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martedì 15 ottobre 2019

Olga Tokarczuk, Premio Nobel Animale

Olga Tokarczuk
Forse, conseguire il Premio Nobel per la Letteratura 2018 ma nel 2019, si potrebbe dire che è come vincerlo per due anni consecutivi?
Forse, solo una scrittrice dalla lingua ricca e dalle trame enciclopediche come Olga Tokarczuk, poteva vivere una simile esperienza. Ma forse, anche no: non lo sai, perché la conosci solo attraverso i suoi libri - il che, tuttavia, per una scrittrice, dovrebbe già essere cospicuo.

mercoledì 19 dicembre 2018

Memento Katowice: Greta Thunberg

"... avete paura di diventare impopolari..."


Greta Thunberg - oggi ha 15 anni -  sarà - se non lo è già - un personaggio storico simbolico nel nostro futuro, prossimo e remoto. Se sarà un futuro devastato - nel quale Greta sarà vista come una profetessa inascoltata, una martire climatica - oppure un futuro - per lo meno - rimediato  - nel quale Greta sarà celebrata come una eroina e la prima guida del cambiamento - è una questione che ci stiamo già giocando, che abbiamo in effetti già iniziato a giocarci, finora senza consapevolezza. 
 


venerdì 14 dicembre 2018

Lupi, lupo

lupi di notte sui monti Beschidi, nei pressi di Bielsko Biała in Slesia - Polonia

Il lupo...desiderio tremante di incontrarlo, immaginazione da bambino.
Col lupo, noi sapiens, siamo forse legati a filo doppio...
A proposito di rewilding, di corridoi, di spazi lasciati liberi dalla antropizzazione soffocante, del ripristino delle case-habitat di animali altri non umani, ti ritornano in mente le domande sulla nostra effettiva capaci-abilità-volontà di convivere e condividere spazi con animali liberi e selvatici - lasciando loro la piena libertà, in ogni sua possibile accezione: etica, etologica, ecologica. Ridando autodeterminazione, spirito e volontà al pianeta non umano.
La antropomorfizzazione planetaria è ha livelli di saturazione. 
?: Siamo capaci di trovare soluzioni che non diano più spazio alla ossessione mortifera e assassina dei cacciatori, che si autoproclamano come la unica soluzione - quando invece sono un problema. 
Se i lupi intorno all'abitato fanno notizia, (anche se dipende da come viene data la notizia, è vero),  forse dobbiamo ancora fare un bel sospiro, contare fino a 10, o magari 100 e ripensare a un po' di cose, a proposito dei nostri rapporti e modi di interagire con gli altri animali, per non parlare dei vegetali - oltre che a ripensarci, ripensare noi stessi, chi e come vogliamo essere.
Intanto, i lupi ululano.

i primi due video - su Wolf Conservation Center
il terzo video: Ululato lupo appenninico in natura - Foto-videotrappola IR Plus 110 gradi

venerdì 27 gennaio 2017

Viaggio a Oświęcim - un racconto a memoria

...per le strade di Oświęcim

Ci sei andato in autobus, partendo dalla stazione PKP di Bielsko. Con te, un'amica polacca. Tereza.
Il viaggio è lungo, le strade sono tutte provinciali che si snodano per paesi, frazioni, vasti campi e boschetti: hai tempo di osservare il paesaggio piatto di campagna, non racchiuso dalle vette minerali delle Alpi.
Che poche case!
Ci sono mucche al pascolo!
Quanti boschi!
Le collezioni di cofani e portiere, lunghissime file in grandi cortili di officine. Come si dice? Urtowanie?

stazione degli autobus


Siete arrivati, in un vasto spiazzo, dove ci sono altre corriere. Avete fatto l'ultimo tratto a piedi, i tuoi passi su di un asfalto sassoso, granuloso; ai lati, alberi verdi alti vecchi. Molti corvi camminano sui prati e oltre le reti e i cancelli, per loro solo insoliti rami su cui posarsi 
L'umidità si fa annusare nell'aria che soffia senza ostacoli.

Siete arrivati al cancello di ferro battuto. Talmente conosciuto, noto, attraverso la moltiplicazione delle immagini, che ti sembra di essere già stato lì.
- è più piccolo di quello che sembra in foto, dici. La tua amica annuisce.

Tereza e tu, in questo luogo che inghiotte.
Entrate, superate il fatidico cancello: i primi passi sono in mezzo a un gruppo che si snocciola, disorientato dal silenzio di quel luogo così tangibile in cui si ritrovano all'improvviso sommersi: è un luogo reale.

Siete in mezzo a tanta gente, ma nessuno parla. 
Uno a uno, vi trovate a visitare i vari blocchi. 
Tra un blocco e l'altro ci sono bassi pali con anelli. Dietro ai pali, i muri sono pieni di fori.
Sulle pareti all'interno, le file di foto lunghissime, sembrano quelle dei morti dell'ara crematoria della tua città. Tutti i visi che vedi lì affacciati, hanno la stessa espressione: come di sonnambuli.

Visitate le camerate ricostruite e i cessi e i lavatoi - e non ci credi.
Le tue scarpe strusciano sul pavimento: unico suono, unito al coro dello struscio di centinaia di altre suole.

Dietro alle vetrate, da vedere: le colline di scarpe e di protesi, le valli di valigie, i boschi di capelli, le torri accrocchiate di scatolette e cialde del gas.

Scendi le scale verso il luogo delle celle. Superi i cancelli le cui decorazioni hanno forma di spine. Davanti a te la sala delle esecuzioni. Il soffitto è basso, la luce è buia, le finestre sono oblò su profondissimi pozzi.
Le celle sono come ascensori fatti di cemento e mattoni. Vi si entra dal basso, ci si deve quasi sdraiare a terra, strisciare sul pavimento. Vi si entra per rimanere a morire di fame.

Desideri uscire. Se pensi che tu puoi andare via da lì in qualsiasi momento...

Fuori, le nuvole corrono sopra l'altissimo camino, che sembra un campanile. Accanto, c'è l'impiantito di una forca per impiccare.

State per entrare nel locale dei forni. 
"... DER KOMMISSAR OH! OH! ... DER KOMMISSAR OH! OH! ..."; 
la suoneria arriva dalla piccola folla, anche tu ti guardi in giro e alzi gli occhi da terra. Il silenzio che non tace, si accartoccia su se stesso improvvisamente .

... DER KOMMISSAR OH! OH! ... DER KOMMISSAR OH! OH! .. 'tik.
- kto mowi?!

 ---

case di campagna tra Oswiecim e il campo, da qualche parte


Pochi suoni, in una terra senza bordi, come il suo cielo.
Dal cielo  - frrr! - sul prato si posa il corvo. Nerissimo in mezzo ai ciuffi verde pallido e muri mattone neri, rossi, macchiati.
- Certo che tira un'aria!
- Poveri cristi, come facevano?
Tira più su la cerniera del giubbotto, senza aspettarsi davvero una risposta.
Le altre persone della comitiva sono poco più che sconosciuti, li accomuna solo l'essere tutti italiani.
L'aria soffia e sposta lo scricchiolar di suole tra ghiaia sgranata e terra dura ferrosa; sposta le voci di molte lingue e molte parlate, sposta gli sguardi di tutti e di molti su prati slavati fino là in fondo, dove c'è reticolato da una parte e atrio enorme di mattoni dalla parte opposta.
Il vento slavo non sposta i cumuli delle talpe, che scavano alacri questo immenso campo, indisturbate da umani che non sono più lì da molto tempo.
Cosa hanno trovato sottoterra?


Strada 780 da Cracovia a Oswiecim -  Oswiecim



Mani in tasca, è deciso a percorrere tutta la lunghezza delle traversine dei binari, strisciate dai campi là fuori fin sotto l'atrio, e dentro l'area recintata. Ma è troppo grande: più avanza più la terra trattiene i suoi passi, più la ghiaia si fa inciampo, più il reticolato laggiù si allontana, così come si allontana alle sue spalle l'atrio gigante.

Quando riemerge e torna indietro, dopo aver visto i dettagli delle reti e gli esterni delle baracche superstiti, il vuoto non lo abbandona.

domenica 4 gennaio 2015

Wislawa sull'orlo dell'anno

Ritratto di Wislawa Szymborska. Per gentile concessione di Raffaella Ciacci


1686 – fuyu – 311211 – omaggio a wislawa szymborska

Anno sull’orlo

Le parole possono

Interruzione



1687 – fuyu – 311211 – omaggio a wislawa szymborska

L’orlo dell’anno

Parole che fermano

In sospensione


 Wisława Szymborska (Kórnik, 2 luglio 1923 - Kraków, 1 febbraio 2012)


 
-->
1688 – fuyu – 311211
Per gli animali
Sogno di San Silvestro
Notte silenzio


Questi haiku li ho scritti sull'onda delle impressioni date da una ennesima lettura delle immaginiose, sospese poesie sue. Era il 2011. Sono passati un po' di anni e stanno cambiando un po' di cose. E' una buona fine, ed è un buon principio....
Il disegno: non volevo una foto fi Wislawa Szymborska giovane, non ne volevo una di lei da anziana. Ho avuto la fortunata navigazione che mi ha portato a scoprire i disegni e i lavori di Raffaella Ciacci,  che ringrazio e a cui rimandio, perché possiate averne promemoria e scoperta. 

martedì 23 dicembre 2014

Haiku d'inverno

Il bosco di Jaworze, in Polonia


FIOCCHI DI NEVE
SI SON POSATI A TERRA
BACI GELATI

 
DEI PASSI LESTI
AVANTI SULLA NEVE
VENTO TRA RAMI
 
 
SOLITUDINE
GRANDE SOLCO PROFONDO
IL FIUME BIANCO
 
 
 
CAREZZA GELIDA
DELLE STELLE ALTISSIME
CIELO A DICEMBRE


 
DAI DAMMI UN BACIO
NON FARE LA STUPIDA
SCENDE LA NEVE
 
  
MA NON SO QUALE
TRISTEZZA QUELLE LUCI
SOTTO NATALE
 
 
 
 
 

martedì 25 novembre 2014

Stowarzyszenie Empatia per gli Animali

Fonte: Psicologo Mantova

 Il concetto di empatia è suggestivo: è il 'sentire con l'altro', l'essere presente, per assorbire condividendoli gli stati d'animo e quindi portare un (primo) sollievo, o aiuto, con la semplcie e mera presenza - anche muta.
Non c'è dubbio che il 'motore empatico' debba lavorare a pieni giri nei pensieri e nei sentimenti delle persone che si (pre)occupano degli altranimali. 
L'empatia - il suo agirsi all'intenro della sfera emotiva - non dovrebbe però limitarsi a 'mettersi nei panni dell'altro', ma anche a 'portare l'Altro nel proprio mondo'. Con tutto quel che ciò potrebbe comportare: dare visibilità e dignità ai suoi sentimenti o emozioni; ma anche col rischio di trasformarli in una copia dei nostri. 
L'empatia quindi può diventare azione cocnreta, di soccorso, o protezione, o cura, o rispetto, o ascolto, o tutte queste cose insieme e molte altre; ma nasconde il rischio di diventare negazione dell'Alterità che inizialmente voleva proteggere - e questo è paradossale, ma molto evidente nei percorsi di antropomorfizzazione degli altranimali.

Però è anche vero che i sentimenti, le emozioni degli altri animali sono evidenti e visibilissimi a chiunque abbia l'onestà e la maturità e la sincerità emotivi di riconoscerli. E il riconoscerli è diverso dal trasformarli in qualcosa di antropomorfizzato -quindi allo stesso tempo irriconoscibile.

Proseguirò volentieri questo discorso sull'empatia, magari con l'aiuto di persone più capaci di me nel raccontare questa complessità emotiva. 

Nel frattempo, riporto volentieri questa pagina polacca:
Stowarzyszenie Empatia. dla zwierząt
Ovvero: Associazione Empatia per gli Animali. La riporto in questo post perché ne avevo fatto conoscenza grazie ai suoi post sul social forum, e poi perché ho scoperto che questo blog ha ricevuto alcune visite dalla Polonia, un Paese di cui tornerò a scrivere.
L'associazione polacca, nei suoi modi di operare, mi ha ricordato la italiana essereAnimali , per lo meno in alcune metodologie e azioni; il che me l'ha fatta apprezzare ancora di più.
Quindi, se volete, una specie di GRAZIE! anzi, dziękuję !

mercoledì 19 novembre 2014

Harvie Krumpet, una storia polacca di plastilina

La vita stessa è tutta fatta di diversità.
Gli animalisti non sono pazzi - ma non è questo il 'succo' di questo notevole e spiazzante corto. :)

Il tempo è poco, i commenti, dunque... ai commenti.

Aggiungo solo due link
sulla diversità
sugli animali di plastilina (e la loro liberazione)
(grazie ancora, Francesca)

Harvie Krumpet (Adam Elliot, 2003) 
(grazie, Ismaele)



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