Premessa-lampo: una delle cose più gratificanti cui mi capitò di lavorare come pubblicista, fu la serie di interviste a persone che hanno a che fare con gli altranimali, che scrissi per un mensile locale novarese ormai scomparso dalle edicole. Un modo per unire passione, attenzione per gli altranimali e attività scrittoria. Una esperienza che voglio provare a riptetere qui - se possibile, con un grado di libertà anche maggiore, e con una sempre elevata attenzione alla qualità delle immagini e al significato emotivo che possono comunicare. Fine della premessa. La parola a Marco Colombo (qui sotto, ritratto in bianco e nero da E.Manca)...
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Marco Colombo, classe
1988, è un fotografo naturalista, laureato presso l'Università
degli Studi di Milano in Scienze Naturali. Al suo attivo ha
moltissime pubblicazioni, mostre e proiezioni, grazie alle fotografie
di animali e piante italiani ritratti nei loro ambienti naturali (il
suo sito: www.calosoma.it). Lo abbiamo "incontrato" attraverso i suoi
scatti, esposti in mostra, nell'estate 2013, presso i locali
dell'Albergo Rosetta di Scopello. Una delle foto esposte ha vinto un
premio prestigioso…
PARLIAMO DELLA MOSTRA CHE CI HA FATTO
METTERE IN CONTATTO.
La mia mostra fotografica “Natura
Inaspettata”, realizzata in collaborazione con l’Archivio
Fotografico Italiano (AFI), è un tributo alla natura italiana. Una
serie di incontri ravvicinati che ho avuto con volpi, testuggini e
gabbiani…e tanto altro! Tra le foto esposte alcune hanno vinto
premi internazionali e una, in particolare, ritrae una biscia dal
collare accanto a una cascatella proprio in Valsesia e ha vinto il
primo premio della categoria “Animal Portraits” nel concorso BBC
Wildlife Photographer of the Year 2011. Scopello è una località
incantevole per villeggiare e i gestori dell’Albergo Rosetta, sono stati molto gentili ed ospitali nel
concedermi questa bella location.
ANCHE RECENTEMENTE,
COMUNQUE, RIPARTIAMO DA UNA MOSTRA: VUOI RACCONTARE GLI ANTEFATTI E
LO SVOLGIMENTO DELLA SERATA E DELLA MOSTRA AL MUSEO MINGUZZI DI
MILANO? SI TRATTA DI UNA OCCASIONE PARTICOLARE?
Anche quest’anno, come
il precedente, sono stato invitato dall’Associazione Culturale
Radicediunopercento a tenere una serata/proiezione nella splendida
cornice del Museo Minguzzi di Milano, che ormai da tempo ospita
annualmente la mostra del concorso Wildlife Photographer of the Year.
È per me sempre un onore e quest’anno l’afflusso è stato
notevole durante l’incontro dedicato a me: il pubblico era
accalcato su sedie, scale, ringhiere e muri, è stata una piacevole
sorpresa…ho proiettato in anteprima assoluta l’audiovisivo “Le
stagioni della luce”, realizzato con le mie foto da Edoardo
Tettamanzi, per poi lanciarmi in una chiacchierata sugli “Incontri
d’acqua”, ovvero aneddoti e storie relativi ad animali incontrati
in mare e nei fiumi, nei laghi e nelle paludi.
CHE COSA ATTIRA COSI'
TANTE PERSONE A UNA MOSTRA DI FOTOGRAFIE DI ANIMALI? CHE COSA
ATTIRA DI PIU': L'ASPETTO ESTETICO E ANCHE TECNICO DI UNA BELLA
IMMAGINE CON UNA SUA STORIA DIETRO, COME UN'OPERA D'ARTE; O ANCHE IL
DESIDERIO E LA CURIOSITA' DI CONOSCERE E VEDERE ANIMALI CHE MAGARI
NON SI HA L'OCCASIONE DI INCONTRARE MAI, O -CHE E' SINGOLARE - NON SI
HA MAI L'OCCASIONE DI VEDERE DAVVERO, CON OCCHI DIVERSI DA QUELLI
DISTRATTI E FRETTOLOSI DELLA VITA DI TUTTI I GIORNI?
Questa mostra racchiude
ogni anno un centinaio di scatti premiati al concorso più
prestigioso del mondo, per cui il livello tecnico ed estetico è
molto elevato, inoltre è molto ben pubblicizzata, nonché collocata
a Milano, in una zona culturalmente strategica. Da quel poco che ho
visto, l’afflusso dei visitatori alla mostra è molto elevato e
questo è assolutamente un bene, poiché si tratta di uno dei pochi
luoghi in cui è valorizzata come dovuto la fotografia naturalistica
in Italia… le persone si recano qui per vedere sì immagini di
animali ma anche, a mio parere, per sapere i retroscena degli scatti,
indicati nelle precise didascalie, che sono sempre interessanti.
DI COSA TI STAI
OCCUPANDO ADESSO? IN CHE CONSISTE IL TUO LAVORO?
Molte delle foto
che scatto sono fatte vicino a casa o comunque nella mia regione,
perché in Italia abbiamo specie animali e vegetali interessanti e
anche rare, basta sapere dove guardare. Attualmente sto lavorando su
anfibi e rettili, in particolare sui serpenti, in primavera, mentre
durante il periodo invernale mi dedico a mammiferi e volatili.
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IN
CHE MODO TI APPROCCI AGLI ANIMALI CHE FOTOGRAFI?
Spesso esco da
casa e ho già in testa ciò che voglio fare, anche se poi non è
facile assecondare queste visioni…normalmente rimangono solo nella
mia testa, a volte si realizzano. Certe foto che ho scattato hanno
tratto ispirazione, nella tecnica, da spunti di vita quotidiana,
scene che vedo in altri contesti e riapplico al mio, o addirittura
sogni. La ricerca dei soggetti avviene in maniera diversa a seconda
degli stessi, ci sono orari, stagioni, modi di muoversi (o non
muoversi!) che cambiano notevolmente; è necessario leggere molto e
conoscere alla perfezione, per quanto possibile, le loro abitudini.
La motivazione di fondo di queste ricerche è mostrare al pubblico la
natura nostrana e aumentare il rispetto per la stessa. Nelle mie fotografie non
mi interessa avere l’animale il più ingrandito possibile, il primo
piano del capriolo o del gufo: a me piacciono le atmosfere, la luce
deve essere la vera protagonista della scena, e spesso il soggetto è
una piccola sagoma o figura iconica in un angolo.
COME
CONSIDERI E CHE IMPORTANZA PUO' AVERE SECONDO TE L'IMMAGINE
FOTOGRAFICA SULL'IDEA CHE LE PERSONE COMUNI HANNO DEGLI ANIMALI?
POSSONO LE FOTOGRAFIE CONTRIBUIRE AL FORMARSI DI UNA MAGGIOR
CONSAPEVOLEZZA DEL VALORE DI BELLEZZA E DI VITA CHE HANNO GLI
ANIMALI, E MAGARI AIUTARE A FAR CRESCERE UN RISPETTO MAGGIORE NEI
LORO CONFRONTI?
La speranza è che il
pubblico prenda confidenza, attraverso le fotografie, con gli
animali, anche quelli normalmente più bistrattati e meno apprezzati,
come vipere, ragni e pipistrelli. Attraverso immagini di impatto è
possibile, in qualche modo, che anche le persone comuni li
apprezzino, nonostante sia difficile eradicare falsi miti e leggende. Altro punto chiave secondo
me, durante le serate, è divertire le persone, farle ridere. Solo
così ricordano meglio, imparano e memorizzano, mentre le noiose
lezioni frontali lasciano il tempo che trovano… Quando il pubblico
ride durante le mie presentazioni, io sono contento, e più ride e
più lo sono, poiché penso che forse ricorderanno qualcosa. E poi, il pubblico non
vuole super eroi invincibili che portano sempre a casa lo scatto
della vita senza mai sbagliare: raccontare le proprie sfighe non è
mai deleterio.
MARCO COLOMBO, CHE TIPO DI RAPPORTO HAI (E HAI
AVUTO) CON GLI ANIMALI?
Ho ritrovato, nei vecchi
album di foto ricordo, varie immagini che mi ritraggono mentre cerco
granchi, cinghiali e altre bestiole. La mia è una passione che ho
fin da piccolo, unita poi a quella della fotografia a partire dal
1999.
QUALI SONO I TUOI PROGETTI
FUTURI?
Attualmente sto lavorando
come co-responsabile di un centro di Educazione Ambientale
all’interno del Parco del Ticino, oltre a continuare la mia ricerca
delle luci e delle ombre e a coltivare la mia passione…