venerdì 16 dicembre 2016

Semi per uccellini selvatici



Anche se, almeno per il momento e almeno qui, non sta nevicando così tanto come in questa foto, il cielo sopra casa tua è bianco e basso e sembra proprio uno di quei cieli che promettono neve.
Fa freddo. Persino Lisa, Maika e Chicco , c'è voluto del bello per convincerli a uscire a fare almeno una passeggiata mattutina, e alzarsi dai giacigli morbidosi e caldi.
Così, e non è la prima volta che ci pensi, hai deciso nei giorni precedenti, di procurarti quelle palle di semi  che vendono proprio per gli uccelli selvatici, e le hai appese ai rami di uno degli alberi - pensando di straforo, che fossero anche i migliori addobbi natalizi di sempre. Un po' per quell'idea, a suo modo confusa, tra i tuoi pensieri a metà strada tra il cuore e la testa, che desideri fare di casa tua un posto accogliente non solo per umani, ma anche per quanti più animali sia possibile. Hai più o meno sempre provato a farlo, ti sei accorto che non è così difficile e quindi è una pratica che si può proseguire; e, proprio negli ultimi giorni, hai assaporato la gioia di questa attività.

Giò al mattino presto, a persiane ancora chiuse, ti capita ormai sempre di sentire i canti e le voci animatissime, eccitatissime, indaffaratissime di questi piccoli piumati che intendono passare l'inverno qui e non si involano per latitudini più soleggiate. Lo sai, il perché: sono sui rami dell'albero, a becchettare le sferette di semi, appese alle loro reticelle verdi. Sono cince, passeri, e altri che non conosci (usignoli, anche, forse?): per loro, oltre che al pericolo della minaccia mortale dei cacciatori criminali e violenti che sbandierano con arroganza il loro "amore per gli animali" a suon di piombo ed esplosioni spaventose, c'è anche l'insidia del freddo, delle corte ore di luce, dei luoghi sempre troppo pieni di umani e sempre più vuoti di cibo e ripari.
Queste loro voci raggiungono luoghi del tuo sentire che si allargano e gioiscono quando le sentono.

Ma è capitato di meglio, giusto due giorni fa.
Ecco cosa è accaduto.
Eri alla finestra e del tutto casualmente hai guardato fuori. Sentivi, è vero, i cinguettii. Allora, è stato quello il momento che il tuo occhio ha colto un frullar di ali e hai visto finalmente uno dei tuoi invisibili ospiti con le penne. Un uccellino piccolo piccolo, col capino scuro, la pancia chiara e le ali scure, ma di una tonalità differente da quella della testa, saltellava sui rami sottilissimi, come se fosse senza peso, tutto intorno alla sfera di semi.  Si era messo a un certo punto in posizione per lui ideale, credo. Sul limitare di un rametto sottilissimo, la schiena verso l'aria, e di fianco alla sfera, cinguettava e muoveva lo sguardo e il capo in giro, e poi - tictictic! - una beccata, una piluccata ai semini. Che leggerezza: il ramoscello non dondolava, la palla nemmeno oscillava e a un certo punto hai persino dubitato che li mangiasse davvero i semi, che magari non riuscisse a staccarli dal resto della sfera. Ma no - ragionando, ti sei convinto - ci riesce, altrimenti sarebbe già volato via. In effetti, è rimasto lì per un bel po' - non si è accorto che lo guardavi dalla finestra, immobile, respirando pianissimo, ma sorridendo tantissimo? - segno che la situazione gli era vantaggiosa e gradita. Poi, ha cambiato rametto, si è spostato dall'altro lato della palla e ha - tictictic! - becchettato ancora. Mentre piluccava, - CI-CI-CI! CI-CIU! - girava gli occhi e spostava la testolina in giro. Per vedere se tutto era tranquillo? Se non c'erano pericoli?. Per vedere se c'erano altri uccelli? Questo, tu non lo puoi sapere. Poi, a un certo punto, con un frulletto di alette, si è spostato su un ramo sospeso sopra alla palla, ha dato qualche altra piluccata. Poi, altra frullata, altro ramino, sempre più su, come facendo una specie di scala tra i ramoscelli sottili e flessibili della chioma spoglia dell'albero. Quando è arrivato sul ramo più alto e più sottile, si è guardato un poco in giro, poi - CI-CI-CI! - ha spiccato l'ultimo frullo ed è volato via, passando dal colmo del tetto al cielo.

2 commenti:

  1. Bravissimo Giovanni, che bel pensiero che hai avuto, degno di un animo gentile e generoso come il tuo. Gli uccellini sono bellissimi e osservarli riempie ogni volta il cuore.
    Noi qui abbiamo piccioni, gabbiani e a Villa Borghese, dove vado a correre da un po' di tempo a questa parte, anche passerotti, merli, cornacchie e persino pappagallini. Nel parco trovano un sacco di bacche e ci sono diverse persone che gli danno da mangiare.

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    Risposte
    1. Grazie Rita!Mano a mano, spero di rendere più accogliente e fornito il 'ristorante' :)
      Qui per ora vengono solo questi uccellini piccolini, ma in compenso nel prato ci sono lumache, lombrichi, opilioni. In giro vedo e sento i piccioni, e corvi e cornacchie. Lungo i fossi, poi, passando in autop, capita di vedere dei bellissimi aironi bianchi, che qui sono di casa.

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