domenica 12 gennaio 2014

I veterani della guerra psichica delle ostriche blu - e oltre...

fonte: Facebook from Internet, a disposizione per specificare l'autore

foto di

Vyacheslav Mishchenko


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Nei giorni scorsi, impossibilitato a scrivere, parlavo - scrivendo - tantissimo con altre blogger, e con persone sensibili al destino degli altri animali oltre che degli animali umani - o leggevo le note che scrivevano, trovandone tantissimi pensieri sui quali a mia volta riflettere.
Che la bomba esplosa tra le mani degli animalisti sia frutto di logiche strumentali e coercitive; e che non sia casuale: sembra ormai acclarato - per chiunque sia almeno un poco addentro i meccanismi della comunicazione di massa, della creazione del consenso, della contrapposizione di alterità artificiosamente costruite e contrapposte.
Queste sono le logiche di un autentico duello, e ci torneremo, per provare a disinnescarle - o almeno per togliere un'altra vitina al meccanismo.
Mi preme per prima cosa, invece, porre l'attenzione proprio sull'idea di alterità, intesa come separazione, come taglio, come scollamento (quindi qualcosa di opposto, per così dire, a quel che è invece la differenza, la diversità, la irriducibilità individuale, per quanto labile o effimera la si possa ritenere) e lo faccio con l'aiuto di una persona che scrive cose gentili e luminose, si chiama Francesca Fugazzi: "Se avessimo fin da subito evitato di produrre questa idea di scollamento tra noi uomini e tutto il resto, con tutte le sue implicazioni etiche, intellettuali e pratiche, oggi non ci troveremmo in questa catastrofica situazione dove l’uomo ha il predominio su tutto e il controllo su niente". Noi ammazziamo animali che neppure conosciamo, siamo i mandanti della loro uccisione, compiuta da umani altrettanto sconosciuti: "Una catena di anonimato che garantisce pance piene e coscienze silenti". Una catena che non si può spezzare usando solamente i discorsi che dovrebbero indurre all'empatia, all'amorevolezza, perché non tutti ne vengono toccati. Eppure sono discorsi fondamentali e irrinunciabili, e non bisogna smettere di farli, di ripeterli. Soprattutto alle nuove generazioni - e ci sono tanti modi per fare questi discorsi così indispensabili! "siamo disperatamente bisognosi di una generazione illuminata". Ma, ugualmente, "Non possiamo basare la nostra comunicazione su amore e pietà. E’ pericoloso, cammineremmo su un terreno sdrucciolevole.[...] dobbiamo renderci conto che l’amore e la pietà sono un plus, un bonus, soprattutto in un contesto dove l’amore è anche associato con la furia passionale che uccide (abbiamo le idee parecchio confuse su cosa siano l’amore e il rispetto)". Gli Altranimali, quindi  - e con loro la maggioranza degli umani - hanno bisogno di qualcosa di più solido di un amore che spesso si confonde con sentimenti e pulsioni per nulla altruistiche o empatiche: hanno bisogno del rispetto, rispetto del valore della loro individualità irriducibile. Perciò Francesca non si definisce animalista, che le sembra un termine troppo compromesso con un concetto disordinato di amore. Mentre invece, si sta parlando di etica e di rispetto, che prescrive di fare - o di non fare- delle cose, perché "l'alternativa non è percorribile". "Che l'animalismo sia un mezzo e non un fine. E che alla fine l'animalismo sparisca perché tutti sentiremo allo stesso modo". Mi piace il pensiero fresco di Francesca, che vedo consonare insieme a molte delle idee etiche in cui intravedo, dalla brevità della mia esperienza di esplorazione per conoscere, la vera chance per trovare le strade della trasformazione. "Ripuliamoci dalle etichette per creare menti ferme e chiare". 

fonte: Facebook from Internet, a disposizione per specificare l'autore

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Il duello della comunicazione, si diceva. Con Rita Ciatti, si ragionava di come si tratti di un duello affilato, senza esclusione di alcuna strategia. Eppure, man mano che riesco a riprendere a scrivere, mi pare che per fortuna, siano molti i filoni tematici a nostra disposizione, per controbattere a quello che, a ben vedere, è un discorso unico, monotematico - ancorché, reso forte dall'ampiezza di risorse, che permettono l'accesso a mezzi di comunicazione massmediatici popolari come la tivvù e i giornali quotidiani. Di conseguenza, possiamo avere a disposizione molti sentieri da percorrere, per raggiungere quante più persone possibili - cercando di contrapporre creatività e comunicazione interattiva e capillare al messaggio-unico-totale-livellante di chi segue esclusivamente la logica del 'possesso', dell'utile, del 'prezzo'. Alcuni di questi sentieri - il valore fondante dell'etica, la cogenza dell'epistemologia riorientata rispetto e oltre all'umano, ad esempio -  forse, si intravedono appresso a questo post, già nelle parafrasi e nei commenti personali ai pensieri di molti impegnati a dar seguito alle istanze animali; sono parafrasi che ho fatto perché in primo luogo sento l'esigenza di chiarire e confermare queste linee concettuali a me medesimo, per cominciare (prima di volare, occorre imparare a star saldi sulle proprie gambe). Sempre che io sia riuscito a svolgere un buon lavoro. Siamo noi, i "veterani delle guerre psichiche", cantati dai Blue Oyster Cult.  Cosa possiamo cantare a nostra volta?
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"Io non ci sto a ballare al ritmo della loro musica (per loro intendo i pro-test e i media che gli vanno dietro), non ci sto a far passare in secondo piano le nostre valide argomentazioni per dare in pasto alla collettività un tifo da stadio di due fazioni contrapposte. Cerchiamo di non fare questo gioco. Se i pro-test sono arrivati a tanto, a usare le notizie sensazionalistiche, è perché evidentemente non hanno argomentazioni valide quanto le nostre, soprattutto sul piano etico. Teniamolo presente", così scrive Rita Ciatti, in una sua nota Fb. Se ne riporto uno stralcio, è perché la sottoscrivo in toto. E quante, e quanto valide siano le nostre argomentazioni, lo si può vedere anche in questi miei post. E anche perciò le ho riprese. Proprio la loro forza e la loro validità, è il motivo dell'attacco subito. I cittadini non devono accorgersi che gli 'animalisti' sono capaci di pensare, pongono domande fondamentali, propongono un'etica che è vitale anche per gli umani - gli Umanimali! I cittadini, devono vedere solo degli esaltati che odiano il genere umano e si battono per salvare maiali e topi, e urlano slogan violenti, e si vestono male, e mangiano strano, e hanno stranissime idee sui rapporti tra umani e tra umani e altri animali.
Noi dobbiamo - e possiamo - essere capaci di perforare questa spessa cortina di luoghi comuni in cui ci vogliono avvolgere. Possiamo - e dobbiamo - avere la consapevolezza di come ci facciamo conoscere, come se ci vedessimo dall'esterno - senza che ciò tolga un grammo alla nostra passione, al nostro dolore per le sofferenze inflitte agli altri animali, alla nostra ansia per loro. La nostra ansia urgente di fare qualcosa in loro aiuto deve guidarci nelle scelte di comunicazione - che è già azione - e di azione - quando è pratica, quando è attivismo, quando si configura come divulgazione, come racconto, come desiderio di empatia condiviso con i più ricettivi e sensibili - i bambini, come scrive Francesca.
Se i media mainstream non ci danno spazio, possiamo - e dobbiamo - usare altri media, altri canali, altri metodi.  Tra i tanti metodi - inventati per risvegliare le menti, per riaccendere le consapevolezze, per rincuorare l'empatia  - ho pensato alla musica. Musica come questa ninnananna

Esiste una musica 'animalista'? E può evolvere e arricchirsi di espressività ed espressioni? E quali messaggi - e come - può far arrivare?
Proverò a rispondere a questa domanda, ma intanto, sono convinto che tra le strade che noi possiamo usare, proprio la musica, l'arte, la poesia, intese come forme di comunicazione dirette e orientate all'empatia e alla condivisione, possono essere tra le più efficaci. Vanno a parlare direttamente alla mente e al cuore di chi ci sta davanti, lo interpellano in prima persona, gli fanno domande, lo accompagnano a scoprire e a prendere consapevolezza. Lo sollecitano e lo scuotono.  (- continua)


6 commenti:

  1. Leggo solo ora questo tuo bel post (e non lo dico perché mi hai citata, seppure per questo ti ringrazio moltissimo), ne avevo letto il titolo di sfuggita, ma poi mi ero ripromessa di tornarci sopra con più calma.

    Già, noi abbiamo la nostra musica, fatta di tantissime note e prima o poi riuscirà a coprire, in qualche modo, il frastuono di sottofondo monotematico di chi ha a mente solo una scienza arida, tecnica, svuotata del senso di un reale progresso.

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    1. Cara Rita, la tua citazione è stata un modo per ripartire, e uscire dall'impasse Simonsen. Se i miei post hanno un senso, è quello di 'fare il conteggio' delle persone che come te sono coraggiose e determinate, a portare avanti la vita degli altri animali, altrimenti dimenticati sempre Quindi, sì, noi abbiamo una musica - in primo luogo interiore - che suona a un altro ritmo rispetto alla cacofonia, al 'rumor bianco' che pervade ovunque. Io pensavo anche a una musica ascoltabile, suonata e registrata, e spero di poterne parlare ancora, in un prossimo post. Le tue considerazioni sul sottofondo montematico, oltre tutto, aggiungono ulteriori riflessioni. Grazie :)

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  2. P.S.: foto come sempre bellissime, ottima selezione.

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    1. Tutto merito di Facebook: ne appaiono spesso, devo solo cliccarle e salvarle. Ho potuto raccoglierne moltissimie, anche se quasi mai posso citare la fonte, perché non compare!

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  3. Ciao...grazie per il bel post! E' da quando sono impegnato a favore degli animali che mi sono posto sempre il problema di una comunicazione che fosse corretta e coinvolgente per chi non è sensibile. La tua proposta di utilizzare altri modi di comunicare è da accogliere positivamente, ma nella vita quotidiana difficilmente si può usare il canto e/o la poesia. Per cui vedo la necessità fondamentale nuda e cruda di una sorta di "corso intensivo in materia di comunicazione verbale" che sia uno strumento per me e per quelli come me con poca predisposizione.
    Ti cito: "I cittadini non devono accorgersi che gli 'animalisti' sono capaci di pensare, pongono domande fondamentali, propongono un'etica che è vitale anche per gli umani - gli Umanimali! I cittadini, devono vedere solo degli esaltati che odiano il genere umano e si battono per salvare maiali e topi, e urlano slogan violenti, e si vestono male, e mangiano strano, e hanno stranissime idee sui rapporti tra umani e tra umani e altri animali." ecco...è proprio così che ci vedono e ci sentono! ...e per superare questo muro di scetticismo e snobismo che ritengo sia fondamentale rivedere linguaggi, modi di esprimersi e di comunicare verso chi non ha "capito"! Perchè chi non ha capito avrebbe solo un motivo in più per continuare a non capire, se si continuasse su questa strada. Come ci vedono lo hai descritto perfettamente...ed è ingiusto verso di noi, i nostri fratelli animali e contro ciò che ci siamo posti come ideale da raggiungere e per cui ci stiamo battendo: la liberazione animale ...la liberazione di tutti gli animali! Ciao e grazie ancora :)
    P.S. Ho inserito il tuo blog tra i miei "VICINI" qui: http://artecologianimali.blogspot.it/

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    1. Ciao a te, benvenuto qui. Per prima cosa ti dico che ho contraccambiato lo scambio link, e adesso il tuo blog dovrebbe apparire tra quelli seguiti. Tra l'altro, riporti moltissime notizie, ti sei scelto il compito di divulgare quante più notizie e informazioni possibile, un gran lavoro, complimenti!
      Per ora, il discorso sulla musica è solo all'inizio (e ancor più a livello di abbozzo è quello sull'arte, ma cercando negli altr blog, si trova chi ne ha parlato con cognizione di causa), e conto di proseguirlo. Si tratterebbe di esplorare questo linguaggio alternativo, sulla spinta di una domanda, di una curiosità che mi ha colto diverso tempo fa, mentre ascoltavo canzoni su youtube - non a caso. Proverò a dare e a darmi una risposta nel prossimo post, mi auguro. Musica e arte non si sostituiscono alla comunicazione verbale o per altre immagini, a potrebbero integrarla e raggiungere persone non altrimenti raggiungibili. Perché alla fine, quel che dobbiamo ottenere, è che il cliche dell'animalista-pazzo venga del tutto screditato, a tutto vantaggio degli altri animali

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