...Gli altri piccoli animali citati nel logo - salvati da questa associazione che ha preso il nome dal famosissimo libro di Richard Adams (una tua amica lo ha definito "il signore degli anelli con gli animali") - sono topi e ratti. Che provengono tutti dai laboratori.
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mercoledì 22 luglio 2020
domenica 13 ottobre 2019
Il discorso di Gianluca Felicetti a Torino
| cosa rimane da fare a un prigioniero, se non 'accettare' la mano del suo carceriere? |
TEST SUI MACACHI: ABBIAMO COLPITO NEL SEGNO
Abbiamo colpito nel segno.
Riuscendo ad avere per la prima volta i documenti dell’autorizzazione ministeriale di una sperimentazione, siamo finalmente potuti entrare nel merito di una delle migliaia e migliaia di procedure che ancora usano 600mila animali ogni anno in Italia.
giovedì 13 giugno 2019
La vivisezione rende ciechi (specialmente all'empatia)
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| una foto dalla Rete |
Ieri sei andato a Torino, a volantinare con la Lav davanti alla Facoltà di psicologia di Torino, dove per ottobre è programmato un esperimento di vivisezione su dei macachi - che potrebbe diventare il centro di una nuova grande mobilitazione contro la vivisezione. Solo una speranza?
Intanto, Lav ha fatto anche una petizione da firmare. Qui.
Metti anche il link alla petizione di AgireOra.
Metti anche il link alla petizione di AgireOra.
venerdì 31 maggio 2019
Halina Birenbaum, poetessa, sopravvissuta
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| Halina Birenbaum, nata a Varsavia 90 anni fa, internata as Auschwitz da bambina |
"Ho sofferto troppo per stare con persone che propagano idee per le quali ho perso la mia famiglia e l'infanzia". Così ha detto la novantenne poetessa polacca, Halina Birenbaum, all'occasione del Salone del Libro di questo anno. Quello che infine è stato un aut aut decisivo, Halina lo ha fatto per combattere la insopportable idea che sotto lo stesso spazio dove lei avrebbe parlato, ci fossero anche persone che volessero apertamente diffondere idee orientate al fascismo - sia pure in un'altra, dimessa, zona della struttura.
domenica 3 febbraio 2019
Attivisti 269 a Torino
sabato 15 settembre 2018
NO mattatoio - Italy Save Movement, Torino 20
Ecco chi erano i condannati a morte che mercoledì 12 settembre, abbiamo visto, incrociato di sfuggita, davanti ai cancelli di via Traves, i cancelli del mattatoio che sta quasi di fronte al JVillage, il ritiro della Juventus, nuovo di zecca, con transenne di protezione ed enormi cancelli che lo rassomigliano, secondo te, a una fortezza, una caserma, più che un centro sporitvo.
lunedì 10 settembre 2018
NOmattatoio riprende
"Alla fine di una giornata al mattatoio, tutto quel che rimane è questa pila di 11.000 targhette auricolari.
Questo è tutto quello che resta di 11.000 individui, 11.000 storie.
11. Vite."
giovedì 12 luglio 2018
NOmattatoio - Italy Save Movement 19 a Torino
sabato 16 giugno 2018
mercoledì 16 maggio 2018
NOmattatoio - Italy Save Movement,17esima volta a Torino
... arrivano entrano e spariscono; arrivano, entrano e spariscono; arrivano, entrano e spariscono.
Sono i camion che trasportano i vitelli destinati al macello, al mattatoio di Torino, in Via Traves.
sabato 21 aprile 2018
Il numerino per morire
martedì 17 aprile 2018
NOmattatoio - Italy Save Movement, Torino 16
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| Mattatoio Di Torino Via Traves 43 - mercoledì 18 aprile , dalle 6 alle 10 del mattino |
Mattatoio Di Torino, Via Traves 43
mercoledì 14 marzo, dalle 6 alle 10 del mattino
Davanti al grosso mattatoio ai limiti delle aree urbane, ben
nascosto anche se ormai tristemente noto per l'arrivo di centinaia di
innocenti per essere uccisi.
L'industria della carne ingloba questi animali già vittime della rapace e spietata industria lattiero-casearia. Centinaia di vitelli ammassati sui camion vengono brutalmente fatti scendere per essere trasformati in prodotti.
L'industria della carne ingloba questi animali già vittime della rapace e spietata industria lattiero-casearia. Centinaia di vitelli ammassati sui camion vengono brutalmente fatti scendere per essere trasformati in prodotti.
Se al presidio 16 gli attivisti torinesi interessati all'evento verranno tutti, il piazzale verrà davvero riempito e sarà
un grandioso colpo d'occhio.
Si viene come singole persone,
corpi di donne e uomini, per sottrarre alla invisibiità altri
corpi di individui - che affrontano da soli e nudi, le situazioni di
ferocia zootecnica che nessuno di noi vorrebbe mai nemmeno immaginare se
stesso.
Potete trovare su Facebook la pagina di NOmattatoio - Italy Save Movement:
Iscrivetevi, se desiderate venire a partecipare.
Iscrivetevi, se desiderate venire a partecipare.
venerdì 16 marzo 2018
La memoria (del mattatoio) è conoscenza
... per esempio, il mattatoio di Via Treves, a Torino è 'specializzato' in bovini. Per questo tu, attivista, vedrai sempre arrivare camion, tir, trasporti piccoli e trasporti grandi, carichi sempre e soltanto di bovini: dalle sbarre vedrai grandi occhi - smarriti, stanchi, affamati e assetati - riccioli biondi, zoccoli a mollo nella merda, grosse teste immobili e facce dalla espressione stravolta... non dimenticarteli...
sabato 24 febbraio 2018
Il mattatoio svuota tutto
... a volte, le parole stanno a zero. Questa volta, sei rimasto senza parole, ma pian piano un piccolo pensiero - che merita forse un breve accenno - è sorto alla consapevolezza. Il mattatoio svuota tutto.
giovedì 25 gennaio 2018
Un caffè al bar del mattatoio
... succede che questa volta la cosa più strana la vedete alla fine.
Dopo tutto il freddo e il buio; dopo la sequela di camion stracarichi di vittime spossate e impaurite; dopo gli sguardi fissi di minaccia, di fastidio, di maledizione da parte di autisti o macellai o inservienti; dopo le auto che corrono sul rettilineo; dopo l'aria sempre maleodorante (ma nessuno che abiti qui intorno si lamenta? Proprio di fronte ai cancelli del mattatoio stanno costruendo un complesso di appartamenti: chi vorrà venire a vivere in un luogo simile?); dopo gli sguardi stravolti e spaventati dei manzi e dei vitelli, stipati all'inverosimile.
sabato 23 dicembre 2017
NOmattatoio 12, come resistere
Gelo. Ghiaccio. Freddo.
Un mondo fatto tutto così, la unica realtà, per quei vitelli che il 20 dicembre sono stati portati a morire nel mattatoio di Torino.
lunedì 18 dicembre 2017
NOmattatoio Torino 12
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| a Torino: via Traves 7 - dalle 6 alle 10 del mattino di mercoledì 20 dicembre |
"Poche notti fa ho fatto
un sogno. Ho sognato che mentre camminavo per strada, all'interno di un
centro abitato di un piccolo paese, a un certo punto incrociavo un tir
carico di agnellini. Ho sognato che si fermava e io mi avvicinavo. Gli
agnellini erano tanti, tantissimi, mi guardavano e io guardavo loro. Ho
sognato che a un certo punto incominciavano ad avvicinarsi altre
persone. Due, tre, quattro, dieci, venti, cento. A un certo punto
eravamo tante, tantissime, una massa sterminata di persone. Ho sognato
che eravamo così tanti che alla fine aprire quel maledetto camion e
liberare tutti gli agnellini è stato come bere un bicchier d'acqua."
Rita Ciatti - da "E buon Natale" - post del blog Il Dolce DomaniPostilla:
se al presidio 12 gli attivisti torinesi interessati all'evento verranno tutti, il piazzale verrà davvero riempito e sarà un grandioso colpo d'occhio.
Leggete bene come si fa a partecipare: si viene come singole persone, corpi di donne e uomini, per sottrarre alla invisibiità altri corpi di individui - che affrontano da soli e nudi, le situazioni di ferocia zootecnica che nessuno di noi vorrebbe mai nemmeno immaginare se stesso.
venerdì 24 novembre 2017
Viaggio al termine della notte, a Torino NOmattatoio per l'undicesima volta
Non hai mai letto il libro di Louis-Ferdinand Céline, che dà il titolo a questo post e la didascalia alla prima foto. Ti ha sempre suggestionato il titolo: ha qualcosa di arcano, di drammatico, di inevitabile, che sembra speranza ma forse non lo è: il termine della notte dovrebbe essere la luce. Ma se fosse un termine definitivo, invece?
Ma se la luce del giorno fosse quella dell'ultimo giorno della nostra vita? E se fosse invece una luce artificiale? Di un lager? di una prigione? di un laboratorio?
Di un mattatoio?
lunedì 20 novembre 2017
NOmattatoio Torino 11
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| mercoledì 22 novembre 2017 - ore 6-9 - Via Traves 7, a Torino |
"Se è lecita la violenza sugli animali solo perché altro da noi, se la diversità è sufficiente ad autorizzarci a ogni infamia, aspettiamoci, allora, di sentirci autorizzati a commetterne su ogni diversità" [pag.47 evidenziatura mia]
Annamaria Manzoni, "Noi abbiamo un sogno"
2006 Bompiani
sabato 21 ottobre 2017
NOmattatoio torinese, due cani al presidio numero 10
NOmattatoio è ritornato a Torino. Questa volta, al mattino presto, si parte col buio. Siamo in autunno avanzato. Ed è ancora quasi buio, davanti al macello, quando arrivano i primi due camion, in un furore produttivo da entrata in fabbrica; dopo di che, una lunga, squallida pausa fino a metà mattina, quando arriva un camion, strapieno di vitelli, ammassati uno addosso all'altro, e coperti dalla loro merda, sopra e sotto.
Provate a immaginare di venire svegliati nel cuore della notte, di essere spinti all'aperto, bastonati e pungolati: vi fanno salire su una pedana scivolosa e rumorosa, dentro uno spazio piccolissimo, chiuso, soffocante solo a vederlo. Se resistete, vi danno altre botte, bastonate, pungoli, strattoni. Salgono molti altri, oltre a voi. Poi, venite chiusi dentro e comincia a mancare l'aria, vi vengono i crampi alle zampe e ai piedi, avete male allo stomaco, avete fame, avete ancora più sete. Ma non finisce qui: sentite un gran fracasso: altri vostri compagni vengono spinti lungo una pedana ancor più ripida e alta della vostra, vi camminano, pesanti, sulla testa, al piano di sopra. Sono tantissimi anche loro.
Dopo un tempo infinito - e voi avete già dovuto per forza liberare l'intestino, la merda vostra e degli altri vi è finita sui piedi, sul corpo, fra poco vi finirà in testa quella dei vostri compagni al piano di sopra - tutto inizia a vibrare, c'è un nuovo rumore, un rombo, c'è puzza nuova di qualcosa che brucia. Poi, tutto si muove. Sarà un viaggio pieno di brividi, di scossoni, di perdite di equilibrio, vi farete male, scivolerete e vi ferirete. Alla fine, la vostra destinazione: il macello. State per scoprire che cosa vi aspetta, che cosa gli umani hanno progettato di farvi.
Ecco noi, pochi, pochissimi attivisti, li abbiamo colti nella parentesi unica di sosta, all'ingresso del camion dai cancelli del mattatoio, quando deve almeno un po' rallentare. L'unica volta in cui uno sguardo umano si posa su di loro con sollecitudine e li guarda negli occhi, per cogliere la loro spasmodica ansia di vivere, un desiderio, una voglia che non potranno mai avere esaudimento, né accoglienza.
Siete convinti che il camion acceleri, nello spiazzo davanti ai cancelli, infliggendo nuovi scossoni ai corpi stremati - che acceleri perché l'autista vi vede e non vi vuole, vorrebbe farvi sparire, vorrebbe investirvi, di sicuro vuole spaventarvi, minacciarvi, di sicuro vi insulta e vi minaccia con le parole. Sono le parole intrise di violenza di chi percepisce di essere stato scoperto mentre compie un crimine, una ingiustizia, mentre agisce qualcosa di aberrante, mascherato da gesto normale, insignificante (guidare un veicolo, non guidiamo tutti, almeno una automobile?).
Pensi: se in due, in tre, (non numeri ipotetici, ma reali: ci siamo contati, quel mattino), provochiamo rabbia, diamo fastidio, suscitiamo apprensione, facciamo perdere la pazienza e portiamo a galla tutta la violenza che appesta i cervelli degli umani che agiscono dentro al mattatoio; se così pochi già siamo sufficienti a scatenare queste reazioni, se fossimo di più, se tutti quelli che dicono che sarebbero venuti, fossero venuti davvero; se quindi, fossimo stati in cinque, dieci, venti: quale scompiglio avremmo potuto causare?
Torino, lo hai già scritto, è una piazza difficile: uno dei motivi è che il mattatoio dà su un viale periferico a scorrimento veloce, dove non ci sono semafori, né strisce pedonali. Un luogo di morte (il mattatoio), perfettamente inserito in un contesto di non vita, di inospitalità fatta di cemento, asfalto, rifiuti. Hai visto topi, tra le erbe incolte e dure; hai visto corvi e cornacchie. Sono animali che vivono di corsa, scansando finché riescono gli umani, che a loro hanno lasciato solo rifiuti, scarti, immondizia. Che sono pronti a infliggere la morte anche a loro; che mettono trappole, veleno.
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| grazie a loro, hai scoperto cose mai viste del mattatoio (che non si dica che non c'era nemmeno un cane!) |
Torino, quindi, sembrerebbe necessitare di coraggio e partecipazione in misura maggiore - se non altro, maggiore di quella che si sta verificando. NOmattatoio è una campagna strutturata con criteri fatti per darle longevità e resilienza, per renderla di impatto: le uniche risorse per sopravvivere, nell'ambiente ostile del macello e delle aree che lo attorniano.
Davanti al macello, per dire "NOmattatoio" - anche in silenzio- si va solo col proprio corpo, così come ci vanno - non per scelta, ma per obbligo di deportati - le vittime altranimali. Si va nudi e crudi - per così dire - a resistere - come provano a fare gli animali morituri, pur schiacciati dalla inimmaginabilmente enorme macchina zootecnica tuttatriturante. A resistere: a mostrare e mostrarsi mentre allo stesso tempo ci si sparisce, ci si trasforma in metafora e messaggero di chi ha un altro corpo ed è già morto mentre aggiungiamo la nostra voce, la nostra protesta, alla sua.
Questa convinzione - di essere animali che mostrano solidarietà con altre vittime animali, che aggiungono il proprio 'non voglio morire!' al loro, che per ora è senza speranza - deve spingere chi partecipa a NOmattatoio. Non c'è spazio per le idiosincrasie. Non può esserci spazio: questa emergenza di morte, occupa già tutto lo spazio possibile. Ed è giusto che sia così, perché di altri spazi, nella società così come è strutturata, non ne ha. Al contrario: viene negata, distorta, caricaturizzata, deformata, derisa, nascosta, vituperata, strumentalizzata.
Ti ricordi che ne avevi parlato, all'inizio, con Rita Ciatti e Eloise Cotronei:
"La campagna consiste in presidi mensili nei pressi o di fronte i mattatoi, da cui prende, per negazione, il nome.
Sin dall’inizio abbiamo stabilito
modalità e regole di partecipazione ben precise al fine di rendere
chiaro il contenuto e messaggio di queste iniziative; poiché Ognuno
di noi sarà lì per dare un volto agli animali dimenticati e uccisi
nell'invisibilità totale – saremo, in altre parole, corpi animali che
lottano per difendere il diritto alla vita di altri animali -
preferiamo che a testimoniare ci siano persone non sostenute da sigle di
associazioni varie. Questo non vuol dire che non possano venire persone
iscritte ad associazioni, ma semplicemente che non portino materiale
(striscioni, cartelli, volantini, depliant informativi o altro) che
possa far riferimento ad esse e che quindi per quel giorno si presentino
come semplici attivisti e persone comuni.
Il messaggio che vorremmo mandare è che la questione animale non riguarda solo le associazioni cosiddette animaliste, ma la collettività tutta.
Allo stesso modo non vogliamo bandiere di partiti politici perché siamo contrari al sistema istituzionale che si tramanda il potere e siamo contro ogni genere di gerarchia, sfruttamento e discriminazione di individui senzienti."
Il messaggio che vorremmo mandare è che la questione animale non riguarda solo le associazioni cosiddette animaliste, ma la collettività tutta.
Allo stesso modo non vogliamo bandiere di partiti politici perché siamo contrari al sistema istituzionale che si tramanda il potere e siamo contro ogni genere di gerarchia, sfruttamento e discriminazione di individui senzienti."
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