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mercoledì 26 febbraio 2020

Kikiuz Chicca Kikinuz Kirini edit


Chicca Kikiuz Kikinuz Kirini


Questa è la prima fotografia che hai fatto a Chicca, nel dicembre 2016, quando una comune amica, generosa e spericolata, vi ha fatto incontrare.


venerdì 20 settembre 2019

Un passo indietro



Quando eri più giovane, in casa dove vivevi con la tua famiglia umana, viveva anche un cane - un meticcio cocker, di nome (A)Ceto. Ceto aveva un carattere difficile, ma tra te e lui, più che con gli altri componenti umani della famiglia - per svariati motivi - si era alla fine creato uno scambio di comunicazioni nelle più diverse situazioni. 
Per farla breve: Ceto sapeva venire a passeggio con te senza guinzaglio e sapeva aspettarti per attraversare la strada ai semafori. Tutto questo perché, una volta, all'inizio, ti eri stancato di fare la passeggiata col guinzaglio e quindi avevi lasciato a lui la decisione di come camminare sul marciapiede e muoversi in una città di provincia...

venerdì 29 marzo 2019

Lutto, riconoscere i segni

Stella, nei ricordi



C'è un sito, che si chiama Hospice per gli animali. Su questo sito, hai trovato l'articolo che in parte riporti qui.
L'articolo, è stato scritto da Denise Flaim è stato pubblicato la prima volta da “DogFancy”, agosto 2008, volume 39, nr. 8, pag. 21. Per il sito, lo ha tradotto Elena Grassi, che si occupa dell'Hospice.
Dopo aver chiesto il nulla osta a Elena, hai deciso di pubblicarlo qui. Questo - o comunque articoli simili - fanno parte di quel processo di conoscenza che in questi anni, tra la scomparsa tormentata e solitaria di Stella e quella - speri - più composta e accompagnata di Lisa, hai provato a cominciare a costruire - intanto per te stesso, un domani, chissà 

domenica 9 febbraio 2014

La Filastrocca di Ceto e Frufi

Ceto e Frufi a nanna, gennaio 2004

Aceto faceva di nome

Ma abbaiava fragrante come un pezzo di pane



Anche se a volte cadeva per terra

Lungo disteso come pasta di sfoglia



Tenace paziente lui barcollava

Poi con cautela dal pavimento lustrato

Pian piano Aceto lui si rialzava



Senza troppo pensare alla paura

Era il suo cuore che scivolava senza avvisare

Un po’ si fermava e Aceto per forza si riposava



---



Frou Frou il suo nome in sorte

Che abbaiava croccante come il panforte



Bianca farinosa senza posa ogni mattina

Si rannicchiava sulla sua copertina



Le zampe sue erano dispettose

Perché invece che correre veloci

Come rami le trovavi nodose

Giorno faceva e lei stesa restava



Erano dolori che la facevan guaire e tremare

Carezze e massaggi e Frou Frou pian pian si rincuorava



---



Vissero insieme felici e contenti

Nella casa del mugnaio del paese dei venti

Vecchi cani pelosi chi bianco e chi nero

Giocare o dormire per un mese intero



Vissero insieme felici e contenti

In mezzo ai prati verdi da annusare interi

Il naso di lei dietro al naso di lui senti

Odori a milioni tutti quanti veri



Poi venne il giorno che senza dir niente

Andarono altrove prima l’uno poi l’altra

Le zampe di lei dietro alle zampe di lui senti

Prima aceto poi Frou Frou

Un soffio discreto non ci sono più



Ceto e Frufi, maggio 2003



Non è vero ci sono ancora

Il mugnaio del paese dei venti s’addolora

Uva biancospina e nero mirtillo

Nell’angolo di prato un tenue solillo

Crescono piantati accanto a ciascuno

Un sasso di fiume da poter toccare

E per sempre sussurrare all’erba nel vento

Prima Aceto e poi Frou Frou nel cuore

Nemmeno un giorno dimenticati

Nemmeno un anno nemmeno cento

Nota: la filastrocca, scritta per ricordare Ceto e Frufi, irripetibili cani che mi hanno aperto le porte del fare aiuto volontario nei rifugi per cani - e da lì, tutto il resto che riguarda l'animale Giovanni con gli altri suoi simili -  è stata pubblicata sul libro antologia "Amicizie speciali 2"

venerdì 29 novembre 2013

Vale più una immagine ... (1)

Oscar, forse 14 anni, estate 2012


Scoprire le fotografie di Sarah Ernhart:  ritratti di cani ai quali rimane ormai poco da vivere per malattia.   Perché i cani anziani sono così intensi, perché i cani anziani sono un regalo della sorte e allo stesso tempo una prova per la nostra misura di con-passione. Sono così belli i cani anziani,sono allo stesso tempo fragili e forti. I momenti che si incamminano verso la fine vita e che possiamo vivere accanto a loro, sono carichi di ricordi, che si dipanano mentre si prestano le cure, l'assenza soffia già la sua anticipazione, mentre si danno le ogni volta ultime carezze. Tanto c'è da dire su questo momento, che è anche una pratica di assistenza, perciò spero di scriverne più avanti dei post dedicati.  Qui, basta dire che le foto della Ernhart (gli occhi dei 'suoi' cani anziani sembrano scintillare) - ma anche le foto che forse ciascuno di noi che ami davvero l'animale suo compagno, saprebbe e potrebbe fare - raccontano della dignità di una vita amata che si estingue per - forse - trasformarsi in altra vita. E allo stesso tempo donano ulteriore dignità, grazie al tempo dedicato:  perché ci sono cani - invece - che muiono soli e con dolore, e non visti, come mai esistiti - la loro la dignità non è che l'ultimo furto subito, dopo gli slanci della gioia di vivere,  dopo la forza del corpo in salute,  dopo i desideri e le speranze che si possono esprimere solo accanto a qualcuno che si prende cura di te e per te.

Postilla:
Ho vissuto, tanto o poco, con diversi cani: di Giannino, cucciolone di boxer, c'è solo una vecchissima polaroid dai colori ormai falsati, leggermente sottoesposta e fuori fuoco; dei dieci anni di Bella, pastora tedesca dal pelo lungo, rimane qualche manciata di foto, di cui una in primo piano, ma tutte, o quasi, polaroid - o comunque analogiche; con Ceto e con Frufi, arrivano finalmente le foto digitali, che li ritraggono - anziani - in molte situazioni: gli album dei loro ricordi sono piccoli, ma finalmente abbozzano una storia.
Con Stella e quindi con Lisa, in trio per un breve ineffabile anno-o-poco-più con Oscar (è lui nella foto, avventuroso anziano a suo agio in un fresco torrente), le foto diventano centinaia: sequenze di giorni, settimane, mesi, episodi e luoghi, ritratti o scatti al volo, o di corsa, momenti quotidiani, oppure eventi o episodi da ricordare, come viaggi e vacanze. La storia è oramai un lungo romanzo per immagini - da scommeterci che Elizabeth Barrett Browning, se ne avesse avuti i mezzi, sarebbe stata una assidua fotografa del suo amato Flush.

(1-continua)


















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