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domenica 30 luglio 2017

Scimpanzè, bevanda, banana






il link al video

Questo pomeriggio, sul social, ti è capitato di vedere un video proveniente dalla pagina 'storyful'.  

Il link della url di questo video, lo hai messo in didascalia: la foto, che proviene dall'internet, assomiglia molto alla situazione ripresa nel breve video, potrebbe anche esserne un fotogramma.
In breve: siamo in uno zoo. Una comitiva di visitatori, con l'ormai immancabile onnipresente telefonino, filma la 'allegra gita', la visita agli scimpanzè. Umani e Scimpanzè sono separati da una paratia trasparente. Si nota come la passerella degli umani sia leggermente sopraelevata rispetto al prato dove vivono le scimmie. Tutti elementi che, a parer tuo, non fanno altro che rafforzare e confermare il bias antropocentrico, puntellato da convinzioni di superiorità ontologica, intellettuale, fisica, esistenziale, persino  - appunto - spaziale. 
Lo scimpanzè al di là del vetro, è curioso e sicuramente esperto - ormai - di come 'trattare' con gli umani, questi animali sempre presenti e mai raggiungibili. Lo scimpanzè, che ha notato la borsa con cibo e bevande posata ai piedi di una donna, indica il contenuto. La donna tira fuori prima una bottiglia di succo, e lo scimpanzè le propone di versarne un po' in un punto dove forse lui pensa di poterlo bere. Lei lo fa, ne versa qualche goccia, ma ti sembra che comunque il liquido non sia raggiungibile dalle labbra dello scimpanzè. Poi, la donna tira fuori dal sacchetto una banana: allora, lo scimpanzè indica il frutto e propone alla donna di lanciarlo oltre la paratia di vetro (o così ti sembra di capire, il video non si alza mai dalla prospettiva iniziale). 
Il video è stato postato come esempio di comportamento intelligente da parte dello scimpanzè, che sa distinguere due diversi cibi e sa proporre di conseguenza due diverse strategie per effettuare uno scambio.  Tutto vero: e diresti, perché mai dovrebbe essere necessaria una dimostrazione?
Tu hai notato anche le risate degli umani (le onnipresenti risate degli umani, quando assistono a un comportamento di altri animali che a loro sembra troppo 'esagerato', troppo 'intelligente'. Che cosa significano risate di questo tipo?). Tu hai notato che lo scimpanzè, ha imparato col tempo a relazionarsi in modo efficace con questi umani così elusivi, propone scambi e doni, fa richieste, cerca una relazione, comunica la sua presenza, le sue esigenze, i suoi desideri. Cosa ottiene? In buona sostanza, nulla.

Ti stupisce sempre come le ormai innumerevoli prove di consapevolezza, empatia e capacità di comunicare e districarsi che gli altri animali ci danno, non riescano ad accendere negli umani nemmeno un briciolo di empatia o rispetto. La situazione qui a un certo punto ti ha suscitato irritazione, fastidio: lo scimpanzè è impossibilitato dall'avere liberamente ciò che desidera, si trova costretto in una situazione di inferiorità, di incapacità, di messa in scacco; mentre gli umani non perdono occasione di dimostrare la loro stupida arroganza, condita con un pizzico di sottile malignità (ti faccio vedere quello  che ho capito che ti interessa, ma poi non te lo dò).

Dice:  non so quanto la signora sia consapevole, non voglio credere che lo faccia apposta. 
Diamole pure il beneficio del dubbio: che non "veda" quello che succede, che non lo faccia malignamente, che sia frutto della non empatia, ma non in modo volontario.

E allora, però,  la sua malignità è secondo te automatica, il che la rende ancor più grave: scatta per il solo fatto che lei è umana e l'altra è un animale (non umano); che il posto dove sono è costruito da umani per contenere animali e che quindi la mette in situazione di superiorità. Tutto il contesto - tutta la cultura che sta dietro a quel contesto - impedisce alla donna di poter essere empatica e gentile e rispettosa verso la scimmia. Altrimenti, non ci sarebbero le risate. La donna sta giocando con la scimmia, ma non è un gioco alla pari, assomiglia di più a un dispetto. Allo stesso modo, quindi, il contesto troppo dispari, troppo sbilanciato, impedisce una vera comunicazione paritaria, annulla e nasconde, attraverso filtri fisici, spaziali, culturali, la capacità comunicativa, l'intelligenza relazionale e la stessa identità individuale dello scimpanzè.

Questo breve video è solo uno tra tanti: non solo con gli scimpanzè vediamo solo quello che ci fa comodo, non solo a spese loro livelliamo la comunicazione, la stereotipizziamo. Lo facciamo - per esempio - con i cani, ma anche con tantissimi - tutti?! -  gli altri animali, e per gli scopi e con i motivi più disparati - sempre, però, svantaggiosi, o pericolosi, o adirittura letali per gli altri animali. 
Ogni volta, una occasione perduta - per sempre - di poter cambiare noi stessi, il nostro stare al mondo, il loro insegnarci, il nostro imparare.

martedì 1 aprile 2014

FRUIT NINJA e Babel Fish: il futuro sfida i vegani (e i carnisti)



L'arcade per cellulari Fruit Ninja - conosciuto come Fruit Ninja HD nella versione per iPad e Fruit Ninja THD nella versione per Android - è un videogioco sviluppato dalla Halfbrick Studios. Quando lo lanciarono, nel 2010, non si aspettavano il clamore che avrebbe suscitato nell'universo Veg, dove è stato messo al centro di una accesissima diatriba, che ha spaccato in due i vegani di mezza Europa.
In Fruit Ninja, il giocatore deve affettare della frutta che viene lanciata in aria, colpendo il touchscreen del dispositivo con un dito. Ci sono varie modalità di gioco: Classica: la prima modalità di gioco, l'originale; Arcade: durata 60 secondi, l'obiettivo è battere il record.; Zen: durata 90 secondi, nessuna bomba e nessuna vita; Multigiocatore: permette a due giocatori di giocare sullo stesso dispositivo (aggiunta con l'aggiornamento pubblicato nel giugno 2013) .

Quali i motivi del vero e proprio shock culturale che ha sconvolto la cultura Veg? Facile a intuirsi: l'azione di affettare con rapidità irriflessiva, quanta più frutta possibile. Un'azione che per alcuni è una vera e propria istigazione alla violenza, nei confronti sia di verdura e frutta (i fruttariani e i crudisti sono i più preoccupati) sia, successivamente e con un salto logico-pratico preoccupante, gli stessi vegani, che si nutrono con queste frutte; per altri invece – i gruppi più convinti nel valore di azioni di protesta e dimostrazione delle realtà oscurate di violenza verso gli animali – potrebbe rappresentare una catarsi che porterebbe, attraverso un cortocircuito cognitivo-semantico, alla conversione moltissimi carnisti, convincendoli finalmente a rigettare le logiche di violenza nelle quali hanno inconsapevolmente vissuto finora.
Il dibattito è ancora aperto, ma non pare prossimo alla conclusione.





E un'altra sfida – per altro probabilmente positiva – proviene dalla stessa zoologia, con la notizia della scoperta dell'esistenza reale del 'pesceBabele', conosciuto anche come 'pesce babilonese' o 'pesce turrito'. Ha la morfologia di un piccolo pesce giallo, dotato sia di polmoni che di branchie, in grado quindi di respirare sia sott'acqua che in atmosfera di ossigeno, per periodi della durata indefinita. Gli studiosi hanno scoperto che, quando un pesce Babele viene inserito nel condotto uditivo, permette di comprendere istantaneamente quanto viene detto in qualsiasi lingua dell'universo. L'ipotesi è che si nutra dell'energia mentale utilizzata per comporre una frase, espellendo sotto forma di escrementi matrici linguistiche in una forma che permette di comprendere quanto viene detto. Le metodologie di ricerca per verificare questa ipotesi sono orientate verso sistemi del tutto non invasivi, ricorrendo cioè all'aiuto dei pesci stessi, facendo in modo che si possa dialogare con loro, dopo che il ricercatore si è  inserito nell'orecchio un individuo rappresentante di questa nuova fantastica specie. Gli scienziati sono concordi nel ritenere che il dialogo con la mediazione dell'interprete, sia più efficace se i due pesci coinvolti appartengono alla stessa covata, quindi se sono – di fatto – parenti. Il nome di questo pesce, che vive in alcune aree acquatiche di sperdute barriere coralline, deriva dalla biblica Torre di Babele, durante la cui costruzione, secondo il racconto biblico, gli uomini parlavano tutti la medesima lingua.
Per gli animalisti e gli antispecisti si aprono nuove speranze, quindi: sia per l'innegabile intelligenza del pesce, facoltà che dunque non è più monopolio dell'homo sapens, che per la possibilità di farsi aiutare da lui per riuscire finalmente a dialogare con la maggioranza degli umani, notoriamente specisti e perciò su un piano epistemologico assolutamente 'altro' : in termini semplici, non ci si intende nemmeno sul significato delle parole. La traduzione fisiologica ad opera del pescebabele, potrebbe quindi aprire molte porte aperte.

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