La vita stessa è tutta fatta di diversità.
Gli animalisti non sono pazzi - ma non è questo il 'succo' di questo notevole e spiazzante corto. :)
Il tempo è poco, i commenti, dunque... ai commenti.
Aggiungo solo due link
sulla diversità
sugli animali di plastilina (e la loro liberazione)
(grazie ancora, Francesca)
Harvie Krumpet (Adam Elliot, 2003)
(grazie, Ismaele)
mercoledì 19 novembre 2014
Coltivate la cultura - un corto di Marco Paracchini
Spot manifesto di Marco Paracchini. Di lui abbiamo parlato qui.
Cultura, ovviamente, è anche tante altre cose, ma questo è un buon inizio...
Cultura, ovviamente, è anche tante altre cose, ma questo è un buon inizio...
martedì 18 novembre 2014
... e per i prossimi 365 giorni?
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| Dal post Tre minuti per raccontare una veglia |
(Ri) cominciamo con i propositi - ché i ricordi son fermi lì, e mi piacerebbe e mi piacerà parlarne con calma... con lentezza - chissà.
Sono i propositi per il secondo giro della Confidenza Lenta. Ma il primo proposito è quello che la foto spiega meglio di mille parole.
Quindi: la continua ricerca di modi miei E di altri per pensare, parlare, scrivere, vedere di altranimali, in tutti i modi possibili. Per modi nuovi di con-vivere con loro -anche alla fine vita e dopo la morte - per i modi di rispettarli; contro i maltrattamenti, le crudeltà antropocentriche erette a sistema e industria - da mostrare e far conoscere e comprendere.
Per cui, spero che ci saranno più persone e più amici che vorranno e/o potranno postare filmati e loro pensieri e interventi e testimonianze e racconti - qualsiasi contributo.
In questo spirito, da questa prospettiva, che è vitale e irrinunciabile - e che spero sortirà prossimi e futuri discorsi - ecco anche che mi piacerebbe scrivere-leggere:
Haiku e poesiam (anche per immagini o suoni)
Di post in giro per l'Europa (l'ispirazione dalle statistiche degli accessi)
Di post di libri (ho un'intera biblioteca di libranimali in attesa...)
Di post di fumetti
Di post di film
Più post scritti da amici
PIù interviste fatte a e da amici
Più post di cronaca delle cose che vado a vedere o sentire (festival, fiere, conferenze: e questa sarebbe o potrebbe essere una 'pericolosa' deriva giornalistica, ma si sa, quel che uno impara a fare, poi prova volentieri a rifarlo)
Le cose 'rubate' da face book (sono o possono o potrebbero o potranno essere spunti per continuare a ragiionare siul come raccontare e raccontarci e sul perché farlo - gli altranimali - e a chi farlo, questo racconto)
Altre cose vorrebbero qui e ora essere scritte - ma attenderanno il loro momento ...
lunedì 17 novembre 2014
Una Confidenza lunga un anno
Oggi La Confidenza Lenta conta infine i suoi primi 365 giorni.
E' già una ricorrenza da festeggiare? Mi verrebbe da dire: perché no?
Grazie al blog, ho potuto iniziare a fare esperienze nuove e diverse, anche se tuttora con tempi non rapidi.
Grazie al blog, mi sono venute nuove idee, ho potuto conoscere e conoscere un po' meglio alcune persone (umanimali e altranimali) che vale(va) di sicuro la pena di incontrare e conoscere, per scambiare e scambiarsi parole, idee, il mondo delle emozioni (per una unica occasione o magari per occasioni ripetute).
C'è tempo per i ricordi - per parlarne - e c'è tempo per gli sguardi sull'oltre futuro.
Per ora, dico a loro semplicemente e solo grazie e che sono contento e tutto sommato grato di essere qui a scrivere queste righe.
Insieme a loro e insieme agli altri che incontrerò, spero di scriverne ancora.
venerdì 14 novembre 2014
Una prima novità nel blog
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| Luca al lavoro - foto di Samantha Danieli, courtesy from Luca Spennacchio |
Fra pochi giorni il blog accenderà la sua prima candelina.
L'occasione spero mi porterà a fare un qualche piccolo post festoso e magari a pensare a una lista di buoni propositi per il secondo anno.
Una piccola novità intanto l'ho già inserita, e magari ne tenterò altre, benché non intenda di certo rivoltare da cima a fondo tutto il blog.
Però a questa piccola novità ci tenevo: ho cambiato infatti l'immagine del profilo, che adesso è decisamente più rappresentativa oltre che più bella.
La foto è stata fatta da Luca Spennacchio, che vedete nella foto qui sopra.
Le nostre rispettive foto raccontano molto di noi: di Luca, infatti, si può capire subito come lui sia una persona assai coinvolta dai cani e dalla fotografia. Con Luca ho potuto scrivere cose interessantissime sull'universo dei cani, ma anche sul teatro e sulla comunicazione.
La foto che ha fatto a me, e che mi ritrae con Stella e Lisa, è stata fatta nell'ambito del progetto dei suoi 'Ritratti Italiani': si tratta di un progetto fotografico che intende descrivere, attraverso il ritratto, le persone e i loro cani nell’Italia di oggi. Il focus è il millenario rapporto tra l’uomo e gli animali non-umani nell’era moderna, di cui certamente il cane è il portavoce elitario.
Ho partecipato con grande piacere, mi sono sentito coinvolto e ho potuto ammirare la bellezza dei miei cani e dei cani e di molte delle persone - tantissime, in tutta Italia - che hanno posato per questa idea bellissima, ottimista e profonda allo stesso tempo, come è tutto quello che fa Luca nella sua vita.
martedì 11 novembre 2014
La pioggia
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| Fonte: All Magazine |
nebbia a sorpresa
gli animali fiutano
dopo la pioggia
Scrivo haiku dal 2001. Una
forma di poesia che – sottotraccia – ha sempre in qualche modo
attratto la mia maniera di scrivere e ha suggestionato il mio
immaginario.
Da quell'anno molte cose si sono avvicendate nella mia vita.
Questa è la caratteristica del vivere, fatta dell'intreccio di molti fili.
Di questo vivere, insieme
a molti altri aspetti, che rimangono comunque sempre più o meno
intrecciati e mescolati tra loro, la ‘presenza’ di altri animali
è cresciuta per importanza.
Fino a dare pienezza a tutti i giorni che trascorrono nei miei anni.
E sono cresciute le poesie
haiku legate attraverso vari modi, agli animali: quelli che
vivono con noi, gli animali che abitano il pianeta da molto prima di
noi, gli animali che noi violentiamo.
In questo anno alcuni haiku li ho postate sul blog. Penso che continuerò a farlo. Penso che un regalo che vorrei farmi sarebbe una bella silloge di questi haiku animali.
Un buon modo per iniziare - anzi, per continuare - parte proprio da questo schermo col quale sto prendendo lentamente confidenza.
mercoledì 5 novembre 2014
Ma che ocone sono, io vegano!
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| Oche a Cascina Carola |
Il blog sta per arrivare a compiere i suoi primi 365 giorni o giù di lì.
Purtroppo,
poiché sono ancora tecnologicamente svantaggiato e ho finestre di
un'ora al giorno per poter navigare su computer altrui (la mediateca
della biblilioteca), non posso scrivere tanto quanto vorrei.
Ne beneficia la scrittua vecchio stile, con carta e penna, se non altro!
Un
primo anticipo di regalo, comunque, è legato alla notizia della debacle
borsistica della Moncler, come conseguenza delle inchieste
giornalistiche.
Mi rimando - e rimando i volenterosi lettori (uhmamma, sono posseduto forse da Manzoni?!) - ai contenuti di Veganzetta e di Il Dolce Domani, per poter approfondire.. Mi limiterò a rapide postille.
Che significato può avere il calo delle azioni della Mocler?
Come ho scritto, forse significa che qualche sparuto barlume di coscienza ogni tanto si
illumina nelle menti delle persone? altrimenti, come spiegare questa
perdita?
Col che, ci troviamo sul crinale economico che fa la sottile differenza tra le istanze cruelty free inglobate nella logica consumistica e quindi addomesticate e derubricate a semplice stile o moda; e una forma di pressione per manifestare e/o orientare desiderie volontà di cambiamenti, usando uno strumento efficace come la scelta di spesa e di acquisto (una cosa molto anglosassone, direi :) ).
Col che, ci troviamo sul crinale economico che fa la sottile differenza tra le istanze cruelty free inglobate nella logica consumistica e quindi addomesticate e derubricate a semplice stile o moda; e una forma di pressione per manifestare e/o orientare desiderie volontà di cambiamenti, usando uno strumento efficace come la scelta di spesa e di acquisto (una cosa molto anglosassone, direi :) ).
Lungo questo crinale si muovono teorie di lotta politica e di gestione dell'agenda politica e sociale.
Aggiungo
però una considerazione: se davvero ci fosse stato un sobbalzo delle
coscienze, ne sarei felice. Ma vorrei che questo sobbalzo non fosse
momentaneo, che potesse diventare - se non in tutti, almeno in alcune
delle persone - il primo tassello per la costruzione di una nuova
consapevolezza, prima di tutto sul piano personale, individuale, legato
al proprio vissuto biografico. In seconda battuta, e per amor di
paradosso, mi viene da dire che questo sobbalzo non dovrebbe nemmeno
accadere, poiché dovrebbe essere evidente che la logica stessa della
superproduzione di oggetti ritenuti 'di stile, di moda, di classe', che
si vogliono onniprsenti come marchio e sempre disponibili per
l'acquisto, e che sono basati sull'oppressione di individui che sono
nati oche invece che umani - anzi, che di questa origine animale fanno
vanto di distinziione, qualità, buon gusto e stile esclusivo - non può
che funzionare triturando letteralmente e ogni giorno milioni e milioni
di oche prigioniere.
Che questo risulti come una
sconvolgente sorpresa inaspettata, mi fa una volta di più constatare la
pervasività del marketing specista, abilissimo nel mstificare una realtà
altrimenti - e giustamente - del tutto esecrabile.
E mi fa anche preoccupare non poco.
E mi fa convincere ancor di più che essere vegano non è solo e non deve essere confuso col mangiare tofu e seitan in ricette da chef, ma è soprattutto un orientamento etico, da far conoscere.
mercoledì 29 ottobre 2014
Il bacon raccontato ai bambini
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| Fonte: La Cascina di Carola |
Alla Cascina di Carola, che si trova nei pressi di Robbio, in provincia di Pavia (mi sono ripromesso un post dedicato), ho potuto finalmente conoscere dei maiali liberi, e felici.
Oltre a molti altri animali, liberi tutti quanti di poter esprimere la loro personalità, di trascorrere il loro tempo come preferiscono, di interagire oppure no con gli umani che vivono con loro.
Perciò, posso dire con certezza che nessuno dei maialini che ho visto in questa cascina, 'da grande' vorrebbe fare il bacon. Nessuno vorrebbe morire, né sarebbe felice, né tanto meno offrirebbe spontaneamente il suo corpo o parti di esso per farli mangiare agli umani, così da soddisfare il loro palato.
Queste mistificazioni a scopo pubblicitario, purtroppo, accadono molto spesso, e non se ne può parlare al passato, come di una tivù o di una stampa più insensibile di oggi alla voglia di vivere degli altri animali.
Ne ha parlato la psicologa Annamaria Manzoni, molto spesso, nei suoi libri, e nel suo blog.
Lei - le sue parole accorate ma allo stesso tempo documentate - mi è venuta in mente quasi subito, quando ho visto il link qui sotto.
Mi è venuta in mente la sua analisi su questa forma di violenza, subdola e non riconosciuta, ma anzi negata (dagli adulti, anche con veemenza e indignata rabbia) quando mostrata e svelata. Una violenza che gli adulti stessi fanno ai loro figli, in nome - stringi stringi - del profitto dei detentori zootecnici di vite animali da uccidere e spappolare e smembrare fino a renderle irriconoscibili come pezzi di creature che erano vive e avevano desideri. Perché violenza? Perché ai bambini viene raccontata una enorme menzogna, che nasconde una violenza organizzata e costruita in modo meccanizzato e totalizzante. Perché li si priva della consapevolezza dell'esistenza degi altri animali, perché li si abitua a dare per scontata la sopraffazione violentissima di cui milioni di altri individui sono vittime, tutti i giorni. Perché li si rende incapaci di riconoscere questa enorme violenza e di impegnarsi per rifiutarla e scegliere altri percorsi, altre strade, che rigettino una tale quantità di dolore e di morte, che si riverbera (si è riverberata e si riverberà) anche su molti umani - quando il sistema decide di cosificarli, di 'animalizzarli' - nel senso deteriore e specista di questa operazione ideologica.
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| la copertina del libro |
Il link a questo sito me lo ha inviato Monica, l'amica strega che legge sul blog e che già in passato ha scovato link interessanti. La nostra - di Monica e mia - indignazione è stata immediata, condivisa e totale. Ecco perché questo post, sia pur breve.
Ecco perché questa volta faccio un gesto di parte e NON creo il link diretto alla pagina di questo libro - del quale, il meglio che si possa dire, è che è bugiardo e volgare.
Il link rimane comunque visibile, perché lo si possa copiare e incollare, scegliendo di entrare nei dettagli di questa dubbia operazione commerciale.
MI piacerebbe che qualche genitore leggesse questo post, e mi lasciasse un commento...
http://bacontoday.com/i-want-to-be-bacon-childrens-book/
martedì 28 ottobre 2014
Del lutto
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| Ceto e Frufi |
Ho
letto d'un fiato questo articolo di Rita Ciatti, che focalizza benissimo i
delicati concetti legati al lutto, all'assenza, al prendersi cura.
Soprattutto,
il 'prendersi cura', è secondo me a due sensi: la creatura di cui ci stiamo
prendendo cura, infatti, a sua volta si prende cura di noi, dandoci la sua
intera vita. Nel mio caso, Stella proteggeva me almeno tanto quanto io
proteggevo lei.
La
consapevolezza che riceviamo cura, oltre che elargirla, non dovrebbe
abbandonarci mai: è il modo più immediato per conoscere e riconoscere la
facoltà che hanno gli altri animali di agire in modo 'presente' e
(auto)cosciente.
Non
sono mai passivi, nemmeno quando sono prigionieri della morsa zootecnica o
vivisettoria: in quei casi cercano di resistere, di fuggire, anche - gioco
forza - con scelte estreme, dal momento che quei contesti estremamente
pressanti non gli lasciano molte opzioni.
La
dignità della morte, il senso e il valore della loro vita, non può non venire
riconosciuta.
In
ambito umano queste riflessioni vengono fatte, soprattutto nella nostra epoca
di tecnomedicina, dove il rischio di fare del malato una mera semplificazione
della malattia è molto alto. Un esempio è questo
ciclo di conferenze, di cui mi è giunta notizia via mail.
Mi
piacerebbe che la 'bolla umana' alla fine si aprisse, per superare l'orlo
dell'antroposfera così claustrofobica, per far dialogare le varie fine vita, anche quella dell'animale che
noi siamo, insieme a loro.
lunedì 20 ottobre 2014
Gioco di Naso
| Domenica 19 ottobre 2014, Giochi di Relazione, PEC - foto di Mariastella Bonansea. |
| la prova della bustina di te! |
Giochi di relazione, alla scoperta di divertenti giochi basati sul più importante dei sensi del cane: l'olfatto.
La strada del Canuomo è spesso fatta di giornate così. Naso-naso con un cane - uno della propria famiglia, come Lisa, ma anche no - mentre altri cani giocano, si rotolano e ci toccano.
E poi, giochi fatti insieme, alla riscoperta del naso canino, che crea per il cane un vero e proprio mondo, con una sua geografia, dettagliata, e una storia ricchissima di messaggi e di racconti.
Il cane ci ha scelto, quando i suoi e i nostri antenati condividevano spazi e foreste di un mondo per noi oggi praticamente impossibile da immaginare. In che senso ci ha scelto? Nel senso che i suoi antenati erano sì lupi, ma lupi con certe propensioni e un modo di elaborare pensieri che li ha spinti a cercare la comunicazione e la relazione e il contatto con i nostri antenati, così 'strani' ma anche così interessanti. Al punto da pensare che si poteva fare un poco di strada insieme...
E allora, mi chiedo, mentre sono sdraiato sul prato con loro: che non ci abbiano scelti perché 'a naso' riveliamo molte più cose che vale la pena approfondire di quelle che noi stessi mettiamo in essere, a partire dal nostro modo di fare o essere con gli stessi cani?
| Maika e Chicco giocano |
![]() |
| 'discriminiamo' gli odori insieme! |
PS
Mentre riguardavo i film di Sherlock Holmes - quelli con Robert Downey jr e Jude Law - mi ha colpito il notare come spesso Sherlock si comporti come un cane, annusando, leccando e toccando tutte le prove, gli oggetti e gli indizi che incontra... E Sherlock Holmes è sinonimo di genialità ...
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