche perché non è stato un anno facile.  Forse scriverò ancora qualcosa su di lei, nei prossimi giorni, perché i suoi anni insieme a me sono stati un dono profondo, e perché se molte cose sono cambiate e altre cambieranno - ma lei non potrò goderne - lo devo a lei. 

Qui sotto, riporto pari pari alcune delle pagine della Stellanovela, concepita come piccoli raccontini su un blog che parla di animali - e che è tuttora attivo, e molto utile - Felicità a portata di zampa, amici di Greta.  
Le ripropongono perché sono la fotografia in movimento dei miei primi anni con Stella, quelli passati insieme solo io e lei, a scoprire che cosa èl'epilessia, che cosa è la 'disabilità animale', e a volerci (con)vivere , e poi studiarci su, ragionarci, scriverci, magari, poco per volta.
Le ripropongo perché c'è una Stella giovane, piena di vita e dolcezza, che forse, con gli anni, la stanchezza, l'incompletezza mia, avevo smarrito, scolorendola un poco. Una mancanza verso di lei, che non potrà più trovare rimedio...


L’epilessia ti travolge il cervello e dimentichi chi sei e dove sei.
Forse, senti solo dolore e angoscia e non trovi parole abbastanza incisive per esprimere queste emozioni così sconvolgenti.
Stella è una cagnolina epilettica, ed è per questo che è stata lasciata sola, a cavarsela, ad arrangiarsi.
Stella e io ci conosciamo da solo poche settimane, non so ancora cosa significhi vederla alle prese con una crisi. Tutti mi dicono che è qualcosa che ti turba molto, perché puoi fare proprio molto poco per alleviare e aiutare. Non so come reagirò, ma di sicuro un cosa la so già, e me l’ha raccontata proprio Stella. La cosa che so è che è ingiusto e superficiale descrivere Stella con quell’unica parola, che in realtà dà solo il nome al suo problema.
Stella è tantissime altre cose, perché è un cane a tutto tondo, con un intero universo di emozioni, di pensieri, di curiosità, di atteggiamenti.
Per esempio, Stella è socievolissima con tutti – ma proprio tutti -  i cani che incontra, ed è affascinante e molto divertente vederla giocare con tanti compagni a quattro zampe, che lei coinvolge e affascina. È nata senza coda – ho imparato una nuova parola: anura, cioè, senza coda; come le rane e … come noi! – ma supplisce alla grande a questa ‘mancanza’, con tantissimi modi di comunicare.
Stella è serena e rasserenante, è molto attenta e fiduciosa, cerca subito di capire che cosa si chiede da lei, e una volta capito, ti accontenta subito!
Stella adora rotolarsi a pancia in su nell’erba, dove si strofina la schiena e si crogiola tra odori e calori di pura caninità.
Stella è rotondetta e golosissima, e piano piano stiamo imparando a mangiare meglio: il cibo come orologio della giornata e non solo come momento per riempire lo stomaco, quindi!
Stella ha un grande equilibrio, è bravissima ad adattarsi e a trovare il lato buono di ogni situazione, spero e faccio di tutto perché questa disponibilità e fiducia crescano in lei sempre più forti.
Insieme, scopriamo e riscopriamo tante cose: i parchi, gli altri cani, i gatti, le automobili, i negozi, i balconi, e proviamo a rendere piacevoli anche certe situazioni che magari possono creare preoccupazione, come il veterinario o il box di un rifugio canile.
Finora, devo dire, Stella se l’è cavata alla grande! Per il momento, nel suo cielo di pensieri, non ci sono nuvole – se non pensiamo all’unico nuvolone temporalesco che potrebbe tornare a farla stare male, con crisi improvvise. Si vede molto chiaramente questo, quando ti guarda: ha occhi calmi, sereni, fiduciosi, pazienti.
E allora, mi viene da pensare che forse potrà non avere mai più crisi. È una bella speranza da avere, per Stella, che si sta rivelando come un concentrato piccino, color meringa e rosso, di un’infinità di meravigliosi tratti di carattere e comportamenti  incantevoli. Stella ha due anni, ha un’intera vita canina da potersi godere e credo che sia sua intenzione approfittarne in pieno!




LA … STELLANOVELA
PROSEGUE LA CRONACHINA DELLA VITA CON STELLA ‘CADENTE’

Stella è una piccola bretonina di 2 anni. Anzi, ormai sono due anni e 8 mesi, ma delle signore non si dice mai la verà eta!
La dolcissima ‘Stella Cadente’ vive con  me ormai da 8 mesi, dal mese di maggio 2007, quando mi venne affidata dalla Lega del Cane di Vercelli. Stella soffre di epilessia, e la sua precedente famiglia non era più in grado di prendersene cura. Ma Stella, non doveva tornare più in canile! E così…
All’inizio, Stella doveva rimanere con me solo finché non si fosse trovata una famiglia nuova per lei. Ma questa famiglia non arrivava mai, mentre il tempo passava. Finché piano piano la bilancia ha smesso di pendere dall’incertezza di essere in grado di farcela, per cominciare a pendere dalla parte della sollecitudine e della cura. Senza voler fare del qualunquismo, e senza nulla togliere alle tante persone che amano sinceramente gli animali, è purtroppo vero che ci sono anche troppe persone che non sanno fare altro che procurare sofferenza a chi è indifeso e si fida: è il loro unico modo di sentirsi importanti, mentre sono solo meschini meritevoli di disprezzo. La mia paura era che Stella, per qualche caso imperscrutabile, potesse finire nelle mani di persone simili. E allora, ho cominciato a sentirmi all’altezza. Da quanto ho deciso di tenere Stella con me, tutti gli aspetti della mia vita hanno cominciato a illuminarsi.
Stella, dunque. Ci siamo scoperti a poco a poco nel corso dei mesi.
È molto dolce e affettuosissima. È paziente e serena e la sua fiducia negli esseri umani è totale.
Con gli altri cani e coi gatti è socievole, invita al gioco e gioca volentieri con tutti.
È molto tranquilla e sa adattarsi ad aspettare, l’importante è che ci sia un bastoncino da sgranocchiare per passare il tempo.
Solo con la sua presenza, Stella regala serenità.

Non bisogna perdersi d’animo di fronte al ‘problema’ di Stella, che soffre di crisi epilettiche e che, a causa delle sue confuse esperienze passate e frettolosi rapporti con esseri umani distratti, non sa ancora bene del tutto la differenza tra “dentro” e “fuori” per quel che riguarda il fare i propri bisogni.

Stella deve seguire fedelmente la terapia che la preserva dalle crisi. Stella rimane tranquilla a casa da sola anche per tanto tempo, ma è tanto più felice se c’è qualcuno a tenerle compagnia.

Non va mai sgridata, né bisogna farle fretta: Stella è disponibile e ascolta sempre, cerca sempre di capire quel che si chiede a lei e quando non capisce, sembra chiedere scusa, perché si siede, guardandoci coi suoi aperti, leali occhi color ambra.
Come tutti i bretoni, si intimidisce se viene affrontata con modi rudi, se si alza la voce e a causa della paura va in confusione.

Invece, ama tantissimo correre per i prati e strofinare la schiena sui cespugli di menta selvatica e tra l’erba e i fiori di campo. Quest’estate siamo stati fortunati, abbiamo potuto frequentare i parchetti per cani di Novara, ma soprattutto i prati di Scopello, dove ci aspettava una bellissima casa in montagna.
Come procedendo in punta … di zampa, Stella ha preso pian piano confidenza con tante cose, e si è affezionata e legata a me. Non è che le siano passate paure e insicurezze, spesso Stella va in un mondo tutto suo, anche quando non ha le crisi epilettiche.
A volte, si mette a seguire le persone, come se all’improvviso vedesse solo loro. Tuttavia, questa sua capacità di estraniarsi a volte la considero una fortuna: le permette di essere molto paziente e di ‘sopportare’ le situazioni che magari di primo acchito non capisce, per prenderne le misure e ‘scattare’ ricaricata di fiducia all’occasione successiva!

Sta anche affinando lati del carattere più intraprendenti … e questa per me è una soddisfazione piena di gioia. Per esempio: prende l’iniziativa e invita altri cani nuovi al gioco, saltandogli intorno: quando lo fa, si mette ad abbaiare in un modo molto insolito, ‘a mezza bocca’; i suoi sono abbai sottovoce! Oppure: zompa sul letto a farsi fare le coccole, pancia all’aria, zampe tese e dentini mordicchianti! Solo su invito, salta di slancio sul copriletto, rimane per qualche minuto, poi si alza, si scrolla e si ricapitombola sul pavimento. Dopo le prime volte, quando era timidissima ed emozionantissima, direi che ci ha preso gusto e adesso sembra che se lo aspetti.

Stella, poi, ha molti amici, sia cani che umani, e sta volentieri con tutti loro. A quanto pare, non si sente perduta se io sono assente, purché sia nelle buone mani di questi amici fidati.
E grazie a loro, gli episodi epilettici, appaiono meno terribili…



LA … STELLANOVELA - Da quando ho deciso di tenere Stella con me, tutti gli aspetti della mia vita hanno cominciato a illuminar

copertina Amicizei speciali 2LA … STELLANOVELA
PROSEGUE LA CRONACHINA
DELLA VITA CON STELLA ‘CADENTE’
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Da quando ho deciso di tenere Stella con me,
tutti gli aspetti della mia vita hanno cominciato a illuminarsi...
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Stella è una piccola bretonina di 2 anni. Anzi, ormai sono due anni e 8 mesi, ma delle signore non si dice mai la verà eta!
La dolcissima ‘Stella Cadente’ vive con  me ormai da 8 mesi, dal mese di maggio 2007, quando mi venne affidata dalla Lega del Cane di Vercelli. Stella soffre di epilessia, e la sua precedente famiglia non era più in grado di prendersene cura. Ma Stella, non doveva tornare più in canile! E così…
All’inizio, Stella doveva rimanere con me solo finché non si fosse trovata una famiglia nuova per lei. Ma questa famiglia non arrivava mai, mentre il tempo passava. Finché piano piano la bilancia ha smesso di pendere dall’incertezza di essere in grado di farcela, per cominciare a pendere dalla parte della sollecitudine e della cura. Senza voler fare del qualunquismo, e senza nulla togliere alle tante persone che amano sinceramente gli animali, è purtroppo vero che ci sono anche troppe persone che non sanno fare altro che procurare sofferenza a chi è indifeso e si fida: è il loro unico modo di sentirsi importanti, mentre sono solo meschini meritevoli di disprezzo. La mia paura era che Stella, per qualche caso imperscrutabile, potesse finire nelle mani di persone simili. E allora, ho cominciato a sentirmi all’altezza. Da quando ho deciso di tenere Stella con me, tutti gli aspetti della mia vita hanno cominciato a illuminarsi.
Stella, dunque. Ci siamo scoperti a poco a poco nel corso dei mesi.
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È molto dolce e affettuosissima. È paziente e serena e la sua fiducia negli esseri umani è totale.
Con gli altri cani e coi gatti è socievole, invita al gioco e gioca volentieri con tutti.
È molto tranquilla e sa adattarsi ad aspettare, l’importante è che ci sia un bastoncino da sgranocchiare per passare il tempo.
Solo con la sua presenza, Stella regala serenità.
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Non bisogna perdersi d’animo di fronte al ‘problema’ di Stella, che soffre di crisi epilettiche e che, a causa delle sue confuse esperienze passate e frettolosi rapporti con esseri umani distratti, non sa ancora bene del tutto la differenza tra “dentro” e “fuori” per quel che riguarda il fare i propri bisogni.
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Stella deve seguire fedelmente la terapia che la preserva dalle crisi. Stella rimane tranquilla a casa da sola anche per tanto tempo, ma è tanto più felice se c’è qualcuno a tenerle compagnia.
Non va mai sgridata, né bisogna farle fretta: Stella è disponibile e ascolta sempre, cerca sempre di capire quel che si chiede a lei e quando non capisce, sembra chiedere scusa, perché si siede, guardandoci coi suoi aperti, leali occhi color ambra.
Come tutti i bretoni, si intimidisce se viene affrontata con modi rudi, se si alza la voce e a causa della paura va in confusione.
 .
Invece, ama tantissimo correre per i prati e strofinare la schiena sui cespugli di menta selvatica e tra l’erba e i fiori di campo. Quest’estate siamo stati fortunati, abbiamo potuto frequentare i parchetti per cani di Novara, ma soprattutto i prati di Scopello, dove ci aspettava una bellissima casa in montagna.
Come procedendo in punta … di zampa, Stella ha preso pian piano confidenza con tante cose, e si è affezionata e legata a me. Non è che le siano passate paure e insicurezze, spesso Stella va in un mondo tutto suo, anche quando non ha le crisi epilettiche.
A volte, si mette a seguire le persone, come se all’improvviso vedesse solo loro. Tuttavia, questa sua capacità di estraniarsi a volte la considero una fortuna: le permette di essere molto paziente e di ‘sopportare’ le situazioni che magari di primo acchito non capisce, per prenderne le misure e ‘scattare’ ricaricata di fiducia all’occasione successiva!
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Sta anche affinando lati del carattere più intraprendenti … e questa per me è una soddisfazione piena di gioia. Per esempio: prende l’iniziativa e invita altri cani nuovi al gioco, saltandogli intorno: quando lo fa, si mette ad abbaiare in un modo molto insolito, ‘a mezza bocca’; i suoi sono abbai sottovoce! Oppure: zompa sul letto a farsi fare le coccole, pancia all’aria, zampe tese e dentini mordicchianti! Solo su invito, salta di slancio sul copriletto, rimane per qualche minuto, poi si alza, si scrolla e si ricapitombola sul pavimento. Dopo le prime volte, quando era timidissima ed emozionantissima, direi che ci ha preso gusto e adesso sembra che se lo aspetti.
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Stella, poi, ha molti amici, sia cani che umani, e sta volentieri con tutti loro. A quanto pare, non si sente perduta se io sono assente, purché sia nelle buone mani di questi amici fidati.
E grazie a loro, gli episodi epilettici, appaiono meno terribili…

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stella e penny
Stella e Penny







lunedì 1 giugno 2015

Casa dolce casa - 1

Posso iniziare a immaginare la mia casa anche da qui... Fonte: Psiche e Sogno

Cercare casa è un lavoro. S>i cerca - sto cercando - casas, perché sto provando a crearmi le condizioni per idee che ho in testa,leghate alla possibilità di accogliere animali, oltre che di averte di nuovo una base sicura per me -  e per quelli coin me - in modo da poter tornare inm quei luoghi come i rifugi e i santuari - o scoprirne di nuovi.

Ci sono molti tipi di case, e molti modi per abitarle o per viverci con altre persone.

Ho scperto che ci sono le tiny house - mini case grandi come roulotte ma pittoresche come rustici.

Ho scoperto le proposte dei cohousing - ce ne vorrebbero anche accoglienti per persone con gli animali, come me, e finora ho scovato solamente una proposta con queste caratteristiche, che però è ancora nella fase progettuale.

Ho scoperto che la casa si può anche scambiarla!

Queste, e molte altre idee (anche per quando uno la casa ce l'ha e vuole modi creativi per risparmiare, riciclare e arredare senza sprecare), mi sembrano - nel migliore dei casi - tentativi per controbattere le logiche solite della mercificazione, dove vale ed è visibile solamente l'autostrada iperveloce e a una sola direzione, quella del possesso esclusivo, chiuso, egoistico (la casa è mia e la tengo solo per me).

Bello sarà, per me, avere una casa aperta, con osptialità, accoglienza, e anche ingressi e interstizi, perché da accogliere non ci sono solo gli umanimali, ma anche gli altranimali, 
Per il momento, nutro i pensieri con l'immaginazione e le esplorazioni. 

PS
Si può anche andare nelle case altrui a custodirle mentre i suoi ahitanti abituali non ci sono, sono in viaggio, sono via. Lo sto sperimentando in questi giorni, e trovo che sia una cosa molto gratificante...

martedì 18 novembre 2014

... e per i prossimi 365 giorni?

Dal post Tre minuti per raccontare una veglia



(Ri) cominciamo con i propositi - ché i ricordi son fermi lì, e mi piacerebbe e mi piacerà parlarne con calma... con lentezza - chissà.

Sono i propositi per il secondo giro della Confidenza Lenta. Ma il primo proposito è quello che la foto spiega meglio di mille parole.

Quindi: la continua ricerca di modi miei E di altri per pensare, parlare, scrivere, vedere di altranimali, in tutti i modi possibili. Per modi nuovi di con-vivere con loro  -anche alla fine vita e dopo la morte - per i modi di rispettarli; contro i maltrattamenti, le crudeltà antropocentriche erette a sistema e industria - da mostrare e far conoscere e comprendere.
Per cui, spero che ci saranno più persone e più amici che vorranno e/o potranno postare filmati e loro pensieri e interventi e testimonianze e racconti - qualsiasi contributo.

In questo spirito, da questa prospettiva, che è vitale e irrinunciabile - e che spero sortirà prossimi e futuri discorsi - ecco anche che mi piacerebbe scrivere-leggere:

Haiku e poesiam (anche per immagini o suoni)
Di post in giro per l'Europa (l'ispirazione dalle statistiche degli accessi)
Di post di libri (ho un'intera biblioteca di libranimali in attesa...)
Di post di fumetti
Di post di film

Più post scritti da amici
PIù interviste fatte a e da amici

Più post di cronaca delle cose che vado a vedere o sentire (festival,  fiere, conferenze: e questa sarebbe o potrebbe essere una 'pericolosa' deriva giornalistica, ma si sa, quel che uno impara a fare, poi prova volentieri a rifarlo)

Le cose 'rubate' da face book (sono o possono o potrebbero o potranno essere spunti per continuare a ragiionare siul come raccontare e raccontarci e sul perché farlo - gli altranimali - e a chi farlo, questo racconto)

Altre cose vorrebbero qui e ora essere scritte - ma attenderanno il loro momento ...

lunedì 4 agosto 2014

Vecchi cani

La copertina del libro




VECCHI CANI

Questo libro è un piccolo scrigno di microstorie con ritratti: una galleria di disegni di cani anziani, di vecchi cani, quelli decrepiti, o meno decrepiti. In bilico tra canino e umano.
Perché in bilico? E perché con l’umano?
Perché il cane è in simbiosi con gli umani da … sempre. E perché il cane sembra essere ancora capace di superare la barriera tra specie che l’umano a un certo punto ha deciso di erigere – convinto di proteggersi e di innalzarsi, in realtà solamente auto-recludendosi, insieme ai suoi propri spettri e alla sua ubris.
Il cane, invece, si sbilancia, (pro) pende verso l’umano e buca la barriera.
Meno male: perché l’umano che capisce che questo ‘foro’ è la sua salvezza, il ritorno a una vita che ritorna a ricordarsi delle verità insite nell’esistenza, fatte di corpi e di vicinanza, di momenti e di scambi, ritrova l’accesso a una esistenza tanto più ricca di capacità emotive.

Questi cani anziani, raccontano ciascuno una vita intera, distillata ormai in grande pazienza, saggezza e capacità di comprensione.
I cani anziani sono una “razza” a se stante, perché conservano del cane l’aspetto esteriore  - oltre a qualche forma di piacere e passatempo, legata ai piaceri del sonno e alle sorprese dell’olfatto – e aggiungono dell’umano – del “loro” umano specialmente – molti tratti di personalità, idiosincrasie, sfumature, linguaggi – riveduti e corretti dalla sensibilità e intelligenza canina e resi deliziosamente ineffabili.

Questo piccolo libro è anche un libro di donne – donne che disegnano e donne che raccontano, donne che adottano e donne che osservano.
Un piccolo bigino sul rispetto, la dignità e l’amore. Ancora troppo spesso non riconosciuti – se continuano ad esserci cani che a 12, 15 18 (!) anni di età vengono abbandonati in canile, da parenti insensibili e spietati, dopo che l’umana compagna del cane è defunta e non può più proteggere.

Ultimo esempio di tendenza reificante: gli animali – i cani – che si tengono solo finché utili, o divertenti o non dispendiosi; che si comprano da cuccioli e in allevamento – per avere le garanzie del "prodotto". Mentre ogni cane è un individuo, che è capace sempre di conoscere e riconoscere, di essere curioso e affettuoso e di accettare la sfida di ricominciare, per condurre il proprio cammino fino alla fine.

Chi accoglie, o continua ad accogliere un cane anziano, ha la fortuna - secondo me - di condivdere spazi e tempi con un individuo davvero speciale. 


 VECCHI CANI
 GIOVANNA DURÌ
 Euro 12,00
pagine 64
formato16X12 
Nuages Edizioni

mercoledì 9 luglio 2014

STELLA

Stella, aprile 2014

giochiamo insieme

bianchi ringhi gentili

le vecchie foglie


 
mi siedo qui con
l'ombra che abbraccia fresca
sguardo di Stella


In questi due mesi, il buio informatico, durante il quale Stella - mio centro, mio equilibrio, mia scoperta, mia certezza, mia fiducia, mia serenità, mia sfida, mia gioia, mia fatica, mio sollievo ... mio amore, per 7 lunghi anni - è volata al di là del Ponte. Il 17 giugno 2014.
Ho scritto tantissimo, a mano, in questi mesi, per non smarrirmi e per non smarrirla. Il lutto ricerca tanto silenzio - lontano dalla tecnologia - per venire elaborato - e prima ancora affrontato . Per ora, scrivo solo questo. E i due haiku che me la ricordano.
 

mercoledì 5 marzo 2014

Oscar tra le nuvole

Oscar in Toscana nel aprile 2012, alle prese con le tartarughe.  (Oscar vola sul Ponte il 7 marzo 2013)




Lo spensierato
Dinoccolare zampe
Naso per naso


Con che passione
Dinoccolare zampe
Naso su naso


il ricordo di
una passeggiata mai
avuta al fiume


avuta sul fiume
una passeggiata mai
il ricordo di


refolo caro
m'accarezza orecchio
e poi non c'è più
 
Appassionato
dinoccolare zampe
naso con naso

Un anno passa e se ne va, e quando lo ripensi, ti riporta i ricordi dei momenti vissuti. Un anno fa, Oscar,  dolcissimo tenero spaesato vecchino, volavi sul Ponte. Hai vissuto insieme a me esattamente un anno e tre mesi, ma ti avevo conosciuto già nel luglio 2011, quando, anziano, eri stato finalmente portato via dal garage dove il tuo ex padrone ti deteneva da anni. 2012, dunque, l'anno di Oscar. Tu mi manchi ancora: mi mancano i tuoi grandissimi occhi un poco velati, il tuo trotterellare intrepido e svagato tra l'erba alta, il tuo bere avventuroso e selvaggio dalle pozzanghere o dai canali, il tuo acciambellarti vicinissimo alle 'tue' due cagnoline, per offrire e ricevere calore,  il tuo socchiudere gli occhi sotto le coperte mentre ti accarezzavo - e di questo gesto mi sembravi allo stesso tempo grato e sorpreso.  Mi manca il tuo alzarti dal letto per venire a cercarmi davanti al computer, assicurarti che io fossi sempre lì, per poi tornare più tranquillo a nanna insieme a Stella e Lisa: il mondo aveva finalmente preso forma e stabilità, e la notte e il buio erano finalmente popolati da presenze buone. A volte penso che sarebbe meraviglioso poter scoprire com'eri da giovane: cioè, il com'era di un cane anziano che vive con noi l'autunno o forse già l'inverno della sua vita. La delizia delicata dei tuoi atteggiamenti raccontava molto delle tue esperienze - e se ci si permette il tempo che occorre per osservarsi, queste vengono comunque a galla; ma chissà quando è comparso quel modo personalissimo di guardare, con la testa che fa quella piega così particolare...Queste sono le considerazioni degli umani, fatte così, a girar su se stesse, Oscar!
Ricordo il passeggio sulle mura di Lucca, dove ti sei rotolato trionfante in una puzzolentissima cacca; ricordo come abbaiavi ai cuccioli e poi traballavi; ricordo le tue orecchie attentissime quando - sempre in Toscana - scopristi l'esistenza delle tartarughe, dalle quali ti tenevi alla larga con prudenza, ma che osservavi con curiosità. Ricordo i primi tempi, quando girellavi in compagnia del tuo naso al parco, poi non mi trovavi e correvi alla rete ad abbaiare a intervalli, per chiamarmi, senza accorgerti che ero sempre con te, che non mi ero allontanato. I ricordi potrebbero andare avanti ancora tantissmo: per esempio, ecco che mi ricordo le gite, due, o forse tre, brevi, sul Lago Maggiore: adoravi l'acqua, e su una spiaggetta corresti giocoso verso l'acqua, entravi sempre fino alle ginocchia e mai oltre, e poi bevevi. Che sapore aveva l'acqua del lago? Poi, corresti tutto scomposto verso di noi, felice di vivere, felice di sentirti finalmente sicuro. Quel giorno, mancava molto meno di un mese alla tua Partenza, ma né tu né io lo sapevamo.



Oscar, a volte eri leggermente 'tra le nuvole', un poco svagato e brontolone verso gli altri cani; vivevi così ogni secondo della tua nuova vita. Non stavi a recriminare per il tuo passato di prigionia, non ti autocommiseravi, ma accoglievi con generosa ilarità tutte le cose nuove che la sorte ti aveva regalato: la famiglia, l'amore, la cura. Vivevi in pieno, ti tuffavi nell'acqua dei torrentelli per bere e rinfrescarti, oppure dormivi sdraiato naso contro naso, insieme alle tue due anziane amiche - una volta per ciascuna. Forse eri diventato freddoloso, così adoravi quando giocavo a farti su tutto intero in una copertina morbida: ci stavi rannicchiato a russare per ore, forse notti o pomeriggi interi! 

Sapevi che il tempo del rimpianto e del lamento sarebbe stato tempo sprecato, che era preferibile trascorrere le ore e i giorni assaporando ogni istante di occasione di vita. 


Che fortuna incontrarti e viverti, Oscar caro! Non poche volte i ricordi e le immagini di te mi hanno sorpreso nei momenti più inattesi, in questo anno. Ti ho promesso una cosa: " Che il dolore trascolori in nostalgia, che l'assenza ritorni presenza, in nuovi giorni, da vivere in nuovi modi, secondo una direzione che il cuore mi urge per ricordarti sempre, e che sto tentando anche nei gesti di tutti i giorni. Ogni giorno un po' di più".

martedì 18 febbraio 2014

Il film di Mr.Bruce

Fonte: http://www.mymovies.it/film/2013/springsteenandi/poster/


Ciascun concerto è unico, la sera di domani non conta: conta solo questa sera; e per ciascuno che è presente in questa sera, sarà una serata speciale da ricordare, sarà un concerto moltplicato per decinemila persone, tutte quelle presenti, che torneranno a casa con l'impressione che il boss e la sua band abbiano suonato soltanto per lui. Questo è quanto si porta a casa - ogni volta - ciascun fan di Springsteen: e qualcosa di simile è quanto mi sono portato a casa io, all'uscita dal cinema, a vedere questo documentario con lo spirito del concerto - un concerto in miniatura, dove i protagonisti non sono più solo i musicisti sul palco, ma le donne e gli uomini tra il pubblico, coi quali da sempre Bruce ha un rapporto speciale, ricco di sfumature e naturalmente evolutosi e trasformatosi nei decenni, ma sempre basato su forte spirito di fratellanza e sincerità e passione e redenzione. Il regista è Ballie Walsh che, insieme al produttore Ridley Scott, ha immaginato un'opera creata coi video personali dei fan, che davanti alla propria videocamera, e con creatività, umorismo ed emozione, raccontano l'episodio cruciale che li ha portati a incontrare, conoscere e amare Bruce e le sue canzoni, e come hanno cambiato o influenzato le loro vite - sempre, a quanto pare, nella direzione di uno slancio vitale, o coraggioso, o generoso - sia pure nelle piccole cose, dalle quali, è noto, le grandi cose crescono. Il materiale è stato raccolto on line, sul sito dedicato al documentario, e quindi rieditato e rimontato per dargli qualità filimica e narrativa. Il tutto, sul finire del 2012. Il film esce quindi a tempo di record, il ricordo delle ultime date italiane è ancora fresco e c'è da scommetterci che molti tra quelli che sono andati ai live, non si sono lasciati scappare l'occasione di rivivere qualcosa di simile a quelle emozioni. Il documentario stesso sembra un concerto: con la intro che avvisa che dopo i credits finali ci sarà mezz'ora di riprese di VERO concerto (a Londra, dove è salito sul palco anche un lunare Sir Paul McCartney); ogni racconto è come una folk song, carica di pathos, si ride e ci si può anche commuovere, perché l'effetto-Springsteen è proprio questo, di far sì che ciascuno si lasci trascinare dai propri sentimenti più profondi e sinceri, per esserne consapevole e rafforzato, quasi; ci sono anche filmati di inedite performance lungo più di 40 anni di concerti (!): illuminante il composit che sulle note di BORN TO RUN ci fa percorrere tutta la vita on stage del Boss e dei suoi compagni di musica: dalla rabbia magra della gioventù, passando per la solidità rock degli adulti, per arrivare agli abbracci emotivi e alle lunghe session in stile gospel del presente - un presente entusiasmante. Si vedono - negli anni - crescere e invecchiare (e anche morire, come si sa) musicisti e anche fan, che raccontano i cambiamenti della loro vita. Vien da pensare, che quella del Boss è una famiglia allargatissima e generosa, dove i figli e gli amici trovano sempre accoglienza e occasione di partecipare (come accade ai figli di Clemons e Federici), e dove un po' figli, o compagni, sono anche i blue collar e gli street men (e woman), che si raccontano a Bruce e a noi, che così possiamo raccontarci a noi stessi, col regalo di fratellanza che il Boss ci dà, con generosità e semplicità, quasi per caso, e prima che le luci si spengano, sul palco e in sala; per ritornare a casa, forse, un po' più felici di quando si era entrati -al cinema, o al concerto. 

Recensione uscita su MyMovies, martedì 23 luglio 2013

SCHEDA FILM
Springsteen and I
USA - 2013
regia di Baillie Walsh
Documentario - colore - durata 124 min. 

domenica 9 febbraio 2014

La Filastrocca di Ceto e Frufi

Ceto e Frufi a nanna, gennaio 2004

Aceto faceva di nome

Ma abbaiava fragrante come un pezzo di pane



Anche se a volte cadeva per terra

Lungo disteso come pasta di sfoglia



Tenace paziente lui barcollava

Poi con cautela dal pavimento lustrato

Pian piano Aceto lui si rialzava



Senza troppo pensare alla paura

Era il suo cuore che scivolava senza avvisare

Un po’ si fermava e Aceto per forza si riposava



---



Frou Frou il suo nome in sorte

Che abbaiava croccante come il panforte



Bianca farinosa senza posa ogni mattina

Si rannicchiava sulla sua copertina



Le zampe sue erano dispettose

Perché invece che correre veloci

Come rami le trovavi nodose

Giorno faceva e lei stesa restava



Erano dolori che la facevan guaire e tremare

Carezze e massaggi e Frou Frou pian pian si rincuorava



---



Vissero insieme felici e contenti

Nella casa del mugnaio del paese dei venti

Vecchi cani pelosi chi bianco e chi nero

Giocare o dormire per un mese intero



Vissero insieme felici e contenti

In mezzo ai prati verdi da annusare interi

Il naso di lei dietro al naso di lui senti

Odori a milioni tutti quanti veri



Poi venne il giorno che senza dir niente

Andarono altrove prima l’uno poi l’altra

Le zampe di lei dietro alle zampe di lui senti

Prima aceto poi Frou Frou

Un soffio discreto non ci sono più



Ceto e Frufi, maggio 2003



Non è vero ci sono ancora

Il mugnaio del paese dei venti s’addolora

Uva biancospina e nero mirtillo

Nell’angolo di prato un tenue solillo

Crescono piantati accanto a ciascuno

Un sasso di fiume da poter toccare

E per sempre sussurrare all’erba nel vento

Prima Aceto e poi Frou Frou nel cuore

Nemmeno un giorno dimenticati

Nemmeno un anno nemmeno cento

Nota: la filastrocca, scritta per ricordare Ceto e Frufi, irripetibili cani che mi hanno aperto le porte del fare aiuto volontario nei rifugi per cani - e da lì, tutto il resto che riguarda l'animale Giovanni con gli altri suoi simili -  è stata pubblicata sul libro antologia "Amicizie speciali 2"

domenica 12 gennaio 2014

I veterani della guerra psichica delle ostriche blu - e oltre...

fonte: Facebook from Internet, a disposizione per specificare l'autore

foto di

Vyacheslav Mishchenko


fonte: Facebook from Internet, a disposizione per specificare l'autore

Nei giorni scorsi, impossibilitato a scrivere, parlavo - scrivendo - tantissimo con altre blogger, e con persone sensibili al destino degli altri animali oltre che degli animali umani - o leggevo le note che scrivevano, trovandone tantissimi pensieri sui quali a mia volta riflettere.
Che la bomba esplosa tra le mani degli animalisti sia frutto di logiche strumentali e coercitive; e che non sia casuale: sembra ormai acclarato - per chiunque sia almeno un poco addentro i meccanismi della comunicazione di massa, della creazione del consenso, della contrapposizione di alterità artificiosamente costruite e contrapposte.
Queste sono le logiche di un autentico duello, e ci torneremo, per provare a disinnescarle - o almeno per togliere un'altra vitina al meccanismo.
Mi preme per prima cosa, invece, porre l'attenzione proprio sull'idea di alterità, intesa come separazione, come taglio, come scollamento (quindi qualcosa di opposto, per così dire, a quel che è invece la differenza, la diversità, la irriducibilità individuale, per quanto labile o effimera la si possa ritenere) e lo faccio con l'aiuto di una persona che scrive cose gentili e luminose, si chiama Francesca Fugazzi: "Se avessimo fin da subito evitato di produrre questa idea di scollamento tra noi uomini e tutto il resto, con tutte le sue implicazioni etiche, intellettuali e pratiche, oggi non ci troveremmo in questa catastrofica situazione dove l’uomo ha il predominio su tutto e il controllo su niente". Noi ammazziamo animali che neppure conosciamo, siamo i mandanti della loro uccisione, compiuta da umani altrettanto sconosciuti: "Una catena di anonimato che garantisce pance piene e coscienze silenti". Una catena che non si può spezzare usando solamente i discorsi che dovrebbero indurre all'empatia, all'amorevolezza, perché non tutti ne vengono toccati. Eppure sono discorsi fondamentali e irrinunciabili, e non bisogna smettere di farli, di ripeterli. Soprattutto alle nuove generazioni - e ci sono tanti modi per fare questi discorsi così indispensabili! "siamo disperatamente bisognosi di una generazione illuminata". Ma, ugualmente, "Non possiamo basare la nostra comunicazione su amore e pietà. E’ pericoloso, cammineremmo su un terreno sdrucciolevole.[...] dobbiamo renderci conto che l’amore e la pietà sono un plus, un bonus, soprattutto in un contesto dove l’amore è anche associato con la furia passionale che uccide (abbiamo le idee parecchio confuse su cosa siano l’amore e il rispetto)". Gli Altranimali, quindi  - e con loro la maggioranza degli umani - hanno bisogno di qualcosa di più solido di un amore che spesso si confonde con sentimenti e pulsioni per nulla altruistiche o empatiche: hanno bisogno del rispetto, rispetto del valore della loro individualità irriducibile. Perciò Francesca non si definisce animalista, che le sembra un termine troppo compromesso con un concetto disordinato di amore. Mentre invece, si sta parlando di etica e di rispetto, che prescrive di fare - o di non fare- delle cose, perché "l'alternativa non è percorribile". "Che l'animalismo sia un mezzo e non un fine. E che alla fine l'animalismo sparisca perché tutti sentiremo allo stesso modo". Mi piace il pensiero fresco di Francesca, che vedo consonare insieme a molte delle idee etiche in cui intravedo, dalla brevità della mia esperienza di esplorazione per conoscere, la vera chance per trovare le strade della trasformazione. "Ripuliamoci dalle etichette per creare menti ferme e chiare". 

fonte: Facebook from Internet, a disposizione per specificare l'autore

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Il duello della comunicazione, si diceva. Con Rita Ciatti, si ragionava di come si tratti di un duello affilato, senza esclusione di alcuna strategia. Eppure, man mano che riesco a riprendere a scrivere, mi pare che per fortuna, siano molti i filoni tematici a nostra disposizione, per controbattere a quello che, a ben vedere, è un discorso unico, monotematico - ancorché, reso forte dall'ampiezza di risorse, che permettono l'accesso a mezzi di comunicazione massmediatici popolari come la tivvù e i giornali quotidiani. Di conseguenza, possiamo avere a disposizione molti sentieri da percorrere, per raggiungere quante più persone possibili - cercando di contrapporre creatività e comunicazione interattiva e capillare al messaggio-unico-totale-livellante di chi segue esclusivamente la logica del 'possesso', dell'utile, del 'prezzo'. Alcuni di questi sentieri - il valore fondante dell'etica, la cogenza dell'epistemologia riorientata rispetto e oltre all'umano, ad esempio -  forse, si intravedono appresso a questo post, già nelle parafrasi e nei commenti personali ai pensieri di molti impegnati a dar seguito alle istanze animali; sono parafrasi che ho fatto perché in primo luogo sento l'esigenza di chiarire e confermare queste linee concettuali a me medesimo, per cominciare (prima di volare, occorre imparare a star saldi sulle proprie gambe). Sempre che io sia riuscito a svolgere un buon lavoro. Siamo noi, i "veterani delle guerre psichiche", cantati dai Blue Oyster Cult.  Cosa possiamo cantare a nostra volta?
fonte: Facebook from Internet, a disposizione per specificare l'autore

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"Io non ci sto a ballare al ritmo della loro musica (per loro intendo i pro-test e i media che gli vanno dietro), non ci sto a far passare in secondo piano le nostre valide argomentazioni per dare in pasto alla collettività un tifo da stadio di due fazioni contrapposte. Cerchiamo di non fare questo gioco. Se i pro-test sono arrivati a tanto, a usare le notizie sensazionalistiche, è perché evidentemente non hanno argomentazioni valide quanto le nostre, soprattutto sul piano etico. Teniamolo presente", così scrive Rita Ciatti, in una sua nota Fb. Se ne riporto uno stralcio, è perché la sottoscrivo in toto. E quante, e quanto valide siano le nostre argomentazioni, lo si può vedere anche in questi miei post. E anche perciò le ho riprese. Proprio la loro forza e la loro validità, è il motivo dell'attacco subito. I cittadini non devono accorgersi che gli 'animalisti' sono capaci di pensare, pongono domande fondamentali, propongono un'etica che è vitale anche per gli umani - gli Umanimali! I cittadini, devono vedere solo degli esaltati che odiano il genere umano e si battono per salvare maiali e topi, e urlano slogan violenti, e si vestono male, e mangiano strano, e hanno stranissime idee sui rapporti tra umani e tra umani e altri animali.
Noi dobbiamo - e possiamo - essere capaci di perforare questa spessa cortina di luoghi comuni in cui ci vogliono avvolgere. Possiamo - e dobbiamo - avere la consapevolezza di come ci facciamo conoscere, come se ci vedessimo dall'esterno - senza che ciò tolga un grammo alla nostra passione, al nostro dolore per le sofferenze inflitte agli altri animali, alla nostra ansia per loro. La nostra ansia urgente di fare qualcosa in loro aiuto deve guidarci nelle scelte di comunicazione - che è già azione - e di azione - quando è pratica, quando è attivismo, quando si configura come divulgazione, come racconto, come desiderio di empatia condiviso con i più ricettivi e sensibili - i bambini, come scrive Francesca.
Se i media mainstream non ci danno spazio, possiamo - e dobbiamo - usare altri media, altri canali, altri metodi.  Tra i tanti metodi - inventati per risvegliare le menti, per riaccendere le consapevolezze, per rincuorare l'empatia  - ho pensato alla musica. Musica come questa ninnananna

Esiste una musica 'animalista'? E può evolvere e arricchirsi di espressività ed espressioni? E quali messaggi - e come - può far arrivare?
Proverò a rispondere a questa domanda, ma intanto, sono convinto che tra le strade che noi possiamo usare, proprio la musica, l'arte, la poesia, intese come forme di comunicazione dirette e orientate all'empatia e alla condivisione, possono essere tra le più efficaci. Vanno a parlare direttamente alla mente e al cuore di chi ci sta davanti, lo interpellano in prima persona, gli fanno domande, lo accompagnano a scoprire e a prendere consapevolezza. Lo sollecitano e lo scuotono.  (- continua)


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