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sabato 19 ottobre 2019

MiVeg 2019: le idee passano dallo stomaco



... che poi, forse, è pure una idea che avevano anche certi filosofi presocratici - o i greci e i latini antichi in generale: avete presente i 'precordi' della medicina antica? In realtà, era immaginato come una sorta di membrana che avvolgeva il cuore, in corrispondenza del diaframma; la parola serviva per indicare complessivamente gli organi e le formazioni anatomiche della cavità toracica.

L'idea perdura tutt'oggi, con la descrizione dei 'tre cervelli': il cervello, il cuore e lo stomaco (il tratto digerente).

martedì 13 gennaio 2015

Lo Stregalbero



Lo Stregalbero è un veg -  ristorantino (diminutivo vezzeggiativo apprezzativo) che si trova a Novara. Aperto da pochi mesi, si sta piano piano caratterizzando molto bene nella città, specialmente perché, a mio avviso, non dimentica mai il risvolto etico -basilare - del che cosa significa essere vegani, oggi. Ne scrivo volentieri e con interesse, quindi, per ben due motivi. Il primo, che solo chi abita a Novara può scoprire, è che in questa città, le proposte che hanno un sia pur vago sentore di novità, rischiano l'etichettatura di stravaganze e perciò stesso da ignorare (troppa fatica, persino l'evitarle, sarebbe!|). Il secondo motivo, più sostanziale e slegato dalle caratteristiche di questo territorio, è proprio perché le persone che hanno avuto il coraggio di intraprendere un'attività già di per sé col suo carico di incognite, non si sono perse d'animo e non hanno dimenticato che veg è prima di tutto questione etica.
Questo è importante soprattutto oggi, periodo in cui il veganismo sta rischiando di venire inglobato e normalizzato dalla società, che lo metabolizza come moda, costume, abitudine, stile di vita salutista, ecc ecc. E gli animali? Boh, dimenticati, spariti, per l'ennesima volta, tanto per cambiare.

Non a caso le due titolari, Samuela e Ylenia, si presentano con queste parole sulla pagina web:
"due vite che vogliono vivere in un mondo popolato da tante altre vite che vogliono vivere."
I richiami al pensiero veg antispecista sono più che evidenti: ci sono la singolarità irriducibile di ogni individuo - che esplicita le sue caratteristiche in modo del tutto unico, assolutamente individuale e, per l'appunto, irriducibile a qualsiasi altra.
Come Leopardi, come Adorno, loro si oppongono al grigiore dell'uniformità funerea odierna, con la policromia vitalissima delle pluralità onnipresenti nella natura.

uno scorcio del locale


L'altra sera sono andato /tornato a cena da da Stregalbero, anche - ma non solo - perché c'era una speciale occasione: la cena benefica per il Progetto Miao-Fido ONLUS di Trecate (No).
L'associazione gestisce una Colonia "dove permettere ai gatti randagi della città di vivere in libertà e tranquillità, dove poterli seguire e curare" (come si legge sulla loro pagina web).
La serata si potrebbe considerare come un valido esempio di concreto atto di aiuto verso gli animali, di socializzazione tra umani, e di (ri)scoperta gastronomica. Perché - pensavo ieri, tra una penna tonnoveg e pannaveg e uno spezzatino con pomodori e piselli - chi ama la vita, non può non desiderare anche di mangiare bene. Il cibo, tutt'altro che oggetto banale, è anche veicolo di cultura; e se si comincia a far buona cultura a tavola, anche il mangiare diventa buono e fa bene mangiarlo.

mercoledì 10 dicembre 2014

Tradizionalmente Veg! - 1: il Panforte

Fonte: Tuscanycious

Breve brevissimo post pressoché natalizio. Anche questo un piccolo segno dei cambiamenti che spero di introdurre nel blog pianino pianino - in fedeltà al nome del blog!

I motivi di questo articolino sono molto pochi e molto semplici: il primo è dato dalla mia golosità; che mi ha spinto a cercare dolci per festeggiare nei canonici periodi festivi, senza dover 'derogare' a una volontà e un desiderio veg che non è integralismo sol perché vuol continuare a non mangiare animali mentre gusta qualcosa di buono nei particolari periodi dell'anno in cui più frequenti sono le festività, come - appunto - il periodo invernale, che culmina col Solstizio, al quale viene sovrapposto il Natale.  Ben prima che ci fossero pasticcerie o gastronomie veg, che propongono ognuno dei dolci della tradizione, ma rivisitati in chiave veg/cruelty free - quindi senza burro né uova - occorreva slalomare tra quel che offrivano i comuni supermercati. 
Così ho scoperto il panforte - non riporto alcuna marca commerciale, poiché la ricetta è di origini medievali, e già si chiamava così per via della molta presenza di spezie nell'impasto.
Il panforte, dunque, nasce vegano senza saperlo - un veganismo ante litteram, propriamente - nasce così perché la tradizione gastronomica della sua epoca aveva gusti e sapori diversi dai nostri. 
Quindi, il panforte è anche un revival dei tempi antichi, si potrebbe dire. 
Rimane comunque un dolce buono in sé e per sé, facile da trovare e buono da mangiare, sentendosi perfettamente natalizi. E questo a dimostrazione - ecco il secono motivo di questo post - che mangiare vegan non è per nulla difficile, né insapore. Anzi, può essere persino stimolante!

Qui sotto, un video per preparare il panforte in casa.
Viene specificata la presenza di un ingrediente animale - il miele - che si può agevolmente sostituire con malto di riso, o di orzo, o sciroppo di acero (un ingrediente di altre tradizioni gastronomiche, nulla di extraterrestre!)






La fonte del video è VegetariAMO

 
Sotto titolo: Vegano ante-litteram; sotto-sotto titolo: sono vegano e non lo sapevo!

mercoledì 27 agosto 2014

VEGANCH'IO 2014




Comunicato Stampa, ricevuto e pubblicato, ché alla fine magari un salto ce lo faccio pure io.

La nona edizione del VEGANch’io (www.veganchio.org) sta per cominciare! Come da qualche anno a questa parte, la festa si terrà a Vimercate (vicino a Milano e Monza) nell'area feste comunale di via degli Atleti e sarà organizzata dall'associazione Oltre la specie (www.oltrelaspecie.org) in collaborazione con il Vascello Vegano.

In ambito animalista VEGANch'io è un festival ormai molto conosciuto.

La festa è un momento di incontro tra attivisti, con cibo squisito, biologico e a prezzi ultrapopolari (piatto completo 10 euro) e anche un luogo in cui chi è incuriosito dalla questione animale può documentarsi, recuperare materiale e seguire incontri, dibattiti, workshop.

Le associazioni animaliste e antispeciste presenti con i loro stand, con il loro materiale di documentazione e i loro progetti, forniscono informazioni e possibilità di attivismo per chi vorrebbe occuparsi di animali, dare una mano, collaborare, e non sa dove e con chi cominciare.

Le conferenze e i workshop sono momenti importanti ed entusiasmanti di approfondimento. I dibattiti sono strutturati per fare emergere punti rilevanti di riflessione sui temi più "scottanti" del dibattito antispecista.

Oltre la specie, ponendosi in quel filone dell'animalismo cosiddetto "politico", da sempre è attenta alle relazioni esistenti tra sfruttamento animale e società del dominio. Ci preme approfondire la riflessione sulle connessioni che legano l'olocausto animale alle discriminazioni intraumane e alla violenza del sistema capitalistico che usa umani e non umani come strumenti e fonte di profitto.

Ci interessa sviluppare collaborazioni con altri movimenti e cercare di unire le lotte perché non si innalzi un muro insormontabile (spesso di vera e propria incomunicabilità) tra le lotte per la liberazione umana e le lotte per la liberazione animale. Sottolineare questo trait d'union è uno degli scopi dell’antispecismo contemporaneo se non vuole appiattirsi su istanze conservatrici, isolazioniste, destrorse e misantropiche.

La festa inizia con la conferenza del venerdì sera dedicata ad antispecismo e movimento queer. In occasione dell'uscita del libro MANIFESTO QUEER VEGAN di Simonsen, si tratteranno temi legati alle differenze di genere e al veganismo come protesta politica contro una società che tende a catalogare e normalizzare le differenze.

Il sabato mattina, dopo l'ottima colazione a base di cappuccini e dolci prelibati, e parallelamente alla lezione di yoga, un incontro con due nutrizionisti tenterà di sfatare le paure di chi vorrebbe evitare di mangiare prodotti di origine animale ma che teme di andare incontro a danni e carenze. Nel primo pomeriggio, in concomitanza con un corso di cucina per principianti e ad attività per bambini, si terrà un seminario sulle strategie che il movimento animalista dovrebbe iniziare a mettere in atto per risultare più incisivo. La conferenza del tardo pomeriggio riguarderà, invece, le relazioni tra cinema, letteratura e animali in occasione della presentazione, tenuta dai due autori, del libro PENNE E PELLICOLE.

La domenica mattina si inizierà ancora con lo yoga e con un workshop, tenuto da tre esperti, sul disagio animale e su come cercare di individuarlo e alleviarlo
Dopo pranzo magie per bambini, corso di cucina avanzato e workshop sulla convivenza tra le specie in un'ottica di attenzione alle relazioni di genere. La conferenza che chiuderà il festival verterà sull'analisi  di 5 situazioni con cui l'antispecismo più consapevole è in conflitto: pro-test, Federfauna, Compassion In World Farming, allevatori di visoni ed EXPO.

Se gli incontri e le conferenze sono il cuore della festa, il cibo ne costituisce il corpo. Cibo superbamente cucinato dal “Vascello Vegano” (gruppo di attivisti antispecisti romagnoli) e da molti altri volontari). Ogni giorno, ogni pasto, il menù cambia e chi volesse restare tutti e tre i giorni alla festa non mangerebbe mai le stesse cose. Al bar, sempre disponibili, gli ormai mitici panini e le crepes dolci e salate preparate dalla Pentola Vegana di Monza. Ovviamente ci saranno anche ottimi vini e ottima birra per accompagnare le pietanze.

Se volete fare qualcosa per gli animali, se siete curiosi di conoscere meglio il variegato mondo animalista, se volete approfondire alcuni nodi teorici riguardo alla questione animale, se siete ansiosi di capire come sia possibile vivere (e bene) danneggiando il meno possibile gli altri animali, allora vi aspettiamo al VEGANch’io dove chiunque sarà il benvenuto.


Trovate il programma completo sul sito www.veganchio.org.
Sempre sul sito è possibile vedere immagini delle precedenti edizioni e scaricare le riprese degli incontri dell’anno scorso.
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