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mercoledì 3 settembre 2014

Veganche ...noi - gita a Vimercate con cani


Il Veganch'io è bello anche per striscioni come questi


Sono andato al Veganch'io. Anche io, insieme ai miei cani Lisa, Maika e Chicco, ho fatto una visita a Vimercate. Conoscevo già questo veg-fest, c'ero già stato  in un paio di occasioni.
Mi piace il contesto: il tendone-mensa dove si tengono anche le conferenze e c'è pure il bancone dei libri - una vera tentazione per me, anche quest'anno ho speso più di quello che avrei potuto, mi sono detto però che son sempre soldi ben spesi quelli spesi in libri; e poi magari potrò parlarne qui dopo averli letti. 
E poi: lo spiazzo degli stand all'aperto, nel parco, che quando c'è il sole, come sabato, il giorno della nostra gita, puoi trasformare il tutto in un rilassante riposo in mezzo al prato - come ha fatto la piccola Lisa, mentre i più giovani Chicco e Maika correvano in  lungo e in largo, a farsi dare carezze e complimenti da tutti, ma proprio da tutti.

lo spiazzo degli stand


Dalla tarda mattina alle prime ombre della sera, ho potuto fare tutto quello che c'è da fare in un contesto simile: ho comprato i libri, ho gustato le pietanze vegane, ho chiacchierato con persone, ho visitato gli stand, ho sorriso a tanti.
Ecco, soprattutto, ho sorriso, perché il Veganch'io ha su di me l'effetto di rigenerare forze e fiducia, in un ambiente che è come-dovrebbe-essere: vegan, sinceramente antispecista e animalista, quindi davvero amico degli animali non umani, che qui finalmente sono liberi di esprimersi in libertà, essere se stessi, lontano dalle persone del - posso dirlo? - spesso brutto e ostile cosiddetto 'mondo normale', dove è pieno di gente che "io amo i cani, guardi, ne ho avuti tanti, però..." .
Una Zona Temporaneamente Liberata - ne ha parlato Adriano Fragano di Veganzetta, nel workshop intitolato alle "Strategie e tattiche del movimento antispecista" - dove si vive in concreto, nella prassi, come direbbe qualcuno, ma soprattutto - come direi io - in modo reale, consapevole ma spontaneo, quello che viene teorizzato e auspicato dal pensiero antispecista: una comunità di persone di varie specie (umani, canini, per limitarsi ai due più evidenti), di ogni età e sesso, che hanno trovato i modi per stare vicine e convivere in modo che il rispetto reciproco non limiti la libertà espressiva individuale - o viceversa. Un luogo dove non sono solo parole vuote, i concetti di 'amore', ' relazione', 'ascolto', 'rispetto', 'convivenza', e dove si scopre con sollievo e sorpresa che per dare corpo e sostanza reale e quotidiana a questi concetti non occorre elaborare sforzi utopici, ma è sufficiente prestarsi attenzione reciproca, con i conseguenti atti concreti che ne possono derivare, magari semplicemente assecondando un contesto che noi stessi abbiamo contribuito a generare - il contesto di uno spazio libero, almeno per pochi giorni.




Meglio: l'ambiente amichevole del fest - di questo fest - è il viatico ideale per lasciar scorrere libere dentro di sé le emozioni interiorizzate dopo magari anni di vita e pratica e pensiero e studio e attività vegan, antispecista, di volontariato. Il modo per essere del tutto, completamente se-stessi-per-un-giorno - un giorno che si vorrebbe lungo un anno.




Ho potuto fermarmi a conoscere meglio le attività di due stand, di cui appaiono le foto qui sotto. Spero di poterci tornare con dei post dedicati a ciascuno di loro:

ANTISPECISMO E LIBERAZIONE



LA COLLINA DEI CONIGLI

lunedì 18 novembre 2013

Sbaguttrailer: il post numero 0





S'inizia con questo haiku:


1676 – mu kigo – 100911
Sbaguttisco
La confidenza lenta
Risvegliamento


Avevo intenzione di scrivere tutt'altro post come esordio. Ma tutto sommato, è meglio che non l'abbia scritto come lo avevo pensato: sarebbe stato una via di mezzo tra un editoriale di magazine provinciale e pretenzioso alla-vorrei-ma-non-riesco e un copiaeincolla pseudo-universitario per una tesina sulla poesia haiku giapponese. Forse? O forse no.

Di haiku (anche di quello che trovate all'inizio) si scriverà e leggerà (chi ne sarà incuriosito), così come si scriverà di poesia in generale (leggere poesia svela molte più cose su chi di vivo ci stia intorno che non tutta la tua scienza, Orazio). Vorrei che si possa qui in futuro scrivere tanto tantissimo di e con altranimali – e di espressioni creative umanimali e magari altranimali, se ne sarò capace o se amici vorranno assistermi.

E tanti altri spunti, che già ora si immaginano già brillar sullo schermo – meglio, SUGLI schermi – scalpitano per venire alla luce. La mia tastiera ha le doglie.

Quel che voglio dire qui è solo un accenno ai motivi del nome di questo blog: un primo motivo è il mio essere sempre timido ai limiti della scontrosità, e di metterci perciò molto più tempo di molti altri più dinamici e magari emotivamente fortunati umani: a fare amicizia, a capire tante cose essenziali dellanella vita, a darmi coraggio; a riprendermi dalle ferite amorose; (ecc.); ad approcciare l'interfaccia per plasmare il blog … a organizzare le idee lottando contro la pigrizia.

Idee; in questo spazio ci sogno e immagino: poesie, chiacchiere con amici e persone interessanti, interviste, tantissimi altranimali e umanimali, storie. E tanti, ma tantissimi altranimali (non è una ripetizione, né un lapsus).


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