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lunedì 3 dicembre 2018

I pensieri dal tetto di Green Hill

di spalle, Giuliano Floris, sul tetto di Green Hill
Lunedì 3 dicembre 2018, alle ore 13, presso il Tribunale di Brescia, in via Lattanzio Gambara 40, si terrà la prima udienza del processo contro i cinque attivisti che salirono sul tetto del lager per Cani di Green Hill il 14 ottobre 2011. Di seguito - con la sua autorizzazione e concessione - un testo e un video di  Giuliano Floris. uno degli attivisti sotto processo per la liberazione di 2500 Cani beagle rinchiusi nel lager di Montichiari.

Ti sembra necessario ricordare che fu dopo Green Hill che avvenne l'episodio di Farmacologia.

Ti associ alla solidarietà espressa da Veganzetta e inviti gli attivisti a partecipare, domani, con la loro presenza di solidarietà.




martedì 9 gennaio 2018

La terza udienza del processo contro l'occupazione di Farmacologia: Milano

Milano, 15 gennaio 2018


Si riceve e si divulga un comunicato del Coordinamento Fermare Green Hill contenente informazioni e iniziative riguardanti la terza udienza del processo contro attiviste e attivisti che occuparono i laboratori di Farmacologia a Milano nel 2013. 
(Veganzetta

Questo è il momento per la solidarietà e la partecipazione.

Comunicato


15 gennaio 2018 ore 12 inizio processo presso il Palazzo di Giustizia di Milano, via Freguglia sezione 8 aula 8 bis.
Dalle ore 11 presidio degli attivisti e possibilità di intervistare gli imputati ai quali verrà data parola durante il dibattimento.
Cartelli con la scritta “apri ogni gabbia” e audio che informerà sulla vivisezione.
Ufficio stampa presente

Il 15 gennaio si terrà la terza udienza per il processo a carico delle attiviste ed attivisti del Coordinamento Fermare Green Hill (CFGH) che il 20 aprile 2013 occuparono gli stabulari del Dipartimento di Farmacologia dell’Università degli Studi di Milano. Il processo intentato da Università degli Studi di Milano e Consiglio Nazionale delle Ricerche – Dipartimento di Neuroscienze- vede gli attivisti imputati dei reati di invasione di edificio pubblico, violenza privata e danneggiamento. Quel giorno grazie all’operazione “Abbattiamo il muro di silenzio” vennero portate all’esterno di quelle mura le immagini della terribile normalità della vita di migliaia di individui rinchiusi in gabbia e ridotti a oggetti usa e getta. Si ottenne la libertà per 400 topi ed 1 coniglio

Gli imputati dichiarano in una nota: “Per noi e per chi ci sostiene è stata un’azione di disobbedienza civile, un atto di rottura che ha richiesto molta determinazione e molto coraggio perché coscienti che ci sarebbero state delle conseguenze penali. Denunciare pratiche di reclusione e tortura forzando le porte di quei luoghi dove ogni giorno avvengono questi crimini è ritenuto un atto illegale perché presuppone che si debbano infrangere delle leggi e il linguaggio giudiziario è piuttosto mistificatorio a riguardo.
Là dove definisce violenza privata l’atto di essersi incatenati per il collo per bloccare l’accesso all’edificio, non riconosce che all’interno di quello stesso edificio vi fossero, e vi sono tuttora, migliaia di corpi imprigionati, ammassati in piccoli contenitori, costretti a movimenti frenetici e sempre uguali nel continuo tentativo di liberarsi, sottoposti a un dolore fisico e a una violenza psicologica intollerabili. Animali privati di ogni diritto a determinare la propria vita e a soddisfare le proprie esigenze. Per quei corpi non c’è alcuna protezione, la pratica della sperimentazione animale è legale ed è finanziata copiosamente attraverso sovvenzioni pubbliche e raccolte fondi come, per esempio, Telethon o AIRC che proprio al Dipartimento di Neuroscienze avevano riversato parte delle donazioni.
L’azione ha rappresentato non solo un atto di resistenza civile con l’inaspettato esito di liberare fisicamente degli esseri viventi ma è stato prima di tutto un tentativo di aprire un dibattito pubblico sulla sperimentazione animale. Ora, grazie al processo, abbiamo l’opportunità di essere noi a chiamare in causa chi continua ad avvalersi delle leggi per sfruttare animali non umani e considerarli come normale materiale da esperimento. Lo scopo di quell’azione del 20 aprile – ricordano gli attivisti – oltre alla liberazione di chi viene imprigionato in nome di una scienza crudele e della diffusione delle immagini di quelle squallide gabbie, è stato anche quello di ribadire la ribellione ad un sistema che fa della mercificazione e sfruttamento dell’esistente più debole il suo punto di forza, quindi nessun pentimento di quanto fatto per la causa della liberazione e della fine della vivisezione”.

Nella vivisezione c’è tutta la prepotenza di una ricerca scientifica che è da sempre indisturbata, protetta da un muro di silenzio che ha permesso che all’interno dei laboratori, in nome della conoscenza e del benessere di pochi, si praticasse ogni genere di tortura su corpi prigionieri ed indifesi. Nella vivisezione si legge anche chiaramente la visione di una società che considera il più debole, il diverso da ingabbiare, allontanare, sfruttare, controllare. Specchio di un sistema che da sempre applica questa visione anche nei confronti dell’animale umano ed è intenzione del Coordinamento Fermare Green Hill era ed è riavviare la lotta contro la sperimentazione animale anche grazie al sito "dentrofarmacologia"  che raccogliere testimonianze, documenti, informazioni. 



clicca: VIDEO

giovedì 27 aprile 2017

Inizia il processo per l'occupazione dello stabulario di Farmacologia: COMUNICATO STAMPA



Fonte CFGH FB page


Il 28 aprile avrà inizio il processo contro cinque attivisti del Coordinamento Fermare Greenhill per i reati dell'occupazione dello stabulario di Farmacologia dell'Università Statale di Milano.
Era il 20 aprile 2013.
Per più di dieci ore gli attivisti rimasero dentro allo stabulario per mostrare l'ordinaria brutalità della sperimentazione animale.
Uscirono immagini e informazioni che mai i ricercatori renderebbero pubbliche.
Furono documentate le condizioni di vita degli animali ''sacrificati''per la ricerca.
Centinaia di persone risposero alla nostra richiesta di sostegno in modo da dar vita ad un fondamentale presidio sotto l'edificio.
400 topi e un coniglio videro la libertà quel giorno.
Oggi chiediamo ancora il vostro supporto.
Perchè quei cinque dovranno affrontare il processo.
Rispondere dei reati di invasione di edificio pubblico, violenza privata (perchè erano allucchettati per il collo impedendo l'accesso allo stabulario), danneggiamento (nulla è stato danneggiato ma i ricercatori ritengono che col solo ingresso siano stati vanificati anni di ricerca).
In aula diremo la verità.
Ovvero che rifaremmo mille volte quanto fatto.
Perché vogliamo giustizia per tutti coloro a cui quel giorno è stata negata
la libertà e la vita, e per le migliaia di individui rinchiusi e''sacrificati'' nei laboratori di tutto il mondo.
Il 28 aprile ricorre anche il quinto anniversario di quel bellissimo giorno a Montichiari passato alla storia, quando, in pieno giorno, fu assaltato l'allevamento, sfondate le reti e liberate decine di cani.
Ancora e di nuovo, vogliamo continuare ad abbattere il muro di silenzio che consente alla vivisezione di esistere.
Partecipa, diffondi, sostienici.



Fonte: Animaliena


 Milano
28 aprile 
Dalle ore 9 alle ore 13
Palazzo di giustizia
Presidio di solidarietà agli attivist* di Fermare Green Hill sotto processo per l'occupazione dello stabulario di farmacologia dell'Università Statale.
Info: dentrofarmacologia.org

Sotto, il nostro comunicato:

Il 20 aprile 2013 cinque attivisti entrano nel Dipartimento di Farmacologia dell’Università degli Studi di Milano, mentre in strada si svolge un presidio contro la sperimentazione sugli animali. 

Tanti slogan incitano all'occupazione degli stabulari e alla liberazione delle cavie lì rinchiuse.

Il 28 aprile di quattro anni dopo, chi ha portato a compimento il volere di un movimento di protesta è chiamato a processo
imputato per i reati di invasione di edificio pubblico, violenza privata e danneggiamento.

Facile capire che violare forzatamente un luogo di tortura è un’azione di risposta verso coloro che, incaricati e protetti dalla legge, le torture le infliggono.

Dopo decenni di controinformazione

- perdurano la negazione e l’occultamento dei luoghi di sofferenza dove muoiono gli animali destinati alla ricerca scientifica

- non possiamo confidare in un confronto fra pro e anti-vivisezionisti, né tantomeno fra i mandanti istituzionali e le malcapitate vittime designate

- l’agognato dibattito pubblico sulla questione stenta a manifestarsi ed è capillare la convinzione che, di fronte alla possibile cura degli individui di specie umana, sia lecito sacrificare chi non vi appartiene

- l’intera arena politica, se non è completamente connivente, è muta e sorda, soprattutto se ciò che si manifesta è ben più che un flebile sentimento per gli animali “nostri”, “privati”.

Lo scenario politico propina il sistema di valori specisti che a loro volta lo producono.

L’azione diretta di liberazione testimonia la vitalità di chi, nonostante tutto, non ci sta e decide di compiere un atto di colpevolezza consapevole: colpire i luoghi di tortura per impedire lo sfruttamento.

Da un lato ci sono le lobbies del capitale a braccetto con i loro esecutori sociali, dall’altro, costruite ad hoc, le categorie di inferiori non meritevoli di considerazione.

Oltrelaspecie non ha difficoltà a decidere da che parte stare.

Liberazione!

Solidarietà a chi agisce per la liberazione. 
Solidarietà agli animali umani e non umani oppressi.



mercoledì 19 aprile 2017

Solidarietà agli imputati e imputate al processo per l'occupazione di farmacologia

Dal sito che abbatte il muro del silenzio


Come un comunicato stampa, di una notizia importante, che grida a gran voce di venire diffusa e divulgata, e richiamata. Perché rimanga viva la attenzione. Riprendi il testo dal blog Il Dolce Domani.



Il 20 aprile 2013 alcuni attivisti e attiviste del Coordinamento Fermare Green Hill occuparono gli stabulari del Dipartimento di Farmacologia dell'Università degli Studi di Milano.
Lo fecero tramite un'azione non violenta, incatenandosi con i loro corpi alle porte per impedire di essere portati via dalle forze di polizia. 
Quel giorno accaddero tante cose importanti: 
- innanzitutto furono liberati 400 topi e un coniglio: individui senzienti che altrimenti sarebbero stati sottoposti ad esperimenti e poi uccisi e che invece sono stati adottati e hanno potuto vivere nella dignità del riconoscimento del loro diritto alla vita;
- vennero accesi i riflettori su quei luoghi di reclusione dove la vita animale è considerata solo merce di carico e scarico;
- vennero letti e fotografati documenti in cui si parlava di corpi usati come oggetti; corpi, migliaia di corpi numerati, ab-usati, torturati, uccisi; 
- venne avviato un dibattito molto proficuo sulla liceità o meno dell'aberrante pratica della sperimentazione animale: dibattito che ha visto scendere in campo da una parte la visione di coloro che sostengono l'inaccettabilità etica di questa pratica, a prescindere dalle motivazioni, e dall'altra quella dei pro-sperimentazione - dogmatica e paradossalmente antiscientifica, di evidente connotazione para-religiosa pur nella dichiarata apparente laicità; tale è infatti la visione di tutti coloro che, in barba a ciò che una vera scienza dovrebbe fare, ossia mettersi in discussione, anche di pari passo con l'evoluzione morale collettiva, continua a riproporre come un mantra ossessivo la necessità di usare corpi animali per fare ricerca medica. Peraltro assumendo vesti autoritarie e per nulla trasparenti: tali si comportano i ricercatori arroccati nella loro torre sporca di sangue dichiarando che non spetterebbe decidere al popolo su questioni siffatte. Una scienza che non dialoga con la collettività, con la filosofia, con la politica, con i vari settori della cultura umana non è più scienza, ma istituzione autoritaria. 
- fu dimostrato che la disobbedienza civile è ancora una pratica capace di far breccia e di aprire nuovi scenari politico-sociali: chi la mette in atto si assume i rischi della denuncia perché sa che le istanze di giustizia per cui agisce sono di gran lunga più importanti delle leggi in vigore e potrebbero, in caso di sentenza favorevole per gli imputati, fare da apripista per una società più equa.

Per questi motivi chiedo a chiunque abbia a cuore una società più giusta e meno violenta di sostenere tutti questi attivisti che il 28 aprile 2017 - che peraltro è una data storica perché ricorre la liberazione dei cani da quell'altro luogo infernale che era Green Hill - dovranno affrontare la prima udienza di un processo nei loro confronti - intentato dall' Università degli Studi di Milano e Consiglio Nazionale delle Ricerche – Dipartimento di Neuroscienze  - per invasione di edificio pubblico, violenza privata e danneggiamento.

Purtroppo abbiamo un sistema giuridico che considera legittimo imprigionare e violentare i corpi di invidui senzienti e giudica criminoso l'atto di volerli liberare. Un sistema giudirico schizofrenico che da una parte condanna i maltrattamenti degli animali - riconoscendone quindi implicitamente la capacità di soffrire, sentire, provare emozioni, quindi la senzienza - e dall'altra ne legittima il dominio, l'abuso, lo sfruttamento, la tortura, l'uccisione.

Sostenendo gli attivisti si sostiene la lotta per un mondo più giusto e libero per tutti, per un sistema giuridico più sano e libertario e più vicino ai valori del rispetto di ogni individuo - a prescindere dalla specie, genere o etnia di appartenenza - e anche, ovviamente, per una scienza che sia davvero tale, ossia capace di dialogare con la collettività e di trovare cure e rimedi efficaci senza dover uccidere individui considerati arbitrariamente inferiori.
 

sabato 24 gennaio 2015

Green Hill condannato

Una foto storica, bellissima: il momento della prima liberazione dei Beagle da Green Hill

La settimana mondiale per l'abolizione della carne è al via. (Tornerò più tardi a scriverne). Non poteva iniziare in un modo migliore, con un evento che non è esagerato definire storico.

Oggi, infatti, sono state rese note le sentenze relative al processo Green Hill.
Riportiamo dalla fonte LAV.

" Oggi 23 gennaio l’allevamento Green Hill è stato condannato in primo grado dal Tribunale di Brescia."
"Le motivazioni della sentenza saranno depositate tra 60 giorni.

1)    è stato condannato dal Tribunale di Brescia per il reato di maltrattamento e di uccisione di animali (articoli 544bis e 544ter del Codice penale): una sentenza memorabile, destinata a fare giurisprudenza, capace di fare emergere l’amara realtà delle sofferenze inflitte ai cani allevati a fini sperimentali dalla succursale della multinazionale Marshall. 

2)    Sconfitto con il sequestro probatorio di tutti i beagle (luglio 2012), ora confiscati dal Giudice. Una vicenda senza precedenti in Italia e nel mondo per numero di animali “da esperimento”, circa 3000 definitivamente salvi, e per i suoi risvolti giudiziari: la legalità e il rispetto del benessere animale sono principi vincolanti, per legge, anche in settori come la sperimentazione. 

3)    Per legge, inoltre, Green Hill non potrà comunque riaprire perché il Decreto Legislativo 26/2014, approvato alcuni mesi fa, vieta l’allevamento di cani, gatti e primati destinati ad esperimenti, a seguito di un’altra battaglia della LAV (www.lav.it) ."

Questo risultato è la dimostrazione "di come si possono raggiungere risultati concreti partendo da un sogno, da un'idea - se le motivazioni sono forti e lo scopo è chiaro" - così scrive Rita Ciatti sul suo blog, parlando del libro intitolato "Fermare Green Hill" che di recente è stato pubblicato per riassumere l'intera vicenda - a cura del coordinamento "Fermare Green Hill".

La sentenza è stata riportata dai media:
il video su Teletutto; l'articolo su La Stampa, nella sua pagina La Zampa; l'articolo sul Fatto Quotidiano (che titola: "nell'allevamento morirono 6023 beagle").

Tutto era nato in sordina e via via era cresciuto, in termini di organizzazione e di attenzione suscitata nei media: fino a quel giorno, il giorno del coraggio degli attivisti, che hanno superato i confini esterni di quel luogo angosciante e angoscioso per i suoi prigionieri, e che li hanno liberati, portandoli per la prima volta alla luce del sole, a respirare l'aria libera. Era il 2012. L'anno successivo, come in un virtuoso effetto domino, c'era stata l'azione di disobbedienza civile dell'occupazione dello stabulario della facoltà di farmacologia di Milano - ne parla sempre Rita Ciatti.

Questi gesti, dalla fortissima carica simbolica, oltre che dalla rilevante efficacia in termini pratici e concreti, hanno portato le azioni animaliste su nuovi livelli, aggiungendo strumenti e opzioni alle esistenti e già variegate possibilità di impegno per la liberazione degli altri animali dai luoghi di soggezione, prigionia, tortura e morte escogitati e organizzati dagli umani.
Hanno fatto conoscere l'esistenza di questi non-luoghi oscuri, refrattari agli sguardi - seppure sotto gli occhi di tutti, ogni giorno, sotto forma di capannoni anonimi nelle periferie delle città. Hanno portato alla consapevolezza di un numero forse prima insperabile di cittadini, dell'esistenza della vivisezione, nodo cruento e altamente problematico e drammatico dell'uso innescato contro gli altri animali. Tutti i praticanti e i sostenitori della vivisezione, si sono trovati quasi dall'oggi al domani, nella necessità di dover spiegare e giustificare il loro operato, non più ammantato da un malinteso senso di ineluttibilità e intoccabilità pressoché sacra con alibi scientifico. Sono aumentate le occasioni di dibattito e di divulgazione dei numerosi, acclarati ed efficaci metodi sperimentali animal free - e dunque cruelty free.

Pratica e azione di liberazione e riflessione teorica e filosofica pro animali, si sono date slancio reciproco, aprendo strade per nuove proposte etiche e nuove riflessioni sulle buone prariche da mettere in campo e attivare per non far mai ammutolire e rimpicciolire l'attenzione nei confronti degli altrianimali.

(e... sì... ci saranno altri post su questi argomenti.




venerdì 2 maggio 2014

Tre minuti per raccontare una veglia

Ad Alzate di Momo (No), 27 aprile 2014  - la veglia nel secondo anniversario dlela liberaziione di Green Hill

C'è un video-collage di foto, qui sotto (colonna sonora, un brano del pianista compositore Ludovico Einaudi).. Per non sottrargli attenzione, aggiungo poche, pochissime frasi. Telegrafiche.

La scenografia coi lumini è una veglia, una commemorazione, creerà di sicuro un cortocircuito di deja vu in chi la osserva: rimandi a situazioni, occasioni, eventi simili - che comunque in vari svariati modi hanno a che fare con la dipartita. Non solo in Italia (in Messico, per esempio?).

Soprattutto: in questa occasione, per la sua particolarissima modalità, c'erano umani, ma c'erano anche cani - cioè altriAnimali - presenti alla veglia.
Controcanto: gli Animali NON sono passivi, ma resistono, si ribellano, lottano, scappano, evadono, latitano, chideono aiuto, escogitano piani per resistere e per fuggire. Che questo non  si veda - poiché la loro unica arma è il loro stesso corpo, opposto all'immensa e diffusa macchina disgregatrice che li vuole solo annientati - è tutt'altra questione. Conto di tornarci su.



Grazie Deb
"Illuminiamo la vivisezione con Animal Amnesty - 27/04/2014 - secondo anniversario della liberazione di Green Hill - Alzate di Momo (Novara) - allevamento di cavie Bettinardi

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