venerdì 16 gennaio 2015

L'abolizione della carne è in calendario



Le Settimane Mondiali per l’Abolizione della Carne si svolgono ogni anno nell’ultima settimana di gennaio, maggio e settembre. La prossima si terrà dal 24 al 31 gennaio 2015 e comprenderà la Giornata Mondiale per l’Abolizione della Carne (31 gennaio).

Esiste un sito italiano che ne racconta le caratteristiche, ne spiega gli scopi e offre contatti, informazioni, link e risorse per chiunque volesse pasrtecipare.



 Ci sarà un presidio scenografico a MIlano, nella giornata del 31 dicembre.

Gli attivisti scendono in piazza, fanno gruppoo e corteo, presentano agli occhi delle persone in stradfa, i volti degli animali condotti al macello, dopo una vita del tutto innaturale e ricolma di sofferenza e privazione, che vede negata ogni più elementare richiesta di sollievo e gioia.




Gli attivisti si interrogano sul cosa, sul come, sul quando e sul perché fare. 
Politica, società, religione, economia sono gli snodi cruciali da trasformare.

Ne parlano Marco Reggio e Massimo Filippi.

Una bella frase che si legge nella loro intervista è questa:
"
Non molti anni fa, nel maggio ’68, sui muri di Parigi si poteva leggere: «Siamo realisti: chiediamo l’impossibile!». Ecco, l’abolizione della carne è anche il rifiuto di un certo modo di pensare il realismo come calcolo opportunistico e meschino e non come gioioso proliferare di ciò che avrebbe potuto essere e che solo la violenza e il dominio hanno relegato nella sfera dell’inimmaginabile."



L'intervista completa apre molti scenari e possibilità - prima di tutto di pensiero, ma poi di azione concreta, che deve necessariamente incontrare quella che è - ancora, purtroppo - la realtà della violenza resa sistema e legge, per tutti gli altri animali. 

Invece, possono esistere realtà altre, realtà che per oggi sono solo, al meglio, alternative teoriche: questo è il pensiero che ci si aspetta di riscontrare, in chi ha deciso di compiere la scelta di non (far) uccidere animali (altri) per trovare di che cibarsi. Un pensiero che trova radice nell'evento spartiacque in cui un individuo umano comincia a ri-conoscere nello sguardo dell'animale che lo guarda, un'altra individualità, altrettanto consapevole di se stessa, altrettanto anelante alla vita. Da quel momento, sparisce la carne, come oggetto, come prodotto, estratto con la violenza da un individuo imprigionato e ucciso, e ritorna in primo piano quell'individuo - che fino a quel momento era nascosto dalla sua stessa carne, dal suo stesso corpo che gli veniva tolto già in vita e poi dopo l'uccisione, e che viene chiamato con altri nomi, per proseguire il nascondimento. Questo è solo il primo passo, è simile al primo passo che ho compiuto io, anni, fa - senza pause di riflessione, dopo aver visto filmati di agnellini scaricati mezzi morti al macello, scaraventati da un enorme camion dalle alte sponde di ferro - fatto e percepito e sentito e vissuto come logico esito delle sensazioni suscitate da quel filmato, e delle prime riflessioni giovanili messe in movimento da quelle sensazioni.
Solo dopo, con lo stomaco che sentivo liberato, è arrivato il desiderio di continuare a scoprire, i vari come e i perché di tutto quel enorme tremendo quantitativo di sopraffazione che viene fatto capitare a un numero vertiginosamente alto di individui animali (le parole mancano, per cogliere queste realtà, bisognerà pensarne di nuove).
Solo allora - a quel punto -  è arrivata la mia capacità di compiere il capovolgimento concettuale: se non mangio più animali, non sto rinunciando a qualcosa, ma sto riaprendo la mia libertà e insieme anche la libertà potenziale e infine reale di tutti questi animali, finora imprigionati e uccisi senza che me ne rendessi conto. Quegli animali che stanno alla base , che ne sono le fondamenta di carne, di un sistema pervasivo di spoliazione e distruzione di massa - operato su tutti i viventi, indipendentemente dalla loro specie animale; dunque, anche la nostra specie, che in qualche modo cannibalizziamo.  

La settimana - e il giorno - per l'abolizione della carne, è dunque, al suo nocciolo, una occasione per (ri)pensar(si)(ci)(li).









1 commento:

  1. Ero desideroso di vedere che cosa si dicesse in rete.
    Ho trovato questo blog:

    http://aboliamolacarne.blogspot.it/

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