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lunedì 21 agosto 2017

Envirude, Storia di un cane speciale: la favola


Il nome si potrebbe  leggere anche Evinrude. Hai provato a cercare su internet: è tutto un tripudio di motori fuoribordo per barche.
Ma (1) c'è un perché: E(n)(v)irude si chiama così perché così si chiama la libellula amica di Bianca e Bernie, che, durante le loro avventure, funge da "motore" per una barca costituita da una foglia" come si legge qui). (Envirude, nella realtà, somiglia a quella libellula).


Ma (2), per un nome così, di nuovo, c'è un perché: la cagnolina che lo porta e che vive le sua avventure alla ricerca della libertà, di amici e di una famiglia, è proprio come un piccolo motore fuoribordo, piena di energia, capace di spingere se stessa e chi la incontra tra le onde della vita, che a volte fanno un po' maretta e burrasca.

Ma (3) non c'è bisogno di addentrarsi in complessi paragoni, né di fare i pignoli delle spiegazioni.
In fondo, nemmeno la microscopica Envirude è così: lei è viva, sa di esserlo, è felice di esserlo, è determinata a vivere questa gioia, costi quel che costi. Per raggiungere il suo scopo, affronterà le difficoltà della vita sempre con la curiosità e l'ottimismo di chi è convinto che tutti si meriti un raggio di sole e un gelato di felicità. Perché - lo sapevamo fin dall'inzio - Envirude è una canina speciale.

Piccole lacrime di commozione che evapora al sole dei sorrisi, leggendo dei semplici e freschi slanci di generosità che porteranno la piccola e i suoi amici a trovare, finalmente la famiglia: "avere una famiglia è meglio che avere un Padrone e tutti i cani meritano di essere amati e rispettati".

La breve favola è stata scritta da Valeria Cucchi e illustrata da Manuela Maietti.
Chi la prenderà, aiuterà il suo rifugio a rendere felice e speranzosa la vita di tanti cani, specialmente se vecchietti.
Valeria stessa ce ne parla in questo video, girato da Luca Spennacchio, per un importante progetto alla scoperta dei canili 3.0 in Italia.

Tu ti sei divertito tanto tanto a leggerla, come un bambino di sei anni hai detestato il cattivo padrone della cagnolina, hai riso alle gesta del goffo amico di Envirude, ti sei commosso per la generosità della Fatina che... ma no, non lo dici: è una sorpresa!

venerdì 16 giugno 2017

Amici di Ohana - Siti in Confidenza

Grimilde, Chihuahua salvata da un sequestro


Ohana è una canina anzianina, la prima vecchietta adottata, che ha fatto sedici (16) anni di canile prima di trovare casa e diventare ispirazione per gli Amici.
Ohana è una gioia, è felice per ogni singolo gesto e si comporta e si muove come se avesse sempre vissuto in casa, con le persone che l'hanno adottata.
Così si legge sul vecchio sito: "Ecco come nasce “La casa di Ohana”. Nasce per dare una speranza a tutte le Ohana che aspettano di cambiarvi la vita. Tutte quelle chiuse nello stesso box, legate alla stessa catena, chiuse nello stesso terreno da tutta la vita. Adottare un vecchietto non cambia solo la sua vita, migliora la nostra. 
Ohana significa famiglia.. e famiglia significa che nessuno viene abbandonato o dimenticato.”  (da Lilo & Stitch).

Oggi Ohana cambia sito (quello vecchio non era più aggiornabile).
Trovate il nuovo link sotto il nome 'Amici di Ohana - Il Sito", nella colonnina a destra dei 'Siti in confidenza'.
Visitatelo: "Mai troppo vecchi per essere amati".

Scoprite i progetti per recuperare fisicamente e psicologicamente i vecchietti, e abituarli e prepararli a una vita in casa con una famiglia.
Scoprite le adozioni a distanza.
Scoprite le iniziative per aiutare la casa di Ohana
E, soprattutto leggete le news sui vecchietti e andate a scoprire e conoscere i vecchietti in cerca di famiglia.

Tutti i contatti e indirizzi, sono ben chiari, con icone grandi e divertenti, in fondo alla pagina iniziale.

PS
con questa breve news-vetrina, vuoi provare a inaugurare una nuova 'mini rubrica', fatta di post brevi come questo, con lo scopo di presentare, mano a mano, i siti e i blog che appaiono qui a destra, sotto le diciture 'in confidenza'. Così magari siete invogliati a scoprirli.
Sarà comunque una cosa che avrà i suoi tempi. Intanto: che ne pensate?



domenica 27 novembre 2016

Adotta un cane anziano - TANTI LINK

Adotta senza esitare


Sera tardissima, e tu sei qui a scrivere un sia pur piccolo post, sull'onda della serendipità - ché a surfarla, quest'onda vengono quasi sempre gli scritti più belli; altro che scervellarsi (con tutto che ci stai seriamente provando - almeno a pensarci di impostarti un qualche abbozzo di scaletta-calendario per i post del blog, da qui in avanti, ma magari ci torneremo). Comunque.

Dalla lettura di un post - questo - al commentarlo, al leggere gli altri commenti, allo scoprire altri blogger, e dai loro blog, trovarne altri: lungo questo percorso, sei arrivato qui. Al blog che si chiama come il titolo di questo post. 

Diciamo che questo è un post di presentazione di questo blog, quindi. Perché sei convinto in maniera cristallina della validità di portare a casa propria un cane anziano - limiti di proposito il discorso a questo tipo di scelta, di azione, di gesto, perché ne hai ripetuta esperienza diretta; questo,  è ovvio, non esclude gesti simili nell'idea di empatia, ma diversi nella concretezza, perché coinvolgono individui in difficoltà di altre specie diverse da quella canina. Al contrario: il valore, la bellezza di qualsiasi gesto di questo genere è, a tuo parere, chiarissimo e indiscutibile.

I cani anziani sono un mondo a parte, un universo con regole proprie. All'anzianità, spesso si associa la disabilità, e il che richiede un di più di convinzione. 

E, sapendo questo, per il momento, con tutti i link che aspettano solo di essere aperti, smetti di scrivere qui.  Vuoi lasciare spazio ai tanti pensieri che hai già provato a raccontare - per tornare a raccontarli in futuro - vuoi lasciare spazio alle storie degli altri, vuoi lasciare spazio ai visi canini e umani che sono protagonisti di queste storie o lo saranno di storie future.

Buona lettura, se vi va. Ma, soprattutto, BUONA ADOZIONE.

lunedì 24 novembre 2014

Il Giardino di Quark

Fonte: Il Giardino di Quark


Il Rifugio "Il Giardino di Quark" si trova a Gattinara (Vc), località Cerreto.
La serendipità che muove la vita, mi ha portato qui tanti anni fa, per le mie prime esperienze di volontario animalista.
Non potevo essere più fortunato di così: capitare in un luogo dove il rispetto, la sicurezza, la salute, il benessere, la serenità per i cani (e poi per i gatti) ospiti, erano davvero al centro dell'attenzione - e dei pensieri e dei cuori - dei volontari che se ne occupavano.

Qui, trovavano - e tutt'oggi trovano - ospitalità cani anziani o malati, cani che nessuno vuole più.
Sono i vecchietti : che invece sono i più incantevoli tesori canini che si possa mai sperare di conoscere. Perché hanno l'esperienza della vita e tutta la saggezza, la pazienza, l'equilibrio, il carattere, la pazienza e la dolcezza  che ne possono derivare.

Per farla breve - se mai racconteremo qui la storia del Rifugio (che meriterebbe), sarà grazie alla persona che lo ha reso la realtà speciale che oggi è -  è stato qui che ho fatto - nel bene e nel male, con tutti i miei errori e le loro capacità e impegno - le mie esperienze con i cani anziani, imparando a prendermene cura, imparando a volerli conoscerli e a considerarli 'argomento importante', degno di attenzione e di cultura - trovando e incontrando tantissime persone che condividono queste idee e che me le hanno insegnate e comunicate.

La cura concreta, quella del volontariato quotidiano, è la più significativa -  e la più misconosciuta. Ma è la più vera.

Si compone di cose come quella raccontata qui sotto: oggetti utili e confortevoli, creature rassi-curate e amate, impegno ingegnoso e generosità.


"Una lampada per stare al calduccio
Tyler stanotte....mentre dorme riscaldata dal tepore della lampada.
Con l'adozione a distanza di uno dei nostri ospiti anziani, puoi darci una mano anche per l'acquisto delle lampade riscaldant per tutti!!
Come tutti gli ospiti del Giardino di Quark, anche Tyler ha bisogno di cibo speciale, di un bel po' di medicinali e di tante cure. In particolare Tyler ha bisogno di cibo hepatic.
Puoi dare un aiuto concreto a tutti i nostri ospiti anziani, anche con un piccolissimo contributo sul c/c postale 11516135 intestato a Enpa Borgosesia Onlus o con una splendida adozione a distanza "

 visita il sito www.ilgiardinodiquark.it .

lunedì 4 agosto 2014

Vecchi cani

La copertina del libro




VECCHI CANI

Questo libro è un piccolo scrigno di microstorie con ritratti: una galleria di disegni di cani anziani, di vecchi cani, quelli decrepiti, o meno decrepiti. In bilico tra canino e umano.
Perché in bilico? E perché con l’umano?
Perché il cane è in simbiosi con gli umani da … sempre. E perché il cane sembra essere ancora capace di superare la barriera tra specie che l’umano a un certo punto ha deciso di erigere – convinto di proteggersi e di innalzarsi, in realtà solamente auto-recludendosi, insieme ai suoi propri spettri e alla sua ubris.
Il cane, invece, si sbilancia, (pro) pende verso l’umano e buca la barriera.
Meno male: perché l’umano che capisce che questo ‘foro’ è la sua salvezza, il ritorno a una vita che ritorna a ricordarsi delle verità insite nell’esistenza, fatte di corpi e di vicinanza, di momenti e di scambi, ritrova l’accesso a una esistenza tanto più ricca di capacità emotive.

Questi cani anziani, raccontano ciascuno una vita intera, distillata ormai in grande pazienza, saggezza e capacità di comprensione.
I cani anziani sono una “razza” a se stante, perché conservano del cane l’aspetto esteriore  - oltre a qualche forma di piacere e passatempo, legata ai piaceri del sonno e alle sorprese dell’olfatto – e aggiungono dell’umano – del “loro” umano specialmente – molti tratti di personalità, idiosincrasie, sfumature, linguaggi – riveduti e corretti dalla sensibilità e intelligenza canina e resi deliziosamente ineffabili.

Questo piccolo libro è anche un libro di donne – donne che disegnano e donne che raccontano, donne che adottano e donne che osservano.
Un piccolo bigino sul rispetto, la dignità e l’amore. Ancora troppo spesso non riconosciuti – se continuano ad esserci cani che a 12, 15 18 (!) anni di età vengono abbandonati in canile, da parenti insensibili e spietati, dopo che l’umana compagna del cane è defunta e non può più proteggere.

Ultimo esempio di tendenza reificante: gli animali – i cani – che si tengono solo finché utili, o divertenti o non dispendiosi; che si comprano da cuccioli e in allevamento – per avere le garanzie del "prodotto". Mentre ogni cane è un individuo, che è capace sempre di conoscere e riconoscere, di essere curioso e affettuoso e di accettare la sfida di ricominciare, per condurre il proprio cammino fino alla fine.

Chi accoglie, o continua ad accogliere un cane anziano, ha la fortuna - secondo me - di condivdere spazi e tempi con un individuo davvero speciale. 


 VECCHI CANI
 GIOVANNA DURÌ
 Euro 12,00
pagine 64
formato16X12 
Nuages Edizioni

domenica 9 febbraio 2014

La Filastrocca di Ceto e Frufi

Ceto e Frufi a nanna, gennaio 2004

Aceto faceva di nome

Ma abbaiava fragrante come un pezzo di pane



Anche se a volte cadeva per terra

Lungo disteso come pasta di sfoglia



Tenace paziente lui barcollava

Poi con cautela dal pavimento lustrato

Pian piano Aceto lui si rialzava



Senza troppo pensare alla paura

Era il suo cuore che scivolava senza avvisare

Un po’ si fermava e Aceto per forza si riposava



---



Frou Frou il suo nome in sorte

Che abbaiava croccante come il panforte



Bianca farinosa senza posa ogni mattina

Si rannicchiava sulla sua copertina



Le zampe sue erano dispettose

Perché invece che correre veloci

Come rami le trovavi nodose

Giorno faceva e lei stesa restava



Erano dolori che la facevan guaire e tremare

Carezze e massaggi e Frou Frou pian pian si rincuorava



---



Vissero insieme felici e contenti

Nella casa del mugnaio del paese dei venti

Vecchi cani pelosi chi bianco e chi nero

Giocare o dormire per un mese intero



Vissero insieme felici e contenti

In mezzo ai prati verdi da annusare interi

Il naso di lei dietro al naso di lui senti

Odori a milioni tutti quanti veri



Poi venne il giorno che senza dir niente

Andarono altrove prima l’uno poi l’altra

Le zampe di lei dietro alle zampe di lui senti

Prima aceto poi Frou Frou

Un soffio discreto non ci sono più



Ceto e Frufi, maggio 2003



Non è vero ci sono ancora

Il mugnaio del paese dei venti s’addolora

Uva biancospina e nero mirtillo

Nell’angolo di prato un tenue solillo

Crescono piantati accanto a ciascuno

Un sasso di fiume da poter toccare

E per sempre sussurrare all’erba nel vento

Prima Aceto e poi Frou Frou nel cuore

Nemmeno un giorno dimenticati

Nemmeno un anno nemmeno cento

Nota: la filastrocca, scritta per ricordare Ceto e Frufi, irripetibili cani che mi hanno aperto le porte del fare aiuto volontario nei rifugi per cani - e da lì, tutto il resto che riguarda l'animale Giovanni con gli altri suoi simili -  è stata pubblicata sul libro antologia "Amicizie speciali 2"

martedì 4 febbraio 2014

Vale più una immagine (3)

Lisa, 13 anni, estate 2013
Fonte: http://isaleshko.com/elderly-animals/

Gli animali anziani hanno una fragilità forte per la quale provo grande emozione.
Forse dipende dal fatto che tutto il loro muoversi e vivere nello spazio del mondo, ogni loro espressione e ogni loro dialogo, è ricchissimo di esperienza, e io cerco di osservare i segni di questa esperienza, di questa idea del mondo, a volte cerco persino di impararne qualcosa. Perché è sicuro che una idea del mondo, se la sono fatta, altroché!
Per esempio: il come possano aver trascorso una vita fatta di segregazione e privazioni, conservando la fame di vitalità, che coglie ogni occasione per rincorrere i fili d'erba in un prato, per bere l'acqua fresca del torrente, in mezzo a una caldissima estate, capaci di non perdere tempo prezioso in rimpianti, ma davvero cogliendo l'attimo - come se fossero ancora e per sempre giovani avventurosi alla scoperta di tutte le cose, da vivere nella loro pienezza. Questo è (anche se non è più visibile) Oscar, intrepido e trasognato. (Scrive Christina Anagnos, nel suo libro sulla violenza verso le donne, che "la sensazione di libertà eterna che porta la fine definitiva di un martirio, produce un'euforia incontrollabile, ti abitui subito alla nuova realtà e capisci ancora meglio le cose che ti eri persa per tanti anni"; e a me son sembrate parole che possono benissimo calzare anche per un qualsiasi individuo altranimale reduce da qualsivoglia maltrattamento; e di certo per Oscar sembrano scritte da qualcuno che lo ha conosciuto!).

Per esempio: il fatto di come abbiano affrontato maltrattamenti e pericoli e oltraggi fisici - che hanno lasciato il segno indelebile nel corpo - senza perdere nemmeno una briciola di vivacità e tenacia, o dell'intrigante curiosità che fa annusare ovunque, e della tenerezza scontrosa che si rannicchia contro il respiro dell'umano amato, capaci di godere di ogni momento di sicurezza (un prato di trifogli al sole primaverile), o di scoperta (le vie di un paesino lontano); e capaci - cosa ancor più notevole - di lottare con grinta contro un handicap fisico pericoloso e potenzialmente mortale, con una forza coraggiosa che si rinfocola con la fiducia di avere un sostegno vicino. Questa è Lisa, briosa e sensibile. (Nella foto è lei).

Ho parlato di cani: il cane, che è compagno dalle origini - reciproche - con homo; e che è il nostro legame con la nostra animalità (forse per questo che la sua domanda di lealtà viene spesso tradita?), a un livello profondissimo. 

Ma è del tutto evidente che non solo i cani,  ogni animale condivide con homo il 'privilegio' di invecchiare per infine morire.  Anche gli altri individui animali che invecchiano, distillano la loro personalità individuale, diventano oltre modo irripetibili, non si può guardare a loro e poi tornare a pensarli come 'cose', come purtroppo accade sempre e anche troppo. Perciò le immagini di Isa Leshko mi hanno chiesto di fermarmi a osservarle? Forse.
Leggo: "La fotografa Isa Leshko Photography ha iniziato a fotografare animali anziani dopo che a sua madre è stato diagnosticato il Morbo di Alzheimer. L’improvvisa vicinanza con la malattia l’ha costretta a confrontarsi con la morte e, prima ancora, con l’enorme dignità di individui che portano sulle spalle una vita intera.

Nasce così la serie 'Elderly Animals’, i cui protagonisti sono animali anziani, malati, ritratti in bianco e nero. Immagini che riguardano ognuno di noi, che vanno a toccare la nostra intima paura di invecchiare e l’incredibile serenità con cui sanno farlo gli animali."


 Ma in che modo ci dovrebbero riguardare queste immagini? La vecchiaia e la debolezza fisica che le si accompagna, viene rifiutata e temuta nella nostra società, non dico nulla di nuovo. Se vogliamo davvero guardare questi animali anziani, senza sovrapporre il nostro sguardo e il nostro sentire, forse dovremmo provare a cogliere - di ciascuna immagine - la essenza di una vita intera - quella-vita-individuale-irripetibile - che invecchia e ci lascia i suoi ricordi, attraverso i suoi gesti: la sua eredità autentica. Se siamo fortunati, saremo in grado di capire quali di questi gesti sono anche parte delle nostre abitudini, e come - in tal modo - possiamo, o vogliamo, invecchiare anche noi, incamminandoci come loro, o magari con loro, alla fine della vita. Non credo che significhi arrendersi, tuttavia. Chissà? Dopo aver osservato questo, quindi, smettere di guardare, lasciare all'anziano del ritratto, il successivo diritto di non farsi ritrarre più, di sottrarsi agli sguardi.

La pagina dedicata a questo progetto, fatte queste premesse, ha il pregio di regalarci l'essenza dell'anzianità di molti animali il cui destino impostogli con crudeltà, è invece quello di morire giovani - anzi, bambini. Essenza anziana: occhi lucidi, grinze nel corpo, sonno, sogno, presenza visibile e allo stesso tempo già distante, altrove.
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