mercoledì 26 novembre 2014

I diari di Michelle Rokke




Ogni tanto mi ricapitano sotto gli occhi, sotto forma di estratti in vari depliant o volantini.
Anche di recente, li ho ritrovati, e come sempre mi stringono il cuore.
Sono i diari di Michelle Rokke, pubblicati in Italia da AgireOra Edizioni nel 1996.
Un libro-documento che fra poco compirà vent'anni: che sono passati con pochissimi cambiamenti per gli animali tuttora usati nei laboratori di tutto il mondo.

L'antivivisezionismo si è arricchito di argomenti e di sfumature - di cui mi piacerebbe in futuro dare conto, magari con l'aiuto di qualcuno che è addentro agli ultimi sviluppi.

Molto è cresciuto l'antivivisezionismo scientifico, negli anni sono aumentate le realtà e i rendiconti di affidabilità scientifica di test e di esperimenti che NON usano più animali - per determinare i più vari risultati. In tutti i casi, con affidabilità, precisione e velocità.

Non intendo al momento entrare nel dibattito che confronta gli 'argomenti diretti' e gli 'argomenti indiretti': un dibattito ricco e approfondito, interessante e assai produttivo di punti di vista e contenuti. 

Mi limito a una breve riflessione: sono molto soddisfatto dell'esistenza di metodi non cruenti e 'animal free' nella pratica sperimentale scientifica; sono convinto che sia utile per tutti quelli che si impegnano per contrastare la vivisezione, il conoscere e imparare solide risposte tecniche e scientifiche, da usare come argomentazione nei dibattiti spesso logoranti coi sostenitori della vivisezione - logoranti perché la controparte ha schemi di pensiero del tutto alternativi rispetto a quelli degli animalisti, improntati a una dialettica che appare fredda, emotivamente monca, esclusivamente analitica. Sembra che un terreno comune di argomenti condivisi non possa mai ottenersi.

Penso però - e anche come conseguenza - che tutta la conoscenza scientifica rimarrà sempre debole sotto l'aspetto della considerazione per gli altranimali, se non si continuerà a tenere ben presente il fondamentale aspetto emotivo ed empatico: in parole povere, solo se si comincerà sul serio a considerare gli altri animali come individui che hanno il diritto di non essere imprigionati e torturati, e che dunque occorra impiegare tutte le conoscenze tecniche e scientifiche per imparare a fare esperimenti senza inserire gli animali tra il 'materiale di laboratorio', si potranno ottenere dei risultati duraturi e al riparo da sempre possibili marce indietro.

E gli animali diventeranno individui che è eticamente aberrante imprigionare e torturare solamente se impareremo a pensare anche loro in diritto di vivere una vita degna e libera e il più possibile felice - insomma, come la nostra. La tortura non deve essere mai giustificabile, contro tutti gli individui di qualsiasi specie terrestre.
 

James nella gabbia. Fonte: NoVivisezione


Propongo alcuni brevi estratti dai Diari, forse tra i più conosciuti.
PercHé le immagini sono molto importanti, ma forse anche la parola, che dobbiamo leggere per visualizzarla, può essere altrettanto incisiva...

"

La storia di James

Estratti dai "Diari di Michelle Rokke:
In questa stanza ho fotografato James; è difficile fotografare le altre scimmie perché hanno così tanta paura che si rifugiano con un salto sul fondo della gabbia e si voltano verso il muro; James invece è sempre sul davanti della gabbia e fissa con desiderio la porta. Ha l'aria così triste. Gli interessano tutte le cose che gli mostro, l'idrante per la pulizia, il mio distintivo di identificazione, ma sembra che le guardi solo perché non c'è nulla di meglio da fare. 

 Qualche giorno dopo]
James era stressato; ha fissato a lungo la porta di ingresso della stanza e ha scosso la porta della gabbia per la frustrazione; poi mi ha guardata negli occhi e ha cominciato ad accarezzarmi.

[Ancora qualche giorno dopo]
Sono andata a vedere James dopo la somministrazione delle dosi; era seduto esattamente nella stessa posizione di ieri; mi ha accolta con la stessa espressione di sottomissione impaurita, e quando mi sono inginocchiata vicino alla gabbia ha chinato la testa sul petto e si è rannicchiato in posizione fetale. Gli ho accarezzato la schiena attraverso il buco della mangiatoia, ma non sono riuscita a fargli rivolgere lo sguardo verso di me. Aveva le mani contratte e si teneva saldamente le caviglie. Mi spezza il cuore vederlo in questo stato: è così spaventato.

[Dopo qualche settimana]
Oggi, quando sono andata a vedere James, lui mi ha guardata fissa negli occhi e poi ha guardato a terra mentre gli dicevo addio. La maggior parte delle scimmie dello studio 3314, compreso James, saranno uccise giovedì e venerdì di questa settimana. Gli ho detto che forse non riuscirò a incontrarlo di nuovo. Lui si è avvicinato e ha premuto tutto il viso contro la gabbia fissandomi. Gli ho accarezzato la guancia sussurrandogli il mio addio, e mentre mi alzavo e lui si rimetteva nella sua solita posizione fetale ho capito, troppo tardi, che mi aveva porto il viso affinché lo baciassi."



 
Fonte: NoVivisezione


" Il cane che chiamo Joey è un tesoro. Ha delle unghie molto lunghe e una di quelle anteriori si è spezzata. Joey ha ancora l'abitudine di prepararsi al peggio quando metto le mani nella sua gabbia per prenderlo, ma adesso si fida di me e una volta in braccio si accoccola e preme la testa contro di me. Quando cerco di metterlo giù, si stringe forte contro di me, e quando alla fine lo rimetto nella gabbia se ne resta fermo lì, come se non sapesse che fare."

3 commenti:

  1. dimenticavi di dire che si può scaricare gratuitamente da qui: http://www.agireoraedizioni.org/libri/vivisezione/i-diari-di-michelle-rokke/

    non lo conoscevo, lo leggerò.

    mai visto questo? (http://markx7.blogspot.it/2012/08/project-nim-james-marsh.html)

    RispondiElimina
  2. dimenticavi di dire che si può scaricare gratuitamente da qui: http://www.agireoraedizioni.org/libri/vivisezione/i-diari-di-michelle-rokke/

    non lo conoscevo, lo leggerò.

    mai visto questo? (http://markx7.blogspot.it/2012/08/project-nim-james-marsh.html)

    RispondiElimina
  3. Ismaele, ormai sei diventato una miniera ufficiale di link per il blog, e la cosa mi fa molto piacere. ti ringrazio davvero davvero!
    Hai fatto bene a segnalare che il libro si può scaricare: in effetti, è scritto con chiarezza in una delle pagine che ho linkato nel post (sono quelle con le scritte verdoline).

    Avevo sentito parlare di 'Project Nim', un film controverso ma senz'altro importante, per il tema che affronta e per come lo affronta, nel bene e nel male. Concordo con i testi che hai pubblicato nel post del blog Markx (i cui link interni però non si aprono, cioè mandano a pagine 'impossibili da aprire'); in estrema sintesi e in buona sostanza, il film rimane antropocentrico-antropo-centrato, perché "è più interessato al comportamento degli esseri umani che hanno avuto contatto con lo scimpanzé che non a quello di Nim."
    Avevo letto pareri simili, su alcuni blog a tema. Anche se non ho visto il film, ho la sensazione che potrebbe essere vero - senza togliere nulla al racconto fortemente empatico della triste esperienza di Nim. Infatti, lo scimpanzeè acquista dignità e interesse non in quanto mindividuo scimpazné con sue proprie e interessanti caratteristiche, ma in quanto individuo di una specie diversa da quella umana che però impara a 'fare cose da umano'.

    Sono pochi ma interessanti o comunque coraggiosi i film - spesso docufiction - che si occupano di animali in modo antispecista. Magari ne farò un post, se non altro per elencarli - il che è già qualcosa.
    Grazie ancora

    RispondiElimina

TUTTI POSSONO COMMENTARE, ANCHE IN FORMA ANONIMA!

SE sei interessat* a seguire La Confidenza Lenta, prova a cercare l'elenco dei lettori fissi e a cliccare sul tasto azzurro 'segui' Dovrebbe permetterti di iscriverti, se ti fa piacere.

In alternativa, puoi lasciare un commento allo stesso post, quando viene condiviso sulla pagina Facebook della Confidenza, e segnalare se vuoi rivederlo ri-postato qui