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mercoledì 13 febbraio 2019

Sul latte versato




"...se prima ero da solo a versare il bianco latte..."



Questo latte, versato con violenza e disprezzo, ti arriva dritto in faccia, ti lascia fradicio: è un gesto osceno.


lunedì 26 marzo 2018

Come gli Agnellini a Pasqua





Quest'anno Pasqua è un pesce d'aprile. Mostruoso, crudele scherzo tirato a spese di migliaia di bambini, che non rideranno. Anzi. 


sabato 15 aprile 2017

Ho incontrato un agnellino






... è una piccola storia finora felice, anche se difficile, anche se nata grazie al coraggio e all'energia di una persona. La storia del tuo incontro, del tuo conoscere questo piccolo agnellino di cinque giorni.

Piccolo tesoro, protetto dal segreto e dalla soliderietà di alcuni umani -  tanti, per essere al mondo da meno di una settimana - che in soli cinque giorni hanno attraversato la sua vita, anche solo per poche ore, fino a che non è stato al sicuro, protetto e curato.

Tu sei una di quelle persone, che per poche ore hanno attraversato la sua vita.
Non dimenticherai mai il primo istante: lui era in una piccola cesta di vimini, proprio come un bambino salvato dalla piena (la piena degli eventi sanguinosi di questi giorni religiosi). Silenzioso e curioso, indebolito e amichevole, ha alzato lo sguardo e i vostri occhi si sono incrociati.
A quel punto - è stato quando hai iniziato a piangere. Non era un pianto di tristezza, o di disperazione;  non era un pianto perché pensavi ai macelli. 

Era piuttosto il pianto che può sgorgare dal profondo, come acqua sorgiva, rinfrescante e rinfrancante, dal profondo dell'anima, del cuore, delle emozioni e dei pensieri, quando si ha la fortuna di una epifania. Una epifania: lo spettacolo che ti appare all'improvviso, senza preavviso, della bellezza pura, limpida, inequivocabile. Gli occhi suoi dell'agnellino sono e sono stati belli, chiari e luminosi, quando ti hanno guardato e tu hai potuto scorgere la luce bambina della sua anima. Per questo motivo hai pianto - e hai riso insieme.  Hai percepito tutto insieme e in un unico grandioso istante, tutta la fortissima fragilità di questo bambino lanoso - tutto lui stesso, che solamente essendoci, semplicemente con la sua presenza, ti ha fatto vedere in un lampo damasceno tutta la poderosa volontà di respirare che la vita incarna in ogni singolo essere, in ogni singolo ente. Tutto in lui, in questo agnellino, hai trovato racchiuso, l'anelito irrefrenabile di un intero universo di vita, una autentica sineddoche di un pianeta ricolmo di vita, esuberante di vita.
Come in un big bang, da lì tutti i pensieri sono esplosi, espandendosi e riallacciandosi con tutto il contesto e tutta la realà che ci circonda e tutta la vita che ci compenetra. 
Sono arrivati i pensieri per gli altri agnelli, sono arrivati i pensieri di incredulità indignata e inorridita - per fare il lavoro di uccidere col coltello questi piccoli bambini, bisogna prima essersi aperti il torace per strapparsi il cuore;  sono arrivati i pensieri di cura e premura pratica e concreta: sospinti dalla realtà del momento contingente, con le sue necessità e i suoi obiettivi focalizzati interamente su questa piccola vita, i suoi piccoli respiri che a ogni costo bisogna(va) far continuare. E il tempo ha ripreso a scorrere, e sono riapparsi gli umani coraggiosi che hai (avuto) la fortuna di incontrare a tua volta, in una giornata che non dimenticherai mai più.

venerdì 7 aprile 2017

NOmattatoio Roma 29 - 8 aprile 2017, viale Palmiro Togliatti






a distanza ravvicinata, il 29esimo presidio in via Togliatti, dove funziona la macchina ammazzatrice del macello romano: perché sarà giorno di agnelli...

"...Ruth gli chiese: Ma tu lo sai cos'è il dolore?Quello vero? Io credo di no, altrimenti non riusciresti a entrare in uno di quei capannoni senza provare niente. [...]
[...] 'Paura e confusione', rispose lei con prontezza. 

(da "Una moglie giovane e bella", di Tommy Wieringa - 2016, Iperborea, Milano)

lunedì 27 marzo 2017

NOmattatoio, Roma 28 - quello 'pasquale'

"il terzo della mattinata", scrive Rita Ciatti


NOmattatoio compie 28 mesi, nel mese di marzo, mese fatidico, perché mese pasquale, il mese della mattanza dei bambini che hanno forma di agnellino.
Insieme a loro, vengono ammazzate anche le loro mamme. 

"Come si poteva pregare per avere la vita [...] o per ottenere un giudizio favorevole nei Cieli, quando si toglieva ad altri l'alito vitale? Yoine Meir pensò che nemmeno il Messia avrebbe potuto redimere il mondo fintanto che si fossero perpetrate ingiustizie nei confronti degli animali".  
dal racconto "Il macellatore" di Isaac Bashevis Singer, ne 'I Meridiani- Racconti" (pagg. 632-645)

venerdì 24 marzo 2017

Agnellini pasquali. Tanti davanti agli occhi (il gioco dell'oculista)

Arriva la Pasqua. Più festosa e compassionevole così...



... o così?

Meno di un mese ci separa dalla Pasqua dei cristiani. Nell'uovo di cioccolato fondente, ti piacerebbe trovare una versione in tema del gioco dell'oculista.

Ricordi in breve che il gioco dell'oculista è fatto per gli occhi etici che eventualmente ciascuno di noi dovrebbe avere, e accertarsi se hanno bisogno di occhiali, o di fare esercizio per riaprirsi e focalizzarsi meglio sulle realtà da vedere. Per scoprire, con pochi semplici esercizi, quale immagine ci piace di più - e cercare di capirne il perché.

Qui possiamo vedere tanti agnellini. Sono sempre bianchi e riccioluti. Nella prima immagine, i loro riccioli minuscoli si intrecciano coi fili dell'erba verde. Nella seconda immagine, il vento che soffia per aria, non piega le dure sbarre, che sono grigio-bianche e contro le quali i ricciolini lanosi possono solo rimanere impigliati. Mentre gli agnellini, che sono stati separati dalla mamma quasi subito dopo la nascita, vengono ora fatti salire sull'enorme tir diretto al mattatoio. Hanno poche settimane di vita.







giovedì 11 giugno 2015

Chi sorride e chi gioca?

Dal settimo presidio di NOMattatoio a Roma

Jeffrey Massoon e - seguendo altre strade di discussione - Bernard Rollin, lo scrivono diffusamente (e perciò, ci torneremo): gli animali hanno sentimenti, provano emozioni, pensano, progettano, sperano, sognano, hanno aspettative.
Gli animali sorridono - a noi, tra di loro. Nei rifugi, che si chiamano anche santuari, degli animali liberati, tutto questo si vede tutti i giorni.
Gli animali giocano tra loro e con noi, hanno senso dell'umorismo e delicatezze incredibili. Per noi umani e con noi, se non ci chiudiamo, e tra di loro, che invece sono sempre, serenamente, aperti.

Perciò, la domanda che sventola in questo cartello, un cartello vegano, è abbastanza sensata.

Soprattutto, dopo aver visto il video, si dovrebbe pensare a quante possibilità di gioia, espressività, emozione, vengono impediti, censurati, tagliati (metaforicamente ma anche soprattutto concretamente e fisicamente, nelle loro carni). 
Ogni animale fotografato negli allevamernti tecnoindustriali, appare avvilito, sporco, stupido, apatico, inerte, cattivo, puzzolente, antipatico. 
Ma la vita vera, per lui, come per noi umani, non è quella, e non dovrebbe esserlo.

Buona visione...









(appena riuscirò a vincere la mia discussione con le interfacce, pubblicherò altri video, che ho salvato sulla mia pagina fb de LA CONFIDENZA LENTA)

domenica 29 marzo 2015

Agnellini


Quarto Presidio contro il mattatoio a Roma  - Nomattatoiocon gli occhi sgranati di chi non sa ma capisce che qualcosa non va, di chi perde ogni punto di riferimento, di chi si ritrova solo a combattere per la propria vita senza aver gli strumenti per farlo. (diario di un investigatore di animalequality )




Siamo già a Pasqua. Un anno passa veloce. Anche per gli agnellini, che vivono anche meno di un anno. Per esempio, gli agnellini che nell'ottobre 2013 incontrai in Valsesia, oggi non ci sono più. Rimangono vivi solo nel mio ricordo.
Che è un ricordo che fa rivivere piccoli bambini pelosi e bianchissimi, curiosi e desiderosi di giocare, ma anche timidi e indecisi tra tornarer dalla mamma e dai fratellini, o provare ad annusarmi e guardarmi ancora per qualche secondo.




"Se non potete eliminare l'ingiustizia, almeno raccontatela a tutti", è la frase di Ali Shariati, sociologo e studioso delle religioni iraniano, un coraggioso uomo  di pensiero.

Ma che cosa è l'ingiustizia? O meglio, per non rischiare di rimanere troppo astratti, che cosa è una azione ingiusta? 

Per rimanere nei confini di questa precisa situazione, io credo che azione ingiusta sia quella di privare dei bambini (che per quasi tutti non hanno 'la forma' di bambini, che sarebbero esclusivamente quelli umani) della loro mamma, della sicurezza, della gioia e infine della stessa vita - una vita breve, a cui tutto viene tolto, in cambio di prigionia, costrizione, paura.

Un bambino sa molto e bene, lo sa subito, appena gli capita di vedere le immagini di quello che accade a questi altri bambini non umani, che queste azioni sono ingiuste: perché provocano pianto e procurano paura e dolore in chi ne è vittima.
Ma a un bambino, queste cose non vengono fatte vedere mai, e sono pochi i bambini 'fortunati' (sì, fortunati: perché hanno l'occasione precoce di sollevare almeno per qualche istante un lembo della cortina di nascondimento sul destino degli agnelli - ma anche di tutti gli altri animali) a cui questa occasione può capitare. Con conseguenze, magari difficili da prevedere, nella direzione favorevole agli altri animali.



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