mercoledì 29 gennaio 2014

La vita di un maiale ai giorni nostri



Immagini prese da https://www.facebook.com/pages/Toronto-Pig-Save/360465510638858?fref=ts e da https://www.facebook.com/https://www.facebook.com/estherthewonderpig?fref=ts

con Francesca Fugazzi 







Che vita fanno i maiali, nella nostra società? Quali sono i loro sguardi sul mondo? Che espressione hanno i loro occhi?
Bello sarebbe che tutti i maiali vivi su questa terra, avessero un'espressione come il maiale sulla destra della foto; la verità è che nella realtà, la quasi assoluta totalità dei maiali al mondo, hanno lo sguardo ferito e perduto del maiale rinchiuso nel camion, a sinistra. L'unico e ultimo suo viaggio, verso la morte cruenta al mattatoio.
Proprio gli occhi dei maiali, la loro espressività, mi hanno colpito: quanto sono mobili, ilari, curiosi e luminosi e chiari nei maiali che vivono felici e liberi; quanto sono cupi, ritirati, immobili e terrorizzati, quando subiscono la sorte che noi infliggiamo loro.
C'è questo video molto particolare, il protagonista è un maiale di plastilina, che ci racconta le sue memorie, mentre è appeso al gancio del macello. Non c'è un solo istante di pace, nel suo racconto.







"Abbiamo sottotitolato la claymation realizzata da Kyle Kelleher, un ragazzino di soli 13 anni, per agevolare la diffusione del suo importante messaggio", scrive Francesca Fugazzi, la traduttrice, che ha poi ridiffuso il filmato nella nuova versione. A proposito di modi efficaci di comunicare alla gente, ai cittadini, quello che avviene tutti-i-giorni. Kyle, che ha 13 anni, lo ha capito così bene da usare la sua creatività per farlo capire anche agli altri, e ci riesce con la implacabile semplicità sognatrice che bambini e anche adolescenti hanno - e che quasi tutti gli adulti abbandonano, perché - forse, chissà - fa troppo male.

Lascio la parola a Francesca Fugazzi:
"E’ incredibile e commovente come un ragazzino di soli tredici anni riesca, senza alcuna truculenza, a trasmetterci le informazioni su una realtà tremenda: quella dei maiali d’allevamento intensivo, che è la realtà di quasi tutti i maiali. Naturalmente con questo non giustifico forme d’allevamento alternativo, sia chiaro, ma sostengo la denuncia che viene fatta a carico di queste forme di prigionia e violenza assolutamente inaccettabili da un punto di vista etico e morale, sociale e storico. Non è immaginabile, oggi, tollerare queste forme di sopraffazione che, in virtù di una posizione specista, esercitiamo tutti, o in qualità di operatori o in qualità di mandanti, con reiterazione ed indifferenza per motivi totalmente frivoli come la gola. D'altronde, qualsiasi motivo sarebbe frivolo dinnanzi ad una simile ecatombe. Ingabbiare, torturare ed uccidere migliaia e migliaia di maiali, farli nascere e “vivere” per diventare salami e braciole, è iniquo in modo assoluto. Kyle ci porta emotivamente, con la sua animazione e le urla (quelle sono vere...), a guardare le foto che si vedono a fine video con la partecipazione con cui dovrebbero essere viste e a comprenderle nella loro tragicità permanente, a soffrire e a sentirci responsabili della loro vita, della loro sofferenza e della loro morte. Spero in un mondo in cui la nuova generazione, di cui Kyle fa parte, utilizzi l’arte, la determinazione e la non-violenza per diffondere messaggi di questa portata e promuovere battaglie di cruciale importanza per la liberazione animale. La serietà e la profondità con cui questo ragazzino tratta l’argomento spazzano il campo da tutte le provocazioni, i tentativi di giustificazione e le ridicolizzazioni che spesso gli adulti tirano fuori per continuare ad avallare scelte folli. Ribadisco quindi il messaggio del giovane Kyle: fermate la follia. La forchetta, attraverso le nostre scelte quotidiane, è e rimane un’arma di battaglia pacifica e silenziosa formidabile".  

http://www.youtube.com/v/TOdUMBcQoaQ?hl=it_IT&version=3&rel=0%22 

Fonte Facebook Internet, a disposizione per indicare l'autore


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