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venerdì 5 maggio 2017

La zoosfera: suoni animali encriptati

la copertina del CD

Immagina: stai camminando su una via di campagna, alla periferia di un paese spalmato in pianure che stanno per trasformarsi in risaie. Sera, la luna è crescente, ma le stelle più luminose si vedono chiaramente. Nubi lontane si stanno diradando all'orizzonte e riflettono le luci della città vicina.
Dai campi, è tutto un concertare di suoni, voci, canti, richiami, discorsi, comunicazioni, avvisi, appelli, di rane, ranocchie, rospi e raganelle. 

Ancora: stai camminando su una stradina in collina, o in montagna. La luna è nuova, la Via Lattea ammicca ovunque nel cielo, ogni volta che alzi lo sguardo, oltre le fronde sospiranti degli abeti di un boschetto, a ridosso di grandi prati dall'erba lunga.  Tra quei miliardi di steli verdi, friniscono i grilli. Vicini o lontani, ma sempre impossibili da localizzare.

Ecco, mentre riascolti il CD di Dario Martinelli e Petri Kuljuntausta, pensi che ricordi simili siano in grado di approssimare uno dei possibili significati  e sensi di questa esperienza sonora-musicale. Metti il CD nel lettore, poi basta chiudere gli occhi e ... "questa stanza non ha più pareti, ma alberi infiniti" (o cespugli e il mare lontano: se stai ascoltando forsennate matte cicale alle due del pomeriggio lungo una costa rocciosa; o quello che puoi ricordare o puoi preferire, l'unico limite è solo la fantasia e la capacità di ricordare e tesaurizzare esperienze immerse in luoghi popolati da piante e altri animali liberi). In effetti, te ne rendi conto, è piuttosto difficile - infatti - rendere pienamente il senso e le sensazioni di un simile ascolto - lontanissimo dai dischi new age e ambient con i canti delle balene in sottofondo, per esempio; anche se balene e altri mammiferi marini ci sono pure qui): la differenza - credi - la fa il tipo di predisposizione all'ascolto, che qui appare erratica, una giustapposizione di suoni e voci animali, una accumulazione che però mai crea fatidiose, confuse, sovrapposizioni. Vitalità, invece di cacofonia: perciò, sorprendentemente facile da ascoltare.


La bella chiacchierata col professor Dario Martinelli ti ha portato all'ascolto di un po' di musica particolare, autentica musica-animale. Il primo esempio è questo CD, che con la sua illusione ottica in copertina ti ha già messo nel mood giusto per l'ascolto. Questa mappa-mondo-zecca in stile von Uexküll è un bel gioco di immagini: reiterato nel retro del CD, dove il mondo è una rete a forma di palla, su cui cammina un ragno.

Come si legge dalle note nel libretto: il CD è il frutto di due momenti di collaborazione tra i due musicologi - momenti rimasti unici e irripetuti.
Il primo incontro è riportato - per dispetto? ;) - nella seconda delle due tracce. I due musicologi si sono incontrati per l'installazione  live elettronico-musicale di Kuljuntausta, nel 2003 (Leena Kuumola Art Gallery a Helsinki). 
Con appena mezz'ora per preparare qualcosa da eseguire, Martinelli ha messo in gioco le sue pionieristiche esplorazioni zoo-musicologiche, che si sono combinate con le campionature elettroniche. Una specie di jam session moooooolto animal-tronica, come se extraterrestri avessero dialogato con animali e piante del nostro pianeta.

Qualche anno dopo (2004-2005), il compositore Shinji Kanki - lui stesso interessato nella Zoomusicologia -  ha commissionato a Martinelli una suite zoomusicale per una sessione concertista del New Music Academy al Sibelius Academy. Martinelli ha contraccambiato in questa occasione l'invito di Kuljuntausta. Il risultato si ascolta nella track 1.2.
La storia della nascita del brano, così come è raccontata nelle note, ti è sembrata interessante: nei due mesi che li separavano alla premiere (31 marzo 2005), i due musicisti studiosi hanno pensato di innalzare l'asticella della sfida - oltre che della conseguente suggestione, in caso di buon risultato. Ogni singolo suono del brano doveva essere un suono di origine animale. I due, da questa base, si sono scatentati coi campionamenti, creando un tessuto denso, anche quando appare rarefatto (il silenzio è di per se stesso un potente suono, e i suoni che da esso si ritagliano spazi e onde, brillano come radiofari interstellari). La suggestione è potente: provate a chiudere gli occhi e non vi sentirete più sicuri di essere ancora dentro casa vostra! 

La suite, infine, è stata ripetuta con improvvisazioni live in occasione di Eclectica Avant Garde Festival a Tartu, nel 2005, con una coreografia zoomorfica di Laura Pesonen.

Non sentirete più il cinguettio dei passeri, il ritmo tambureggiante  del picchio o il verso della volpe - per esempio -  con le stesse orecchie di prima...










mercoledì 5 aprile 2017

Musica, Animali e canzoni di protesta. Nuova Chiacchierata con Dario Martinelli

Fonte: sugli animali compositori






Avete chiacchierato, il professor Dario Martinelli e tu, qualche giorno fa, tramite messenger. Argomento: la musica - e gli animali. Dario Martinelli, che scrisse   la "Lettera a un futuro animalista", (Mursia, 2014), indirizzata nel futuro a suo figlio Elmis, è musicologo e semiologo, con una sensibilità speciale, forse più unica che rara, nei confronti degli animali non umani. 

Come mai hai pensato bene di scrivergli, per cominciare a chiacchierare, in modo amabile, per condividere idee a proposito di animali, musica, oltre che di animali e musica, animali in musica?
L'occasione è data dal più recente libro del professore, dal titolo calembour "Give peace a chant" (John Lennon, grazie).  

... notate il sottotitolo...

Ecco come sei entrato in argomento: "di questo libro mi piace molto l'approccio proprio esclusivamente music oriented. Il tema della musica, delle canzoni, in analogia e paragone coi movimenti civili e di protesta infra umani, mi incuriosisce da tempo. La mia impressione è che no, non ci sia (ancora?) un equivalente di "We Shall Overcome" o "Camminando e Cantando", o anche una "Masters of War", nei movimenti antispecisti."


DARIO MARTINELLI
"Comincio col dirti che sogno un sequel di questo libro chiamato "Give peas a chance", e che verterà proprio sulle canzoni animaliste ed ambientaliste. In questo c'è un capitolo dedicato all'ambientalismo e animalismo dei Beatles (McCartney in particolare, come puoi immaginare). Mi piacerebbe proprio estendere questo argomento a tutta la storia della popular music, in cerca appunto di esempi di canzone di protesta eco-animalista Beatles/McCartney a parte (di cui ti consiglio "Looking for changes", sulla vivisezione, e "Wild Life" sull'antropizzazione degli spazi naturali), ci sono vari esempi anche se nessuno ha raggiunto uno status da "We shall overcome". Credo che la più vicina sia "Meat is murder" degli Smiths.  C'è poi "Animal kingdom" di Prince", "Death and the zoo" di Roger Hodgson (ex Supertramp), "The last whale" di Crosby e Nash (senza Stills) ... e molte altre. Appunto, prima o poi ci scriverò un libro". 

"Questo ultimo libro, comunque non è un libro di musica animale (l'ultimo su questo argomento risale ad alcuni anni fa) [ Quando la musica è bestiale per davvero: studiare e capire la zoomusicologia, Aracne, 2011]  , ma sulle canzoni di protesta. Mi piacerebbe fare un libro specifico sulle canzoni di protesta a tema animalista. Questo libro lo devo ancora scrivere, è di là da venire e comunque non riguarda la musica animale".

GIOVANNI
"A me, di italiano viene in mente "Noi non ci saremo", la primissima canzone di Francesco Guccini, soprattutto per la 'forma' di ballata folk, voce e chitarra sole. Un mio pensiero, che mi frulla da un po', è che se ci fossero canzoni per così dire 'di lotta', da corteo, potrebbero avere forza aggregante - oltre che impatto mediatico - anche per le iniziative antispeciste. Mi immagino uno scenario - per me suggestivo - nel quale anche gli attivisti abbiano le loro canzoni di protesta - come in passato le hanno avute gli operai, le suffragette, gli schiavi neri e molti altri". 

DARIO
"Di italiano dovresti ascoltare tutto l'album degli Yo Yo Mundi "La diserzione degli animali del circo". Sono d'accordo con te: ci vorrebbe in bell'anthem!"

E qui, termina la prima parte della chiacchierata, brevi, ma assai interessante. Sei soddisfatto e grato a Dario Martinelli, perché gli spunti, gli stimoli, sono tantissimi. Del resto, è il suo stile, che hai già avuto modo di scoprire sia nel libro che in alcuni articoli, non privi di sagacia e umorismo - che non fa mai male!

Hai voluto perciò riprendere il discorso qualche giorno dopo ancora, dopo esserti ascoltato le canzoni consigliate e dopo averci pensato ancora un po'. L'occasione non mancava.

GIOVANNI
"Sembra proprio che la musica in questi giorni sia tornata a essere presentissima. Proprio ora ho finito di ascoltare Stefano Mancuso alla radio, parlare della musica delle piante".

DARIO
"Caro Giovanni, il prossimo libro che uscirà tra qualche settimana, si occupa di 'comunicazione' animale, tuttavia non di musica in maniera specifica".

GIOVANNI
"Caro Dario, tu hai scritto canzoni che si possono definire animaliste?"

DARIO
"Sì. Sul disco che feci con Anna Maria Castelli, c'è un brano che si chiama 'Respiri Incomprensibili' e parla di maltrattamento degli animali.   
E adesso abbiamo cominciato un progetto con una cantante lituana, Ieva Zasimauskaite, e ho scritto pure in questo caso una canzone animalista, questa sulla caccia alle balene.
Si chiama 'Sing loud and tender', è in stile ballata country".


Anna Maria Castelli








GIOVANNI
"Come procede questo vero e proprio lavoro musicale?"

DARIO
"Per 'Sing...' c'è da aspettare qualche mese. Ci incontriamo ancora per dare forma al progetto. Siamo ancora agli inizi. Ieva è vegana, quindi è coinvolta nello spirito del progetto". 

Sei molto curioso, dal punto di vista tuo personale, di scoprire gli esiti di questo progetto. Ti colpisce il fatto che uno studioso di musica, nei suoi aspetti più tecnici e poco famigliari al cosiddetto grande pubblico, si cimenti anche nella scrittura musicale pratica: insomma, non 'semplicemente' uno studioso teorico, ma anche un appassionato artigiano concreto. Trovi che sia notevole quando la teoria non soffoca l'entusiasmo e la passione e ti piacerebbe pensare che questo sia solo l'inizio, per lo sviluppo di un ulteriore aspetto delle multiformi attività, passioni, attenzioni e comunicazioni delle tante persone che si (pre)occupano (anche) di animali non umani. 









giovedì 28 maggio 2015

Lettera a un futuro animalista

La copertina della LETTERA. Fonte: Macrolibrarsi


Dario Martinelli. Fonte: ehabitat


Siamo tutti ancora un po' bambini, in fondo. Specialmente noi animalisti. Lo siamo perché viviamo immersi in un mondo popolato da tanta più vita e immaginazione di quello degli adulti. Con tutto ciò che questa condizione comporta e porta.
Anche per questo, il libro di Dario Martinelli, ci meritiamo di leggerlo. Dario, infatti, scrive a suo figlio Elmis, appena nato, seguendo un ben preciso calendario emotivo e pedagogico, per spiegargli le ragioni delle scelte che lui, insieme a sua madre, hanno deciso insieme, con la responsabilità di genitori, per crescerlo ed educarlo - allo stesso tempo spiegando e raccontando anche a noi le stesse motivazioni, che così possiamo rivedere davanti a noi,  e rinfrescarle alla nostra memoria.
Martinelli parla di responsabilità. La responsabilità dei genitori verso il figlio e che si realizza con l'affetto e la presenza, per raccontare con la propria stessa vita di ogni giorno, valori e convinzioni che si credono importanti e che un genitore sogna di vedere un giorno vissute con consapevolezza anche dal proprio figlio, sia pure nella totale libertà di scelte. Perché la libertà ha maggior pienezza se si fonda sul rispetto dell'altro: altro animale, al quale serve la nostra capacità di non interferire e, quandoi occorre,  la nostra capacità di proteggere attivamente.
I temi importanti raccontati nelle lettere, sono: eroismo, martirio, coerenza, coscienza, moderazione, animali, parole, istinto, identità, ossessioni, immagini, semplificazione, discriminazione, relazioni, politica, apprendimento, dignità, attenzione, coraggio, sobrietà, redenzione, formalità, gioco, sopravvivenza, intelligenza, empatia, libertà, laicità, maturità, normalità, convivialità, natura, scienza, tecnologie, anti-eroismo.
Verrebbe la tentazione di parlare di un progetto antropologico, se non fosse che,  per fortuna, il libro è molto meno astratto e assai più empatico, avvolgente e coinvolgente - lo definirei abbracciante. E per fortuna. Perché le ideologie e i massimi sistemi, quando si dimenticano da dove è per chi sono stati pensati, si svuotano delle capacità trasformatrici e rigeneranti delle vite degli individui che dovevano aiutare, e generano mostruosi costrutti totalizzanti. Però, il fascino della forza di immaginar per amore un uomo nuovo, rimane intatto, evocativo. Credo, infatti, che non siano pochi gli animalisti che sempre più si interrogano su "cosa sia" l'uomo, e provano a fargli domande e a ripensarlo-risognarlo. Tanto che,  oggi come oggi,  non troverei nessuno che sia maggiormente attento  all'uomo, degli animalisti. E non ci vedo contraddizioni. Piuttosto, ci scorgo Costruzioni.

Concludo con qualche frase conclusiva del libro, che parla proprio di questo.
"Come genitori, si cerca di costruire il più possibile nei propri figli, ma alla fine si sa che il tempo non è mai tale da terminare questa costruzione, così la summa di tutti i consigli rimane sempre il metterli in guardia. STAi attento! Stai attento perché non ti ho detto tutto, perché non so tutto, perché io a mia volta dovevo essere più attento, e perché tu sei tu, e non me". Perché tu sei tu, e non me: forse è proprio questa la regola aurea di ogni immaginabile e sano animalismo.


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