Ritorna Canile 3.0, anzi è già tornato, con Luca Spennacchio.
L'episodio numero 7 va a scoprire il Rifugio Rocky: tanti cani abbaiosi e curiosi, tanta organizzazione umana e molte parole che vanno a toccare argomenti critici, come le staffette o le epidemie in canile.
lupi di notte sui monti Beschidi, nei pressi di Bielsko Biała in Slesia - Polonia
Il lupo...desiderio tremante di incontrarlo, immaginazione da bambino.
Col lupo, noi sapiens, siamo forse legati a filo doppio...
A proposito di rewilding, di corridoi, di spazi lasciati liberi dalla antropizzazione soffocante, del ripristino delle case-habitat di animali altri non umani, ti ritornano in mente le domande sulla nostra effettiva capaci-abilità-volontà di convivere e condividere spazi con animali liberi e selvatici - lasciando loro la piena libertà, in ogni sua possibile accezione: etica, etologica, ecologica. Ridando autodeterminazione, spirito e volontà al pianeta non umano.
La antropomorfizzazione planetaria è ha livelli di saturazione.
?: Siamo capaci di trovare soluzioni che non diano più spazio alla ossessione mortifera e assassina dei cacciatori, che si autoproclamano come la unica soluzione - quando invece sono un problema.
Se i lupi intorno all'abitato fanno notizia, (anche se dipende da come viene data la notizia, è vero), forse dobbiamo ancora fare un bel sospiro, contare fino a 10, o magari 100 e ripensare a un po' di cose, a proposito dei nostri rapporti e modi di interagire con gli altri animali, per non parlare dei vegetali - oltre che a ripensarci, ripensare noi stessi, chi e come vogliamo essere.
Intanto, i lupi ululano.
i primi due video - su Wolf Conservation Center.
il terzo video: Ululato lupo appenninico in natura - Foto-videotrappola IR Plus 110 gradi
Che cosa possa significare una giornata come quella romana dedicata alla Fine dello Specismo, lo racconta questo video emozionante, a chiosa di questo incontro indimenticabile.
Questa gorilla
è una mamma, che è felice di passare il tempo giocando con suo figlio. A
te è venuta in mente tua mamma, quando anche lei, con te piccolo
piccolo, faceva un gioco molto simile. Ma gli abbracci della gorilla
sono molto più protettivi e deliziati.
Si diceva l'altra sera che:
non sono gli Animali a essere simili a noi, Ma siamo NOI a essere simili a loro.
Certo, è una frase-slogan - e proprio in quanto frase slogan funziona.
La
sua missione è quella di scuotere le menti e risvegliare i cuori, che
comincino a pompare empatia e nuove considerazioni verso questi
numerosissimi nostri compagni e parenti - tutti loro come noi gettati
nel mondo (come direbbe quel diavolo di un Heidegger), l'unico mondo in
cui tutti abbiamo casa.
NB: il video è 'muto', ma basta cliccare sull'altoparlante per avere l'audio
Il primato incontestato in campo musicale non spetta agli umani, che sono forse i musicisti meno dotato del regno animale.
Si legge una frase simile nel capitolo 'Suono' scritto da Vincenzo Santarcangelo e presente nella antologia "A come animale - Voci per un bestiario dei sentimenti" (cura di Leonardo Caffo e Felice Cimatti), edita da Bompiani nel 2015.
Hai letto con estremo interesse e piacere questa antologia, e magari ci tornerai in futuro. Intanto, puoi sempre parlare dei contributi presi singolarmente - come in questo caso.
Quasi un fulmine a ciel sereno: dopo molti mesi, ritorna on the road il progetto Canile 3.0 di Luca Spennacchio, con un nuovo episodio, il sesto. Questo nuovo mini documentario, segna anche il tuo esordio come sponsor: il blog cresce, nel suo piccolo si fa sostenitore di iniziative in cui tu credi con sincerità e convinzione. Scoprirete il logo formato sponsor nei titoli di coda...
(ma non distrarti - e non distrarre - dal'argomento principale: la scoperta di una nuova struttura...)
Questa sera, insieme alla splendida, dolce compagnia dei tuoi cani - e la pioggia fuori - desideravi più che mai qualcosa di bello...
La musica strumentale del '500 e '600. Gli strumenti solistici più diffusi in Europa all'inizio del '500 sono l'organo e il liuto - l'uno per la grandiosità, l'altro per la facile suonabilità. In Francia c'è ancora la antica viella. Appaiono i primi clavicembalo (corda pizzicata) e clavicordo (corda percossa). In Inghilterra, in epoca Elisabettiana, è diffuso il virginale - specie di piccola spinetta a tastiera, con corde pizzicate da becco di penna.
L'inizio, in terra di Spagna: di notte, illuminazione artificiale, pioggia e una infinità di voci canine. Non sembra molto incoraggiante, invece il pathos si scioglierà alla luce del sole, con la scoperta di una realtà di recupero cani dal respiro realmente internazionale; il cambio di passo, l'aumentar della scala - rispetto alle risorse, agli spazi, al numero di cani coinvolti, al tipo di progettualità - è davanti ai nostri occhi.
Ecco: subito un bel cane e un bel gatto neri, per introdurre la seconda parte del video che Luca Spennacchio ha girato al Canile e Gattile Municipale Lilli e il Vagabondo di Parma.
Il colore nero è uno dei tanti sciocchi miti da smontare, tra quelli che affliggono cani e gatti e che è nell'elenco dei motivi per cui canili e gattili esistono. Che fanno tutti capo - chi più, chi meno - alla profonda non conoscenza sia di chi sia un cane, sia di chi sia un gatto.
Le parole formano i pensieri. Ai pensieri seguono le azioni. Le azioni diventano comportamenti. I comportamenti si fanno abitudini. Le abitudini creano il destino. O no?
... e finalmente ecco la nuova puntata del progetto on the road di Canile 3.0. Un ritorno 'al lavoro' in grande stile: la visita al Canile e Gattile Municipale di Parma è infatti divisa in due parti.
Niente cincischiamenti, siamo milanesi. Al centro della associazione Milano Zoofila ci sono loro: i cani, per i quali si pensano tutte le soluzioni, i seminari, le attività di cultura cinofila, i giochi, le passeggiate. L'elenco è incompleto, tutto si scopre mentre si guarda questo interessante mini documentario. Pubblicato da Luca a inizio agosto 2017.
Due momenti per te molto emozionanti: la storia di Pluto, canone epilettico; le passeggiate in città e al centro commerciale (quelle sul vetrosospeso! wow!)
Ah, tutto il progetto - che Luca sta portando avanti da solo e in totale autonomia - nasce dal libro Canile 3.0, che potete acquistare on line.
secondo post flashback, per riannodarmi con gli inizi della serie di documentari Canile 3.0, arrivata adesso al terzo episodio. Da qui in avanti, si procede man mano...
Momenti di commozione, come chiunque nella sua vita abbia deciso di stare passo passo con i cani, presto o tardi prova e scopre.
Grande entusiasmo e grande generosità, tanta gioventù umana di fronte a tanta senetudine canina: unite da tanta consapevolezza di chi è un cane - chi è veramente.
Questo è l'inizio col botto che il 'genio della lampada', aka 'multimilionario della fantasia' Luca Spennacchio ha proposto per avviare la sua serie Canile 3.0. Fine luglio 2017.
Sarà un viaggio lungo lungo, nello spazio di settimane che si srotoleranno in mesi che diventeranno anni. Alla scoperta di un intero universo: i rifugi, dove cani e umani tornano a incontrarsi.
In questo caso particolare, nello stesso rifugio convivono i
Alla fine, iscrivetevi al canale: il progetto vive di clic, perché solo così potrà in futuro avere una
ricaduta pratica, concreta, di benessere ulteriore per i cani.
(la serie Canile 3.0, i video documentari flash di Luca Spennacchio per far conoscere i rifugi per cani in Italia è ricominciata; ecco perché un flashback sui primi due episodi. Si (ri) comincia qui con 'Cuori con la coda' e 'Amici di Ohana') (un altro post, a breve, sarà per l'episodio #02).
Riprende Luca Spennacchio la sua missione - viaggio - inchiesta - tra rifugi e canili d'Italia. Per fare il punto sullo stato dell'arte. Sui problemi. Sulle forze e sulle debolezze. Sul volontariato e sulla cultura cinofila. Un viaggio che durerà due anni. Luca è convinto che i cani siano preziosi, che i cani siano da ascoltare, da vedere, da imparare; perché dai cani potrem(mo) trovare una nuova via per il futuro. Perciò ha pensato a questo progetto, e queste convinzioni gli danno la motivazione per affrontarne l'impegno lungo diversi anni.
Questa è la terza tappa, e tra le altre cose si sfiora lo scabroso argomento dei cani del sud.
Amici per un pelo è una struttura del comasco, e collabora con la svizzera Via di fuga, oltre che con volontari del meridione italiano. In questo modo, è diventata un crocevia tra due realtà molto diverse, oltre alla realtà italiana settentrionale. CLICCATE E GUARDATE.
Poi, iscrivetevi al canale: il progetto vive di clic, perché solo così potrà in futuro avere una ricaduta pratica, concreta, di benessere ulteriore per i cani.
Scrive Melanie Joy: "Il fine di tutti i movimenti per la giustizia è mettere in moto la testimonianza collettiva, così che le pratiche sociali riflettano i valori sociali". Nel suo libro "Perché amiamo i cani, mangiamo i maiali e indossiamo le mucche" (Sonda), Melanie Joy affronta il sistema del carnismo, la ideologia estensiva della nostra epoca, fondata su una quantità di violenza che viene tenuta nascosta e che è perciò difficile da immaginare, pensare, concepire. Dice: il carnismo teme la testimonianza come la più grande minaccia alla sua esistenza, alla persistenza del sistema, che dunque si organizza per prevenire la testimonianza.
Le proporzioni dell'ingiustizia agita contro gli animali non umani - ma anche contro un numero per niente piccolo di animali umani - sono immense, a un livello di scala mai raggiunto prima - e tanto più il sistema le occulta o le mistifica.
In proporzione, l'importanza della testimonianza, cresce al crescere delle dimensioni della violenza commessa e della giustizia che si vuole ottenere, che ci si pone come obiettivo.
La testimonianza degli umani che si impegnano per la giustizia animale (la chiami così solo per brevità discorsiva), cerca in modo instancabile, modi espressivi - il più variegati e numerosi possibili - senza permettersi di escluderne alcuno (almeno, speri e pensi che dovrebbe così essere).
"[La testimononianza] può assumere molte forme, inclusi dimostrazioni, veglie al lume di candela, striscioni, conferenze e creazioni artistiche. Storicamente, testimoniare è stato un atto creativo: pensa alla musica rivoluzionaria degli Anni Sessanta [...]". Sempre Melanie Joy.
Tu ci hai pensato, e tanto. Diresti che sta diventando uno dei temi che ti piacerebbe approfondire. La musica, comunque, trova sempre spazio qui sul blog - pensi che magari ne troverà pure di più, in futuro. Magari col solo motivo e il solo scopo di fare qualcosa di piacevole.
Per tornare al significato e alla importanza della testimonianza, ciò che se ne potrebbe scrivere e riflettere, è tanto, assai più ampio di una suggestione musicale: si può parlare di non violenza, di disobbedienza civile, di performance, di flash mob, di investigazioni, e tanto altro ancora, che abbia a che fare sia con le metodologie, che le tattiche, che le strategie, che gli obiettivi. Ci saranno post per questi argomenti, se ce la farai a scriverli.
Qui, ti piacerebbe rimanere alla suggestione musicale. Proprio nel 'mito dei favolosi Anni Sessanta' (o Feffanta, alla Gianni Minà), è troppo facile trovare a iosa canzoni di impegno sociale, di denuncia, di lotta civile - alcune sono bellissime, pietre miliari. Tu, in questo momento, pensi in particolare a una, perché il suo testo è particolarmente duro, oltre che poetico e retorico. Breve premessa, che dovrebbe provare a spiegare i come e i perché, i the pros and cons della faccenda. Spesso gli "animalisti" vengono definiti come misantropi, che usano a sproposito parole violente contro gli esseri umani e non sono capaci di misurare le 'giuste' priorità col buon senso comune, che sa benissimo che ben altri sono i problemi che hanno la precedenza, nella lista delle cose da fare - compilata da chi non alza in realtà un dito per nessuna di queste cose.
Sei abbastanza convinto che questa etichettatura di 'violenti', gli animalisti se la siano meritata per il semplice fatto che ... si preoccupano degli (altri) animali! Osano questo! E dunque, qualsiasi obiezione mossa a critica delle pratiche terribili worldwide a loro danno - a danno della vita, della libertà, della felicità degli altri animali - riceve come prima, automatica, irriflessiva risposta, l'ammonizione severa e infastidita, la sanzione sociale, il marchio della violenza. Questa intimidazione viene brandita con disinvoltura da chi invece è autenticamente prepotente - e che a dire il vero sa molto bene che per azzittire efficacemente le proteste degli schiavi e dei sottomessi, occorre accusarli di violenza e pericolosità - oltre che di altre cose, come mancanza di senso pratico, o equilibrio, o ingratitudine e via marchiando. Non che simili accuse siano state risparmiate, in passato, a tutti quelli e quelle che, epoca dopo epoca, hanno difeso schiavi, donne, neri, meticci, gay, disabili, poveri, lavoratori, malati.
Queste difese tuttavia hanno ottenuto dignità e pensi che accadrà anche per chi difende gli altri animali - di fatto, in qualche misura, sta già accadendo.
Ma non vuoi dimenticare che le persone che a quei tempi si impegnarono con coraggio e in prima persona per quelle difese, non esitarono a usare parole 'forti', di denuncia e di accusa, contro chi dalla situazione iniqua traeva soltanto vantaggi. Ed è giusto che sia così. Fa il paio con le azioni non violente e disobbedienti. La penna, fa più male della spada. E tu, la penna, vuoi continuare a usarla.
A ogni modo, la canzone è 'Masters of War', di Bob Dylan: è un vero e proprio anatema, una maledizione contro i signori della guerra, un augurarsi che possano scomparire per sempre. La prima volta che l'hai sentita, ti ha sconvolto, coinvolto, e poi entusiasmato e infervorato. Ti immagini se esistesse qualcosa di simile, da ascoltare, cantare e suonare durante i presidi o le manifestazioni, o le conferenze - per la giustizia doverosa nei confronti degli altri animali. E infine il senso di questo post è tutto qui: un volo di immaginazione, che vuol provare a creare suggestioni, sull'onda delle molte cose che si possono fare - se si vuole fare qualcosa di giusto per gli animali (ci vuole qualcosa che 'dia la carica'). Dopo il testo, un video youtubbico con una performance di Ed Sheeran, voce e chitarra: Masters of War. (E non è forse, questa, una "guerra sulla pietà"?) Enjoy!
Come you masters of war
You that build all the guns
You that build the death planes
You that build the big bombs
You that hide behind walls
You that hide behind desks
I just want you to know
I can see through your masks.
You that never done nothin'
But build to destroy
You play with my world
Like it's your little toy
You put a gun in my hand
And you hide from my eyes
And you turn and run farther
When the fast bullets fly.
How much do I know
To talk out of turn
You might say that I'm young
You might say I'm unlearned
But there's one thing I know
Though I'm younger than you
Even Jesus would never
Forgive what you do.
You fasten the triggers
For the others to fire
Then you set back and watch
When the death count gets higher
You hide in your mansion
As young people's blood
Flows out of their bodies
And is buried in the mud.
Let me ask you one question
Is your money that good
Will it buy you forgiveness
Do you think that it could
I think you will find
When your death takes its toll
All the money you made
Will never buy back your soul.
And I hope that you die
And your death'll come soon
I will follow your casket
In the pale afternoon
And I'll watch while you're lowered
Down to your deathbed
And I'll stand o'er your grave
'Til I'm sure that you're dead.
Music: Bach's Sarabande from Suite for Solo Cello No. 1 in G Major, BWV 1007 performed by Yo-Yo Ma
Questa è la settimana della terza candelina per la Confidenza Lenta. Per te è una ricorrenza importante, molto personale e intima e allo stesso tempo molto aperta, se c'è qualcuno che vuole partecipare.
Tra le cose che hai imparato ad apprezzare e quindi a proporre, ci sono le clip video, su vari argomenti; spesso molto più incisive delle parole scritte. Questa è un piccolo regalo, per te, per chi ha voglia di leggerti, e per la Confidenza stessa.