martedì 3 gennaio 2017

La carnebestia di George R.R.Martin

Foto: Hiroshi Watanabe/Getty Image

Il mondo è piccolo, in tutti i sensi possibili e immaginabili e poiché ti verrebbe da riderci su questa morale da cioccolatino, anziché a chiusura, la spendi come incipit. Il mondo reale  -la nostra TERRA  - è piccolo; è piccolo il mondo dell'intrattenimento fantasioso-fantastico-fantascientifico; è piccolo il mondo che è al centro di questo racconto (e che è in qualche misura, un condensato esemplare di tutte le criticità della nostra Terra).

L'autore del racconto, che hai letto nell'antologia di cui qui sotto potete vedere la sdrucita copertina con l'iconico 'tondo Urania', è quel George R.R. Martin - il cui nome, ai tempi, non significò per te proprio nulla; ma che è il creatore della serie fantasy - libresca prima, filmica poi - conosciuta come Game of Thrones - Il Trono di Spade. Quando hai fatto il collegamento, hai pregustato la scrittura di questo post - in quanto appassionato della serie.

Anche questa è una serie, a quanto pare, improntata sulle gesta dell'ingegnere ecologico Haviland Tuf. Tu hai letto solo questo racconto e solo di recente hai avuto gli elementi per inserirlo nel suo contesto narrativo di più largo respiro.   


Haviland Tuf è OVVIAMENTE un alter ego di George RRM ...
 

Per poterne parlare qui con cognizione di causa, lo hai riletto giusto oggi. Lo definiresti un racconto-commedia, per via dei dialoghi briosi e veloci tra i due protagonisti, per le battute espresse serissimamente da Tuf, per i suoi discorsi sui gatti ("il felino è una creatura splendida e degna di ammirazione"; "una cultura nella quale siano presenti i gatti è più ricca e più umana di una cultura privata della loro ineguagliabile compagnia"), per un'ombra di suggerimento di coinvolgimento reciproco tra i due protagonisti. Infatti, il racconto, scorre velocissimo. Non ha certo pretese di originalità, diresti che in effetti, non è originale in nessun punto né in alcuna soluzione; ma in questo caso, non lo definiresti un difetto: è una storia scritta per divertire - sì! - anche per sconcertare, a suo modo, almeno un pochino. Il suo obiettivo infatti è proprio questo, perciò tutti i meccanismi narrativi vengono oliati al massimo e si usano tutti gli accorgimenti per eliminare ogni possibilità di attrito nello scorrere della storia. Dalla sinossi qui sotto, potete ben capire che pure la 'lezione ecologica' - di per sé - non è certo una cosa mai sentita né letta. Quel che può sconcertare il lettore - e oggi forse ancora di più - sono le soluzioni che il buon Tuf propone per la soluzione della carestia, che - avverte - sarà per altro SOLAMENTE RINVIATA di qualche decennio nel futuro (!)


questo è il manzo di Kobe (wa-gyū) : la 'cosa' più vicina alla carnebestia che si possa immaginare...


Tuf, che tra le altre molteplici cose che è, vive anche da vegetariano/vegano (indossa pellicce sintetiche e il suo portafoglio è di vinile), non ha il minimo scrupolo a proporre soluzioni drastiche per nutrire un pianeta più che sovrappopolato.

"Alle sue spalle un'immagine trasmessa direttamente dal computer centrale dell'Arca apparve sullo schermo. Si trattava di una massa mostruosa, roboante, dalle dimensioni di una collina, con una pelle oleosa e luccicante, che brillava come una gelatina di un colore rosa opaco.
- Questa, signori, è la carnebestia - dichiarò Haviland Tuf. - Ora, una parte significativa del vostro terreno coltivabile è stato dedicato all'allevamento di animali da carne di varie speci, la cui carne viene in realtà consumata da una piccolissima minoranza benestante [...] i quali si possono permettere un tale lusso e di conseguenza apprezzare questa materia animale cucinata. Ebbene, questo sistema è altamente inefficiente: gli animali in questione, infatti, consumano molte più calorie di quante non ne possano offrire in seguito alla macellazione. Inoltre, essendo questi il prodotto di una evoluzione naturale, gran parte della loro massa corporea non è commestibile. Io vi suggersico quindi di eliminare immediatamente questi animali dall'ecosistema del vostro mondo.
<< Le carnebestie sono da annoverare fra i più mirabili trionfi dell'ingegneria genetica: se escludiamo il nucleo centrale, queste creature non sono altro che una massa in continua riproduzione di cellule indifferenziate e nessuna parte della loro massa corporea viene sprecata da strutture superflue quali organi sensoriali, nervi o sistemi motori. Volendo usare una metafora, li si potrebbe paragonare a giganteschi tumori commestibili. La carne di questa bestia contiene tutte le sostanze nutritive essenziali per l'organismo umano, e in particolare è ricca di vitamine e minerali.
<< Una carnebestia adulta, che può essere allevata nella cantina di una torre residenziale [...], può rendere in un anno standard lo stesso quantitativo di carne commestibile prodotto attualmente da due delle vostre  mandrie. Inoltre, i pascoli che vengono ora sfruttati per nutrire queste mandrie verrebbero  dedicati alla coltivazione agricola.
- Ma sono buoni, almeno, questi maledetti affari? - urlò qualcuno dal fondo della sala.
[...] - Non essendo io stesso un mangiatore di carne animale, non sono in grado di rispondere  alla domanda in base alla mia esperienza personale. Immagino tuttavia che la carnebestia abbia un ottimo sapore per un uomo che sta morendo di fame." 
 (traduzione di Marco Pinna)




Le sconcertanti soluzioni proseguono con altre proposte: l'erba di Nettuno, che ricopre interamente i mari fino a soffocarli, e produce una sostanza non commestibile ma con proprietà simil-petrolchimica, che può venire lavorata dalle industrie alimentari; o i jersee-pods, che fanno la stessa cosa, ma sulla terraferma. Ci sono anche muffe e funghi che possono proliferare sui fondali marini e nei sottosuoli urbani e sono commestibili.  Oppure, anche, microorganismi e muffe che si riproducono nell'alta atmosfera.
 
Un intero ecosistema planetario ribaltato e trasformato in cibo: nuovi paesaggi...


Tuf vede chiaramente quale è il vero problema, ma prima di parlarne brevemente, torniamo alla carnebestia.
Questa bestia - la sua descrizione - si è impressa a fondo nella tua immaginazione - e questo post paga in qualche modo questo debito conoscitivo. Solo con gli anni, hai potuto dare a questa creatura "di fantasia", un contesto: questo, però, assai più reale, e infinitamente terribile. La realtà supera, sta superando la invenzione di uno scrittore che è certamente più bravo a ordire trame fantasy, e la supera a destra, arrivando a doppiarla, sul circuito del dominio zootecnico: i maiali geneticamente senza occhi raccontati da Luisella Battaglia, per esempio ("gli occhi causano stimoli distraenti dall'azione del mangiare"); la razza Belga Blu, conosciuta per la sua 'doppia muscolatura', dovuta alla bassa quantità di miostatina che è la proteina che inibisce la crescita muscolare.


hyper-sculpted, ultra-muscular, double muscling ... in una parola: 'ipertrofia'

Ci basta insomma rimanere coi piedi per terra - coi piedi sulla Terra -  per renderci conto che anche i nostri paesaggi - della Terra - stanno cambiando, sono già cambiati e  la natura è scomparsa. Nelle campagne, la presenza della natura è una illusione: in realtà, non c'è niente di meno naturale delle campagne agricole antropizzate.
Persino le api sono inserite nella logica zootecnica.

La presa zootecnica sul vivente, ambisce a essere totale, pervasiva. Gli animali, i singoli individui delle singole specie, e poi le specie nella loro totalità indifferenziata, vivono sotto un costante, onnipresente controllo, che non si interrompe mai e che inizia ancora prima della nascita di ogni singolo individuo, trasforma in un inferno di irrealtà tecnologica la loro intera vita,  prosegue anche dopo la sua uccisione nel mattatoio.
In questo 'vivente' sono compresi anche gli umani, e di certo - non sempre, nonostante le apparenze - non come utilizzatori esterni e salvaguardati, anzi, a un passo piccolo così dal venire inghiottiti dal sistema consumatorio della nostra-ipertrofica-società... E così, possiamo ridare la parola a Tuf, e chiudere.




Secondo Tuf, il problema planetario risiede nella sovrappopolazione e nella crescita demografica senza controllo, sostenuta da una euforia per una illusoria abbondanza di risorse e cibo. Non si fa scrupolo di affrontare il tabù del controllo delle nascite, fortissimamente volute invece da tutte le chiese e le religioni del pianeta. Se le nascite non verranno controllate, spiega Tuf, la carestia globale irreversibile verrà solamente spostata un poco più avanti negli anni...

"- Ecologia - disse. - Considerate questa parola e meditate sul suo significato. Forse un ecosistema si può paragonare a una grande macchina biologica. Se seguiamo questa analogia, l'umanità va vista come una parte della macchina [...] in ogni caso, non sarà mai al di fuori del meccanismo stesso, come molti invece credono. Ergo, quando una persona come me ricostruisce un intero sistema ecologico, dovrà necessariamente trovare un ruolo anche per gli esseri umani che lo popolano."



la sinossi del racconto potete leggerla qui sotto...

IL COLLEZIONISTA
Titolo Originale: SECOND HELPINGS
Autore: George R.R. Martin
Anno: 1985
Genere: FS Sociologica
Edizione: Antologia Millemondi Estate 1988
Commento:
Il racconto è incentrato attorno alla figura del protagonista, un ingegnere ecologico, che si occupa di modificare le ecologie dei pianeti che incontra nei suoi viaggi assecondando i problemi delle popolazioni locali.
La tematica affrontata nel caso specifico è un classico della fantascienza, ovvero la sovrappopolazione, problema che, in un altrettanto banale clichè, viene collegato a comportamenti ottusi legati ad una forma di fondamentalismo religioso.
Solo qualche trovata simpatica, in primis la caratterizzazione del protagonista, rende sopportabile la lettura che, tra l'altro, entra nel vivo della vicenda soltanto nella parte finale dell'opera, rendendo decine di pagine praticamente inutili...
Trama (attenzione spoiler!):
Haviland Tuf, ingegnere ecologo, si ripresenta con la sua Arca, una enorme astronave super tecnologica, sul pianeta S'uhtlam per pagare parte di un vecchio debito. Anni prima egli aveva già salvato il pianeta da una crisi alimentare incombente, portando nuove culture che moltiplicarono la capacità produttiva del pianeta salvando così gli abitanti da morte certa, la cosiddetta "Fioritura di Tuf".
Le dinamiche della popolazione si sono però modificate: sull'onda dell'entusiasmo per la salvezza ottenuta e seguendo la retorica religiosa predicata dalla locale Chiesa dell'Evoluzione Vitale, i S'uhtlamesi si sono moltiplicati ad un ritmo superiore al previsto. Secondo le ultime stime sono rimasti diciotto anni prima di una carestia globale che condannerebbe l'intera popolazione.
In cambio di una forte riduzione del debito pregresso, Tuf dona al pianeta una nuova ricetta di salvezza. In una conferenza stampa, egli spiega come sarà necessario sostituire tutte le culture superficiali con un tipo di pianta da cui si potrà ricavare una specie di equivalente del petrolio, mentre in tutti i sottorranei dovrà essere allevata la carnebestia, una creazione dell'ingegneria genetica che ha eliminato ogni orpello inutile per ottenere una specie di animale interamente commestibile. Anche i cieli dovranno ospitare microorganismi e un nuovo tipo di fauna che potrà essere cacciata e utilizzata nella catena alimentare, il che causerà un dilagare di muffe e funghi nei piani alti delle costruzioni S'uthlamesi e addirittura una riduzione della luminosità.
Ma, nonostante tutte queste dolorose misure estreme, la carestia può essere solo rimandata, spiega Tuf, che sottolinea come l'unica vera speranza di salvezza consiste nel fermare la crescita della popolazione. Tale discorso però urta quasi l'intera popolazione del pianeta e Tuf deve lasciare immediatamente la superficie...






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