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sabato 16 marzo 2019

La vita a un certo punto finisce



In queste due settimane dalla dipartita di Lisa, non riesci a fare a meno di continuare a pensare alle questioni legate alla fine vita.
Una tua amica, Elena Vanin, ha trovato sul web un post, che ha così introdotto:

"Quanto lo trovo vero, nel suo cinismo e nella sua dolcezza.
La vita a un certo punto finisce.
Un conto è se rischia di finire troppo presto, per qualche malattia curabile, per qualcosa che altera la curva naturale della vita, allora ha senso cercare la cura, il rimedio, ma tante volte questa società sembra avere rifiutato la naturalità della morte in vecchiaia, e la cura è solo un accanimento, doloroso, faticoso, stremante e in definitiva inutile (o forse dannoso).
Abbiamo bisogno, credo, di recuperare il senso, dove il senso non è quanti giorni in più riesci a resistere, anche se sfinito, ma quanto riesci a godere del tempo che hai, con amore
".


giovedì 30 agosto 2018

Gli umani possono essere capaci di essere buoni



Questo è con ogni probabilità il tipico 'cane giallo di villaggio', come se ne trovano a milioni in tutto il mondo, tranne che in Europa: è un cane libero, che vive in famiglie composte da suoi simili e che non è obbligato al contatto con l'uomo. Ce ne sono anche in Italia, per la verità, specialmente nel sud del Paese. Li studiano persone come Michele Minunno e dietro di loro c'è tutto un mondo da scoprire e raccontare: quello bello, delle interazioni, delle sfumature emotive dei dialoghi tra cani, delle relazioni di amicizia, affetto amore tra di loro; quello brutto, delle ingerenze, insofferenze, invasioni, occupazioni umane, di lucro e di mafia sui corpi e a spese delle vite di questi cani; di traffici e di ricatti del cuore. 
Nota a margine: E però non fatevi illusioni:le situazioni raccapriccianti (come se ne vedono nel video qui sotto) accomunano, in Italia, sia i cani del sud che i cani del nord: tutti episodi di una stessa in- o sotto-cultura contro l'animale non umano, visto solo come oggetto, strumento, oppure pericolo, parassita

Questo cane però, trovato sulla pagina di Animal Aid, si chiama Buttons ed è stato salvato dagli eroici volontari e operatori di questa associazione. Si trova, quindi, in India.

A partire dal link dedicato a Buttons, chi ne ha voglia, può scoprire che cosa sia Animal Aid; così come chi proverà a googlare Michele Minunno, troverà molto materiale.

Queste parole vorrebbero essere la introduzione a un video 'Animal Aid', insieme con le riflessioni di Cinzia Barillaro...


mercoledì 13 settembre 2017

Libertà è una passeggiata sguinzagliata





Senza raccontare l'intero percorso di meditazioni negli anni che mi ha portato a pensare come penso adesso (dal primo cane fino a oggi): direi che la gioia della libertà, del poter disporre del proprio corpo, della propria volontà, dei propri spazi, progetti, desideri, richiami, sogni, curiosità estemporanee, capricci, sia la cosa in assoluto più preziosa della vita - perché è unica, come la vita. 
Con molta titubanza, provo perciò, sempre di più, a far vivere in libertà spazi ai cani che abitano con me. 
Noto alcune cose: che tornano sempre; che sanno dove e come girare; che amano girare liberi, anche lontani da me; che quando al ritorno mi rivedono scoppiano di felicità; che non riesco a sentirmi preoccupato - non troppo! ;) - e che non so cosa farei se non tornassero...


Anche io non la vivevo bene, e nemmeno adesso posso garantire che sarei sempre e comunque sereno. cerco di rilassarmi, cerco di mettermi in condizione di serena attesa, ho fiducia in loro.
Penso che svincolarsi dalle ansie sia complesso e lungo; credo che uno dei primi passi per svincolarsi dalle ansie - che sono trappole per chi le vive e per chi le subisce - sia proprio saper dare fiducia all'altro, saper dare a se stessi l'equilibrio sufficiente per darsi fiducia così tanto da saper dare a nostra volta fiducia a chi vive vicino a noi, insieme a noi.
Non è semplice: non lo è per me, oggi è meno difficile di ieri, o dell'anno scorso, o di cinque, dieci anni fa. Sia il darmi fiducia, sia il dare fiducia.

Per quel che ha a che fare con i cani (quelli che hanno vissuto o vivono con me), in qualche modo, ho sempre pensato che fosse una cosa da fare: un mio dovere; poi, un mio essere loro amico. All'inizio, lo pensavo senza saperlo, lo pensavo in modo inconsapevole, lo pensavo in modo casuale e inaspettato; man mano, sto cercando di pensarlo -  e di praticarlo - in modo sempre più chiaro, sempre meno spaventato (anche). 

Ecco, aggiungo un tassello a questa fiera dell'est di pensierini cinofilosofici in libertà (cercate la pagina feisbucchiana della cinofilosofia), nati dalla domanda per coloro che liberano i cani dal guinzaglio: "voi, come la vivete?". 

Aggiungo: 
...farsi coraggio, 
per togliersi le paure, 
per darsi equilibrio, 
per darsi fiducia, 
per dare fiducia, 
per stare insieme...
nella passeggiata libera che presto farò


domenica 16 luglio 2017

I Sogni di Commiato



Perché questa strana statua orientale apre questo post? La spiegazione è più sotto, alla fine. Si tratta, in ogni caso, di una specie di 'cane sacro guardiano', di 'cane spirito', secondo l'immaginario giapponese o cinese. Ti ha colpito la sua potenza vibrante, sembra potersi muovere da un secondo all'altro. Riconosci che è un cane e allo stesso tempo, non sembra un cane. Le statue siffatte, all'ingresso dei templi, sono sempre in coppia e come sempre per queste cose c'è un motivo, molto suggestivo - che trovate raccontato sotto, in alcuni link.

Non potrebbero essere così, allora, i cani che hanno vissuto con noi e che adesso non ci sono più vicini, che - forse - non sono visibili, ma sono qui accanto - e vibrano a una frequenza quantistica diversa dalla nostra, cioè di questo universo - ?

In ogni caso, questa bella statua, a tuo parere, aiuta a rendere l'idea di come ti sono apparsi i tuoi cani, quando, quel giorno estremo - o molti giorni, o mesi dopo - sono venuti a darti commiato, visitandoti nel sogno, quando la mente sembra potersi aprire su altre dimensioni - mentre è momentaneamente - quanto, forse, in modo illusorio - chiusa e al 'riparo' dalle sollecitazioni della dimensione fisica della realtà di ogni giorno. Chissà. Stiamo raccogliendo suggestioni, qui, non stiamo facendo scienza.

Tutto ha inizio con un pensiero di Elena Vanin - uno dei suoi tanti pensieri delicati e luminosi, che sembrano sbocciare e fiorire con leggerezza e forza in continuazione nel giardino boscoso dei suoi pensieri emoziona(n)ti. Ancora una volta: grazie!

A un certo momento, sulla sua pagina cinofilosofica (a cui bisogna richiedere iscrizione), accade che ELENA VANIN si metta a scrivere questo:

"Argomento delicato, che spero di affrontare in modo lieve, senza paragoni "di merito", solo per condividere le proprie esperienze.
Vi capita di sognare i vostri cani (o altri animali) che non ci sono più?
E se vi capita, c'è qualche tipo di ricorrenza, o di peculiarità, in questi sogni, che li caratterizzano rispetto agli altri?
A me capitano i "Sogni di Commiato": singoli sogni, qualche giorno dopo la morte del cane, in cui ci incontriamo e ci salutiamo. Dopo, quel cane non lo sogno più.
Mi è capitato con [alcuni].
Non mi è capitato con [altri], con [cui] siamo stati talmente vicini per tutto quel tempo, che abbiamo avuto il modo per salutarci e dirci ogni cosa, prima[...].

(le modifiche sono omissioni di nomi, per rispettare la privacy).

Questo nome - 'sogni di commiato' - , questi pensieri, queste domande, ti hanno talmente sorpreso e coinvolto, che hai cominciato a pensarci. E dal pensiero alla scrittura, il passo questa volta è stato davvero breve. Ecco qui, le tue esperienze di saluti di commiato - una bellissima locuzione, che prendi in prestito.


STELLA stava male da un po'. In quei giorni era in clinica (ho raccontato altrove quei giorni dolorosi). L'ultima mattina che Stella trascorse su questa Terra, venne a trovarmi, mentre dormivo, insieme agli altri cani. Era già chiaro fuori, forse l'alba, non so. Ricordo che mi trovai all'improviso come sotto un cielo nuvoloso, che si apre all'improvviso e rivela il sole, luminoso e caldo, ma non accecante. Sentii come un sollievo enorme, che riallargava il mio respiro e delle parole apparvero alle mie orecchie e ai miei occhi: ECCO, ADESSO VA TUTTO BENE. Mi sono svegliato, con l'arrivo di quella consapevolezza. Quando ho aperto gli occhi, Stella era nei miei pensieri. Quando sono andato in clinica, lei non era più lì.

Stella è tornata a trovarmi, poi, la notte successiva: da un luogo luminoso ma sfocato, lei è uscita, trotterellando piano, calma e riflessiva, dolce e sollecita come era sempre stata. Era bellissima: il pelo bianco, pulito, soffice, le orecchie e le pezzature rosse bretoni brillavano. Una specie di vento le faceva muovere le frange. I suoi occhi, due gocce di ambra quando era viva, mi hanno guardato, con grande amore, erano come sorrisi.

 Inifine, una terza e ultima volta. Mi trovavo a passeggiare per una città, in una zona che mi sembrava di poter collegare a strade vere che avevo attraversato di giorno, una specie di centro storico. Era o sembrava notte. A un certo momento, da dietro di me, sento rumore di passi e Stella mi si affianca, tutta veloce, sculettando morbida e a testa alta. Mi sorpassa, si volta e mi guarda, rallenta. Ho quasi potuto toccarla, infatti ho allungato la mano... ma quando stavo quasi per sfiorarla, mi son svegliato di colpo, come se mi avessero sbattuto fuori dal sogno. Mi domando: cosa sarebbe successo se l'avessi toccata, se l'avessi raggiunta con le dita?

In passato, c'erano stati altri sogni di commiato: con CETO un solido meticcio cocker, che venne a trovarmi, pochi giorni dopo che era morto. Era bellissimo, angelico: anche i suoi abbondanti ciuffi bianchi e neri si muovevano a un vento che io però non sentivo. Era tornato giovane, vigoroso, sano, forte. Lui era davvero come un piccolo leone. Mi sorrideva.

FRUFI: meticcia setterina che conobbe Ceto e visse con lui quasi tre anni, prima che lui morisse. Ebbi un sogno simile, di cui non ricordo molti particolari: solo che lei era bellissima, esprimeva gioia e vitalità, era felice e curiosa, correva e annusava e mi disse, mi fece capire, di non essere più triste, che adesso era libera e non soffriva più. Era stata felice per l'amore avuto con me e mi sperava sereno e coraggioso.







I Sishi, i Koma Inu(狛犬)   ,  i guardiani Nio potrebbero davvero essere  -  per tuo gusto e impressione - delle bellissime figurazioni concrete dei cani - degli animali - che vengono a farci saluti di commiato. Una breve loro storia, di cui proponi un estratto da questo sito:


Shishi (or Jishi) è un termine che viene tradotto come leone ma anche può fare riferimento ad una belva o un cane, si tratta di creature mitologiche con il potere di scacciare gli spiriti malvagi.

Presenti sempre in coppia come i guardiani Nio si possono trovare a guardia di altari Shinto, templi Buddhisti o altri templi rappresentati uno con le fauci spalancate e uno con quelle chiuse.

La bocca aperta e chiusa fa riferimento all'emissione della sillaba "AH" (bocca aperta) la prima lettera dell'alfabeto sanscrito, e all'emissione della sillaba "UN" (bocca chiusa), l'ultima lettera.

Questa combinazione simbolicamente rappresenta la nascita e la morte, l'alfa e l'omega di tutto l'universo, qualcuno poi sostiene che l'apertura della bocca spaventa i demoni e la chiusura conserva gli spiriti buoni.

Queste bestie mitologiche furono probabilmente introdotte in giappone dalla Cina e/o dalla Corea nel 7 o 8 secolo A.C. durante il periodo dell'arrivo del Buddhismo in giappone, per questo gli Shishi giapponesi sono visivamente la combinazione dei cani "Koma-inu" coreani e dei leoni "Kara-shishi" cinesi.

martedì 14 aprile 2015

Dormire con i cani: sì, perché...

dolci sogni, dolcissimi ricordi... Stella e Lisa

 di Elena Vanin, su Cinofilosofia
 


Si, sono favorevolissima a dormire insieme ai cani familiari per un discorso di condivisione delle risorse, che credo sia una cosa bellissima e socialmente molto importante per la famiglia, purché sia una cosa spontanea e desiderata da tutti (e per tutti intendo anche dai cani!).
Dei miei 4 Soci canini, le due Socine dormono regolarmente con me, anzi la Sally, la semiselvatica, ci tiene da pazzi a dormire proprio vicina alla mia testa, mentre Azzurra dorme vicino alle gambe.
Invece i due Soci, più anziani e anche più grandi (di taglia) hanno sempre scelto di dormire sulle cucce a terra, però potrebbero, se volessero, dormire anche da me (spazio permettendo).

Io posso in compenso sdraiarmi con loro - rispettosamente (per mia scelta, loro sono sempre gentilissimi) - su tappeti e cucce. Quando Artù s'era operato al legamento crociato (millemila anni fa ormai), avevo dormito accanto a lui sul pavimento dell'ingresso, nel sacco a pelo, la prima notte, perché aveva dolore e un po' di pauretta e stando insieme era andata meglio.

Esistono situazioni in cui può valere la pena di evitare di condividere il letto, almeno per un certo periodo, quando per esempio ci sono dei conflitti in famiglia (fra umani e cani intendo) che si esprimono attraverso una forte possessività del cane nei confronti di alcuni spazi.

NON confondiamo questa cosa con robaccia sulle gerarchie e sui ruoli PER FAVORE... (se pensate a ruoli e gerarchie, vi rimando a questa nota a proposito della ... 'dominanza' ...
Grazie!).

Se un cane è possessivo nei confronti di certi spazi (tipo il letto) a discapito degli umani o di altri cani significa che c'è un conflitto non risolto da qualche parte, un disagio da parte di quel cane (e di conseguenza degli altri), e il punto non sta nel porre divieti fini a se stessi, ma nel "tamponare" la situazione (per la sicurezza di tutti) mentre si TROVA la SOLUZIONE (quella vera).
Se la situazione non si trova così immediatamente... chiamate un BUON educatore, uno che non vi parli di gerarchie, ma di dinamiche familiari, e che abbia a cuore il problema del cane e non solo il vostro, anche se i soldi per pagarlo li tirate fuori voi!

Nota Bene: I cani sono animali sociali (anche noi umani se è per questo). Non tutti sono ugualmente socievoli, quindi può essere che qualcuno non ami stare troppo appiccicato agli altri, o ad alcuni altri (o magari semplicemente non ama il caldo), ma se si sviluppano dei comportamenti anti-sociali (come quando un cane non accetta l'umano nel letto e ringhia per mandarlo via, o cerca di morderlo, per dire) generalmente vuol dire che c'è qualcosa che non va, e che da persone responsabili della nostra famiglia, dovremmo ragionarci bene (probabilmente con l'aiuto di un esperto con una formazione in merito, e non dell'amico dell'amico "che ha sempre avuto cani e ci capisce un sacco") per trovare la causa e aiutare a risolverla, per il bene sia del cane, sia della famiglia.

Ah... a proposito... abbiamo mai pensato cosa siamo NOI, quando scacciamo il cane dal letto e lo reclamiamo solo per noi? Già, esattamente: possessivi (e più o meno aggressivi verso il cane familiare) nei confronti del letto.
E siccome siamo pure noi animali sociali, questo non dovrebbe forse dirci qualcosa, circa la NOSTRA capacità di vivere le relazioni con gli altri membri della famiglia? ;-) 

(ok ok, le nostre uniche scusanti sono quelle cose che ci hanno inculcato fin da piccoli sull'igiene e via dicendo... roba sopravvalutata dal mio punto di vista, e infinitamente meno importante del piacere di condividere il riposo con le persone che amo, anche quando sono persone a quattro zampe e piene di peli... e comunque l'impressione che facciamo sui nostri cani a scacciarli in malo modo dal letto, non cambia.)
 
 
(l'ho trovato sul mio roll del social forum, e mi è piaciuto molto. Elena Vanin scrive bene e con competenza, e l'argomento mi coinvolge molto: anche io dormo coi miei cani, e alcuni di loro amano starmi vicini, altri desiderano spazi maggiori, e possono averli. 
Io adoro dormire coi miei cani, e credo che anche a loro piaccia.... se non gli piace, hanno comunquer tutto lo spazio per tenere la distanza che preferiscono per sentirsi a loro agio.)
(tra l'altro, ci sta coi propositi del nuovo anno che ho scritto qui). 

(estratto e adattato da una risposta alla domanda diretta, sul gruppo "Cinofilosofia, questa sconosciuta")
 
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