Lo scrivono tutti - e non poteva essere altrimenti. Il suo nome e i suoi disegni che trovi delicatamente arguti, rimbalzano di sito in sito, di giornale in giornale. Ma tutti lo conoscono solo col cognome: Mordillo.
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mercoledì 3 luglio 2019
venerdì 14 giugno 2019
Animali Infelici - Il cerbiatto orfano
Forse in Spagna cacciano anche così (la fonte, infatti è Animanaturalis, organizzazione internazionale non profit che si trova in Spagna e America Latina).
Questo cerbiatto ha confuso un bersaglio di pratica di tiro con la propria mamma.
La domanda cruciale è: come è finito lì, questo piccolo cerbiatto? è stato catturato dai cacciatori, come ulteriore attacco alla sua esistenza, e alla esistenza degli animali non umani?
Il suo presente ti richiama prepotentemente alla memoria le sfortunate, disgraziate piccole scimmie rese orfane da Harlow, nei suoi foschi esperimenti sulla deprivazione materna; il suo futuro è una incognita del tutto nelle mani di invisibili quanto invadenti, invasori umani - e non ti sembra tanto roseo...
Questo cerbiatto ha confuso un bersaglio di pratica di tiro con la propria mamma.
La domanda cruciale è: come è finito lì, questo piccolo cerbiatto? è stato catturato dai cacciatori, come ulteriore attacco alla sua esistenza, e alla esistenza degli animali non umani?
Il suo presente ti richiama prepotentemente alla memoria le sfortunate, disgraziate piccole scimmie rese orfane da Harlow, nei suoi foschi esperimenti sulla deprivazione materna; il suo futuro è una incognita del tutto nelle mani di invisibili quanto invadenti, invasori umani - e non ti sembra tanto roseo...
lunedì 8 ottobre 2018
NOmattatoio difende i cinghiali di Roma
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NOmattatoio
si schiera contro il previsto piano di deportazione e conseguente uccisione dei
cinghiali a Roma e chiede che la Sindaca di Roma V. Raggi non firmi e/o non
ratifichi il protocollo d’Intesa tra Comune di Roma e Regione Lazio per
l’attuazione delle uccisioni, per ragioni in punto di diritto ed etologiche; e
chiede di essere ricevuto in Campidoglio e/o in ogni sede competente per
sostenere le proprie argomentazioni.
domenica 23 settembre 2018
sabato 22 settembre 2018
Chi lo dice: Atto di Dio
Tu sei un blog che ha quasi cinque anni. Sei il blog di Giovanni, che ti ha fatto nascere quasi cinque anni fa. Ti ha fatto nascere perché voleva un blog, che fosse tutto suo, e sul blog voleva scrivere delle cose che gli interessavano.
Tu sei un blog che, quando si guarda dentro, si scopre pieno di immagini e ancor più pieno di parole. Ma forse, parole e immagini, sono quasi a pari, perché c'è stato un anno intero, o quasi, quando sul blog, di parole, non ne sono apparse nemmeno una.
A te, blog, comunque, ti hanno detto che ti chiami La Confidenza Lenta. Ti piace come nome, ti fa immaginarti in un posto, dove sei per raccontare storie. Un giorno, ti piacerebbe raccontare la tua, di storia. Oggi, però, devi raccontare un'altra storia.
Questa altra storia che devi raccontare, apparirà sulla tua pagina, perché sei un blog che si presenta fatto di pagine e queste pagine scorrono sugli schermi dei computer di chi viene a visitarti.
Questa altra storia la devi raccontare, ma è un dovere che è anche un piacere. Così, puoi dire anche che sei un blog che la storia, questa storia, la vuole raccontare.
Così, ti accorgi che, in men che non si dica, le storie che vuoi raccontare, sono già due.
Una però deve aspettare: quella che deve aspettare e la storia che parla di te, che sei il blog La Confidenza Lenta, che Giovanni ha fatto nascere quasi cinque anni fa.
Invece, non aspetterà la storia dell'Atto di Dio: che è una storia raccontata da Giacomo Nanni...
domenica 16 settembre 2018
Il canto nel cielo
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| dal corteo fiorentino contro la caccia, sabato 15 settembre 2018 - foto di Claudia Storai |
Il corteo anticaccia a Firenze, sabato, organizzato dalla Lac, è stato molto partecipato, da tutta Italia.
domenica 2 settembre 2018
sabato 1 settembre 2018
Ricominciano i giorni della paura per gli animali: ritornano i cacciatori
Il mese di settembre è ogni anno funestato e insanguinato dal ritorno dei cacciatori, che invadono, devastano, terrorizzano e uccidono, Imperversano come orde di predoni, di ladri e assassini, legalmente impuniti e dunque ancor più prepotenti, arroganti.
martedì 20 febbraio 2018
AIUTO! una favola a fumetti
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| © Yi Yang, per gentile concessione - da pagina Facebook |
... eccoli qui, gli animali protagonisti della storia disegnata (a fumetti) AIUTO!: immaginata da Isaak Friedl e disegnata in modo devastante da Yi Yang.
Il racconto è una favola nera, che più nera non si può: la crudeltà va in scena, l'eccesso è la regola. Per vie fortunose e traverse, hai scoperto questo fumetto; lo hai preso. Poi hai scoperto che ha un seguito, intitolato AIUTO - Fratelli: hai preso e letto anche quello. Hai preso anche l'albo attualmente in edicola della collana antologica bonelliana Le Storie, scritto da Isaak Friedl e disegnato da Stevan Subic.
In questo post, non parlerai de 'Il terzo giorno' (il titolo dell'albo delle Storie bonelliane), e solo in parte di AIUTO - Fratelli (per il quale, se Isaak Friedl vorrà, ti piacerebbe fare un post dedicato). In questo post, parlerai solo del primo albo - anzi, per la verità, ne parlerà lui, cioè l'autore, che ha risposto via social alle tue domande...
martedì 13 febbraio 2018
L'etica è fatta a scale (?) c'è chi scende c'è chi sale
Certi papà, insieme ai figli giocano coi trenini, oppure gli insegnano a nuotare.
Certi papà, invece, escogitano disorientanti illusioni ottiche.
Come Lionel Penrose, che insieme a suo figlio Roger immaginò questa scala .
domenica 29 ottobre 2017
La ballata del cacciatore mentre la Valsusa brucia
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| attaccato ai lampioni di Pinerolo |
La Valsusa è in fiamme. Una estate siccitosa e ora gli incendi, stanno sfigurando interi versanti montani, stanno cancellando boschi, stanno sterminando migliaia di animali.
I soccorsi sono difficili. I volontari sono pochi. I mezzi sono insufficienti.
A quanto pare, solo una categoria di persone è presente, preparata, efficiente e dotata di mezzi: i cacciatori. Che si appostano a tendere imboscate agli animali terrorizzati e in fuga dalle fiamme.
Difficile immaginare un gesto che assomigli di più di questo a un tradimento, a un atto di guerra amorale e immorale, a una perversione. Su alcune pagine, cacciatori - che per altro affermano di 'amare i loro cani' - dicono che questa notizia è falsa.
Però, le puoi mettere vicino la notizia che d'ora in avanti, quelli che vanno per boschi, dovrebbero andare per boschi vestiti con giubbotti catarinfrangenti, per evitare di farsi sparare. I cacciatori sparano alla prima foglia che si muove, sparano senza riflettere, e spesso gli esiti sono tragici per altri umani, come ciclisti, podisti, cercatori di funghi o semplici escursionisti e passeggiatori, ai quali il bosco e la campagna sono preclusi per più giorni alla settimana, cioè quando individui armati scorazzano senza freni e senza criterio un po' ovunque, liberi di sparare - anche pericolosi per se stessi.
Perciò, molto volentieri, per tirarla in secco e sottrarla al flusso che la nasconderebbe molto presto, peschi dal mare magnum del social facebukkiano questa immagine, che oscilla tra la bolla luterana e il tazebao rivoluzionario, incrocio tra i cartoni disegnati dei cantastorie e i compiti di bella scrittura fatti sui banchi di scuola: una ballata del cacciatore, che si ispira a questa notizia, circolata ovunque come un meme, la notizia sui cacciatori che sparano agli animali tra le fiamme.
Chissà, forse potresti decidere di proporre anche prossimi 'meme venatori'- in fondo, già questo lo è: e, per inciso, son già due mesi che il terrore balistico imperversa per boschi e campagne.
Sulla caccia, hai già scritto. Quindi, non c'è ragione per smettere - a meno che non smetta anche la caccia...
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| intanto, in Valsusa... |
sabato 21 ottobre 2017
Cosa pensate che sia, la caccia?
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| Per dire Bastasparare, cercate dove andare a firmare |
A Milano, il Comune vieta alla Lav di affiggere i suoi recenti manifesti contro la caccia.
Il motivo? Lo leggiamo in questa notizia: le immagini, sono state giudicate "fortemente evocative del tema della morte" e per questo messi al bando. Leggi: "A garanzia e tutela verso tutti quei cittadini particolarmente
sensibili che scelgono di non prendere parte alla caccia". E ti sembra
di essere tornato indietro nel tempo, quando la legge vietava spettacoli
crudeli, strazio e sevizie pubbliche, a tutela della sensibilità dei
cittadini.
Gli animali non possono 'scegliere' di 'non prendere parte' (che giro di parole, come se si stesse parlando di una gita organizzata a Gardaland o al Museo Egizio, per dire), possono solo cercare di non evocare troppo la morte.
Il Comune di Milano censura i manifesti della Lav contro la ca
Ti chiedi: che cosa avrebbero dovuto evocare, immagini pensate contro la caccia? In base a quale ipocrita sensibilità, doppio standard, sfasamento del pensiero, dissonanza cognitiva, i milanesi di corsa per le strade della città - dove, per altro, non sono attenti ad alcuno stimolo, dei pur troppi stimoli con cui sono quotidianamente bombardati - rimarrebbero turbati da queste immagini, dai volti e dai corpi di questi cadaveri di morti innocenti?
Gli animali non possono 'scegliere' di 'non prendere parte' (che giro di parole, come se si stesse parlando di una gita organizzata a Gardaland o al Museo Egizio, per dire), possono solo cercare di non evocare troppo la morte.
Il Comune di Milano censura i manifesti della Lav contro la ca
Ti chiedi: che cosa avrebbero dovuto evocare, immagini pensate contro la caccia? In base a quale ipocrita sensibilità, doppio standard, sfasamento del pensiero, dissonanza cognitiva, i milanesi di corsa per le strade della città - dove, per altro, non sono attenti ad alcuno stimolo, dei pur troppi stimoli con cui sono quotidianamente bombardati - rimarrebbero turbati da queste immagini, dai volti e dai corpi di questi cadaveri di morti innocenti?
Non sanno, i milanesi, cosa è la caccia?
Glielo elenchiamo qui:
La caccia è sopraffazione della vita libera e sensibile;
la caccia è profitto, giro di denaro in moltissimi modi, tutti collegati (le armi e i vestiti dei cacciatori, gli allevatori dei cani, le licenze, i ristoranti, i ripopolamenti);
la caccia è palestra di violenza non solo interspecifica, ma pure intraspecifica;
la caccia è maschilismo;
la caccia è il culto pericoloso del più forte (? sic);
la caccia è invasione della casa altrui, nei boschi, nei prati, nelle macchie non ancora soffocate dalla tecnoagricoltura, nelle aree palustri, nei pressi di spiagge e scogliere, infine anche vicino alle case di altri umani;
la caccia è la pratica dei 'prelievi' (parola mistificatoria e bugiarda per giustificare lo scorazzare incontrollato di individui armati e pericolosi);
la caccia è paura;
la caccia è dolore;
la caccia è violenza;
la caccia è morte cruenta.
Glielo elenchiamo qui:
La caccia è sopraffazione della vita libera e sensibile;
la caccia è profitto, giro di denaro in moltissimi modi, tutti collegati (le armi e i vestiti dei cacciatori, gli allevatori dei cani, le licenze, i ristoranti, i ripopolamenti);
la caccia è palestra di violenza non solo interspecifica, ma pure intraspecifica;
la caccia è maschilismo;
la caccia è il culto pericoloso del più forte (? sic);
la caccia è invasione della casa altrui, nei boschi, nei prati, nelle macchie non ancora soffocate dalla tecnoagricoltura, nelle aree palustri, nei pressi di spiagge e scogliere, infine anche vicino alle case di altri umani;
la caccia è la pratica dei 'prelievi' (parola mistificatoria e bugiarda per giustificare lo scorazzare incontrollato di individui armati e pericolosi);
la caccia è paura;
la caccia è dolore;
la caccia è violenza;
la caccia è morte cruenta.
Tu preferisci:
domenica 3 settembre 2017
Ta Pum dei cacciatori
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| quella 'cosa rossa' , la morte sproporzionata |
Dopo l'estate torrida, dopo la siccità, dopo gli incendi. sempre a zigzagare tra periferie urbane e zone naturali assediate dalla invadenza umana, da sabato 2 settembre, tocca agli altri animali fronteggiare l'ennesimo attaco: quello della riapertura della caccia.
sui siti dedicati ci sono tutti i dettagli dei calendari, , con solo un breve accenno di passaggio alle 'richieste degli animalisti e dell'ISPRA: "'l'appello di Ispra e degli animalisti, come abbiamo visto, hanno portato ad alcune piccole modifiche. Purtroppo, poche cose.
In Italia la caccia comntinua a rimanere legale.
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| Come ottenere il divieto di caccia sul proprio terreno |
I cacciatori non hanno scrupoli, accusano violentemente di violenza ed estremismo tutte le persone che si impegnano a mettersi dalla parte degli animali selvatici vittime della caccia. In un commento hai letto postato su un sito dedicato alla caccia, che se
"I SIGG ANIMALARI ,EH SE POTESSERO ESSERE INSRITI NELLE SPECIE CACCIABILI SAI CHE SPASSO"
non serve aggiungere altro . (a parte il fatto che la frase virgolettata è testuale, identica così come la leggete, con maiuscole, errori e intercalari).
venerdì 1 settembre 2017
giovedì 23 marzo 2017
Il lupo delle Valli Ticinesi
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| @ keystone |
Da millenni, ormai, homo si è considerato separato dall'interezza degli altri viventi, si è ritagliato uno spazio solipsistico, sterilizzato e chiuso ermeticamente - soprattutto a livello di rappresentazione di se stessi e della realtà circostante. Una delle conseguenze - forse LA conseguenza, di sicuro tra le più gravi e foriere di catastrofi - è la reificazione degli esseri viventi, la cancellazione delle individualità, l'omologazione, livellamento, delle diversità. E, quindi, la loro (s)oppressione, l'aggressione che viene mossa nei loro confronti, quando sono inconsapevoli colpevoli della violazione di regole decise unilateralmente dagli umani, con pesante squilibrio della distribuzione dei vantaggi e delle (non)reciprocità. Tutto questo linguaggio difficile - che hai scoperto leggendo i testi di molti autori che se ne occupano - per dire che troppo spesso gli animali sono marchiati come 'invasori', 'minaccia', da 'eliminare', 'eradicare'. La pena - già di per sé decisione iniqua di inarrivabile prepotenza - è solo una: la morte.
Per esempio...
Questo bel lupo non ha un nome, ma solo una sigla. Non è più un individuo, ma un pezzo intercambiabile del modello astratto lupino. Il suo 'abbattimento' (una esecuzione col nome che le viene dato quando si parla di animali non umani) è stato deciso dalle massime autorità. Il DNA lo ha inchiodato: il lupo M è un 'predatore', che ha ucciso 32 volte. Trentadue vittime, non di un serial killer, ma di un cacciatore naturale che si è procurato cibo nel modo principale che conosce, in un ambiente che gli è ostile e che gli sta sempre più stretto, dove le risorse per lui sono sempre meno accessibili e abbondanti. Chi sono le sue vittime? Per le autorità, sono, in realtà, altre 'cose', a uso e consumo degli umani: sono 'capi di bestiame', sono 'animali da reddito': la loro vita non vale per se stessa o per loro, né è di loro proprietà. La loro vita è stata spossessata dagli umani, che mentre sembrano preoccuparsi della loro incolumità e sicurezza, si stanno in realtà preoccupando dei loro calcoli e profitti economici e commerciali.
In un susseguirsi dettagliatissimo di cifre, statistiche, elenchi e numerazioni (in questo senso, forse, nella burocratizzazione anodina del flusso della vita, del suoi mescolare insieme morte e sopravvivenza, cura e fuga, sta l'intrinseco 'nazismo' bashevis-singeriano delle società umane nei confronti degli alteranimali non umani), scopriamo che il lupo M ha superato la soglia massima consentita a un predatore in un mese, ed è perciò diventato un fuorilegge, un ladro, un rapinatore. Perché abbia compiuto così tante uccisioni, a nessuno interessa, così come interessa a nessuno della vita degli animali che ha ucciso. Quelle vite 'contano', - sono contabilizzate - solo in un bilancio di impresa. Sono dei segni meno, delle perdite, che vanno arginate per non intaccare il profitto.
La sua condanna a morte ha un nome: articolo 9bis dell'Ordinanza federale sulla caccia e la protezione dei mammiferi e uccelli selvatici (OCP) (vedere le parole 'caccia' e 'protezione' nella stessa frase, ti procura sempre una strana sgradevole vertigine, una sorta di labirintite).
Ci sarà la supervisione dei guardiacaccia.
Il lupo M deve riuscire a nascondersi per 60 giorni: dopo i quali, l'autorizzazione allo 'sparate a vista per uccidere' contro di lui, a quanto apre, perderà di validità...
giovedì 2 febbraio 2017
Se un pomeriggio d'inverno passeggiando coi cani...
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| questa NON è una cartuccia (Magritte, aiutami tu)... |
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| il prezzo per i sogni e la vita di un altro individuo ignaro? |
Qui attorno è tutta campagna. Solo che la 'campagna' è la cosa più artificialmente naturale che si possa immaginare: giri lo sguardo ruotando su te stesso, come un pigro derviscio, e non puoi scorgere nemmeno un fazzoletto di natura naturale - qualunque cosa questo significhi - cioè di natura dove l'umano non abbia messo mano, dove non sia intervenuto in qualsivoglia modo.
Facendo quel che fa perché si reputa e si definisce come 'altro' dalla natura e dai suoi abitanti - gli animali: l'altro più altro che c'è. Vero: ci sono pertugi interstiziali, come le tane delle talpe, come i sassi in fondo ai canali, come le crepe nei muri del cimitero, dove l'uomo non arriva - perché non se ne accorge, perché non li vede, perché se ne disinteressa.
Ma sostanzialmente, la fantasmagoria antropica è pervasiva fino all'orizzonte e oltre.
Tutte queste considerazioni, naturalmente, sono solo una piccola cornice, una introduzione, per provare ad attutire lo - SCHIFO - che hai provato quando hai trovato questa 'cosa'. Quando stavi passeggiando per le strade sterrate e i terrapieni dei campi, insieme ai tuoi cani, felici di toccare, pestare e annusare e mangiare fango, erba, sassi, odori, sentori, umidori.
Poiché questa 'cosa' non è piccola e ha colori accesi, ti è letteralmente saltati agli occhi, subito. Così come subito hai intuito-capito di che cosa si tratta - anche se hai provato a negarne la realtà, "magari è un raudo di capodanno" ti sei detto, ingenuamente. L'hai raccolta e messa nella tasca del giubbotto, e intanto rimembravi gli echi delle detonazioni che potevi sentire fino a non pochi giorni fa, in gennaio, nei fine settimana: gli spari fragorosi dei cacciatori, invisibili nelle brume delle piatte campagne, eppure presenti e letali. Letali perché ossessionati, perché ciechi, perché affamati di morte, perché orgogliosi di distribuire terrore e scompiglio nei cuori di animali che già devono vivere letteralmente circondati da prodotti umani, umani che hanno rimodellato interi territori, paesaggi. Quando sentivi quegli spari, qualche settimana fa, ti sembrava come se stessi vivendo una storia alternativa (o magari un assaggio del futuro di odio reciproco?), una storia fatta di guerra civile, di spari, di imboscate, di invasioni, di nemici, di improvvise sparatorie; dove tu sei disarmato e ti senti a tradimento del tutto vulnerabile, inerme, indifeso. Vittima potenziale e destinata. E cosciente della sostanziale inutilità dei tuoi vestiti - per non parlare della fragilità del tuo corpo.
Non sarebbe la prima volta che i cacciatori - che sparano senza riflettere appena gli sembra di scorgere la parvenza di un accenno di una figura indistinta che inizia a interrompere la propria immobilità - fanno fuoco, sfogano la loro canna e ammazzano qualcuno che non c'entra niente. (Sì: è un punto di vista antropocentrico e, tutt'al più giornalistico nel senso automatico della cronaca, spesso scritta per riflesso condizionato e con cliché assortiti; lo sai benissimo che anche gli animali non umani, così tenacemente e crudelmente perseguitati dai cacciatori, non c'entrano niente). Perché sparano vicino alle abitazioni: la 'cosa' l'hai trovata a meno di un chilometro dalle prime case, semi nascosta dalle erbe delle rive del canale, sul fondo del quale ancora resiste una lastra di ghiaccio sottile. Perché le loro munizioni - degli uomini armati - sono studiate per coprire ampie distanze, per essere ad 'elevata penetrazione' (uno stupro mortifero).
Una volta a casa: hai fotografato da tutte le angolazioni questa cosa, l'hai cercata - e trovata, subito! - su Internet. Hai trovato il sito dove la vendono, ché il nome della ditta è impresso chiaramente sulla 'cosa' - la quale è, per la cronaca, un 'bossolo innescato'.
Il sito, come è? Un normale, banale, tranquillo sito di vendita, una vetrina commerciale, di una ditta che espone in catalogo i suoi prodotti, ne dettaglia le qualità tecniche e ne descrive i parametri. Arrivando persino a suggerire per quali 'prede' (è scritto proprio così: gli animali non hanno vita propria e significativa, se non in quanto prede-oggetti premio) questa o quella cartuccia è consigliata.
" Con la sua vasta gamma di cartucce da caccia e con la ricerca di nuove
soluzioni tecnologiche, Xxxxxxxxx risponde, sin dalla sua fondazione, alle
esigenze di una grande condivisa passione, che ha saputo costantemente
evolversi per restare sempre all’avanguardia.
La caccia moderna, infatti, è una disciplina che non dimentica le sue tradizioni e che consolida i suoi irrinunciabili valori etici e di amore per la natura, con un approccio scientifico e biologico, nel quale notevole importanza riveste la specializzazione delle cartucce, cheXxxxxxxx diversifica per tipologia di fauna, distanza di tiro e condizioni ambientali."
La caccia moderna, infatti, è una disciplina che non dimentica le sue tradizioni e che consolida i suoi irrinunciabili valori etici e di amore per la natura, con un approccio scientifico e biologico, nel quale notevole importanza riveste la specializzazione delle cartucce, cheXxxxxxxx diversifica per tipologia di fauna, distanza di tiro e condizioni ambientali."
Questo l'esordio della parte del sito dedicata alla caccia. Le parole usate sono tutte salienti. I prodotti sono diversificati, pur avendo, a tuo parere, un tratto comune: la gestione della paura (inflitta o subita e quindi da controbattere) e l'eccellenza della performance (con alcuni subliminali suggerimenti sessualizzati-sessisti, che sono facili da scoprire, navigando tra le varie sezioni; nulla di nuovo, ché il paradigma è quello consueto: maschio, eterosessuale, bianco, ricco).
lunedì 12 settembre 2016
Haiku sotto le fucilate della caccia
che colpo cupo
ripetuto vicino
il cuore in gola
Lepre nei prati
Non mai un cacciatore
Sulle mie orme!
Alcuni degli Haiku scritti sulla ripa di un campo, in autunno avanzato. Qualche tempo fa.
Al tramonto. A passeggio con Stella. Il silenzio viene rotto dai rimbombi dei fucili. La paura stringe il cuore e diventa urgente ritornare sui propri passi, per il rischio di venire colpiti. Sentirsi come in guerra, sentirsi catturati in una imboscata teaditrice.
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| Bisogna capovolgere i punti di vista. Entrare nella pelle di un altro |
giovedì 1 settembre 2016
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