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venerdì 1 maggio 2020

Orso M49



... no, la libertà che tanto rimpiangiamo -che poi, ci sarebbe da dire qualche parola su quale idea di quale libertà ci siamo fatti, come specie - non sopportiamo che la desiderino e che ce l'abbiano anche gli altranimali, su questa Terra.



venerdì 12 settembre 2014

Daniza è morta

Fonte: Veganzetta

Daniza è morta. Una morte annunciata. Ora i suoi figli sono orfani, bambini orsi spauriti, spaventati, disorientati, in balìa dell'umano.

Poche righe, di dolore per Lei e per i suoi bambini. Di disgusto verso quegli umani che ne hanno decretato fin da subito, un destino di cancellazione. Il suo 'crimine': lesa umanità, compiuta per aver protetto i suoi figli da un invadente umano che come al solito dà per scontato che le sue esigenze, i suoi bisogni, i suoi capricci, le sue decisioni, debbano sempre e comunque avere corso: Mai un freno, mai una sosta, mai una deviazione. Mai una riflessione, né tantomeno una qualche forma di empatia, una volontà di immedesimarsi.

Caso ha voluto che questa mattina, mentre ero a giocare con i tre cani coi quali vivo, un uomo che conosco, col suo bel cane, un diafano setter, si sia fermato a dirmi quel che  ne pensava:

"Quel tipo dei funghi è andato a infastidirla, ha invaso la sua casa, il suo bosco, per prendere quei funghi. Lei non aveva altra scelta che scacciarlo! Quell'uomo non si è comportato bene. Se un qualche animale si sbaglia a essere vicino ai 'tuoi' funghi, allora l'unica cosa che è giusto che tu faccia, è cambiare strada, cercarne altri altrove ... oppure aspettare che quell' animale - che è nella sua casa, mentre tu invece sei un estraneo - se ne vada altrove, di sua volontà, in tranquillità (è quello che fanno e che farebbero tra di loro la stragrande maggioranza degli abitanti altranimali di un bosco come quello dove aveva Daniza la sua casa).

"Era lei a casa sua, ma la mente umana dei guardiani, ha solo e subito pensato come trovarla per eliminarla. In tutti i suoi anni di vita, Daniza ha sempre sopportato le invadenze umane, è bastato che per una sola volta chiedesse di essere lasciata tranquilla, per ottenere una condanna a morte.

"Anche quelli che sono andati a filmarla: Daniza che attraversa la strada... non li voglio vedere quei filmati, non mi interessano. Anche questi sono stati una invasione della sua vita, dei suoi spazi. Io so che lì, in quel bosco, vivono degi animali liberi, e  mi piace pensare che lo siano davvero, anche dagli sguardi indiscreti e invadenti. Come se qualcuno venisse ad aprire la porta di casa mia e filmarmi mentre sto cenando, convinto di essere al sicuro nei miei spazi.

"Io penso che tutta la vicenda sia stata condotta in modo vergognoso e prepotente. Adesso, tutte queste persone fanno a gara a chi si prenderà cura degli orsacchiotti: ma se, invece, l'avessero lasciata stare prima di arrivare a questa situazione irreparabile? Per conto mio, adesso, quei cuccioli, sono in gravissimo pericolo".

Daniza è morta - verrebbe da dire -  "in ottemperanza all'ordinanza". Il suo epitaffio: il comunicato stampa, riportato - tra gli altri, da Veganzetta - sul sito ufficiale della provincia di Trento
Si intitola: "Daniza non sopravvive alla telenarcosi" (corsivo mio): come se la vera preoccupazione fosse la sua sopravvivenza, o il suo benessere, o la sua tranquillità. Come se non si sapesse che l'anestesia - persino nelle situazioni più monitorate - ha sempre una non trascurabile margine di rischio (rischio, cioè morte).

Adesso, si legge, a uno dei suoi figli - catturato (senza anestesia?) - è stata applicata una marca auricolare. Per poi rilasciarlo (?).
A quale scopo? E dov'è l'altro giovane orso? Dove verranno portati? E fra quanti anni verrà deciso dalla autorità che sono diventati animali pericolosi per l'incolumità urbana? Dove si decide il confine della 'zona antropica' da non oltrepassare? E chi lo decide?

Alcune domande sono volutamente ingenue, sono le cosiddette domande retoriche. 
Una delle poche certezze è che la "analisi autoptica" (perché a Daniza? Un ulteriore spregio del suo corpo, che ormai è solo carcassa?) andrebbe fatta alla "pietà", per la quale la derridiana e inpari guerra è sempre in corso bruciante e sotterraneo.

PS
aggiungo questo link, ripreso da Rita Ciatti sui social forum

mercoledì 20 agosto 2014

Per Daniza, Presidio davanti al Ministero dell'Ambiente

Fonte: GardaPost.it

Titolo senza fronzoli.

Venerdì 22 agosto si terrà una manifestazione stabile davanti al Ministero dell'Ambiente (ovviamente a Roma) dalle ore 11,00 alle ore 15,00 per chiedere la revoca della decisione di catturare Daniza. 

Il presidio si svolgerà sotto forma di protesta pacifica ed è stato regolarmente autorizzato dalla questura

Date una mano a diffondere e condividere l'evento sui vari social.

C'è un evento su Facebook, QUI

Per aiutare Daniza a resistere

PS
Il GardaPost riporta in questo articolo i consigli del Corpo Forestale dello Stato: cosa è meglio fare quando si ha la "fortuna dell'avvistamento" di uno o più orsi. Sono consigli condivisibili, al limite mi fanno venire in mente quei consigli di 'buona educazione' che si dovrebbero seguire quando si entra in casa altrui o quando ci si trova in un posto di cui nulla si conosce. E niente potrebbe essere più  vicino a questa situazione del fatto di entrare in un bosco, in una foresta, che è la casa naturale di altri 'altranimali': siamo noi gli ospiti (anche troppo indesiderati), accolti più o meno forzatamente. Troppo spesso ineducati, o maleducati, quando non prepotenti invasori. 
Quando poi capita che i padroni di casa protestino per la nostra invasione, si ritrovano nella aberrante situazione di avere torto anche quando hanno tutta la ragione dalla loro parte. Ma è tipico dei prepotenti... accusare di prepotenza chi invece sta soltanto affermando le proprie richieste.
La resistenza animale, quindi, ben lungi dall'essere una incomprensibile gestualità 'ferina' o 'bestiale', è in realtà una azione che punta a far valere la propria libertà, la propria incolumità, la propria sicurezza. 
Può essere un inizio di apertura di rapporto reciproco, di ricerca di terreni comuni? Sì, ma solo se gli umani smetteranno di essere convinti che tutto gli appartiene senza discussioni. Tutto: l'aria, l'acqua e le singole vite degli altri abitanti di questi luoghi.
(Il motto del prepotente egoista è: "quel che è mio è mio, quel che tuo è mio").
Io credo che si siano accorti delle possibilità di dialogo, tutti quelli che hanno protestato e che hanno escogitato l'azione del presidio, per porsi come tramite tra le richieste dell'orsa mamma e dei suoi figli e i comportamenti irriflessivi e punitivi sempre in procinto di venire scelti come prima e quindi purtroppo unica azione da intraprendere contro l'animale 'feroce' che ha 'aggredito'.

PPS 
L'orso ha popolato sempre l'immaginario umano.
Naturalmente, spesso la fantasia umana lo ha ricoperto di simboli e paure troppo-umane, che lo hanno nascosto, facendolo sparire sotto strati di simboli (che non hanno impedito di 'esorcizzarlo' catturandolo e rendendolo zimbello ridicolo e sofferente nei circhi, ad esempio).
Mi vengono in mente però, almeno due modi di raccontare gli orsi, che - pur con mille ipoteche - tolgono qualche strato e ci lasciano intravvedere un orso più 'vero'.
Sono un film e un fumetto di Jiro Taniguchi. (Il link del fumetto rimanda a un forum, con moltebelle illustrazioni).  Ci tornerò...

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