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mercoledì 25 marzo 2020
mercoledì 26 febbraio 2020
Kikiuz Chicca Kikinuz Kirini edit
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| Chicca Kikiuz Kikinuz Kirini |
Questa è la prima fotografia che hai fatto a Chicca, nel dicembre 2016, quando una comune amica, generosa e spericolata, vi ha fatto incontrare.
martedì 25 febbraio 2020
Quando accompagniamo qualcuno lungo l'ultimo tratto del sentiero
| Chicca / Kikiuz /Kikinuz / Kirini |
Inizi da questo libro, del quale riporti una frase cruciale, un punto zero verso cui tutto comunque è precipitato, e da cui tutto comunque si rialzerà, il climax della morte di chi amiamo.
"E come si può vivere senza respirare? Come vivrò, io, adesso, senza poter più respirare? Respirarti? Annusarti?" (Leonardo Caffo - Il Cane e il Filosofo)
La parola-chiave è "annusarti": l'universo odoroso del cane ci è precluso, eppure quel poco che possiamo sfiorare, ci riapre tutta la nostra possibilità di essere-cane. Stare nell'erba sdraiati - o in generale sdraiarsi ovunque se ne sentiamo la necessità - godere di gioie sensitive sbocciate dalle occasioni e immerse nella pienezza presente: odori, tepori, sapori, suoni, soffiar di vento, gocciolar d'acqua, scottar di sole, la terra e il suo sapore, toccarsi con dita e cuscinetti, con pelle e pelo...
giovedì 4 aprile 2019
Antropo-dolore
Allora: c'era la presentazione del libro "Il dolore negato", che tu avevi preso il giorno della cerimonia di cremazione di Lisa. Settimana scorsa, alle sei del pomeriggio, negli stessi locali di Petit Ami, hai incontrato quindi l'autore.
lunedì 25 febbraio 2019
Ricordi cani
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| Maika, Lisa e Chicco |
Tanti ma tanti anni fa, quando eri poco più di un bambino, morì la tua prima cana, Bella. Il caso fortunato volle che tu fossi lì presente. Non te lo sei dimenticato mai più. Quando morì Bella, tu avesti questo pensiero folgorante, in modo del tutto naturale: "adesso è dentro nel mio cuore, in un posto sicuro, dove nessuno potrà mai raggiungerla per farle del male. è in una bella situazione ed è fortunata". Da ragazzino eri molto più coraggioso e netto di ora e avevi idee più chiare e decisioni più pronte.
domenica 9 luglio 2017
Triora a naso - estate 2016 (l'Uomo che Cammina)
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| In agosto, a Triora, ritornano le streghe... |
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| ... appuntamento in piazza |
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| ... dove c'è la chiesa |
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| ... dove le pietre raccontano |
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| ... e dove i cani giocano e annusano |
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| ... da qui, verso le mura, oltre le mura, la foresta |
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| sotto i portici in piazza, una piccola strega rossa |
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| ...una sveglia strega bruna |
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| ... un bellissimo stregone biancorosso |
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| ... vicoli ovunque |
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| ... toc toc... |
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| ... ospitalità per chi arriva fin qui |
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| ... case nella roccia? |
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| ... esplorando ancora |
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| ... un vicolo da cui soffia aria freschissima (l'Uomo che Cammina) |
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| ... passeggio con sosta |
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| ... passeggio con naso |
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| ... noi ci fermiamo qui, a goder il fresco soffio che monta dal vicolo |
martedì 6 giugno 2017
Un po' di Lisa
| Lisa - primavera 2017 |
Lisa, me l’ha portata Stella.
Vivevamo insieme da tre anni, Stella e io, quando le
volontarie mi chiamarono per dirmi che c’era un’altra epina bretonina, anziana
e sola, che cercava casa.
Da parte mia? Tanta paura, ma anche tanta voglia di
conoscerla!
Ricordo tuttora le prime impressioni, e quel che scriverò
adesso è l’amalgama tra quei primi momenti e gli anni avventurosi e ricchi che
abbiamo la fortuna di vivere insieme, Lisa e io.
Lisa è una arruffina rossa, tutta boccoli e ciuffi. Piccina
di statura, però ha un carattere decisamente volitivo. È coraggiosa e curiosa:
all’inizio è stata lei a rompere il ghiaccio con Stella, che era molto più
riservata. Lo ha fatto in modo molto semplice: è andata a sdraiarsi vicino a
lei mentre Stella riposava, appoggiandosi col proprio sedere al suo: in questo modo si
è fatta sentire ma allo stesso tempo non è stata invadente.
Negli anni, dal 2010 al 2014, cioè tutto il tempo in cui
loro due hanno vissuto insieme, sono state molto legate, due amiche, due
signore bretoni molto tranquille, ma capaci di guizzi e sorprese inaspettate,
quando qualcosa attira curiosità o interesse.
Lisa e Stella facevano moltissime cose insieme, non solo
perché vivevano tutte e due con me, ma perché fare cose insieme era per loro
motivo di grande piacere, di gioia.
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| ...c'erano una volta due epine... |
Uno dei periodi più belli è stato quello che loro due hanno
vissuto per un anno e mezzo circa, insieme a Oscar, breton anziano portato via
a un cacciatore che lo teneva recluso in fondo a una autorimessa. Oscar non ha
perso tempo a compiangersi o a rimpiangere, ma si è letteralmente tuffato nella
nuova vita, piena di sole e insieme a Lisa e a Stella. Lui da loro ha imparato
a provare a giocare, oltre al gusto per i rompicapi da disfare con la bocca e
le unghie.
| Oscar, come una tigre della Malesia... |
Nel 2014 Stella è mancata. Non c’è stata più. Eravamo solo io, Lisa, con Chicco, giovane breton timido ma
equilibrato e paziente e Maika, meticcia molossoide molto estroversa e
intelligente.
In quella primavera del 2014, ho temuto davvero che Lisa
potesse deprimersi, ammalarsi e morire presto. Stella, la sua amica, non c’era
più, mentre Maika e Chicco erano affiatati tra loro e non la consideravano
molto, per via del divario di età. È stato allora che ho deciso di non
tralasciare mai nessuna occasione per fare qualcosa che ci piaceva, noi
insieme. Volevo che la vita di Lisa fosse una bella avventura da raccontare –
senza rimpianti, senza rimorsi, dopo.
Così è io credo: Lisa con me ha viaggiato in lungo e in
largo per l’Italia, anche insieme a Stella. Lucca, Torino, il Veneto, il mare
della Liguria, le montagne e i laghi piemontesi e lombardi, la Campania. Incontri ed
esplorazioni di prati, parchi, alberi. Coccole, giochi, sicurezza. E sempre le
nostre vite scandite dalle cure per la epilessia, che ormai è una seconda
natura anche per me.
E già: anche Lisa è epilettica. La sua è una epilessia
derivata da un trauma, un forte colpo alla testa, che negli anni tribolati che
ha vissuto prima che ci incontrassimo, ha preso – non si sa come, né perché. Ma
è facile da immaginare: Lisa è stata usata come fattrice, perché è una
bretonina incantevole e di sicuro i suoi figli sono stati venduti bene - a un prezzo 'salato', o forse no, per via dell'allevamento clandestino, perché se inizi a vendere un essere vivente, poi finisce che vuoi fare l'affare, che sia bello e di razza ma che costi poco; tanto vale il tuo 'amore' (ma questo è un altro discorso) - a chi li
voleva perché ‘li amava’ – tanti cacciatori, di sicuro.
Questo bel colpo in testa le ha regalato questa epilessia,
imprevedibilissima e difficilissima da curare. Il nostro personale ‘rubicone’,
Lisa e io lo abbiamo attraversato nel luglio 2011: un intero mese di crisi;
nessuna medicina sembrava fare più alcun effetto, si aumentavano i dosaggi con
lo spirito di chi alza dighe per arginare uno tsunami. Crisi che sono diventate
a grappolo, il valium e poi le flebo e poi i ricoveri. In tutto questo, Stella
è stata sempre vicina e paziente. E anche Oscar sapeva mettersi da parte e aspettare. Lisa gridava di male, le crisi
duravano un’ora intera. Alla fine, lei era stremata, distrutta, sfiancata.
I medici gettarono la spugna, io no, e il destino ci ha
aiutato: le crisi, sono scomparse da un giorno all’altro, per non ritornare mai
più in quel modo tremendo.
Da allora, la mia vita è cambiata: ho cambiato auto, ho
cambiato stile di vita e abitudini, ho deciso di cogliere l’attimo delle
occasioni di felicità e gioia quando si presentano. Abbiamo viaggiato, ho
cambiato tante volte casa. Ho
imparato tante cose cinofile, ho scoperto il Tellington T-Touch, i fiori
di Bach, gli olii essenziali, la musicoterapia, il DAP, ho riarredato casa
eliminando spigoli e ostacoli. Tante cose che avevo già fatto insieme a Stella,
le ho moltiplicate e arricchite, per soccorrere Lisa. Non bastano le parole di questa breve
memoria per dire quanto Lisa e Stella hanno cambiato il mio modo di stare al
mondo.
| Nel 2017 Lisa vive insieme a Chicco e Maika - e c'è anche Chicca, ma non nella foto |
| Lei è Chicca... |
| ... anche se non sempre è sicura di saperlo<3 br="">3> |
Oggi come oggi, la mia ricciolina rossa ha circa 16 anni,
due occhi luminosi e vivaci, due occhi loquaci.
Quando la coccolo mi ‘ringhiotta’, ma poi mi cerca con la zampina. Sono anni che dormiamo tutti insieme, e quando ho la fortuna di dormire appoggiato a lei, il suo sonno mi sembra più profondo e i sogni più intensi. Proprio come capita a me.
Quando la coccolo mi ‘ringhiotta’, ma poi mi cerca con la zampina. Sono anni che dormiamo tutti insieme, e quando ho la fortuna di dormire appoggiato a lei, il suo sonno mi sembra più profondo e i sogni più intensi. Proprio come capita a me.
Magari, anche lei sogna Stella – proprio come me.
Questa breve memoria, veloce sull'onda dei ricordi, è nata per partecipare a bel progetto: un libro di epi-storie con cani e gatti. Speriamo di poterne scrivere al più presto!
venerdì 16 dicembre 2016
Semi per uccellini selvatici
Anche se, almeno per il momento e almeno qui, non sta nevicando così tanto come in questa foto, il cielo sopra casa tua è bianco e basso e sembra proprio uno di quei cieli che promettono neve.
Fa freddo. Persino Lisa, Maika e Chicco , c'è voluto del bello per convincerli a uscire a fare almeno una passeggiata mattutina, e alzarsi dai giacigli morbidosi e caldi.
Così, e non è la prima volta che ci pensi, hai deciso nei giorni precedenti, di procurarti quelle palle di semi che vendono proprio per gli uccelli selvatici, e le hai appese ai rami di uno degli alberi - pensando di straforo, che fossero anche i migliori addobbi natalizi di sempre. Un po' per quell'idea, a suo modo confusa, tra i tuoi pensieri a metà strada tra il cuore e la testa, che desideri fare di casa tua un posto accogliente non solo per umani, ma anche per quanti più animali sia possibile. Hai più o meno sempre provato a farlo, ti sei accorto che non è così difficile e quindi è una pratica che si può proseguire; e, proprio negli ultimi giorni, hai assaporato la gioia di questa attività.
Giò al mattino presto, a persiane ancora chiuse, ti capita ormai sempre di sentire i canti e le voci animatissime, eccitatissime, indaffaratissime di questi piccoli piumati che intendono passare l'inverno qui e non si involano per latitudini più soleggiate. Lo sai, il perché: sono sui rami dell'albero, a becchettare le sferette di semi, appese alle loro reticelle verdi. Sono cince, passeri, e altri che non conosci (usignoli, anche, forse?): per loro, oltre che al pericolo della minaccia mortale dei cacciatori criminali e violenti che sbandierano con arroganza il loro "amore per gli animali" a suon di piombo ed esplosioni spaventose, c'è anche l'insidia del freddo, delle corte ore di luce, dei luoghi sempre troppo pieni di umani e sempre più vuoti di cibo e ripari.
Queste loro voci raggiungono luoghi del tuo sentire che si allargano e gioiscono quando le sentono.
Ma è capitato di meglio, giusto due giorni fa.
Ecco cosa è accaduto.
Eri alla finestra e del tutto casualmente hai guardato fuori. Sentivi, è vero, i cinguettii. Allora, è stato quello il momento che il tuo occhio ha colto un frullar di ali e hai visto finalmente uno dei tuoi invisibili ospiti con le penne. Un uccellino piccolo piccolo, col capino scuro, la pancia chiara e le ali scure, ma di una tonalità differente da quella della testa, saltellava sui rami sottilissimi, come se fosse senza peso, tutto intorno alla sfera di semi. Si era messo a un certo punto in posizione per lui ideale, credo. Sul limitare di un rametto sottilissimo, la schiena verso l'aria, e di fianco alla sfera, cinguettava e muoveva lo sguardo e il capo in giro, e poi - tictictic! - una beccata, una piluccata ai semini. Che leggerezza: il ramoscello non dondolava, la palla nemmeno oscillava e a un certo punto hai persino dubitato che li mangiasse davvero i semi, che magari non riuscisse a staccarli dal resto della sfera. Ma no - ragionando, ti sei convinto - ci riesce, altrimenti sarebbe già volato via. In effetti, è rimasto lì per un bel po' - non si è accorto che lo guardavi dalla finestra, immobile, respirando pianissimo, ma sorridendo tantissimo? - segno che la situazione gli era vantaggiosa e gradita. Poi, ha cambiato rametto, si è spostato dall'altro lato della palla e ha - tictictic! - becchettato ancora. Mentre piluccava, - CI-CI-CI! CI-CIU! - girava gli occhi e spostava la testolina in giro. Per vedere se tutto era tranquillo? Se non c'erano pericoli?. Per vedere se c'erano altri uccelli? Questo, tu non lo puoi sapere. Poi, a un certo punto, con un frulletto di alette, si è spostato su un ramo sospeso sopra alla palla, ha dato qualche altra piluccata. Poi, altra frullata, altro ramino, sempre più su, come facendo una specie di scala tra i ramoscelli sottili e flessibili della chioma spoglia dell'albero. Quando è arrivato sul ramo più alto e più sottile, si è guardato un poco in giro, poi - CI-CI-CI! - ha spiccato l'ultimo frullo ed è volato via, passando dal colmo del tetto al cielo.
giovedì 21 gennaio 2016
mercoledì 30 dicembre 2015
lunedì 21 aprile 2014
Patchwork salva-agnelli e filmati di denuncia
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| Fonte: Animal Equality su Facebook |
Con piacere e soddisfazione, per essere stato uno degli oltre 700 tassellini del megaposter patchwork risultante dall'insieme di tutti i selfie dei partecipanti alla seconda edizione di Salva un Agnello, campagna di Animal Equality, riporto qui i link per sfogliare gli album.
Questo è il primo album della Campagna per chi non può difendersi. Quest'altro, è il secondo album.
La campagna - giunta al suo secondo anno - è l'esito naturale per reagire alle scoperte venute alla luce nel corso della coraggiosa investigazione svolta dai volontari di Animal Equality.
Della ripercussione mediatica della campagna, viene dato conto in questo album, che riporta le pagine dei media che ne hanno dato notizia, riportando fotogrammi o i filmati che mostrano la crudeltà inflitta agli agnellini. Anche io, nel mio piccolo, insieme a Chicco, ne ho parlato.
Cio che si vede nei filmati, sono - in una evidente sproporzione grottesca di mezzi impiegati e di squilibri nei rapporti di forza - sbarre spesse, ganci e paranchi, lastre, catene, lacci, morse elettriche e coltelli, utilizzati da umani senza volto, bardati con spessi grembiuli e stivali alti e guanti, maschere protettive, in stanze di muri nudi e senza vie di uscita, alla fine di corridoi stretti e labirintici, che spingono, bloccano, afferrano, mutilano e squartano senza pietà, centinaia di piccoli agnellini che pesano pochi chili e che hanno solo il loro vello bianco e riccioluto a proteggerli - bambini terrorizzati e piangenti, disperati, che tentano di scappare ma che presto sono immobilizzati e muoiono.
Perciò, se riporto qui questi link, è perché di questa realtà si continui ad avere traccia e testimonianza, in un moltiplicarsi di fonti e di passaparola e di rimandi, fino ad emergere alla coscienza e alla vista di chi queste cose vuole considerarle come normali e non problematiche.
L'indagine di Animal Equality è arrivata anche in Parlamento, relazionata da Paolo Bernini di M5S.
sabato 19 aprile 2014
Lucca, al raduno con gli animali disabili
| 13 aprile 2014 - a Borgo a Mozzano (Lu) ritrovo degli animali disabili |
Raduno per noi significa primavera. Anche quest'anno, ci siamo messi in viaggio per raggiungere Lucca, dove da ormai undici anni, si svolge il raduno AN.DI (cioè ANimali DIsabili), organizzato dalle volontarie delle Piccole Cucce, sul territorio della provincia lucchese.
Stella e Lisa sono due veterane del Raduno, mentre per Chicco era la prima volta. Ogni volta, il viaggio, l'avventura, è diversa dalle precedenti. Siamo diversi noi che ci andiamo (anche solo per il fatto che siamo più vecchi di un anno, e in quell'anno, quante e quali cose abbiamo vissuto?); sono diverse le persone che possiamo incontrare: alcune le ritroviamo, altre le conosciamo per la prima volta, insieme coi loro animali.
I cani che arrivano al raduno, sul prato ombreggiato di Borgo a Mozzano, sono tutti - o quasi - in qualche modo disabili. La disabilità, infatti, può significare molte cose, può essere nel fisico - visibile, riscontrabile, come una paralisi o l'avere tre zampe - oppure può essere nella mente, nel cervello, nei comportamenti - ci sono cose come epilessia, le ansie da abbandono. Va detto che il concetto di disabilità si è modificato nel tempo - e magari ci torneremo - e che si tratta di un continuum, senza cesure nette, dunque, con la cosiddetta 'normalità'.
Lascio per ora in sottofondo le riflessioni legate al concetto di 'norma' (con le questioni del controllo e della medicalizzazione a far da corollario). Voglio solo dire che la sfida di convivere e condividere le esperienze dei propri giorni con altranimali disabili, può aprirci grandi orizzonti - proprio mentre si affrontano le 'chiusure' date dall'handicap nelle sue varie forme - verso diverse soluzioni e risposte di vita. Ne avevamo parlato con Valeria Del Carlo, che da tanti anni si occupa degli animali disabili. E conto di tornare a ragionarci. Ma intanto, spazio al racconto di questa giornata.
Nel pomeriggio del raduno, tutte le parole e le teorie, lasciano lo spazio ai nasi, agli occhi e agli abbai dei tanti cani presenti. Ci sono quelli anziani che procedono adagio o si fermano all'ombra a riposare; ci sono i giovanotti col carrellino che corrono senza fermarsi e vogliono annusare tutti gli umani e tutti i cani; ci sono i cuccioli che scoprono il mondo e ci sono i timidi che si sforzano di alleggerirsi dalle loro insicurezze e portano il loro naso in giro.
Quest'anno, il tempo, solitamente nuvoloso o piovoso, ci ha assistito, e la pioggia ha spruzzato il Campo Cukke solo per una qundicina di minuti, e in modo molto leggero. Poi, è spuntato il sole per tutto il resto di un fresco pomeriggio. E i cani si sono divertiti tantissimo. Per alcuni di loro, era un'esperienza da ricordare poi al ritorno nel loro box di canile, ancora ad attendere una famiglia che li adotti per la vita. Le volontarie di Piccole Cucce, infatti, aiutano anche i cani di due rifugi della zona, a Diecimo e a Pontetetto, frazione di Lucca. Il raduno è l'occasione per alcuni di loro di farsi vedere in società, per tentare la fortuna.
| in canile dopo un incidente d'auto, a causa del quale deve portare un tutore alla zampa anteriore destra |
| il canile per un anziano è una fatica anche più grande... |
| in canile già da cucciiolo, perché nato con le zampe deformate |
Ad altri cani, negli anni passati, il raduno ha portato bene, chissà che non sia così anche per loro.
Nel pomeriggio del raduno - che è una festa, pensata per non aver più soggezione della disabilità - c'è anche una 'sfilata' dei cani: si tratta di un gioco, per conoscersi meglio, uno spunto per guardarsi e farsi guardare più da vicino, da occhi che sono sempre amichevoli, e in una situazione che è sempre di grande rilassatezza e libertà.
Quello che negli anni ho notato, è che i cani, sempre, vivono queste ore con totale pienezza di sensazioni, si dimenticano dei loro problemi e si 'lanciano' (in certi casi, nel vero senso della parola) a fare nuove esperienze e scoperte.
Agli umani che sono con loro, che sono loro accompagnatori e amici (e complici, perché no? ci vuole coraggiosa complicità a convivere con un disabile e a portarselo dietro, mentre tutti, molti, anche quelli che pensano di essere attenti e rispettosi, trovano più spesso che no, da ridire - da ridEre - da commiserare), tocca star loro dietro, e adeguarsi: non a procedere adagio o rimanere fermi, ma - al contrario - a correre e andare oltre. I cani disabili, insomma, ci sollecitano con grande fisicità: a ciascuno di loro, siamo portati a dare risposte diverse, su misura delle richieste - quali che siano e per come vengono fatte: attenzione, gioco, sicurezza, conforto e ancora altre.
| Campo Cukke, Borgo a Mozzano (Lu), 13 aprile 2014 |
La giornata, la sfilata, sono un evento che racconta la disabilità, nel modo più spontaneo della festa. Visto che siamo su un prato è quasi un pic nic, una gita, e i cani colgono immediatamente questa realtà. Corrono e si rincorrono, si annusano, si abbaiano, si appisolano tra l'erba, si guardano in giro. La personalità di ciascuno è spiccata e unica. Come la loro disabilità e la loro strategia per viverla.
Forse, il problema se accettarla o meno, la disabilità, per loro non è nemmeno reale: il loro corpo si trasforma e diventa 'menomato', e loro continuano a viverlo, affrontano le difficoltà che sicuramente si presentano nei primi periodi dopo il cambiamento delle loro capacità e caratteristiche fisiche e trovano nuovi modi di muoversi e di esprimersi.
Forse, il problema se accettarla o meno, la disabilità, per loro non è nemmeno reale: il loro corpo si trasforma e diventa 'menomato', e loro continuano a viverlo, affrontano le difficoltà che sicuramente si presentano nei primi periodi dopo il cambiamento delle loro capacità e caratteristiche fisiche e trovano nuovi modi di muoversi e di esprimersi.
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